CASTIGLIONE DEI PEPOLI (BO). “Chiesa Vecchia”, statua e dipinto di s. Antonio abate

La chiesa della Beata Vergine della Cintura è più nota come “Chiesa Vecchia” e fu ricostruita nella seconda metà del Seicento.

 

Conserva una statua di 136 x 80 x 60 cm, risalente ai secolo XVII-XVIII, in legno e cartapesta che raffigura sant’Antonio abate seduto su un seggio in atto di benedizione; impugna con la sinistra un bastone da cui pende una campanella; ai suoi piedi i tradizionali attributi: la mitria, la fiamma e il maialino che lascia trasparire qualche accento di gusto popolare. La scultura è caratterizzata dalle proporzioni allungate delle membra e dall’ampio panneggio delle vesti che chiude la figure in un’ellissi quasi perfetta. Una grande tau dorata è sullo scapolare.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800023417

 


Nella chiesa è anche un’ancona lignea scolpita dopo il 1657, anno in cui fu offerto dai fedeli il legname necessario. Anche la pala che contiene, un olio su tela di 230 x 155 cm, potrebbe risalire «alla metà del secolo XVII e sembra dello stesso autore del dipinto, di analoga composizione, visibile sull’ancora della cappella di S. Antonio di Padova; è la stessa mano della tavola con la “Madonna con il Bambino e Santi” conservata in sacrestia e proviene dall’antica chiesa. L’artista potrebbe essere un “Don Sebastian Chareti pitore da Fontana, maestro di scolla a Castiglione”, che restaurò, nel 1645, la statua della Madonna e il cui nome è l’unico tramandato. E’ in effetti artista in ritardo che riprende, in termini modesti, moduli cinquecenteschi restituiti con ingenuità. D’interesse iconografico il riferimento al territorio castiglionese, sintetizzato con gli abeti e i castagni. L’affollamento delle figure segnala la particolare devozione degli abitanti del territorio per s. Lucia e s. Antonio, che erano già affrescati sui muri della chiesa antica.»

La pala raffigura Santa Lucia (in alto) con (in basso su un prato) i santi Cristoforo, Sebastiano, Fabiano, a sinistra; Petronio, Antonio abate e Francesco a destra; Nell’angolo inferiore destro, sotto s. Antonio, il muso del maiale.
Sant’Antonio, con la tau sul mantello, tiene con la mano sinistra un libro e con la destra il bastone cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800023422

ALTAMURA (BA). Cattedrale di S. Maria Assunta, dipinto con “tentazioni s. Antonio abate”, di F. Sagliano, 1876

La splendida cattedrale gotica conserva all’interno un dipinto a olio su tela centinata, di 340 x 183 cm, che raffigura “le tentazioni di Antonio abate”, firmato e datato 1876 da Francesco Sagliano (S. Maria Capua Vetere, 1826 – Napoli 1890).

Sant’Antonio, con un corto saio monastico, sta voltando le spalle a diavoli e demonesse tentatrici e si rivolge a un ceppo su cui sono una rozza croce, un teschio e un libro.

 

Link e immagine:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600169117

Info sulla Cattedrale:
https://www.comune.altamura.ba.it/index.php/it/vivere/750366

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_Assunta_(Altamura)

LATERZA (TA). Chiesa matrice di San Lorenzo, affresco con s. Antonio abate

Rimangono in controfacciata affreschi – presumibilmente quattrocenteschi – che raffigurano alcuni Santi e la Madonna.

In alto a destra si riconosce la figura di sant’Antonio abate, con lunga barba bianca e bastone nella mano destra.

 

Info sulla chiesa:
https://www.sanlorenzomartire.com/la-nostra-chiesa-madre-2/

BAGOLINO (BS). Chiesa di San Rocco, affresco staccato con s. Antonio abate, XV secolo

La Chiesa è situata all’ingresso dell’abitato e fu eretta dopo la peste del 1478, per ringraziare san Rocco per la cessazione dell’epidemia. Grande interesse riveste, al suo interno, il ciclo di affreschi realizzato alla fine del XV secolo dal pittore camuno Giovanni Pietro da Cemmo, artista che segna nelle valli bresciane il passaggio dalla pittura gotica a quella rinascimentale.

L’interno della chiesa, in una parte della parete sinistra ove sono affreschi ormai rovinati, ospita un affresco staccato di 220 x 170 cm che raffigurante la “Madonna in trono col Bambino trasant’Antonio abate e san Giovanni evangelista“.
Opera del Quattrocento attribuita alla scuola del Da Cemmo, proviene da una cascina del territorio di Bagolino.
«Affresco ancora legata al gotico internazionale, anche se tanto ritardato da accogliere alcune note nei volti di san Giovanni e sant’Antonio, che normalmente gli sono estranee per la loro qualità realistica.»
Sant’Antonio, a destra, tiene tra le due mani un libro aperto che sta leggendo. Dalla mano sinistra pende la campanella, le braccia reggono un alto bastone pastorale. A terra, a sinistra del Santo, un piccolo maiale della cinta senese.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300043456-10

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Rocco_(Bagolino)

VALLE CANNOBINA (VCO), frazione Cursolo. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Cursolo-Orasso è stato un comune sparso che dal 1º gennaio 2019 si è fuso con i comuni di Falmenta e Cavaglio-Spoccia per dare vita al nuovo comune di Valle Cannobina.
La chiesa sorge nell’abitato.
https://maps.app.goo.gl/eonBVx9CgLscYEqK8

 

L’attuale chiesa, dedicata al patrono del paese, fu costruita tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento dal parroco Lucchinetti, per dare alla comunità di Cursolo un edificio capiente e decoroso, demolendo la struttura precedente: ne dà testimonianza la data 1899 dipinta sull’affresco del Sacro Cuore in facciata.
L’antico tempio, secondo le fonti documentarie, era a sua volta frutto dell’ingrandimento progressivo di un’originaria chiesetta dedicata a Sant’Antonio abate, esistente almeno dal 1421. Intorno al 1450 fu ampliata e munita di portico. Recepite le prescrizioni del cardinal Federico Borromeo in visita nel 1605, divenne parrocchia autonoma da Orasso nel 1620. A inizio ‘700 vi furono fondate le Confraternite del SS. Sacramento e del Crocifisso. Nel 1756 con il contributo del card. Pozzobonelli, arcivescovo di Milano, e della popolazione, fu costruito l’attuale campanile, come ricorda l’iscrizione sopra il cornicione del basamento.

La facciata presenta un portichetto pensile sollo l’affresco del Sacro Cuore e in alto una vetrata con Cristo risorto.

L’interno è a navata unica presenta con abside poligonale, in cui, dietro l’altare maggiore, in legno ricoperto d’ebano con intarsi d’argento, del 1645, sono collocate le nicchie con statue di sant’Antonio abate a sinistra e s. Antonio di Padova a destra.

Il paliotto dell’altare maggiore presenta la figura di sant’Antonio abate con la tau sul mantello e le braccia aperte; dietro di lui a sinistra un diavolo e a destra un maiale. Ai suoi piedi, a terra, un libro, un bastone a croce e un teschio.

Lungo le pareti laterali si aprono sei cappelle: la prima a sinistra presso il presbiterio è dedicata al Crocifisso con un crocifisso ligneo di fine XVII-inizi XVIII secolo; la donazione del simulacro nel 1721 è ricordata da un affresco visibile sopra la porta della sacrestia.

Sotto l’altare, entro una teca in vetro, si conserva una scultura di Cristo Morto, eseguita dal laboratorio Bottelli di Novara, mentre ai lati si trovano le statue della Madonna Addolorata e di San Giovanni del 1926.
Sempre a sinistra si trovano le cappelle dell’Immacolata, con statua di inizio Novecento entro una nicchia, e delle Anime Purganti, affrescata nel 1903 dal pittore Francesco Baronio di Torino. Presso l’ingresso si trova la cappella del Battistero.
Lungo la navata di destra si apre la cappella della Madonna del Rosario con una pala del 1705 e la statua lignea seicentesca della Madonna del Rosario. Segue la cappella di San Luigi Gonzaga, con la statua del Santo entro una nicchia, nella volta e nelle lunette affreschi con episodi della sua vita. Infine la cappella dedicata all’Angelo Custode, dipinta nel 1907 dal pittore Rodolfo Gambini (1855-1928) di Alessandria.
La chiesa conserva inoltre una statua del Sacro Cuore in legno e una della SS. Maria del Rosario.

 

 

Parte del testo e immagini da:
https://circuitodeisanti.it/cannobina-66.html

https://culturedinsieme.it/index.php/libreria/17-chiesa-di-cursolo