SANSEPOLCRO (AR). Ex chiesa di San Giovanni Battista, affresco con s. Antonio abate, XIV secolo

La chiesa si trova in via Giovanni Buitoni, 9. Documentata fin dal 1126 come proprietà dell’abbazia benedettina di Marzano, nel Medioevo era detta anche San Giovanni d’Afra, perché costruita nei pressi di un canale artificiale alimentato dal torrente Afra.
Nel 1496 papa Alessandro VI la conferì a Andrea della Valle, scrittore dei brevi apostolici, che di lì a poco sarà eletto vescovo e in seguito, da papa Leone X, creato cardinale.

Della primitiva costruzione è il portale in pietra della facciata con iscrizione coeva che indica un rifacimento nel 1381.

Sconsacrata, è attualmente è sede del Museo della vetrata.

Conserva diversi frammenti di affreschi del XIV secolo, purtroppo lacunosi; tra essi uno di 180 x 170 cm, staccato e riportato su masonite, raffigura sant’Antonio abate, santo Stefano e un altro Santo. Datato al 1375-99. S. Antonio, con barba biforcata, tiene un libro con la mano sinistra e la destra è appoggiata a un bastone a tau.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900429177

SOLTO COLLINA (BG). Chiesa di San Rocco e Sant’Antonio abate

Via San Rocco, 18
https://maps.app.goo.gl/qXJme7agbJxNfrMK6

Non si conosce la data di costruzione della chiesa ma dagli atti della visita del 1575 di s. Carlo Borromeo alla Pieve di Solto, si legge che Giovanni Maria Foresti, nel suo testamento, lasciò per la costruzione dell’oratorio di S. Rocco 300 Libbre da pagarsi dai suoi eredi
Negli atti della Visita pastorale del 1594 del vescovo Milani si legge: “Sotto la mia cura vi è una chiesa di S. Rocho la quale non ha entrata alcuna, et ne tengono cura li vicini a essa chiesa, et ben serata, et ben tenuta”
Negli atti della visita pastorale del 1703 del vescovo Ruzzini si legge: San Rocco. La chiesa ha un solo altare il quale ha un’icona in tela (l’icona in tela è l’attuale che raffigura l’Assunta tra i Santi Rocco e Antonio, vedi infra) Il vescovo decreta che nello spazio di due mesi si faccia un altare nuovo e ai cancelli di ferro che vi sono da entrambi i lati si metta una rete.
Negli atti della visita pastorale del 1858 del vescovo Speranza si legge: “Nell’Oratorio di San Rocco si canta Messa il giorno di Sant’Antonio abate dal Parroco e il giorno di San Rocco si canta messa e la sera si cantano i Vespri e si dice il Rosario. Non si conserva il S.S. Sacramento”.
Venne modificato un altare nel 1941. La chiesa fu interessata da un progetto generale di restauro nel 1954 e negli anni seguenti

La facciata, rivolta ad est, è suddivisa in tre ordini con quattro lesene in muratura, complete di capitello inserito nella cornice. Sopra il primo ordine un secondo, senza lesene, contiene un semplice rosone affiancato da riquadri con modanature, e superiormente un timpano coperto da tegole. Nell’ordine inferiore, nel settore centrale è ricavato il portale d’ingresso con contorno in pietra di Sarnico. Sopra, entro riquadro, si legge: “in onore di S. Rocco e S. Antonio abate”. Le nicchie ospitano due modeste statue in gesso dei santi Rocco e Antonio abate, a destra con i consueti attributi.
Sobrio è il disegno del campanile posto sul fianco destro.

Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata con pianta rettangolare, suddivisa da lesene e controlesene in tre campate. Le lesene hanno zoccolatura in pietra ben sagomata e continuano poi in muratura; il capitello si inserisce nel cornicione che funge da raccordo delle pareti con la volta. Tre finestre per parte, ricavate nella volta con relative strombature, danno luce alla piccola chiesa. Nella campata centrale, sul lato sud, è ricavato l’ingresso laterale. Il presbiterio,più stretto della navata, presenta pianta rettangolare ed è coperto con volta a botte, dove è ricavata una piccola finestra che illumina l’altare. Sul lato ovest del presbiterio è presente una porta che immette nel campanile mentre sul lato sud un’altra porta conduce al locale sagrestia.

Nella lunetta a sinistra del presbiterio si conserva l’affresco cinquecentesco raffigurante la Pietà e i santi Rocco e Antonio abate; l’immagine è la testimonianza della fase più antica dell’edificio e fu forse preservata perché oggetto di devozione. S. Antonio è raffigurato in abiti vescovili.

All’interno della cornice dalle linee neoclassiche dell’unico altare si trova la bella tela con l’Assunta e i santi Antonio abate e Rocco databile al XVII secolo. Il dipinto è interessante per la plasticità del drappello di angeli che reggono in volo la Vergine dal volto adolescenziale.

Più modeste sono le decorazioni a secco alle pareti che raffigurano finti medaglioni con angeli e ghirlande; al centro della volta del presbiterio, nella cornice in stucco, è dipinta la Colomba dello Spirito Santo. In quella della navata è raffigurato san Rocco mentre ascende sulla nuvola al cielo attorniato da angeli; nella porzione inferiore un malato riceve conforto da una figura femminile. L’opera è da datare sul finire dell’800 e trova alcune analogie con i modi del loverese Giuliano Volpi. Alla parete destra è inserito un bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino, si tratta di una versione ottocentesca, più volte ridipinta, di un modello rinascimentale.

Nelle nicchie della navata sono poste le statue, pesantemente riverniciate, dei  santi Rocco e Antonio abate.

 


Il 17 gennaio viene festeggiato sant’Antonio abate con cerimonie religiose, benedizione degli animali e falò.

 

 

Link:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=32079

https://www.comune.solto-collina.bg.it/vivere_il_comune/luoghi/luogo_21.html

PIACENZA D’ADIGE (PD). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Caduti per la Libertà, 9
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Originariamente dipendente dalla pieve di Santa Maria di Merlara, nel 1294 l’antica chiesa di Piacenza d’Adige passò sotto la giurisdizione di quella di San Prosdocimo di Castelbaldo. La chiesa, che non era stata elencata nella decima papale del 1297, è ricordata però nella visita pastorale del 1448, effettuata dal vescovo Fantino Dandolo. Dalla relazione della visita del 22 maggio 1683 si conosce che la chiesa era stata consacrata nel 1413 da Andrea da Montagnana, vescovo di Drivasto, su richiesta del vescovo di Padova Pietro Marcello. Nel XVI secolo, a causa delle inondazioni del fiume Adige, il pavimento della chiesa venne rialzato di oltre un metro.
Nel 1700 ormai la chiesa risultava insufficiente a causa dell’incremento della popolazione e, così,all’inizio del XX secolo, l’antica parrocchiale fu demolita e fu sostituita dell’attuale, a tre navate ed in stile neoromanico, iniziata nel 1943 e consacrata il 21 ottobre 1950.

Sulla facciata, la lunetta sopra il portale è un bassorilievo che raffigura sant’Antonio abate con bastone e libro.

 

L’interno, ricco di altari e decorazioni, presenta sull’altare dedicato a Sant’Antonio abate, sulla parete destra, una pala dipinta alla metà del XIX secolo, raffigurante Sant’Antonio abate tra i santi Paolo eremita e Caterina d’Alessandria.

 

 

 

 

 

 

Collocata nell’antifacciata della chiesa, sul lato destro, è la statua di Sant’Antonio, scolpita dall’artista di Orisei Giuseppe Riflesser nel 1935.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Piacenza_d%27Adige)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/2895/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate+%7C+Piacenza+d%27Adige+%28PD%29

ROCCHETTA LIGURE (AL). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza della Chiesa, 3
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L’originaria cappella di Sant’Antonio abate sorse, presumibilmente, verso il XIII secolo; la prima citazione dell’ecclesia S. Antonii de la Rocheta unita cum dicta plebe risale però al 1523 ed è inserita in un elenco di chiese della diocesi di Tortona, mentre da documenti di qualche decennio posteriori si sa che essa dipendeva dalla pieve di San Giovanni Battista di Albera Ligure.
Nel 1655 la comunità rocchettina fu costituita in parrocchia autonoma, indipendente dalla matrice d’Albera; la prima pietra della nuova chiesa fu posta nel 1663 e l’anno successivo l’edificio era già terminato per volontà di Napoleone IV Spinola.
Si provvide a posare il pavimento nel 1881, anno in cui la parrocchiale fu elevata alla dignità prepositurale; l’anno successivo fu consacrata.
Nel 1938 furono realizzati gli affreschi nella navata a cura di Clemente Salsa, che proseguì i più antichi affreschi del catino absidale.

La facciata a capanna della chiesa è suddivisa da una cornice marcapiano in due registri, entrambi tripartiti da lesene; quello inferiore presenta due nicchie contenenti le statue dei santi Pietro e Paolo; centralmente è il portale d’ingresso. Il registro superiore superiore è caratterizzato da una serliana e coronata dal timpano di forma triangolare al centro del quale spicca un cartiglio con stucchi raffiguranti i simboli attribuiti a sant’Antonio abate: la mitra, il libro e il bastone con il campanello.
Annesso alla parrocchiale è il campanile a pianta quadrata, la cui cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da lesene corinzie ed è coronata dalla cupoletta poggiante sul tamburo

L’interno dell’edificio si compone di un’unica navata, sulla quale si affacciano le cappelle laterali introdotte da archi a tutto sesto e le cui pareti sono scandite da paraste sorreggenti la trabeazione modanata e aggettante sopra la quale si imposta la volta a botte; al termine dell’aula si sviluppa il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, delimitato da balaustre e chiuso dall’abside semicircolare.

Al centro della parete di fondo, sopra gli stalli lignei del coro del XVII secolo, è collocata la grande tela datata 1780, con la Gloria di S. Antonio abate, che sembra raffigurare anche, sullo sfondo, la primitiva chiesa dedicata a S. Antonio, eretta sulla sponda sinistra del Sisola, e poi abbandonata perché in rovina.

Gran parte degli arredi come le acquasantiere marmoree all’ingresso, i dipinti degli altari laterali, il bellissimo organo con una cassa ad ante dipinte con strumenti musicali collocata su una cantoria in legno dipinto, sono donazioni della seconda metà del ‘700 della popolazione e del marchese Giovanni Battista Spinola.

Sulla parete destra un altare ha una pala raffigurante s. Antonio abate.

 

Nel presbiterio, sulla parete sinistra, in una nicchia è conservata una statua di s. Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43282/

https://www.comune.rocchettaligure.al.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/parrocchiale-di-sant-antonio-abate-6081-1-1467c5661289b0ab0f3807d747e1ef47

QUATTRO CASTELLA (RE). Chiesa parrocchiale di S. Antonino, con dipinto di s. Antonio abate, 1590-1610

L’attuale chiesa parrocchiale sorge nell’area e sui ruderi di un’antica chiesa dell’epoca di Matilde di Canossa, restaurata nel 1112 – secondo un’epigrafe incisa su pietra di arenaria e incastonata all’interno della chiesa all’altezza del primo capitello di destra – a sua volta preceduta in località Ghesiòla da una chiesetta paleocristiana databile a qualche secolo prima del Mille. Verso la metà del 1500 si pensò di ricostruire completamente la chiesa, con pianta a croce latina, ma i lavori si compirono molto lentamente. Si diede priorità all’abside, al presbiterio e al transetto; nel 1615 si iniziò la navata, furono sistemati altri quattro altari e vennero aperte due porte laterali. Il vescovo Marliani, in visita pastorale nel 1664, la trovò ancora incompleta e con una vaga forma a croce greca.
Il grosso dei lavori a completamento della chiesa fu affrontato e condotto a termine dal priore Alfonso Canossa, dal 1701 al 1716: fu prolungata la navata per circa nove metri, si aggiunsero gli altari di San Pietro e di San Luigi e fu approntata la facciata, rimasta poi incompiuta per motivi sconosciuti.
Altri lavori di consolidamento e di finitura, fuori e dentro la chiesa avvennero nel q1935-37 e un restauro degli interni fu concluso nel 1991.

La chiesa conserva sulla parete destra, tra le ultime due cappelle verso l’altare, un dipinto a olio su tela raffigurante sant’Antonio abate, datato al 1590-1610, di autore ignoto di ambito emiliano.
“Un quadro di S. Antonio Abbate in tela col suo telare” è menzionato dall’Inventario parrocchiale del 1664 (Reggio Emilia, Archivio della Curia Vescovile, filza 140, Inventario delli Beni Mobili e Stabili della Chiesa Parrocchiale di S. Antonino delle Quattro Castella).
Il Santo tiene un bastone con la mano destra e nella sinistra ha il fuoco. Un maiale spunta da dietro la figura, a sinistra.

La bella cornice lignea è coeva e presenta battuta intagliata a foglie lanceolate che si dipartono dai centri al nodo, gola liscia e profilo a sequenza di foglioline stilizzate anch’esse legate ad un nodo centrale.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800273530

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800273531 (cornice)

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonino_Martire_(Quattro_Castella)