L’AQUILA, frazione Assergi. Chiesa di Santa Maria Assunta, affresco con s. Antonio abate, 1515

La chiesa romanica sorge su una cripta che apparteneva all’edificio originario dedicato a San Franco.


Lungo le pareti e sulla superficie delle colonne si trovano resti di affreschi che originariamente decoravano tutta la chiesa. Alcuni dei riquadri risalenti ai secoli XV e XVI sono attribuiti a Saturnino Gatti e Francesco da Montereale.

 

Un affresco del 1515, opera dell’artista aquilano Saturnino Gatti (1463 circa – 1518 circa), raffigura la Madonna col Bambino (in alto) e (in basso da sinistra) i santi Francesco (?), Nicola e Antonio abate. Sant’Antonio, a destra, è raffigurato con: saio scuro, barba bianca, bastone nella mano destra e libro nella sinistra.

 


Link:

http://assergiracconta.altervista.org/archivioNews.php?page=1&id=20356

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_(Assergi)

AMATRICE (RI), frazione Cornillo Nuovo, Chiesa di Sant’Antonio abate con affreschi e statua

La frazione sorge a 1134 m s l m, sulla piazza principale, Via della Transumanza
https://goo.gl/maps/4S4eyGMPbiFgaBCS8

 

La Chiesa, dedicata a Sant’Antonio abate, un tempo annessa all’Abbazia di San Lorenzo a Trione, presenta una facciata a capanna con portale a tutto sesto in pietra arenaria, portico e campanile a vela.
L’interno ad unica navata ha una copertura a capriata e l’altare maggiore è costituito da un’edicola con cuspidi. Nella nicchia centrale troneggia la statua in terracotta di Sant’Antonio abate  del 1513, attribuita all’artista aquilano Saturnino Gatti (1463 circa – 1518 circa).


Sulla parete di fondo, ai lati dell’altare, è presente un affresco suddiviso in 12 riquadri con le Storie di sant’Antonio abate, accompagnate da descrizioni in lingua volgare. Sull’edicola è presente la firma dell’artista amatriciano Dionisio Cappelli e la data 1511, anno in cui furono realizzati l’altare e la parete di fondo.

Altri affreschi adornano la chiesa: i dodici apostoli col Redentore, la Madonna del Rosario, Sant’Amico, la Madonna con Città e la statua della Madonna con Bambino in terracotta, altra opera di Saturnino Gatti.

 

Dopo il terremoto del 2009, i cicli pittorici ad affresco, in particolare la pregevole raffigurazione delle Storie di Sant’Antonio abate non risultavano rovinati. Però i successivi sismi del 2016 e 2017 hanno danneggiato la struttura dell’edificio, mettendo a rischio gli affreschi.
Sono state messe in sicurezza le due preziose statue in terracotta di Saturnino Gatti, protagonista del rinascimento aquilano e altre opere d’arte presenti nella chiesa; tra esse il tabernacolo ligneo in forma di tempietto dipinto con l’immagine del Cristo risorto e dei santi Giovanni e Antonio abate, siglato con il nome del donatore, Cherubino de Jacobo, con data 1568.

 

Link:
https://www.amatricevive.it/2016/09/19/chiesa-santantonio-abate-xv-sex-amatrice/

https://uss-sisma2016.beniculturali.it/notizie/cratere/lazio/recuperate-opere-chiesa-s-antonio-abate-cornillo-nuovo/

https://video.repubblica.it/dossier/terremoto-24-agosto-2016/terremoto-a-cornillo-nuovo-la-chiesa-che-sopravvive-a-secoli-di-calamita/250796/250956

https://www.youtube.com/watch?v=x2fjHhnASS8&ab_channel=LuigiManfredi

https://www.facebook.com/groups/1261192033974223/permalink/1261488797277880 (per salvare la chiesa)

L’AQUILA. Chiesa parrocchiale di San Pietro in Coppito, affresco con s. Antonio abate

La Chiesa si trova entro le antiche mura della città: Quarto San Pietro, Via San Pietro a Coppito. https://goo.gl/maps/Gshf4HaYvynAGHJC7
Fu eretta alla metà del XIII secolo dagli abitanti del castello di Coppito — anticamente noto come Poppleto, oggi frazione della città de L’Aquila — che la intitolarono all’apostolo Pietro a imitazione della chiesa posta nel loro centro d’origine. Restaurata dopo i danni subiti a causa del sisma del 2009.

La chiesa di S. Pietro conserva all’interno interessanti decorazioni ad affresco: nell’abside a ovest vi è un ciclo datato al Trecento raffigurante gli Apostoli, la Leggenda di S. Giorgio e Santi; altri dipinti sono nella navata.

Sulla parete di sinistra, un’edicola ogivale presenta la Madonna con Bambino e i Santi Giovanni Battista ( a sinistra) e Antonio Abate, a destra, affresco attribuito a Paolo da Montereale, XVI secolo.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Pietro_a_Coppito

https://www.quilaquila.it/destinations/chiesa-di-san-pietro-a-coppito/

L’AQUILA, frazione Coppito. Chiesa parrocchiale di San Pietro, statua e affresco di s. Antonio abate

L’antica chiesa si trova a Coppito in Via del Duomo, 12, da non confondere con l’omonima sita entro le antiche mura della città de L’Aquila. https://goo.gl/maps/ZDwDVFxUgET68YNt9

La statua è una pregevole “conocchia” (vocabolo popolare che indica una statua formata da uno scheletro ligneo, una sorta di manichino, dove sono scolpite la testa e le mani, poi rivestita da eleganti e pregiati abiti) del Settecento, alta 150 cm e rappresenta l’anacoreta egiziano riproponendone la tradizionale iconografia: l’età avanzata, l’abito monacale, il bastone con il campanello e il libro in mano.
La statua era venerata in chiesa fino al 1959, anno in cui fu sostituita da un’altra scultura moderna, bella ma poco dialogante con lo stile e con la storia millenaria della chiesa madre di Coppito.
Lo scorrere degli anni fortunatamente non ha causato gravi danni alla struttura lignea, ma la pellicola pittorica del volto e delle mani si era alterata a causa della naturale ossidazione delle vernici originali. L’intervento di recupero del 2022 ha consolidato la struttura e restaurato le pitture.
L’abbigliamento della conocchia è stato ricreato confezionando gli stessi indumenti rappresentati nel dipinto presente in chiesa, presso il quale in passato era esposta la stessa statua. L’apparato iconografico, bastone e libro, è stato anch’esso ricostruito.

 


Sulla parete sinistra della navata della chiesa vi è un affresco di fine XV – inizi XVI secolo circa, che raffigura la Madonna con Bambino e Santi.

Sant’Antonio abate è a destra, barba bianca, saio, bastone e il piccolo maiale nero ai suoi piedi.

 

 

 

 

 

 

Link:
https://www.ilcapoluogo.it/2022/01/16/coppito-torna-la-statua-di-santantonio/

VENIANO (CO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Nostra Signora di Fatima, 3
https://goo.gl/maps/U3BiSgt2bxpnsSQ18

 

Si hanno notizie a partire dal 1504 di un piccolo oratorio dedicato a S. Antonio abate nell’area dell’attuale chiesa parrocchiale.
Un decreto di S. Carlo Borromeo stabilì nel 1583 che la chiesa dedicata a S. Antonio Abate nel centro abitato diventasse la parrocchiale di Veniano, vista “la sua migliore ubicazione e comodità per le anime, al posto di quella di S. Maria troppo isolata e senza case nelle vicinanze”.
Nel 1687 la chiesa risulta essere una semplice cappella a pianta rettangolare, di 14,80 x 9,20 m.
Tra il 1752 e il 1757 si ampliò l’unica navata esistente, con aggiunta del coro, della sagrestia e del campanile secondo il progetto dell’Ing. Arch. Carlo Astolfi.
Nel 1782 si costruì la scalinata d’ingresso. Nel 1787 il campanile fu sopraelevato.
Nel 1884 venne aggiunta la cappella di S. Antonio abate.
Nel 1904 venne edificata la navata laterale di sinistra con l’altare della Madonna del Rosario.
Nel 1908 si completò la navata laterale di destra comprendente la cappella di S. Antonio. Nello stesso anno si operò il rifacimento della facciata della chiesa.
Nel 1975 venne costruito l’altare maggiore rivolgendolo verso i fedeli e utilizzando elementi marmorei già facenti parte delle balaustre eliminate dall’area presbiteriale in quell’occasione.
Nel 1981 si realizzò un restauro conservativo della chiesa.
Nel 1997 si operò il rifacimento del tetto e la ristrutturazione del campanile, della facciata e delle pareti esterne.
Nel 2017 vennero restaurate le superfici decorate del presbiterio a seguito di infiltrazioni di acqua.

La chiesa di S. Antonio abate è rialzata dalla strada e dal piazzale antistante da otto gradini e la facciata è scandita in tre porzioni: quella centrale, che termina ai lati con due lesene per parte collocate su un basamento, è la più alta delle tre e si conclude superiormente con un timpano triangolare che ospita una raffigurazione dell’occhio della provvidenza; inferiormente al timpano una vetrata policroma inserita in una cornice illumina la navata centrale. Tutte e tre le porzioni della facciata presentano un portale di accesso trilitico in pietra con decorazioni superiori e cornici in rilievo; quello centrale, il più alto, è dotato di una raffigurazione in rilievo di S. Antonio. Le parti laterali della facciata sono collegate superiormente con quella centrale da elementi curvilinei di raccordo decorati con un motivo triangolare. L’intera superficie risulta essere intonacata: negli sfondati troviamo una colorazione ocra chiaro mentre nelle lesene, nelle cornici e nelle fasce marcapiano è stato utilizzato il colore grigio.

Il campanile sorge sul lato sud est della chiesa e presenta una pianta quadrata; coerentemente con la decorazione della facciata, è caratterizzato da sfondati di colore chiaro e da cornici e fasce marcapiano di colore grigio. Completamente intonacato, è dotato di quattro quadranti di orologio al di sotto della cella campanaria, visibile grazie a quattro aperture ad arco con parapetto in pietra; la sua sommità è decorata da una croce metallica e da quattro elementi lapidei collocati agli angoli della costruzione.

La chiesa è caratterizzata da una pianta a tre navate, con navate laterali voltate a crociera aventi altezza inferiore a quella centrale, dalla quale sono separate tramite aperture ad arco.
La navata laterale destra, tenendo le spalle all’ingresso, termina con l’altare dedicato a S. Antonio. Gli affreschi, firmati Luciano Bartoli ed eseguiti nel 1981, raffigurano a sinistra Gesù e S. Antonio nel deserto e a destra l’eremita Charles de Foucauld.
Sulla parete di destra si trova un dipinto su tela che rappresenta Cristo con la corona di spine.

Il presbiterio termina con un coro semicircolare; qui sono presenti due affreschi realizzati nel 1952 da Camillo Dossena (1900 – 1967) raffiguranti il Sacrificio di Isacco, a destra e l’Ultima Cena, a sinistra.
Gli affreschi della volta sovrastante l’altare sono stati realizzati da Luciano Bartoli (1912 – 2009) e rappresentano al centro la SS. Trinità con tre fiamme racchiuse da tre cerchi collegati tra loro, una corona di Angeli, i dodici Apostoli raffigurati da fiammelle rosse e, infine, i quattro simboli degli Evangelisti agli angoli.
La navata laterale a sinistra tenendo le spalle all’ingresso termina con un altare in marmo policromo con una statua della Madonna con il Bambino, intorno al quale sono stati rappresentati episodi della vita di Gesù opera di Luciano Bartoli.
A sinistra è collocato un dipinto su tela del pittore campionese Isidoro Bianchi (1581 – 1662) che raffigura il Cristo morto tra la Madonna, al centro, S. Antonio, a destra, e S. Carlo, a sinistra. Fu eseguita come prima pala d’altare nel 1687.

La volta a botte della navata centrale presenta affreschi allegorici di animali, in particolar modo l’agnello e il pellicano, nonché la rappresentazione della Gloria di S. Antonio.
Vi è anche una statua di S. Antonio abate.
Gli interni della chiesa risultano riccamente decorati e sono presenti finiture a finto marmo sulle lesene e sulle cornici. Gli ambienti sono illuminati da diverse vetrate policrome: nell’abside e nelle navate laterali vetrate di Michele Mellini del 1975 raffiguranti i sacramenti; nella porzione sommitale della navata centrale vetrate di Sara Puricelli del 1998 con episodi della vita di Gesù.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/15492/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate