COLLELONGO (AQ). Chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova, statua di s. Antonio abate

La chiesa, edificata dal 1557 sul sito della preesistente chiesa trecentesca, conserva varie opere d’arte.

La statua in pietra di sant’Antonio abate è collocata sull’altare omonimo nella navata destra.
Sul piedistallo si conserva la scritta incisa che ricorda un restauro avvenuto in occasione della visita del Vescovo Corradini nel 1692: “RDBRP-MDCLXXXXII” (Reverendo Don Biagio Rossi Procuratore – 1962).
La statua forse era stata commissionata dall’ordine Antoniano, in quanto sul piedistallo compare la Croce di Malta con graffito datato 1779. Il capitolo dell’Ordine degli Antoniani nel 1774 decise l’unione con l’ordine di San Giovanni o di Malta; in seguito alla bolla “Rerum humanarum conditio” di Pio VI del 16 dicembre del 1775, l’ordine Antoniano fu soppresso.

La chiesa conserva anche una pala d’altare raffigurante sant’Antonio abate, opera di Riccardo Tommasi Ferroni (1934 – 2000).

Le prime attestazioni storiche relative al culto di Sant’Antonio abate a Collelongo risalgono allo scorcio del 1600, periodo in cui verosimilmente venne eretto l’Altare dedicato al Santo nella chiesa parrocchiale.
Nei giorni della festa, il 16 -17 gennaio, la statua viene ornata con arance.

Per approfondire i festeggiamenti, vedi scheda.

 

Link:
https://collelongo-go.it/contenuti/325847/festa-sant-antonio-abate  e pagine collegate

https://collelongo-go.it/contenuti/317160/cenni-storici-culto

TAGLIACOZZO (AQ). Chiesa confraternale di Sant’Antonio abate

 

La chiesa è posta nelle vicinanze dell’antica porta Valeria.  Via Moro Celso
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La chiesa  risale probabilmente al 1425 come si evince dall’iscrizione sull’architrave del portale.
La chiesa fu sottoposta all’Ordine Costantiniano (Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio) che tuttora è rappresentato dalla Confraternita, come stabilito da un regolamento approvato con decreto reale del 1792. L’Ordine aveva la prerogativa di ospitare i viandanti ammalati.
Nel 1998 sono stati eseguiti i lavori di rifacimento del tetto ligneo, del manto di copertura e il consolidamento e tinteggiatura delle pareti esterne.

La facciata esterna è semplicemente intonacata, con un portale in pietra con architrave e sovrastante lunetta al cui interno è contenuto un affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino, s. Antonio abate e s. Sebastiano.
In alto, sull’arco, lo stemma dell’Ordine Costantiniano con l’iscrizione: SACELLUM S. CONSTANT. IMMEDIATE SUBIECTUM. La qualità degli intagli ed il carattere delle lettere dello stemma rimandano a un’epoca posteriore al 1425.
Nella parte retrostante della chiesa spunta un campanile a vela in pietra squadrata a faccia vista con due aperture.

L’interno a pianta rettangolare ad andamento longitudinale con due navate con abside rettangolare, Le navate sono scandite da pilastri rettangolari sormontati da quattro archi, con copertura piana in legno nella navata principale e capriate lignee a vista in quella laterale sinistra. Vi è la sagrestia retrostrante e un deposito laterale.
L’altare maggiore, posto sulla parete di fondo, contiene una statua lignea di s. Antonio abate racchiusa da una grossa cornice a stucco.
L’altare laterale di destra in stile barocco con puttini e volute contiene una tela raffigurante la Madonna della Congregazione.

 

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AVEZZANO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via San Francesco, 300
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Nel 1866 la chiesa risultava già esistente (Di Pietro Andrea, Agglomerazione delle popolazioni. attuali della diocesi dei Marsi, Tipogr.  Marsicana, Avezzano 1869).
L’edificio fu distrutto dal terremoto del 1915 e completamente ricostruito nel 1925.
Nel 2008 sono stati eseguiti i lavori di rifacimento del manto di copertura con tegole in laterizio.
Nel 2013-14 sono state tinteggiate le pareti esterne ed è installata la cornice di marmo nel portone d’ingresso.

La facciata principale si presenta con un profilo a capanna e timpano. Vi è un portone d’ingesso in asse centrale della navata con due piccole finestre rettangolari a i lati.
Un piccolo campanile in ferro è ubicato sul tetto nel lato sinistro della chiesa.

L’interno è costituito da un unica navata rettangolare che termina con abside rettangolare e copertura piana.
Tetto a due falde rivestito con tegole in laterizio. Pavimento di mattonelle in cotto.

La chiesa conserva una statua di sant’Antonio abate che tiene nella mano destra il fuoco.

 

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Rilevatore: AC

PIANELLA (PE). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Roma, 18
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Dopo l’arco dell’antica “porta” d’ingresso alla città, l’unica rimasta a Pianella delle mura medioevali, dopo il Palazzo De Caro del tardo Rinascimento, sorge la chiesa di Sant’Antonio abate, sede parrocchiale, restaurata dopo il terremoto 2009.
La chiesa è stata realizzata tra il 1400 e i primi del 1500, incorporando costruzioni esistenti, come testimonia la presenza dei resti di un portale sul muro perimetrale destro.
Una lapide riferisce che nel 1484 padre Adamo De Camplo era abate della chiesa, attestandone così l’esistenza.
Tra il XVII e il XVIII secolo fu riprogettato l’interno, che ha assunto l’attuale aspetto, arricchito da stucchi e decorazione di scuola barocca napoletana.
Nel 1933 vi fu una richiesta di contributi al Ministero dell’Interno per lavori; concessi dalla Prefettura di Pescara.
Dal 1943 la parrocchia di Sant’Antonio abate è retta dal Padri Carmelitani.
Il 25 giugno 1962 la parrocchia di San Leonardo fu trasferita in quella di Sant’Antonio abate.
Il campanile è stato rialzato nel 1967. Nel 1968 sono state fuse le tre campane ad Agnone, in sostituzione di quelle più antiche, ormai rotte.
Nel 1971 c’è stata una richiesta di finanziamento al Provveditorato delle Opere Pubbliche per lavori di: parziale demolizione della copertura e rifacimento con struttura in laterocemento a sostegno del manto di coppi; demolizione e ripresa delle murature perimetrali e portanti per l’inserimento di cordoli di coronamento in cemento armato.
Nel 1979 la chiesa fu ristrutturata liturgicamente e restaurata con interventi riguardanti l’interno e la tinteggiatura della facciata.
Nel 2006 è stato redatto un progetto di restauro della facciata.

Semplice facciata rinascimentale che si articola su due livelli orizzontali, separati da un cornicione modanato e in tre partiti verticali sull’intera altezza, separati da semplici paraste che poggiano su un basamento leggermente in aggetto. Al centro, al livello inferiore un semplice portale con timpano preceduto da quattro gradini, al livello superiore un finestrone rettangolare, come chiusura superiore il timpano.
Sulla destra, il campanile in laterizio, a base quadrata con i primi due livelli ciechi con le buche pontaie dell’antica muratura di laterizio a vista. Gli ultimi due livelli, delimitati da semplici cornici marcapiano, si aprono in bucature con archi a sesto ribassato, per l’alloggiamento delle campane.

Pianta a navata unica con due cappelle laterali per lato coperta con volta a botte lunettata che termina con uno spazio cupolato e, in corrispondenza del presbiterio, abside rettangolare con un coro ligneo di noce con riquadri ad intagli nella cornice. Sulla sinistra, una grande cappella laterale coperta con volta a crociera. L’ingresso è filtrato da un endonartece che lascia lo spazio per i nove gradini interni per raggiungere il piano della chiesa. Al di sopra, la cantoria con l’organo. Al di sotto del pavimento l’antica cripta dove erano sepolti i morti, ora non più accessibile.
Lo spazio interno, di chiara impostazione barocca, con elementi architettonici rilevanti in bianco sulle pareti rosa, è scandito da lesene con capitelli compositi, sulle quali corre una doppia trabeazione continua che segue l’articolazione planimetrica.
Gli altari delle cappelle laterali, di fattura differente, sono realizzati in prevalenza con finto marmo policromo, rilievi e stucchi, separate da lesene di ordine composito, probabilmente risalenti alla scuola napoletana di fine Settecento. Tutti gli altari presentano tele di artisti locali dello stesso periodo.

Dopo l’ingresso, a sinistra, il battistero a forma di tempietto sormontato da cupole e bassorilievo del Battesimo di Gesù, in finto marmo incassato in una nicchia. Segue l’altare del Cristo Morto in legno e la statua in gesso della Madonna dei Sette Dolori, entrambi di arte popolare (secolo XIX).
La pala sopra l’altare raffigura San Giuseppe col bastone fiorito e Angeli e Santi Vescovi gli fanno corona (sec. XVIII, autore ignoto). Il secondo altare è decorato dalla pala della Pentecoste, offerta alla chiesa dai locali nobili Conti Verrotti come testimoniano, ai lati delle colonne, gli stemmi gentilizi della famiglia con il cinghiale rampante. In questa opera si avverte lo stile del pittore Salvatore De Rocco, nato a Pianella verso la fine del 700 e morto all’Aquila nel 1836. Sopra la nicchia che contiene la statua del Sacro Cuore è posto il pulpito in finto marmo.

Al di sopra dell’arco di accesso alla cappella di Santa Ciriaca, che conserva il suo corpo, vi è una pala di notevoli dimensioni raffigurante la Madonna Immacolata circondata da angeli tra sant’Antonio abate e san Giovanni da Capestrano, del secolo XVIII, di autore ignoto.
Sant’Antonio, a sinistra, ha nella mano destra il bastone a Tau, nella sinistra un libro con sopra il fuoco.

 

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COSTERMANO SUL GARDA (VR). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza mons. Davide De Massari, 1
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Ignote le origini della chiesa; originariamente cappella soggetta alla pieve di S. Maria in Garda, fu eretta in Parrocchia autonoma nel 1497 (anche se da una convenzione tra Comune ed il parroco, tale Zuane de Montagna, sembrerebbe essere Parrocchia già nel 1485).
La chiesa di S. Antonio abate venne riedificata nelle forme attuali nel 1850.
Risale al 1904 la costruzione dell’oratorio posto a sud-est del presbiterio. L’evento è ricordato da una targa.
Nel 2008 vi fu l’intervento di tinteggiatura delle facciate esterne della chiesa
Nel 2013 la costruzione delle due rampe per l’accesso disabili collocate all’esterno dell’ingresso principale.

Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna in stile neoclassico rivolta a sud-ovest. Due coppie di lesene binate inquadrano centralmente il portale d’ingresso di forma rettangolare e reggono la trabeazione su cui si imposta il timpano aggettante. Sopra il portale è aperta una lunetta con affresco raffigurante il Santo patrono seduto tra rocce.
Torre campanaria addossata e parzialmente inglobata nel fianco occidentale della chiesa; basamento a pianta quadrangolare, fusto slanciato, cella campanaria ad edicola coronata in sommità da quattro pinnacoli. Copertura a cipolla poggiante su un tamburo a sezione ottagonale.

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare a marcato sviluppo longitudinale, presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini e di ampiezza ridotta, concluso con abside a sviluppo semicircolare. Lungo i fianchi longitudinali della navata, in posizione mediana, si aprono due cappelle emergenti ospitanti rispettivamente l’altare della Madonna del Rosario, sul lato meridionale, e l’altare di S. Antonio abate, sul lato opposto; due vani emergenti absidati si collocano in corrispondenza delle estremità di entrambi i lati maggiori dell’aula. Sul fianco settentrionale del presbiterio si colloca la cappella feriale, mentre sul lato opposto si affiancano gli ambienti dell’antica sacrestia; sul lato meridionale del presbiterio si addossa la torre campanaria; l’ambiente ospitante l’attuale sacrestia è ubicato oltre la parete absidale. Lungo la parete di controfacciata insiste il soppalco ligneo della cantoria. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata verso il modesto sagrato antistante; è presente un’entrata laterale sul fianco meridionale della navata.
I prospetti interni sono ritmati da lesene con fusto decorato con motivi ornamentali vegetali, sulle quali si imposta la trabeazione sommitale con fregio decorato a triglifi; le cappelle laterali sono introdotte da un’elegante struttura a serliana; la decorazione delle pareti è arricchita da decori ornamentali a tempera, pitture murali e opere pittoriche.
Aula e presbiterio sono coperti da volte a botte scandite da costolonature trasversali e decorate con cornici e motivi ornamentali floreali dipinti a tempera.
Copertura a due falde con strutture lignee portanti e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione della navata è realizzata con lastre di marmo biancone e marmo rosso Verona; il piano del presbiterio è pavimentato con lastre rettangolari di marmo chiaro di Botticino.

 

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