VOLTAGGIO (AL). Convento e pinacoteca dei Cappuccini, due dipinti con s. Antonio abate

Ignoto pittore ligure seguace di Bernardino Luini, datato 1542, olio su tavola 193 x 164 cm, inventario 1937 – chiesa 76. Restaurato nel 1991.
Raffigura al centro sant’Antonio abate, a sinistra san Pietro e a destra san Bernardo. In alto, ai lati di un Cristo di pietà (Imago pieatis), le figure dell’Annunciazione.
Sant’Antonio è seduto in trono, ha barba biforcata e mantello nero con la tau; tiene con la mano sinistra un libro aperto appoggiato al ginocchio e una campanella. Con la destra regge un bastone pastorale.

Immagine da:
Cervini F.; Spantigati C. (a cura di), La pinacoteca dei Cappuccini, Cassa di Risparmio di Alessandria, 2001, pp. 66-7 Reperibile su: https://www.fondazionecralessandria.it/biblioteca/la-pinacoteca-dei-cappuccini/


Di Domenico Fiasella (Sarzana, 1589 – Genova, 1669) è il dipinto olio su tela che raffigura Sant’Antonio abate contemplala morte di san Paolo eremita, inventario n° 21.
La pala si trovava in origine nella chiesa di San Sebastiano di Genova, distrutta nel 1872 per fare posto all’odierna via Roma. Acquistata da padre Pietro Repetto, l’opera trovò posto da subito nella controfacciata destra della chiesa conventuale, dove è documentata già nel 1898.

Tela di formato rettangolare sviluppato in verticale. La scena si dispone su due registri: nella parte superiore vi è l’apparizione di Cristo e della Madonna, circondati da cherubini; nella parte inferiore s. Antonio abate assiste nel momento della morte s. Paolo eremita che è seduto su una roccia, regge in mano la corona del rosario, a destra si vedono in penombra i libri e il crocifisso, mentre ai suoi piedi due leoni gli scavano la fossa. Il Santo in ginocchio, di fronte a s. Paolo, con una mano gli solleva un braccio, con l’altra gli regge la testa

 

Link:
https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100448906

VOLTAGGIO (AL). Oratorio Sant’Antonio abate

Via Provinciale.
https://maps.app.goo.gl/Cib17n5rLdts8dMr6

L’oratorio, che era un tempo collocato fuori dal centro storico, all’estremo sud del paese, può può quasi sicuramente essere identificato con la cappella rurale menzionata nel 1582 da mons. Bossi: oratorium vicinum portae Vultaggi.

La chiesa non era in origine sede di Confraternita, ma l’estendersi dell’abitato comportò la costituzione nel 1695 della Confraternita di Santa Maria in Portico sotto il titolo di Sant’Antonio abate.
In precedenza l’edificio era stato sottoposto a lavori di rifacimento o di consolidamento, come testimonia la data 1629 incisa su un trave del tetto e recentemente riemersa a seguito della rimozione del vecchio tramato ligneo.

L’architettura della chiesa odierna, coerente nelle semplici linee a capanna e la facciata spoglia, con le tecniche edilizie rustiche dell’artigianato locale e con la semplice architettura degli oratori liguri, sembrerebbe quindi riferibile al terzo decennio del Seicento. Inconsueta è invece la singolare guglia che sovrasta il campanile che fa pensare a successivi interventi di restauro, probabilmente ottocenteschi.

 

L’interno ha una struttura compatta a navata unica con copertura a volta. Dal coro si accede, a destra, alla sacrestia. All’interno vengono conservate opere del ‘600 genovese come la statuetta lignea di S. Antonio attribuibile alla scuola del Maragliano.

Il Santo ha un libro nella mano sinistra e tiene un fuoco sul pollice destro.



Un Gonfalone seicentesco ha la particolarità di essere dipinto da entrambe le parti con lo stesso soggetto a specchio e raffigura il Santo, nella sua classica iconografia, con il maiale e il bastone a T e in alto la Vergine col Bambino tra angeli. Il gonfalone è dipinto a olio su seta damascata.

 

Una serie di dipinti seicenteschi adorna le pareti dell’oratorio, uno dei quali, la Pietà con San Giovanni Battista e San Francesco, attribuito a Domenico Fiasella (1589-1669); altri quattro dipinti con soggetti diversi sono genericamente attribuiti alla scuola genovese della prima metà del Seicento. Due Crocifissi processionali, uno di scuola maraglianesca del tardo Settecento, completano l’arredo dell’oratorio.

L’altare maggiore, in marmo di Carrara, degli inizi del secolo XVIII ha tarsie policrome e al centro un clipeo rappresenta una Tau sormontata da una fiamma.

 

A Voltaggio, quello di s. Antonio abate era uno dei quattro oratori presenti che nel 1773 il cartografo Matteo Vinzoni rappresentò nella planimetria del borgo ne “Il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova in terraferma”, e ne registrò la collocazione urbanistica: all’estremità Sud (fuori dalla cinta muraria)  l’Oratorio di Sant’Antonio abate; al centro è tuttora ubicato quello di S. Maria del Gonfalone; all’estremità Nord, erano presenti gli Oratori di San Sebastiano (sconsacrato dal 1962) e di San Giovanni Battista; quest’ultimo, dopo il 1870, fu demolito e ricostruito sempre a Nord ma presso la località San Nazaro.

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Il 17 gennaio, festa di S. Antonio era tradizione benedire gli animali che aiutavano l’uomo nel lavoro dei campi. Oggi vengono benedetti gli animali da compagnia, e la protezione del Santo viene estesa anche a moto ed auto. Nello stesso giorno si distribuiscono anche “sale e focaccette” benedette. Queste ultime vengono pressate in stampi di legno ottocenteschi e assumono una caratteristica forma rotonda sulla cui superficie restano impressi i simboli sacri.

 

Link:
https://www.archiviocasalis.it/localized-install/biblio/alessandria/voltaggio

Immagini da:
https://www.chiekete.eu/2025/09/26/oratori-voltaggio-santantonioabate/

NOVALESA (To). Casa degli Affreschi con immagine di s. Antonio abate.

La “Casa degli Affreschi”, recentemente acquisita e restaurata nel 2012 dal Comune di Novalesa, era una locanda medioevale con un doppio ambiente interno ben conservato. Probabilmente da identificare con la Locanda della Croce Bianca citata nei documenti a partire dal XIV secolo.
Presenta in facciata affreschi con gli stemmi delle regioni europee di provenienza degli avventori; riconoscibili stemmi sabaudi e dei principi d’Europa quali Inghilterra, Francia, Saluzzo, Bretagna, avevano probabilmente la funzione di offrire una garanzia di professionalità e mostrare la consuetudine ad ospitare personaggi di alto rango.
Era una tappa della Via Francigena alla base del Colle del Moncenisio. Internamente, la Casa presenta decorazioni geometriche a fresco con scritte lasciate dagli avventori (uno di origine polacca) nel corso del tempo.
Le pitture in facciata sono riconducibili a due momenti distinti tra il Trecento e tardo Quattrocento.

Su un angolo della facciata è comparsa anche l’immagine di S. Antonio abate, con viso corrucciato, che tiene con la mano sinistra bastone e campanella e con al destra un libro chiuso. L’affresco è attribuito al pittore che operò anche a San Giusto di Susa, un seguace di Jaquerio identificato col “Maestro della Lusernetta” che affrescò la locale Cappella di San Bernardino  e datato alla metà del Quattrocento.

 

Aperto nei sabati e domeniche estive, info al vicino Museo di Vita Montana
Indirizzo: Via Maestra, 43 – Novalesa TO

Immagini da:
https://www.facebook.com/photo?fbid=10215346372408717&set=pcb.10165192873271742

Link:
https://museonovalesa.org/la-casa-degli-affreschi/

Segnalazione di Valter Bonello

VOLPEDO (AL). Pieve di San Pietro, affresco con s. Antonio abate, XV secolo

Già citata in documenti del X secolo, la Pieve fu rimaneggiata nel XV secol; tale rifacimento ne ha ne ha mutate in buona parte le forme originarie, ma ne ha accresciuto l’interesse artistico arricchendola di pregevoli affreschi attribuiti alla scuola dei tortonesi Manfredino e Franceschino Boxilio (XV – inizio XVI secolo).

 

 

 

Sui pilastri vi sono molti affreschi devozionali con figure di Santi e tra essi anche sant’Antonio abate che indossa saio e mantello, ha la barba bianca biforcata e tiene la mano destra nel gesto di benedizione, con la sinistra regge un bastone con terminazione a “L” cui è appesa una campanella.

 

 

 

 

Per approfondire la Pieve e gli affreschi:
https://archeocarta.org/volpedo-al-pieve-di-san-pietro/

https://www.chieseromaniche.it/Schede/243-Volpedo-San-Pietro.htm

https://www.piemontego.it/monumenti/volpedo-al-pieve-romanica-di-san-pietro

TERDOBBIATE (NO). Oratorio di San Pietro con immagine di s. Antonio abate, fine XV secolo

L’Oratorio quattrocentesco è un piccolo edificio sito vicino alla chiesa parrocchiale; ha una struttura semplice a navata unica con tetto sostenuto da una struttura lignea e copertura in coppi, ma all’interno conserva pregevoli affreschi.

La parete di fondo, parte della parete sud e la controfacciata furono decorati tra il XV e il XVI secolo su commissione dei feudatari Da Trecate, che lasciarono negli affreschi il loro stemma, un leone rampante bianco in campo rosso. Stilisticamente affini alla bottega dei Cagnola, potrebbero però, secondo Giovanni Romano, essere opera del Maestro di Momo che caratterizza i propri personaggi attraverso volti torniti, marcati arrossamenti sulle gote e capelli gonfi con riga in mezzo. Si tratta di affreschi di diversa qualità, ricollegabili a mani e tempi di esecuzione diversi: sono di miglior fattura quelli della parete di fondo, per i quali si riscontra maggior cura nella scelta dei colori, nella realizzazione della volumetria dei corpi e nella raffigurazione dei personaggi.

Nella parete nord, a sinistra entrando, potrebbe esserci la figura di San Lorenzo, ma privo del volto, che indossa la dalmatica da diacono, regge un cesto di vimini con il pane, un libro e la palma del martirio. Successivamente la Madonna adorante il Bambino e Santa Margherita, alle loro spalle un paesaggio boschivo; in alto appare lo stemma della famiglia Da Trecate. Segue una Madonna in trono col Bambino e San Francesco, Sant’Agata e San Bernardo d’Aosta, anch’esso privo del volto.

Sulla parete di fondo, nella parte superiore del timpano, il Cristo in pietà e, ai lati, due angeli con gli strumenti di tortura della Passione. Nel registro inferiore la Madonna in trono con Bambino, al centro, e, da sinistra, San Giovanni Battista, San Rocco e San Pietro. A destra della Vergine, Sant’Antonio abate, San Sebastiano e un altro San Rocco; in alto tra le due ultime figure, lo stemma dei Da Trecate.
Sant’Antonio abate indossa saio e mantello; ha la mano destra alzata nel gesto di benedizione; tiene con la sinistra un alto bastone con terminazione a tau cui è appesa una campanella.

In controfacciata vi è una Madonna del Latte.
Sulla parete sud sono affrescati: San Francesco che riceve le stigmate, Cristo in pietà e la Visione di Sant’Eustachio.

 

Link e parte del testo da:
https://www.comune.terdobbiate.no.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/oratorio-di-san-pietro-30991-1-8b919004d7b5dff285d9efabc2e0862b

https://www.chieseromaniche.it/Schede/1524-Terdobbiate-San-Pietro.htm

Segnalazione di Valter Bonello.

Indirizzo: Via E. Porrino – Terdobbiate NO