RIGOLATO (UD), fraz. Ludaria. Sant’Antonio abate, all’ingresso di un vecchio stavolo.

Ludaria è un paese con case di pietra che sfidano il tempo. Alcune si aprono solo d’estate, quando le famiglie tornano alle radici. Altre sono vissute tutto l’anno, anche con la neve e le basse temperature.
Ogni edificio racconta la fatica, il sacrificio, la resilienza di chi ha amato profondamente la propria famiglia e la propria terra. Di chi si svegliava presto, per andare “su la mont”, e lavorava tutto il giorno.
Memorie che vivono tra le vecchie tavole di legno degli stavoli, nelle immagini devozionali dipinte sui muri, nella chiesetta silenziosa che veglia dall’alto sull’abitato. Anche un’immagine di sant’Antonio abate, protettore degli animali, all’ingresso di uno stavolo.

Segnalazione: Paola Treppo

CASTIGLIONE DEI PEPOLI (BO). “Chiesa Vecchia”, statua e dipinto di s. Antonio abate

La chiesa della Beata Vergine della Cintura è più nota come “Chiesa Vecchia” e fu ricostruita nella seconda metà del Seicento.

 

Conserva una statua di 136 x 80 x 60 cm, risalente ai secolo XVII-XVIII, in legno e cartapesta che raffigura sant’Antonio abate seduto su un seggio in atto di benedizione; impugna con la sinistra un bastone da cui pende una campanella; ai suoi piedi i tradizionali attributi: la mitria, la fiamma e il maialino che lascia trasparire qualche accento di gusto popolare. La scultura è caratterizzata dalle proporzioni allungate delle membra e dall’ampio panneggio delle vesti che chiude la figure in un’ellissi quasi perfetta. Una grande tau dorata è sullo scapolare.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800023417

 


Nella chiesa è anche un’ancona lignea scolpita dopo il 1657, anno in cui fu offerto dai fedeli il legname necessario. Anche la pala che contiene, un olio su tela di 230 x 155 cm, potrebbe risalire «alla metà del secolo XVII e sembra dello stesso autore del dipinto, di analoga composizione, visibile sull’ancora della cappella di S. Antonio di Padova; è la stessa mano della tavola con la “Madonna con il Bambino e Santi” conservata in sacrestia e proviene dall’antica chiesa. L’artista potrebbe essere un “Don Sebastian Chareti pitore da Fontana, maestro di scolla a Castiglione”, che restaurò, nel 1645, la statua della Madonna e il cui nome è l’unico tramandato. E’ in effetti artista in ritardo che riprende, in termini modesti, moduli cinquecenteschi restituiti con ingenuità. D’interesse iconografico il riferimento al territorio castiglionese, sintetizzato con gli abeti e i castagni. L’affollamento delle figure segnala la particolare devozione degli abitanti del territorio per s. Lucia e s. Antonio, che erano già affrescati sui muri della chiesa antica.»

La pala raffigura Santa Lucia (in alto) con (in basso su un prato) i santi Cristoforo, Sebastiano, Fabiano, a sinistra; Petronio, Antonio abate e Francesco a destra; Nell’angolo inferiore destro, sotto s. Antonio, il muso del maiale.
Sant’Antonio, con la tau sul mantello, tiene con la mano sinistra un libro e con la destra il bastone cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800023422

ALTAMURA (BA). Cattedrale di S. Maria Assunta, dipinto con “tentazioni s. Antonio abate”, di F. Sagliano, 1876

La splendida cattedrale gotica conserva all’interno un dipinto a olio su tela centinata, di 340 x 183 cm, che raffigura “le tentazioni di Antonio abate”, firmato e datato 1876 da Francesco Sagliano (S. Maria Capua Vetere, 1826 – Napoli 1890).

Sant’Antonio, con un corto saio monastico, sta voltando le spalle a diavoli e demonesse tentatrici e si rivolge a un ceppo su cui sono una rozza croce, un teschio e un libro.

 

Link e immagine:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600169117

Info sulla Cattedrale:
https://www.comune.altamura.ba.it/index.php/it/vivere/750366

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_Assunta_(Altamura)

LATERZA (TA). Chiesa matrice di San Lorenzo, affresco con s. Antonio abate

Rimangono in controfacciata affreschi – presumibilmente quattrocenteschi – che raffigurano alcuni Santi e la Madonna.

In alto a destra si riconosce la figura di sant’Antonio abate, con lunga barba bianca e bastone nella mano destra.

 

Info sulla chiesa:
https://www.sanlorenzomartire.com/la-nostra-chiesa-madre-2/

BAGOLINO (BS). Chiesa di San Rocco, affresco staccato con s. Antonio abate, XV secolo

La Chiesa è situata all’ingresso dell’abitato e fu eretta dopo la peste del 1478, per ringraziare san Rocco per la cessazione dell’epidemia. Grande interesse riveste, al suo interno, il ciclo di affreschi realizzato alla fine del XV secolo dal pittore camuno Giovanni Pietro da Cemmo, artista che segna nelle valli bresciane il passaggio dalla pittura gotica a quella rinascimentale.

L’interno della chiesa, in una parte della parete sinistra ove sono affreschi ormai rovinati, ospita un affresco staccato di 220 x 170 cm che raffigurante la “Madonna in trono col Bambino trasant’Antonio abate e san Giovanni evangelista“.
Opera del Quattrocento attribuita alla scuola del Da Cemmo, proviene da una cascina del territorio di Bagolino.
«Affresco ancora legata al gotico internazionale, anche se tanto ritardato da accogliere alcune note nei volti di san Giovanni e sant’Antonio, che normalmente gli sono estranee per la loro qualità realistica.»
Sant’Antonio, a destra, tiene tra le due mani un libro aperto che sta leggendo. Dalla mano sinistra pende la campanella, le braccia reggono un alto bastone pastorale. A terra, a sinistra del Santo, un piccolo maiale della cinta senese.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043456-10

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Rocco_(Bagolino)