USA – WASHINGTON. National Gallery of Art, tavola con s. Antonio abate di Neroccio de’ Landi, 1490-95

Tempera su tavola di 158,5 × 142 cm. Raffigura Madonna con Bambino, Sant’Antonio abate e San Sigismondo; circa 1490/1495.
Opera di Neroccio de’ Landi, pittore senese (1447 – 1500)
Esposto nell’Edificio Ovest, Piano terra – Galleria 08
Inventario numero 17.5.1952

Proviene dall’Altare sinistro della chiesa dell’ex Ospedale di San Bartolommeo, Rapolano (Siena), del 1865; Ireneo Magi, sindaco di Rapolano, del 1910; (Elia Volpi [1858-1938], Firenze), marzo 1925; (Robert Langton Douglas [1864-1951], Londra); Arthur Sachs [1880-1975], New York, entro febbraio 1931; venduto marzo 1943 tramite (Jacques Seligmann & Co., New York) e (Moses & Singer) alla Samuel H. Kress Foundation, New York; donato nel 1952 alla National Gallery.

Le dimensioni della tavola fanno sospettare che fosse originariamente destinato all’altare maggiore di una chiesa. Il fatto che sia stato tagliato e reinquadrato ne suggerisce fortemente la provenienza da un altare diverso, e l’assenza di San Bartolomeo tra quelli raffigurati fa ipotizzare che fosse dipinto per un’altra chiesa.
L’Ospedale dei Poveri di San Bartolomeo, già esistente nel 1297, fu soppresso intorno al 1760; i suoi possedimenti furono messi in vendita e la chiesa ceduta all’Ospedale della Scala di Siena. Non è da escludere che il dipinto sia pervenuto a Rapolano solo successivamente a tale data, tramite lo Spedale della Scala.

La figura di sant’Antonio abate è a sinistra. Il Santo, stante, tiene con al mano destra il bastone a tau con campanello, la destra tiene appoggiata alla gamba un libro rosso chiuso e un rosario (?). Ai piedi un maialino.

 

Link:
https://www.nga.gov/collection/art-object-page.41627.html

FIRENZE. Galleria degli Uffizi, tavola con s. Antonio abate di C. Rosselli, 1470 circa

Olio su tavola di 155 x 187 cm. Raffigura la Madonna col Bambino in trono, angeli, e s. Antonio abate e san Nicola di Bari
Realizzato intorno al 1470 da Cosimo Rosselli (Firenze 1439/1440 – 1507)

Collocazione A26. Inventario 1890 n.39411890, n. 3941

Il dipinto fu commissionato a Cosimo Rosselli nell’aprile del 1470 e fu collocato come pala d’altare di una cappella intitolata ai santi Antonio abate e Nicola, fondata tra il 1462 e il 1468 per volontà testamentaria di Mariano di Stefano Nese, nella chiesa di San Pier Scheraggio. L’edificio, tuttora esistente, fu inglobato da Vasari all’interno della struttura architettonica degli Uffizi.
L’opera è pervenuta nelle collezioni granducali in seguito alla soppressione degli enti ecclesiastici promossa da Pietro Leopoldo di Lorena nel 1784.

La tavola è una delle opere più antiche tra quelle note di Cosimo Rosselli, che si formò nella bottega di Neri di Bicci. Come il suo maestro, l’artista predilige modelli tradizionali e consolidati nel repertorio artistico del tempo: le cortine di stoffa che “aprono” la scena, già molto utilizzate da Alessio Baldovinetti; il pavimento marmoreo deriva da quello dipinto dal Pollaiolo per la Pala del Cardinale del Portogallo in San Miniato al Monte, di pochi anni precedente (e ora agli Uffizi); il Bambino in piedi ricorda i rilievi marmorei di Desiderio da Settignano. Nella costruzione della scena sacra, la prospettiva converge fortemente verso il centro, accentuata dalle figure in primo piano poste di tre quarti e dai pilastrini del trono, che stringono verso il fondo.
A sinistra di chi guarda è raffigurato san Nicola.

A destra invece è Sant’Antonio abate, qui rappresentato con la lunga barba, il bastone a forma di tau e un piccolo maiale il cui muso punta da dietro la sua figura.

 

Link:
https://www.uffizi.it/opere/rosselli-madonna-e-santi

MALCESINE (VR). Chiesa di Santo Stefano con immagine di sant’Antonio abate di A. Recchia, 1862

La chiesa è pieve di antica origine, ma riedificata tra 1729 e 1739.

Conserva varie opere d’arte e tra esse il dipinto a olio su tela di 260 x 120 cm che raffigura San Giuseppe col Bambino in braccio tra angeli e, in basso, Sant’Antonio abate e San Valentino.
L’opera fu realizzata nel 1862 dal pittore veronese Angelo Recchia  (1816 – 1882).

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra, stante, mentre sta leggendo un libro che tiene con la mano sinistra, con la destra si appoggia al bastone a Tau; ai suoi piedi a sinistra le fiamme e a destra la campanella. Sullo sfondo, tra i santi Antonio e Valentino, ci sono vari animali.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5026664/Recchia+A.+%281862%29%2C+San+Giuseppe+Sant%27Antonio+e+San+Valentino

https://www.comunemalcesine.it/antica-pieve-di-s-stefano-di-malcesine/

PERUGIA. Galleria Nazionale dell’Umbria, tavola con s. Antonio abate, Andrea di Bartolo, 1400-1410

Scomparto di polittico, tempera su tavola cuspidata con cornice ad archetti nella parte superiore che misura 100 x 36,5 cm.
Attribuito al pittore senese Andrea di Bartolo (1360/65 – 1428).
Inventario numero 976.

La tavola, insieme alla Santa Dorotea (inv.975) nella stessa raccolta, è stata donata al Museo nel 1953 da Ilona Tocchi Van Marle in memoria del padre, che l’aveva acquistata a Parigi nel 1916.
Faceva in origine parte di un pentittico, di cui la parte centrale è stata riconosciuta nella Madonna con Bambino in collezione Platt ad Englewood, e l’altro laterale destro nel San Savino del museo parigino del Louvre. Concordemente attribuito dalla critica a Andrea di Bartolo, viene datata per ragioni stilistiche ad un momento di poco precedente il 1410 (Santi, 1969, pp. 106-107 con bibliografia precedente)

Sant’Antonio, stante, con barba bianca riccia e biforcata, appoggia la mano destra al bastone a Tau e la sinistra tiene un libro chiuso

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000017172

FIRENZE. Museo Bardini, sant’Antonio abate di Bartolo di Fredi, 1380-85

Scomparto di polittico, tempera con fondo oro brunito, su tavola di 137 x 41,5 cm, raffigurante Sant’Antonio abate, opera di Bartolo di Fredi (1330 circa – 1410).

Esposto nella Galleria Corsi.
Fino al 1938 nella Collezione Corsi, donato al Museo.
All’insieme appartengono la “Madonna in trono col Bambino“, che era lo scomparto centrale di un polittico a cui apparteneva anche il “San Giovanni Battista” già nella collezione Dan Fellows Platt e Collezione Corsi, ora disperso. Meno certo è invece che allo stesso polittico debbano venir riunite anche due cuspidi, l’una con “Santa Lucia” (già Metropolitan Museum of Art), l’altra con “Santa Caterina d’Alessandria” nel convento di Assisi. Per la posizione dei Santi si deduce che il polittico era composto di cinque tavole principali.
Proviene da Montalcino (SI), Mont’Antico.

Sant’Antonio stante, con barba bianca riccia e biforcata; appoggia la mano sinistra sul bastone a Tau con campanella e tiene con la destra un libro.
Simile al dipinto a mezzo busto conservato ad Avignone  vedi scheda.

 

Il Museo si trova in Via dei Renai, 37 a Firenze.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900458149