SAN NAZZARO VAL CAVARGNA (CO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio. Si trova lungo la strada che porta alla frazione di Crevegno – Rovolè.
https://goo.gl/maps/2bHjNKP63ZECrv3N9

 

Il piccolo oratorio venne costruito probabilmente nel XVI secolo. Restaurato nel 1894 e nel 1929.

La facciata, rivolta verso la valle, reca l’occhio sotto il tetto a capanna, la porta al centro e due finestrelle rettangolari ai lati protette da grate metalliche. A destra un piccolo campanile a vela con una campanella.
Sono ancora visibili ampie porzioni di affreschi esterni. A sinistra in alto, in una finta nicchia, la figura di sant’Antonio con barba bianca, mantello e bastone nella mano sinistra.

L’edificio ha pianta rettangolare e aula unica. All’interno il pavimento è di pietre squadrate, il soffitto in travetti e cotechette senza alcun quadro né dipinto.
Ha un’aula di circa otto metri per quattro, un piccolo presbiterio a terminazione piana, notevolmente rialzato rispetto all’aula, illuminato da un’apertura collocata sul fianco destro e munito di balaustra di granito. Vi è un altare in muratura su cui è un statua di sant’Antonio.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00498/

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15182/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CASALPUSTERLENGO (LO). Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazzetta Sant’Antonio / Via C. Battisti.  Le cinque antiche contrade del paese (la Contrada Lunga oggi Via Marsala, la Contrada dei Ponti oggi Via Battisti, la Contrada dei Morti oggi Via Don Minzoni, la Contrada dei Spini oggi Via Mazza, la Contrada Cappuccini ora via Rosselli) convergono a stella in quella che una volta era la chiesetta del villaggio sviluppatosi nella Casale dei Pusterla ma non in dipendenza dal castello.
https://goo.gl/maps/aeq3QHkx1qTRQfXG6

 

Della chiesa di Sant’Antonio abate si hanno notizie dal 1545. Don Mosca propone l’ipotesi che la costruzione della chiesa sia da mettere in relazione con quella della nuova chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, avvenuta alla fine del secolo XV.
Nel 1599, in seguito ad una visita di mons. Taverna, vescovo di Lodi, si diedero inizio ai lavori che avrebbero dovuto concludersi entro un anno e che, al contrario, invece, si protrassero per molto più tempo.
Il campanile, che era crollato, fu ricostruito nel 1869 su disegno dell’ing. Pietro Grazioli.
Nel XVII secolo le volte delle cappelle furono affrescate dal pittore G. Giacomo Barbelli.
Nel 1752 il pittore Zane di Cremona decoro la volta con affreschi di stile barocco.
Nel 1934 si operò un restauro reso necessario dai danni provocati da un incendio avvenuto nel 1927. Di questo intervento fece parte anche l’inserimento delle due statue in gesso della facciata.

Sulla destra si erge il campanile a pianta pressoché quadrata con copertura a forma di volta.
Facciata a capanna a due ordini, con quattro paraste, sopra il portale ci è un dipinto che raffigura sant’Antonio abate.

La chiesa è a navata unica con due cappelle a pianta rettangolare, poco profonde, che si aprono sui due lati. La struttura è a pareti in laterizio a corsi regolari intonacata e il presbiterio è accessibile tramite due gradini. La navata e le cappelle hanno volte a botte, la copertura ha struttura in legno con capriate e copertura in coppi.
Sulla volta della cappella laterale di sinistra vi sono affreschi raffiguranti Storie della vita di s. Antonio abate, realizzati nel 1641 dal pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli (1604 – 1656), vedi immagini in basso.
Al centro della volta è raffigurato S. Antonio abate in gloria, affresco eseguito nel 1752 dal pittore Zani di Cremona.

Nel presbiterio c’è un olio su tela dedicato alla “Madonna della Mercede”. La Vergine con Bambino è dipinta con S. Antonio abate e S. Paolo di Tebe eremita, opera del 1646.

 

Nella chiesa vi è una statua in legno del Santo.

 

 

 

Il 17 gennaio si festeggia il Santo e si accende un falò davanti alla chiesa.

Altre info sulla chiesa vedi: S_Antonio.pdf

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/LO620-00055_R03

BERGAMO. Accademia Carrara, dipinto di s. Antonio abate di A. Boselli, 1503

Olio su tavola di 46 x 98,5 cm, raffigurante sant’Antonio abate.
Opera del 1503 circa di Antonio Boselli (1470/80 – 1518)
Il Santo ha la barba grigia e tiene nella mano destra il pastorale e nella sinistra un libro e due campanelle.

Il dipinto proviene dalla Chiesa di S. Maria della Consolazione ad Almenno San Salvatore. Trasferito in S. Nicola e passato di proprietà ai Lurani Cernuschi, è stato da questi depositato all’Accademia Carrara con un deposito decennale rinnovabile insieme ad altre otto tavole, tutte ascrivibili ad Antonio Boselli. Ad eccezione di una “Madonna col Bambino” di origine ignota, le altre tavole appartengono a due diversi polittici, datati rispettivamente al 1503 e al 1515. Del primo complesso facevano parte il “Battesimo di Cristo” e due tavole con “Sant’Agostino” e “Sant’Antonio abate” (una lunetta con il “Padre Nostro” risulta dispersa). Il secondo era a due ordini: in basso una statua di “S. Rocco” (sulla quale sembra fosse riportata la data 1515) e due tavole con “San Sebastiano” e “San Cristoforo”, in alto una “Madonna in trono” con “Sant’Andrea” e “San Giuseppe”. Esistono ancora incertezze sulla reale disposizione delle tavole e sulla loro collocazione cronologica-stilistica.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/C0150-00049/

MILANO. Pinacoteca del Castello Sforzesco, affresco del Montorfano con s. Antonio abate

Affresco strappato trasportato su tela, di 284 x 170 cm.
Raffigura: “Madonna col Bambino in trono tra i San Giovanni Battista, sant’Antonio abate, Sant’Antonio di Padova, un Santo francescano e donatrice”, opera di Giovanni Donato Montorfano (notizie circa 1452 – 1510).
Opera databile 1478 – 1510.
Sant’Antonio, a destra, tiene il pastorale con appesa una campanella.

L’affresco risultava assai più leggibile al momento dello scoprimento. La composizione ampia, pausata, si apriva su un suggestivo paesaggio di rocce stratificate, su uno sfondo lacustre verdeggiante. Al centro era il monumentale trono, ripreso da un punto di vista fortemente ribassato, con l’iscrizione (non più leggibile) “AVE VIRGO MATRI[SQUE]”.
La pittura originale si conserva solamente in alcune zone, per il resto quasi completamente perduto è il modellato originale: sono venuti alla luce gli strati sottostanti, i chiari più resistenti, fino al rapido disegno del manto della Vergine. Pressoché illeggibili sono oggi il San Giovanni e il maialino di Sant’Antonio abate. Numerosi i ritocchi, da far risalire con ogni probabilità al momento del riporto su tela.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/B0010-00525/

PONTI SUL MINCIO (MN). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Parolini, 59A (Via G. Marconi), in posizione centrale
https://goo.gl/maps/65bmMqDQK1dUdzfZA

 

L’antica chiesa di Ponti, nel 1145 era fornita di fonte battesimale e di cimitero. Nel 1532 fu rifatto il pavimento e l’interno della pieve nel 1541 fu ampliato e arricchito di arredi sacri. Il vescovo Valier in visita a Ponti constatò che la chiesa di San Giacomo, presso il fiume, era ormai poco adatta ad accogliere l’accresciuta popolazione; pertanto ordinò che venisse costruita una nuova chiesa parrocchiale in un luogo più adatto, cioè dove sorgeva l’oratorio di Sant’Antonio, al centro del paese. La costruzione della nuova chiesa iniziò nel mese di luglio 1583, in seguito all’emanazione del decreto di edificazione. Nel testo inoltre si legge che “l’oratorio di Sant’Antonio venga ampliato ed adattato a parrocchiale, che il fonte battesimale sia trasportato dalla chiesa di San Giacomo presso la nuova sede e che si provveda a sistemare l’interno con arredi sacri di pregio e nuove tele agli altari”. L’oratorio di Sant’Antonio fu demolito quasi interamente, mantenendo le fondamenta e sulla parete esterna un affresco della Madonna (probabilmente compreso nell’antico altare).
Nel 1596 all’interno della costruzione c’erano quattro altari: quello di Sant’Antonio con due figure di angeli e una pala, a sinistra fu eretto l’altare della Beata Vergine, a seguito uno in stucco (non ancora terminato) e non ancora dedicato. A finire, a destra in posizione avanzata verso il centro della chiesa, un altro altare in marmo, non ancora terminato e non dedicato.
Fu ricavata a sinistra verso l’entrata, una piccola cappella per accogliere il fonte battesimale; nel 1639 fu ampliata la sacrestia. L’arciprete Don Gerolamo Danesi attuò, tra 1694 e 1697, il progetto di ampliamento della chiesa: innalzamento del tetto e della facciata, avanzamento della navata verso la piazza antistante, demolizione e successivo rifacimento degli altari laterali (da quattro diminuiscono a tre), costruzione di un nuovo fonte battesimale e installazione di un nuovo organo e cantoria. Gran parte delle opere fu portata a compimento dal suo successore, don Alessandro Barai. Nel 1696 fu anche costruito l’altar maggiore in marmo.
Nel 1730 i lavori di abbellimento continuarono, con la costruzione della cantoria dell’organo, che fungeva anche da bussola. Dal 1730 al 1768, fu installato il portale d’ingresso in legno di quercia, costituito da una serie di formelle intagliate. Anche le bugnette della cornice sovrastante sono intagliate a rilievo.
Il progetto dell’ing. Giuseppe Pinchetti del 1868 previde l’ampliamento verso sud della chiesa stessa, sulla parte del coro ed occupando una porzione della sagrestia e della stalla esterna.
Durante il periodo di don Forzani, 1869-72, fu demolito l’antico coro dietro l’altare maggiore, spostato il muro di fondo e costruito un nuovo presbiterio.
Nel 1913-17 fu costruita una nuova nicchia sul lato destro dell’altare della Madonna del Rosario per collocarvi la nuova statua di Sant’Antonio e un’altra nicchia di fronte. Nel 1919 fu fatto il restauro conservativo della facciata. Nel 1926 fu aperta una nuova porta laterale della chiesa, verso la strada comunale.
Nel 1963-65 furono portate a termine le opere di ampliamento della chiesa, in particolare: la demolizione del cassettone interno del tetto, la sostituzione con volta a tutto sesto e la trasformazione della facciata, nella parte superiore, seguendo lo stile neoclassico, uniformando così l’aspetto anteriore a quello già esistente nel presbiterio.
Tra 1978 e 1990 furono fatti lavori di restauro, consolidamento copertura e risanamento.

L’aspetto attuale della chiesa è ben differente da quello che la chiesa aveva prima del XVI secolo, ben più piccola ed arretrata.
La facciata si presenta ad ordine unico rialzata di cinque gradini in marmo rosso di Verona, con portale centrale con due colonne ad ordine gigante con capitello dorico su entrambi i lati. Queste sorreggono una cornice e una fascia senza fregio, che è a sua volta sormontata da una spessa cornice e da un frontone triangolare con croce sommitale. Tra le due colonne giganti a destra e a sinistra del portale ci sono due nicchie contenenti statue di Santi, a destra sant’Antonio col maialino. Il campanile si trova alla destra dell’abside.

L’interno rispecchia l’esterno ed è a navata unica affiancata, per ogni lato, da una cappella laterale voltata a botte con decorazione a cassettoni su ogni lato contenente l’altare minore. A fianco dell’arco a tutto sesto delle cappelle laterali vi sono due paraste con capitello ionico. Alla base della volta a botte della navata c’è una cornice marcapiano.
L’accesso dalla navata al presbiterio avviene tramite due gradini in marmo: qui vi è dapprima una mensa in marmo e poi l’altare maggiore in marmi policromi color rosato e bianco. Dietro quest’ultimo è presente un coro ligneo, ora in disuso. L’ambone è in marmo e si trova alla destra dell’altar maggiore, in corrispondenza dell’inizio del gradino più alto. Nell’ala destra c’è una cappella minore, alla quale è possibile accedere attraverso un arco affiancato da due colonne con capitello ionico, arredato con panche in legno. Da questa cappella è possibile accedere alla sagrestia con arredi mobili in legno.
Le pareti laterali sono intonacate a tinta unica di color crema. Sono scandite da paraste con capitelli ionici poggianti su un basamento, ai lati degli archi delle cappelle laterali.
A sinistra dell’entrata vi è il battistero. La navata centrale è voltata a botte con lo stesso color dell’intonaco delle pareti laterali dell’aula, e presenta degli affreschi ovali. Le volte delle cappelle laterali sono decorate con affresco con motivo a cassettoni. La cappella feriale a sinistra del presbiterio ha una soffittatura piana intonacata di bianco. La volta dell’abside è a catino e fu completamente affrescata da F. Offoiach nel 1970.
Di particolare risalto è la settecentesca scultura lignea della Madonna con Bambino che indossa un abito elegantemente ricamato. Si segnala poi la tela della “Madonna del Carmelo col Bambino con San Sebastiano, San Francesco che intercede per le anime purganti” dei fratelli fiamminghi Martino e Giovanni Meves (fine ‘700, molto produttivi in diocesi di Verona a cui appartiene anche Ponti sul Mincio fino al 1978).
Un affresco del 1400 fu probabilmente era stato realizzato per la struttura preesistente: Crocifissione con Maria e Giovanni.

Nell’abside, a sottolineare la dedicazione della chiesa, è presente una pala, olio su tela di 275 x 185 cm, che rappresenta le “Tentazioni di Sant’Antonio“. Ricordato dal Bertolotti (1893, p. 136) come opera “di qualche pregio”, il dipinto può essere, secondo il Magnato (com. or., dicembre 1973), collocato nell’ambito dell’attività o dell’immediata influenza del pittore veronese Sante Creara (1574-1630).

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/49446/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300015261