CASTELBUONO (PA). Chiesa della Natività di Maria o chiesa Matrice nuova, trittico con s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa Matrice Nuova fu costruita agli inizi del secolo XVII poiché la Vecchia aveva una capienza insufficiente. Fu aperta al culto nel 1701 e quasi completamente distrutta dal terremoto del 25 febbraio 1819. L’aspetto attuale della chiesa, in stile neoclassico, è dovuto alla riedificazione avvenuta nel 1830. Il complesso architettonico è privo della cupola e dei due campanili della facciata che non furono più ricostruiti.

L’interno, a croce latina, è suddivisa in tre navate sorrette da dodici colonne in pietra, rivestite di stucco. Di particolare manifattura sono gli stucchi che rivestono le quattro colonne dei due altari del transetto perché caratteristici dell’arte dei Serpotta.
All’interno della chiesa sono custodite opere di notevole pregio artistico: una grande croce in legno risalente alle origini della chiesa, XV secolo; un Crocifisso del 1768, posto nella cappella dell’Addolorata, con all’interno incastonato in un artistico reliquiario che copre l’intera parete con cento vetri reliquiari; il maestoso tabernacolo della cappella del SS.mo Sacramento sovrastato dal ciborio.

Di articolare interesse è il trittico quattrocentesco, attribuito all’ambito di Riccardo Quartararo (Sciacca, 1443 – Palermo, 1506), che raffigura la “Madonna, Sant’Antonio abate e Sant’Agata”; tempera su tavola a fondo oro che misura 250 x 178 x19.5 cm.
A sinistra è dipinto s. Antonio abate con un libro rosso nella mano destra  e un bastone ramoso nella sinistra.

Sulla predella, accanto alla Natività di Gesù, una scena della vita di s. Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6132874/Ambito+siciliano+sec.+XV%2C+Trittico+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6132879/Ambito+siciliano+sec.+XV%2C+Il+fuoco+di+Sant%27Antonio

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Nativit%C3%A0_di_Maria_(Castelbuono)

MALBORGHETTO VALBRUNA (UD). Chiesa parrocchiale dedicata alla visitazione di Maria Ss. e sant’Antonio abate

L’edificio (parrocchia di Malborghetto) di stile gotico è stato ricostruito nel 1809, mentre il campanile è stato rifatto dopo la prima guerra mondiale.
La struttura attuale comprende sotto un unico tetto due chiese, quella più antica risalente al ‘500 ora adibita a cappella e quella settecentesca che costituisce il nucleo principale della chiesa stessa.
L’interno a navata unica è caratterizzato: dalla presenza di un altare settecentesco sul quale troneggia la quattrocentesca Madonna della mela, dagli affreschi risalenti al XV secolo raffiguranti l’Ultima Cena e figure di Santi (fra cui sant’Antonio abate), da un interessante coro recentemente restaurato, con pitture datate 1781 e dalle pietre tombali delle ricche famiglie di industriali del luogo, dalla Grotta e i Nagerschigg.
Interessante, all’esterno, sulla lunetta sovrastante il portale laterale, è l’affresco della Madonna del latte, risalente al XV secolo, raffigurante la Madonna che allatta il Bambino, attorniato da angeli graffiti in volo. In basso a sinistra è raffigurato il committente dell’opera.
A seguito del recente restauro della struttura, avvenuto nel 1985, diversi particolari sono venuti alla luce.
La struttura fu eretta su una chiesa preesistente costruita nel 1200. La forma attuale deriva dai rifacimenti del XV secolo e dai successivi restauri del Settecento.
Dietro la chiesa si può notare un edificio parzialmente affrescato; questo era la chiesetta trecentesca dedicata a San Michele. Essa fu adibita a funzioni di cappella mortuaria e di magazzino. Inizialmente l’edificio era su tre piani e ciò si può notare tutt’oggi dato che le pareti affrescate con un Cristo crocifisso e San Michele appaiono incomplete e rovinate a seguito delle successive modifiche apportate all’edificio.

Info:
Via Bamberga, 69
Telefono: 339 8955482
Email: parrocchiavalbruna63@gmail.com

MAGNANO (BI). Monastero di Bose, icona con s. Antonio abate di G. Papetti, 1970-90

Il Monastero di Bose conserva anche alcune icone realizzate dal pittore Giorgio Papetti (1951 -) negli anni tra il 1970 e il 1990.

Una, molto suggestiva, raffigura sant’Antonio abate entro una grotta, circondato da molti animali.
Il Santo guarda verso l’alto con le mani aperte in preghiera.

 

 

 

Info sul Monastero:
https://www.monasterodibose.it/

 

Immagine da:
http://www.giuseppepapetti.it/#about

SAN GIMIGNANO (SI). Chiesa di Sant’Agostino con due immagini di s. Antonio abate

La chiesa di Sant’Agostino, del XIII secolo, conserva pregevoli opere d’arte.

 

Sulla parete a destra è affrescato sant’Antonio abate, stante, con barba biforcata, guarda verso l’alto e tiene nelle mani giunte un rosario.

Opera del 1529 di Vincenzo Tamagni (1492 – 1530 ca.) Il dipinto fu commissionato per legato testamentario di Agnolo Benzi nei Mainardi nel 1529, come si rivela da un libro di Ricordi di casa
Mainardi letto da L. Pecori, e seguito dalla letteratura locale, è stata confermata dalla successiva storiografia artistica.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900183745-3


Nella navata della chiesa vi è un’altra immagine di sant’Antonio abate, nella predella dell’affresco del 1464 raffigurante “San Sebastiano protegge il popolo di San Gimignano” di Benozzo Gozzoli  (Scandicci, 1420 – Pistoia,  1497).
L’affresco votivo, di 550 x 250 cm, fu commissionato dagli Agostiniani come protezione contro la peste che nel 1464 colpì la città.

Sopra le figure dei Santi negli oculi sono i loro nomi: “SANCTUS IULIANUS/ SANCTUS ANTONIUS/ SANCTUS IOHANNES BAT(TISTA)/ SANCTUS DOMINICIS/ SANCTUS IIUSTUS/ SANCTA AGATA”.
Sant’Antonio abate è raffigurato a mezzo busto, con barba biforcata; tiene con la mano sinistra un libro bianco e con la destra un bastone a tau o stampella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900183712

SAN GIMIGNANO (SI). Palazzo comunale, Pinacoteca, tre tavole con s. Antonio abate: trittico del “maestro del 1419”; tavola dello Pseudo Ambrogio di Baldese e tavola di Pier Francesco Fiorentino

Tempera e oro su tavola. Trittico di 194 x 172cm.
Raffigura al centro San Giuliano in trono con i santi Antonio abate (a sinistra) e Martino vescovo. Datato al primo quarto del XV secolo circa 1425-27
Opera del “Maestro del 1419”, un pittore anonimo italiano seguace di Lorenzo Monaco, attivo a Firenze e dintorni nella prima metà del XV secolo. Da alcuni identificato con Battista di Biagio Sanguigni (1393 – 1451).
Inventario PCP019, ex 26.DP Bart.; MC XI-11 Chel
Esposto nella Sala 3

Proviene dall’altare di San Giuliano dalla Collegiata di Santa Maria Assunta.

Sant’Antonio abate è raffigurato stante, con un libro rosso nella mano sinistra e un bastone a tau nella destra. Un piccolissimo maiale della cinta senese è dipinto ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Collegiata_di_Santa_Maria_Assunta_(San_Gimignano)

https://it.wikipedia.org/wiki/Maestro_del_1419


Dipinto a tempera e oro su tavola di 60 x 39,5 x 2,5 cm, raffigurante “Madonna col Bambino tra angeli, santa Caterina d’Alessandria, san Nicola da Bari, santa martire, sant’Antonio abate “, datato tra fine XIV – inizi XV secolo.

 

Opera dello pseudo Ambrogio di Baldese o Lippo d’Andrea (1370/71 – prima del 1451).
Inventario PCO009, ex 24.DP Bart.;MC XI-29 Chel
Esposto al piano 2, Sala 3

Sant’Antonio è in basso a destra, di profilo, con un libro rosso nella mano sinistra e un bastone nella destra. Un piccolissimo maialino scuro spunta ai suoi piedi, dietro il suo saio.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0901400114


Dipinto raffigurante laMadonna col Bambino e i Santi Bartolomeo, Antonio abate e il donatore fra’ Tommaso Cortesi”, datato 1490.
Opera di Pier Francesco Fiorentino (1444/45 – post 1497).
La tavola  reca l’iscrizione: “1490. FRATER THOMAS DE CORTESIIS FIERI FECIT”.

L’opera, che ancora conserva l’originale cornice, proviene dalla cappella rurale di Monti, presso San Gimignano.
Sant’Antonio abate è raffigurato a destra, tiene un bastone a stampella nella mano destra; nella sinistra una campanella. Ai suoi piedi un piccolissimo maiale e la figurina del donatore inginocchiato.

 

 

Link:
https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/14417/Pier%20Francesco%20Fiorentino%2C%20Madonna%20con%20Bambino%20in%20trono%20tra%20san%20Bartolomeo%20e%20sant%27Antonio%20Abate