CASTELCOVATI (BS). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 33
https://goo.gl/maps/j3F9WkmsKKtw5mFS6

 

Nel 1565, la visita pastorale del prevosto Giovita Cogi, grazie all’autorità conferitagli dal vescovo Domenico Bollani, mise in evidenza la povertà della chiesa, che era architettonicamente molto semplice: un pavimento in cotto, un soffitto costituito di travi e una sola navata. Si decise così di costruire il coro con volta in mattoni e il pavimento in marmo.
Il nuovo altare maggiore fu voluto dall’arciprete Giuseppe Ruffi, progettato ed eretto nel 1682.
In un documento del Fondo Paolo Guerrini della Biblioteca Queriniana di Brescia, è stata rinvenuta una relazione relativa alla parrocchia di Castelcovati inviata al vescovo Giovanni Molino fra il 1755 e il 1773 si trovano alcune significative indicazioni relative all’edificio parrocchiale che viene così descritto: «La chiesa archipresbiterale di Castelcovati…è di una sol nave, molto vecchia, e senza volto, eccettuato il coro qual è di fabbrica non tanto antica, con volti di mattoni e pavimento di marmo, essendo di mattoni il pavimento della chiesa, la cui cappella del Battistero ha i balaustri in pietra che facilmente si sormontano, non essendovi mai stato sovrapposto il recinto di ferro ordinato da mons. vescovo Bartolomeo Gradenigo nella sua visita fatta il 17 ottobre 1684.»

L’arciprete Francesco Andreoli fece eseguire un progetto per l’erezione di una nuova parrocchiale, a sostituzione della vecchia chiesa oramai insufficiente a contenere la popolazione, da costruirsi parte sull’area della chiesa di S. Alberto, e parte su un terreno di proprietà del nobile Manera. Non si sa per quali ragioni ma l’idea venne ben presto abbandonata, e Andreoli spostò la sua attenzione sulla vecchia parrocchiale. Nell’archivio parrocchiale restano i rilievi fatti dal capomastro Francesco Cattori il 4 settembre 1784 che documentano la planimetria della parrocchiale esistente. Ne risulta che la facciata della chiesa dava direttamente sulla strada, che l’edificio era munito di battistero posto all’ingresso sul lato sinistro, e che vi erano tre altari laterali: uno a sinistra e due a destra.
Dato che dall’ultima visita pastorale, nel 1791, non risultano essere avviati i lavori per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, si presume che essi siano iniziati nel 1792.
Da quanto risulta dalla visita pastorale del vescovo Ferrari, nel 1841 i lavori erano ultimati, ma la nuova Chiesa non era ancora stata consacrata.
Nella seconda metà del XIX secolo, fu affrescato il presbiterio con la rappresentazione del Trionfo dell’Eucarestia nella volta e i quattro Evangelisti nei pennacchi.
Nei primi anni del XX secolo fu affrescato il catino dell’abside, raffiguranti il Trionfo della Croce, mentre nel ventennio successivo fu affrescata la volta della navata con la Natività, la Crocifissione, l’Assunzione di Maria, la Risurrezione e l’Ascensione, oltre ad altri riquadri incorniciati da stucchi.

La facciata della chiesa, che presenta grandi aperture rettangolari, fu edificata in stile neoclassico scandita da quattro lesene e suddivisa in due registri che terminano nella sommità con un timpano con cornice aggettante.

L’impianto architettonico è composto dal corpo principale della chiesa ad aula unica a doppia altezza con volte a vela, ed è scandita dalle cappelle laterali fino al presbiterio circolare. La chiesa è dotata di un apparato decorativo uniforme per tutta l’aula con l’aggiunta di stucchi e parti affrescate con diversi motivi floreali.

 

Nella chiesa vi sono diverse opere d’arte pregevoli: la pala dell’altare maggiore che rappresenta l’apparizione di Cristo a Sant’Antonio abate, opera di  Sante Cattaneo (Salò, 1739 – Brescia, 1819)  ), la Via Crucis (opera del clarense Giuseppe Teosa) .

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/51418/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://it.wikipedia.org/wiki/Castelcovati

 


Chiesa di San Marino. Edificata nel 400′ probabilmente per volontà della famiglia De Marinis, nacque inizialmente come oratorio campestre. Sulle pareti interne del tempio si sono conservati numerosi affreschi quattro e cinquecenteschi. Il principale, che sovrastava l’originario unico altare, attribuito alla scuola di Vincenzo Foppa (Brescia, 1427 circa – 1515 circa), raffigura la Madonna con Bambino in trono, affiancata dai santi Antonio abate (a sinistra) e Marino.

 


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