COMMEZZADURA (TN), frazione Mastellina. Chiesa di Sant’Antonio abate

All’estremità ovest della frazione
https://goo.gl/maps/nYUv7Pdzh2keEpof9

 

La chiesa, alla quale era annesso anche un ospizio con casa orto e cappella, dipendente dal priorato di Campiglio, fu nominata in una concessione d’indulgenza del 5 gennaio 1460 del cardinale Prospero Colonna. L’edificio fu consacrato il 16 aprile 1461 e dedicato alla Vergine Maria e a Sant’Antonio abate.
La chiesa fu affrescata da pittori Giovanni e Battista Baschenis tra il 1483 e il 1489.
All’inizio del XVII secolo la chiesa fu colpita da una frana che ostruì l’accesso della chiesa che fu restaurata modificando l’assetto del prospetto principale con l’apertura, nel 1607, di una nuova facciata con una nuova porta d’ingresso (il portale è firmato dallo scalpellino Antonio Gramola di Deggiano), che venne a trovarsi molto più in alto del piano stradale.
Nel 1617, in seguito alla visita pastorale fu aperta una porta verso la canonica e fu realizzato un muro di contenimento per proteggere la chiesa da possibili frane.
Nel 1649 si decise di rimuovere l’altare esterno, di restaurare il tetto e di aprire una finestra in facciata.
Il pavimento fu rifatto nel 1695 e nuovamente nel 1742. Tra il 1812 e il 1814 sono registrate spese per rifare il tetto.

Nel marzo del 1933 il restauratore Massimo Tua, su incarico del soprintendente di allora Giuseppe Gerola, fece riemergere gli affreschi quattrocenteschi che si ritenevano perduti.
Tra il 1970 e il 1971 furono eseguiti numerosi lavori: fu realizzato uno scavo di drenaggio; fu ripristinato il tetto con la sostituzione delle travature e delle scandole; furono riaperte alcune finestre e rifatti gli intonaci. Nel 1971 la chiesa fu dichiarata inagibile a causa del cedimento del soffitto che nel 1975 fu sostituito con la messa in opera di tavole di larice piallate.
Gli affreschi quattrocenteschi furono restaurati tra il 1979 e il 1982.

La facciata a due spioventi irregolari risale al 1607, presenta un portale architravato affiancato da due finestre rettangolari con inferriate.
Sul lato sinistro si erge il campanile con copertura piramidale, accanto al quale si sviluppa il fabbricato dell’ex ospizio.
L’interno si presenta ribassato di nove gradini rispetto al piano stradale, a navata unica coperta da un soffitto ligneo piano; l’arco santo a tutto sesto raccorda l’aula con il presbiterio, che è sopraelevato su un gradino e illuminato da una finestra, di forma rettangolare con volta a botte e ornato da affreschi quattrocenteschi.
Gli affreschi rimasti sono: tra le finestre, una Crocifissione tagliata nella parte superiore e recante la data 1483; all’estremità dello stesso muro le figure di san Defendente e san Giovanni battista. Sopra la finestra destra Cristo benedicente in mandorla. Nella parete sud, sono visibili la parte superiore delle scene raffiguranti: Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto. Nell’arco santo parte della figura di san Pietro con cartiglio con l’inizio del Credo e la data 1489a

All’altare maggiore vi è un’ancona lignea scolpita del 1629 che reca parti di uno smembrato trittico tardogotico.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/33309/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

Data compilazione scheda: 15-3-2022
Rilevatore: AC


Regione Trentino-Alto-Adige