MAGNANO (BI). Monastero di Bose, icona con s. Antonio abate di G. Papetti, 1970-90

Il Monastero di Bose conserva anche alcune icone realizzate dal pittore Giorgio Papetti (1951 -) negli anni tra il 1970 e il 1990.

Una, molto suggestiva, raffigura sant’Antonio abate entro una grotta, circondato da molti animali.
Il Santo guarda verso l’alto con le mani aperte in preghiera.

 

 

 

Info sul Monastero:
https://www.monasterodibose.it/

 

Immagine da:
http://www.giuseppepapetti.it/#about

SAN GIMIGNANO (SI). Chiesa di Sant’Agostino con due immagini di s. Antonio abate

La chiesa di Sant’Agostino, del XIII secolo, conserva pregevoli opere d’arte.

 

Sulla parete a destra è affrescato sant’Antonio abate, stante, con barba biforcata, guarda verso l’alto e tiene nelle mani giunte un rosario.

Opera del 1529 di Vincenzo Tamagni (1492 – 1530 ca.) Il dipinto fu commissionato per legato testamentario di Agnolo Benzi nei Mainardi nel 1529, come si rivela da un libro di Ricordi di casa
Mainardi letto da L. Pecori, e seguito dalla letteratura locale, è stata confermata dalla successiva storiografia artistica.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900183745-3


Nella navata della chiesa vi è un’altra immagine di sant’Antonio abate, nella predella dell’affresco del 1464 raffigurante “San Sebastiano protegge il popolo di San Gimignano” di Benozzo Gozzoli  (Scandicci, 1420 – Pistoia,  1497).
L’affresco votivo, di 550 x 250 cm, fu commissionato dagli Agostiniani come protezione contro la peste che nel 1464 colpì la città.

Sopra le figure dei Santi negli oculi sono i loro nomi: “SANCTUS IULIANUS/ SANCTUS ANTONIUS/ SANCTUS IOHANNES BAT(TISTA)/ SANCTUS DOMINICIS/ SANCTUS IIUSTUS/ SANCTA AGATA”.
Sant’Antonio abate è raffigurato a mezzo busto, con barba biforcata; tiene con la mano sinistra un libro bianco e con la destra un bastone a tau o stampella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900183712

SAN GIMIGNANO (SI). Palazzo comunale, Pinacoteca, tre tavole con s. Antonio abate: trittico del “maestro del 1419”; tavola dello Pseudo Ambrogio di Baldese e tavola di Pier Francesco Fiorentino

Tempera e oro su tavola. Trittico di 194 x 172cm.
Raffigura al centro San Giuliano in trono con i santi Antonio abate (a sinistra) e Martino vescovo. Datato al primo quarto del XV secolo circa 1425-27
Opera del “Maestro del 1419”, un pittore anonimo italiano seguace di Lorenzo Monaco, attivo a Firenze e dintorni nella prima metà del XV secolo. Da alcuni identificato con Battista di Biagio Sanguigni (1393 – 1451).
Inventario PCP019, ex 26.DP Bart.; MC XI-11 Chel
Esposto nella Sala 3

Proviene dall’altare di San Giuliano dalla Collegiata di Santa Maria Assunta.

Sant’Antonio abate è raffigurato stante, con un libro rosso nella mano sinistra e un bastone a tau nella destra. Un piccolissimo maiale della cinta senese è dipinto ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Santa_Maria_Assunta_(San_Gimignano)

https://it.wikipedia.org/wiki/Maestro_del_1419


Dipinto a tempera e oro su tavola di 60 x 39,5 x 2,5 cm, raffigurante “Madonna col Bambino tra angeli, santa Caterina d’Alessandria, san Nicola da Bari, santa martire, sant’Antonio abate “, datato tra fine XIV – inizi XV secolo.

 

Opera dello pseudo Ambrogio di Baldese o Lippo d’Andrea (1370/71 – prima del 1451).
Inventario PCO009, ex 24.DP Bart.;MC XI-29 Chel
Esposto al piano 2, Sala 3

Sant’Antonio è in basso a destra, di profilo, con un libro rosso nella mano sinistra e un bastone nella destra. Un piccolissimo maialino scuro spunta ai suoi piedi, dietro il suo saio.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0901400114


Dipinto raffigurante laMadonna col Bambino e i Santi Bartolomeo, Antonio abate e il donatore fra’ Tommaso Cortesi”, datato 1490.
Opera di Pier Francesco Fiorentino (1444/45 – post 1497).
La tavola  reca l’iscrizione: “1490. FRATER THOMAS DE CORTESIIS FIERI FECIT”.

L’opera, che ancora conserva l’originale cornice, proviene dalla cappella rurale di Monti, presso San Gimignano.
Sant’Antonio abate è raffigurato a destra, tiene un bastone a stampella nella mano destra; nella sinistra una campanella. Ai suoi piedi un piccolissimo maiale e la figurina del donatore inginocchiato.

 

 

Link:
https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/14417/Pier%20Francesco%20Fiorentino%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%20tra%20san%20Bartolomeo%20e%20sant%27Antonio%20Abate

VALTORTA (BG). Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta con tre immagini di s. Antonio abate

Nel XII-XIII secolo l’ antica chiesa battesimale dedicata a S. Maria si rese indipendente dall’arcipresbiteriale di S. Pietro di Primaluna, in Valsassina, e rimase sotto la giurisdizione dell’arcivescovo di Milano Nel 1230 fu consacrata la nuova chiesa, eretta nello stesso luogo di quella demolita e sempre dedicata a S. Maria.
Tra 1450 e 1500 fu nuovamente ricostruita e riconsacrata; ristrutturata nel 1529. S. Carlo Borromeo visitò la parrocchiale il 23 e 24 ottobre 1566 e raccomandò la dotazione di un fonte battesimale e la sistemazione del cimitero esterno alla chiesa.
Nel 1786 ‐ 1787 l’autorità pontificia autorizzò il passaggio della parrocchia della Santisima Assunzione di Valtorta dalla pieve milanese di Primaluna alla diocesi di Bergamo. Nel 1789 avvenne la costruzione del nuovo campanile in sostituzione di quello antico.
Nel 1898 fu posta la prima pietra della nuova chiesa, completata all’interno nel 1903 e consacrata nel 1907.

 

Su una parete esterna si sono conservati due affreschi del Cinquecento: nel registro superiore è dipinto il Leone di San Marco, in quello inferiore appare un Sant’Antonio abate benedicente entro una cornice architettonica. Separano i due registri gli stemmi dei committenti, i Regazzoni e gli Annovazzi.

 

 

 

Tra le opere d’arte che la chiesa conserva, all’interno, sulle pareti del presbiterio,  sono due polittici a sei scomparti in bellissime cornici originali intagliate e dorate.
Il primo  era l’ancona centrale della chiesa antica con al centro la statua lignea della Madonna, ai lati i Santi Ambrogio e Lorenzo, e sopra Sebastiano, Antonio abate al centro e Rocco a destra; in alto, sulla cimasa, Dio Padre tra due angeli.
S. Antonio è a mezza figura, chiaramente riconoscibile per la lunga barba bianca biforcata e la campanella che tiene nella mano destra.

 

 

 

L’altro polittico, proveniente dall’oratorio di Sant’Antonio di Valtorta, attribuito alla mano di Simone II Baschenis, che decorò la cappella stessa nel 1529, rappresenta, nel registro inferiore, una Madonna con Bambino tra i Santi Antonio abate, a sinistra, e Lorenzo, Nel registro superiore vi sono una Pietà tra Sant’Ambrogio e Santa Caterina e, sulla cimasa, Dio padre e L’Annunciazione; nella predella, è raffigurato Cristo tra gli Apostoli.

Sant’Antonio abate è a figura intera, con saio rossiccio e mantello nero; tiene con la mano sinistra una lungo bastone che termina con una tau e al quale è appesa una campanella; ai suoi piedi a destra il fuoco e a sinistra il muso di un maiale.
Sono polittici anonimi ma assai belli, di gusto ancora tardo gotico per le dorature e lo stesso formato a scompartimenti separati, ma di linguaggio rinascimentale per gli effetti plastici e naturalistici.

 

 

 

Per approfondire la chiesa, vedere;
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31981/Chiesa+di+Santa+Maria+Assunta+%7C+Valtorta+%28BG%29

Link:

https://www.altobrembo.it/tema/chiesa-parrocchiale-di-santa-maria-assunta/

SPAGNA. Collezione privata, dipinto di s. Antonio abate di F. de Zurbaràn, 1664 circa

Olio su tela che raffigura il Santo stante, mentre tiene un grande libro sotto il braccio sinistro e la mano destra al petto. Guarda verso il cielo dove in un fascio di luce vi è il simbolo del tau.
Dietro di lui il muso di un maiale scuro. Appoggiato a una roccia a sinistra il suo bastone.

Opera del 1664 circa di Francisco de Zubaràn (Fuente de Cantos, 1598 – Madrid, 1664).

 

Immagine da Wikimedia.