MONTALTO DORA (TO). Chiesa San Rocco con affresco di s. Antonio abate, primi decenni XVI secolo

La chiesa è posta a fianco di una delle prime curve della strada che sale al Castello di Montalto. Via Casana, 16
https://maps.app.goo.gl/gsmHJvNPB8sUmy4g6

In assenza di precise fonti documentali è stato ipotizzato che già a fine Trecento esistesse un pilone votivo o una cappellina nei pressi del posto di guardia del Castello. La sua costruzione risale agli inizi del Cinquecento. Originariamente era dedicata alla Vergine, ma a partire dal Seicento, dopo la tragica epidemia di peste del 1630, la popolazione di Montalto Dora la dedicò a San Rocco, protettore dalla peste. La posizione defilata rispetto al borgo, fa supporre che nelle vicinanze vi fossero dei lazzaretti.

L’aspetto odierno, con il porticato ottocentesco e con la facciata di gusto classicheggiante nasconde l’antichità dell’edificio. L’interesse storico e artistico della chiesa risiede nel ciclo di affreschi che ricoprono le pareti interne del presbiterio.
All’interno gli affreschi votivi raffigurano la Madonna e ad alcuni santi taumaturghi, in particolare San Sebastiano e San Rocco. Nulla si sa sull’autore degli affreschi: elementi stilistici manieristici portano ad una datazione ai primi decenni del XVI secolo, e inducono a pensare che l’autore abbia avuto modo di formarsi sulla lezione gaudenziana attraverso qualche allievo del maestro. È stata avanzata l’ipotesi che l’ignoto autore sia giunto in Canavese al seguito di Fermo Stella da Caravaggio.

Dietro l’altare vi sono tre scene che raffigurano la Vergine col Bambino affiancata da Santi che sono affrescate in finte architetture, dipinte seguendo le regole della prospettiva. L’ignoto artista fu attento a creare l’illusione di continuità tra il nostro spazio e quello dell’affresco, come se la scena sacra si svolgesse proprio davanti allo spettatore.

Il dipinto a sinistra presenta, a destra della Madonna, la figura di Sant’Antonio abate che indossa un inconsueto saio rosso sotto il mantello scuro, tiene nella mano sinistra un bastone e nella destra una grossa campana rivolta verso l’alto. Ai suoi piedi un piccolo maiale scuro.

 

 

La Chiesa di San Rocco fa parte dei luoghi del sacro collocati sulla Via Francigena morenico-canavesana ed è dotata dotata del sistema “Chiese a porte aperte” di apertura e narrazione automatizzata.
Consultare la App “Chiese a porte aperte” per prenotare.

Info:
https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/716-chiesa-di-san-rocco

Bibliografia:
Moretto A., Indagine aperta sugli affreschi del Canavese, Stabilimento tipo-litografico G. Richard, Saluzzo 1973,  pp. 186-90

FAENZA (RA). Pinacoteca Civica, trittico eburneo scolpito con s. Antonio abate, 1410/20


Trittico portatile con Crocifissione (al centro in alto), Battesimo di Cristo (al centro in basso), nell’ala sinistra in alto Annunciazione, in basso San Giacomo Maggiore e Sant’Antonio abate; ala destra in alto Orazione nell’Orto, in basso San Michele Arcangelo e Santo Stefano(?).
Avorio e legno, 66 x 44,5 cm , Bottega di Baldassarre degli Embriachi o Bottega di Rossello di Iacopo Franchi, datato 1410/20

Il trittico è giunto nella Pinacoteca nel 1867 dalla chiesa di Santa Cristina del convento dei cappuccini di Faenza, in seguito alle soppressioni postunitarie (Donato 1956, p. 184), ma la destinazione originale del polittico rimane sconosciuta, però, per la funzione di oggetto di devozione personale dell’opera e la preziosità del manufatto, si potrebbe ipotizzare una provenienza da qualche famiglia nobile di Faenza.

Nella parte inferiore dell’ala sinistra, a destra la figura di s. Antonio abate, con lunga barba e copricapo, reca nella mano sinistra un libro e nella destra un bastone a tau. Un piccolo maiale è ai suoi piedi a destra.

 

Info e immagine da:
https://www.pinacotecafaenza.it/opera/trittico-portatile/

FAENZA (RA). Museo Diocesano d’Arte Sacra, dipinto con”Tentazione di s. Antonio abate” di C. F. Comerio, 1779

Olio su tela, 266 x 151 cm. Opera di Carlo Filippo Comerio (Locate Varesino, 1747 – Milano, 1827).
S. Antonio abate si rivolge al cielo ove sono cherubini. Alla sua sinistra un demonio e il fuoco.
Il dipinto è anche interpretato come “S. Antonio abate vittorioso sul demonio”..

 

 

Immagine da:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6143008/Comerio+C.+F.+(1779)%2C+Dipinto+con+Tentazioni+di+Sant’Antonio+Abate

PAULARO (UD), fraz. Salino. Chiesa di santa Caterina d’Alessandria, con immagine di sant’Antonio abate

La chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria martire, eretta a Salino nel 1400 e ristrutturata nel 1849, conserva un antico campanile medioevale ed un altare del 1600. La chiesa si trova in posizione dominante sul paese.
L’edificio attuale risale al 1849, anno in cui fu ricostruito, demolendo la precedente chiesa quattrocentesca.
Dopo il terremoto del 1976, l’edificio di culto è stato ulteriormente restaurato (1984-1987).

La struttura della chiesa è a navata unica, profonda e luminosa, con due altari laterali dedicati a San Biagio e Santa Lucia. Il presbiterio si trova ad ovest, rialzato di due gradini, e comunica con una sacrestia.
Tra le opere e le decorazioni spicca la splendida pala dell’altar maggiore. Raffigura la Madonna della cintura con in grembo il Bambino Gesù, circondata da Sant’Agostino, Santa Monica, Santa Caterina, San Floreano (patrono della vallata) e Sant’Antonio abate (a destra). La tela presenta caratteri pittorici vicini alla scuola di Silvestro Noselli.
Molto bello l’affresco della volta: un ampio ciclo decorativo con #angeli musicanti, figure celesti e cartigli, che circondano la raffigurazione centrale della Trinità e della Vergine Maria. L’insieme dona luminosità e movimento alla cupola
Splendido anche un altare ligneo, un ricco esempio di scultura barocca, suddiviso in più nicchie tra colonne tortili e fregi dorati. Vi sono statue policrome di santi, tra cui un francescano, Santa Lucia ed un vescovo, testimonianza della devozione e dell’arte lignea locale.

Accanto alla chiesa sorge un #campanile in pietra, simile a quello di Dierico, che richiama un impianto più antico.

Fonte e immagini:
Paola Treppo 26 set 2025

 

CREMONA. Museo Civico Ala Ponzone, tela con s. Antonio abate di Pietro Neri, XVII secolo

Il Museo conserva un dipinto raffigurante sant’Antonio abate di Neri Pietro Martire (Cremona, 1591 – Roma, 1661) olio su tela di 75 x 71 cm. L’attribuzione si deve alla Gregori.
«L’opera per il Puerari testimonia la discontinuità dello stile dell’artista “tanto si stacca dai precedenti dipinti, e pare ancora volta ai bolognesi. Successiva ai dipinti mantovani, prima del secondo viaggio a Roma”.» (1)

S. Antonio, a mezza figura, con le mani giunte, tiene col braccio sinistro un bastone cui è appesa una campanella. Il Santo emerge nello specchio di una grotta appena suggerita quasi con effetto di controluce sul cielo d’un azzurro intenso; accentuato l’effetto il mantello nero, con la tau, dal quale spuntano le maniche brune del saio.

 

 

(1) Parte del testo e immagine da: https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300077978