GERMANIA – ALTEMBURG. Lindenau Museum, tavola con s. Antonio abate di P. Nelli, 1360-5

Tempera su tavola, scomparti di polittico smembrato con san Giovanni evangelista e sant’Antonio abate, 1360-65.

Opera di Pietro Nelli (Borgo San Lorenzo FI, 1355? – 1419) pittore di scuola giottesca, allievo dell’Orcagna.

Sant’Antonio abate reca il bastone a Tau, un libro nella mano sinistra; il muso di un maialino sbuca a destra.

 

 

Immagine da:
https://wgue.smugmug.com/Museen/Altenburg-Lindenau-Museum/i-ZmSwdqf/A

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/entry/photo/11436/Lindenau%20Museum%C2%A0%E2%80%94%C2%A0Nelli%20Pietro%20-%20sec.%20XIV%20-%20Sant%27Antonio%20Abate

MANTOVA. Museo Diocesano di Arte Sacra F. Gonzaga, dipinto di Fermo Ghisoni con s. Antonio abate, 1534 circa

Olio tela di 292 x 221 cm. Dipinto da Fermo Ghisoni detto Fermo da Caravaggio (Caravaggio, 1505 – Mantova, 1575).

La tela fu dipinta attorno al 1534 per la chiesa di Santo Stefano, fu dal 1670 circa in Santa Maria del Popolo, arrivò alla fine del Settecento prima in San Zenone, poi in Sant’Apollonia; fu quindi trasferita in Santa Caterina e oggi è esposto nel Museo Diocesano.

Raffigura la Madonna in trono con S. Stefano e altri Santi, tra i quali sant’Antonio abate del quale si vede il volto barbuto a destra in secondo piano dietro san Giorgio; la sua mano sinistra si appoggia a un bastone a Tau.

 

 

Il Museo di Arte Sacra intitolato a Francesco Gonzaga è sito nel chiostro maggiore dell’ex-monastero agostiniano di Sant’Agnese. Nel 1974 si tenne, nel Palazzo Ducale di Mantova, una mostra dal titolo “Tesori d’arte nella terra dei Gonzaga”, che presentò una serie di capolavori sino allora pressoché sconosciuti, in larga misura provenienti dalle chiese della diocesi. Il successo della mostra indusse il suo ideatore, monsignor Luigi Bosio, a progettare un’esposizione permanente di tali opere, riunite in un apposito museo che fu inaugurato nel 1983.

 

 

Immagine da Wikimedia

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http://www.museofrancescogonzaga.it/

SAN GODENZO (FI). Abbazia di San Godenzo, tela con sant’Antonio abate, XVI secolo

Olio su tela di 179 x 116 cm raffigurante Sant’Antonio abate, opera di ignoto pittore fiorentino, terzo quarto del XVI secolo.
Questa tela centinata, collocata oggi lungo la scalinata che dalla navata destra conduce al coro rialzato, si trovava in origine nell’odierna cripta, nel passato definita chiesa sotterranea o Confessione, in un altare in cornu evangeli che nel 1708 risulta di patronato della famiglia Fontani e nel 1777 della famiglia Gentili.
Nel 1820, al tempo del rettore Luigi Matteini, che intraprese notevoli trasformazioni all’interno dell’edificio, l’altare dedicato a Sant’Antonio abate con la sua tela, sostituì quello dedicato a San Sebastiano, nella navata destra (la cui effige, rappresentata dall’omonima scultura di Baccio da Montelupo, fu relegata nel sotterraneo forse proprio per le sue cattive condizioni di conservazione).

In seguito al restauro del 1988, il dipinto ha riacquistato una discreta leggibilità che porta a preferire una datazione intorno al settimo o all’ottavo decennio del Cinquecento, suggerita dall’impostazione della figura, dalla qualità delle mani e, in particolare, dal carattere umbratile ed intenso del volto, pervaso da una sensibilità che dichiara apertamente un richiamo alla pittura fiorentina della prima metà del secolo – nello specifico a pittori come il Franciabigio e lo stesso Andrea del Sarto – ma rimanda ad artisti operanti nella seconda metà come Pierfrancesco di Jacopo Foschi, Maso da San Friano o Carlo Portelli da Loro.
Il Santo tiene nella mano sinistra il bastone cui è appeso un campanello; nella mano destra un libro. La testa di un maiale è raffigurata a sinistra ai suoi piedi.

 

 

L’abbazia di San Godenzo fu fondata nel 1028 dal vescovo fiesolano Jacopo il Bavaro.
L’edificio odierno è frutto di una serie di interventi di restauro, o meglio di pesanti rifacimenti, condotti tra il 1907 ed il 1921-29 che hanno cancellato completamente le tracce della lunga fase (fine XV – inizi XIX) durante la quale la chiesa fu retta dai frati serviti (Servi di Maria) della Santissima Annunziata di Firenze cui l’edificio era stato conferito con bolla del 1482 da papa Sisto IV.

 

Info e immagine da:
https://www.academia.edu/40600848/Arte_nellabbazia_di_San_Godenzo_Una_storia_inedita

Rilevatore: AC

MILANO. Pinacoteca del Castello Sforzesco, “polittico di Torchiara” con s. Antonio abate, 1426

Il “polittico di Torchiara” raffigura: Madonna con il Bambino e angeli, Sant’Antonio abate, San Nicomede, Santa Caterina d’Alessandria, San Pietro martire. Sotto alle cinque nicchie principali è presente una predella con i dodici Apostoli.
Tempera su tavola di 123 × 229 cm, cornice in legno intagliato, dorato e dipinto. Numero inventario 556/a-e

Il polittico fu realizzato nel 1462 dal pittore Benedetto Bembo (Brescia, 1423 circa – 1489), appartenente ad una famiglia di pittori attivi nel ducato di Milano, su commissione di Pier Maria de’ Rossi, conte di San Secondo, che lo pose nella cappella di San Nicomede del suo castello di Torrechiara/Torchiara (Langhirano, Parma).

Il polittico, con il coretto di legno intarsiato, entrambi provenienti dalla cappella, rimasti invenduti a un’asta di beni del castello di Torrechiara del 1914, furono inizialmente collocati a Firenze nel palazzo Davanzati e dopo alcuni passaggi di proprietà, furono acquisiti dalla Collezione Prandoni di Milano e donati da Pia Prandoni al Comune di Milano nel 1936.
Il polittico fu restaurato nel 2021.

All’estrema sinistra vi è la figura di sant’Antonio abate stante, con il bastone nella mano destra e un libro nella sinistra. Ai suoi piedi, a sinistra un maialino della cinta senese.
Nell’opera, firmata e datata dal pittore, si nota il superamento degli stilemi tardogotici che avevano fino ad allora segnato il rinascimento lombardo: secondo Pietro Toesca l’opera risentirebbe dello stile della bottega dello Squarcione, mentre secondo Roberto Longhi il dipinto importerebbe i modi dello studiolo di Belfiore del rinascimento ferrarese

 

Immagini da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico_di_Torchiara

PRATO. Oratorio di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonino
https://goo.gl/maps/cFcpkLuRsVYtCWNU7

 

Edificato dalla famiglia Ginori tra il 1492 e il 1494 come sede dell’Ordine dei cavalieri gerosolimitani, poi detti Cavalieri di Rodi e, dal 1530, di Malta, qui trasferiti da una cappella dedicata a Sant’Antonio abate e fondata agli inizi del Quattrocento in località Paperino, a sud-est di Prato, in via del Ferro, da cui prese il nome di Sant’Antonio del Ferro che perdurò per qualche tempo anche nella nuova sede.
L’oratorio fu trasformato all’interno in forme barocche nel Settecento.
L’oratorio accolse, nella metà dell’Ottocento, la Compagnia degli Innocenti, ed eresse la Congregazione di San Antonio abate.
Fa parte del complesso monumentale della Chiesa di San Francesco (Prato).

Sulla semplice facciata a capanna è presente lo stemma della famiglia Ginori, posto sull’architrave del portone, sormontato da una lunetta con sant’Antonio abate fra due angeli, copia – realizzata nel 1923, anno in cui fu deciso di ricoverare l’originale all’interno del Museo di Palazzo Pretorio – della terracotta invetriata eseguita nel 1490-95 da Andrea della Robbia.

L’interno ha un’aula stretta e alta, dalla pianta rettangolare, modificata da interventi avvenuti nel primo Settecento. La copertura è a botte con un cornicione in stucco che percorre tutto il perimetro. Da un arco trionfale si accede al presbiterio lievemente rialzato dove si trova l’altare maggiore di Giovan Battista Neuroni, riccamente decorato con stucchi.

Sull’altare vi è un olio su tela del pittore pistoiese Pietro Marchesini, detto l’Ortolanino (1692 – 1757) che raffigura “La Predica di S. Antonio abate” del 1727.
Nell’altare laterale settecentesco è custodito un prezioso crocifisso ligneo del XVI secolo.

 

Davanti all’Oratorio, nel giorno della festività del Santo (il 17 gennaio), vengono benedetti gli animali domestici presenti e distribuiti, come da antica tradizione, i panini benedetti di Sant’Antonio.

 

Link.
https://www2.po-net.prato.it/it/artestoria/citta/chiese/antonio-abate/pagina69.html

https://www.sanfrancescoprato.it/spazi-architettonici/oratorio-santantonio-abate/