CREMIA (CO), frazione Vignola. Chiesa di San Michele con dipinto di s. Antonio abate, XVI secolo

La chiesa di Vignola, divenuta parrocchia nel 1551 in sostituzione di quella di S. Vito, faceva parte dell’antico Convento delle Umiliate, del quale rimangono solo alcune tracce nella casa parrocchiale che formano un agglomerato intorno a un piccolo cortile.
La chiesa è a navata unica con cappelle risalenti al XVIII secolo e presenta una facciata a capanna preceduta da un pronao su due colonne; due stemmi di famiglie locali sono collocati sul lato sinistro.

All’interno sono custodite preziose opere d’arte: il polittico quattrocentesco attribuito al Borgognone e proveniente dalla Chiesa di S. Vito; sull’altare mag­giore vi è la grande tela cinquecentesca del Veronese raffigurante l’Arcangelo Michele che trafigge Lucifero; su altro altare la tela cinque-seicentesca dei fratelli Campi di Cremona ritraente il Redentore che consegna le Chiavi a S. Pietro; un tabernacolo in marmo bianco del 1504 e vari affreschi settecenteschi attribuiti ad Antonio Maria Caraccioli da Vercana.

L’ultimo altare sul lato sinistro (novecentesco in marmo), perpendicolare al presbiterio, è dedicato a Sant’Antonio abate e conserva un olio su tela che raffigura il Santo, del XVI secolo, attribuito a bottega veneta, incorniciato da una bella ancona lignea dorata che è un rifacimento ottocentesco dalle linee classicheggianti e riprende probabilmente l’esemplare originale ad essa precedente. È possibile che l’originale sia stato sostituito in occasione dei restauri delle opere pittoriche della chiesa da parte del pittore Alessandro Brisson fra il 1863 ed il 1873.
Il dipinto rappresenta la «monumentale figura del Santo, collocato in un paesaggio di vaga ascendenza leonardesca, e rivela i forti influssi veneti dell’autore. L’ignoto autore è da collocare nell’ambito della cultura pittorica lombardo-veneta dei primi decenni del cinquecento che fa capo ad esponenti quali il Moretto senza averne però la morbidezza pittorica». Sant’Antonio appoggia la mano destra sul bastone a tau e con la sinistra tiene il fuoco.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222906 (tela)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300222907 (cornice)

https://www.northlakecomo.net/830-Arte-e-Cultura-Chiesa-di-San-Michele

LUCOLI (AQ). Collocazione ignota. Statua e dipinti di S. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni culturali indica a Lucoli, ma senza specificare la collocazione, una statua e alcuni dipinti raffiguranti sant’Antonio abate.

 

1) Statua lignea. Il Santo tiene con la mano destra un bastone a tau cui è appesa una campanella e con la sinistra un libro sul quale + il fuoco.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300218029

 


2) Dipinto murale datato al XVI secolo. Il Santo ha un libro nella mano sinistra e un bastone a tau cui è appesa una campanella nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217241


3) Dipinto murale datato 1583, in cattivo stato di conservazione e racchiuso da cornice dipinta di forma ovale. Il Santo è nella consueta iconografia

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217916


4) Dipinto murale datato 1588. Il Santo ha un libro nella mano sinistra e un bastone a tau nella destra.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300217975


5) Olio su tela del Seicento attribuito alla scuola di Giulio Cesare Bedeschini. (1582 – 1627).
Sant’Antonio abate, vestito con tunica e mantello, è in piedi. Con la mano destra si appoggia al bastone, con la sinistra tiene il libro che legge.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300005962


6) Olio su tela raffigurante s. Antonio abate a ¾ , datato al XVIII secolo. Il Santo sta leggendo un libro che regge con la mano destra. Il braccio sinistro tiene un bastone cui è appesa una campanella. Il maiale è a sinistra, sotto la croce. Opera priva di originalità.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300186898

NOVARA DI SICILIA (ME). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Ada Negri
https://maps.app.goo.gl/ahpXN1wGNk6Bym1Y6

I lavori della chiesa furono iniziati intorno al 1538 e ultimati solo nel XVIII secolo. Scolpite nell’iscrizione posta sul lato destro della facciata, le date di inizio costruzione dell’edificio attuale e fine lavori di perfezionamento, il periodo tra il 1609 e il 1669.
Il portale centrale ad arco acuto di stile normanno reca scolpite sugli stipiti le figure di Sant’Antonio abate col bastone e un porcellino a sinistra, e San Paolo apostolo con la spada e un serpente a destra. Entrambi i soggetti sono affiancati da un angelo.

I piccoli portali laterali presentano un arco a tutto sesto in conci squadrati.

La facciata è rivolta a sud e ripartita da due paraste in conci. Varchi d’accesso sovrastati da finestre, quella centrale incorniciata da timpano triangolare spezzato. Il secondo ordine centrale è raccordato al primo da vele, chiudono la prospettiva due vasotti e un pinnacolo con croce apicale in ferro battuto al centro.
Campanile composto da tre ordini, cella dotata di quattro monofore, cuspide centrale ottagonale di stile normanno rivestita di mattoni colorati, quattro pinnacoli ai vertici e decori intermedi. La sua costruzione, iniziata in epoca remota, è stata ultimata nel 1732, come indica un cartiglio.

Interno a impianto basilicale ripartito in tre navate per mezzo di 10 colonne in pietra arenaria locali. I capitelli corinzi uguali a coppie, gli archi, i decori interni ed esterni, i fregi, sono opera degli scalpellini locali. La volta della navata centrale in muratura nasconde il tetto a capriate in legno ove sono presenti mensole raffiguranti maschere e personaggi
La navata destra ha quattro campate: la prima con la cappella dell’Odigitria; la seconda con la cappella di Santa Caterina e la statua del XVI secolo raffigurante la Santa e proveniente dalla demolita chiesa a lei dedicata; terza con la cappella di San Bartolomeo e un dipinto di Gaetano Bonsignore del 1834; nella quarta campata vi è il varco per la sacrestia.
Navata sinistra: prima campata; seconda con la cappella di Gesù alla Colonna con la statua in cartapesta; terza con la cappella della Pentecoste; segue la quarta campata.
Absidiola destra: cappella di San Francesco di Paola con la statua lignea del Santo scolpita dal Cardella ad Agrigento nel 1872. Nel braccio destro del transetto sorge la cantoria dotata di un organo a canne del 1848.

Absidiola sinistra: cappella di Sant’Antonio abate. L’altare custodisce la statua lignea raffigurante Sant’Antonio abate ascrivibile al 1600 ma recante la data 1738, anno di un primo restauro.

Nel braccio sinistro del transetto trovano posto un grande crocifisso ligneo; la statua lignea di San Marco evangelista del 1500; la statua in cartapesta di San Giorgio martire, provenienti dalla chiesa omonima nel 1986 quando i locali furono adibiti ad auditorium.

 

 

 

 

 

Sull’altare centrale campeggia il seicentesco dipinto a olio su tela  raffigurante Sant’Antonio abate con san Paolo di Tebe.


Festa di Sant’Antonio il 17 gennaio. Celebrata con processioni e riti religiosi. Û du uri: funzione religiosa celebrata due ore prima del crepuscolo; benedizione degli animali.
Û fogu: fuoco acceso la sera della vigilia al piano terra con la legna che i fedeli portano in dono compiendo û viaggiu, che è la visita devozionale al santo compiuta per chiedere la grazia e debellare l’herpes zoster (o fuoco di Sant’Antonio). Il fuoco con le sue fiamme nei secoli ha annerito e consumato i gradini della rudimentale scala in pietra che porta in cima al campanile.

 

Immagini da Wikimedia
Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Novara_di_Sicilia)

FONTANIGORDA (GE). Chiesa dei SS. Antonio abate e Giacomo maggiore

Via Bosco delle Fate, 5
https://maps.app.goo.gl/YMNZYEFqP7ttEaTf9

Un oratorio esisteva già prima del 1523. Da una relazione del 1838 del parroco Giuseppe Raggio, questo oratorio primitivo occupava lo spazio dell’attuale abside e del presbiterio.
Nel 1753 vi fu una petizione della popolazione per ottenere l’ampliamento dell’oratorio dedicato a Sant’Antonio tramite la costruzione di una cappella dedicata a San Biagio.
Nel 1798 la chiesa di Fontanigorda fu elevata a parrocchia e fu intitolata ai SS. Antonio abate e San Giacomo apostolo. Inizialmente la chiesa era a navata unica, in tempi successivi furono costruite le due navate laterali.
La facciata fu costruita in seguito, una prima versione è probabilmente databile al 1902 (come emerge dalla lapide collocata in facciata e dalle cronache parrocchiali dalle quali si ricava che la facciata della chiesa fu realizzata in stile barocco nel 1902 dal capomastro Giovanni Clandestino di Lodi, per lire 7177). Una lapide nel timpano segnala interventi di restauro del 1911 e del 195o, quando l’architetto Castello progettò il nuovo timpano. Tra 2004 e 2006 la facciata fu nuovamente restaurata.

L’edificio è una ricostruzione in stile barocco, con orientamento Est-Ovest, preceduta da un ampio sagrato. La facciata barocca, è su due ordini, separati da una cornice modanata in aggetto. La parte inferiore è scandita da sei lesene corinzie, su alti piedistalli. Al centro e ai lati si aprono portali rettangolari, con cornice modanata, sormontati da decorazione in stucco a motivi a volute.
La parte superiore della facciata ha tre nicchie che contengono le statue in stucco opera di Giovanni Clandestino (notizie nel 1902) che raffigurano, da sinistra, sant’Antonio abate, al centro la Madonna e a destra san Giacomo. Alcune testine di angeli decorano la facciata della chiesa.

La parte superiore della facciata si raccorda a quella inferiore con rampanti curvilinei a volute, sormontati a i lati da pinnacoli a vaso, in pietra. La facciata è coronata da un frontone triangolare, spezzato, con timpano tripartito da lesene. Al centro del timpano si trova una lastra di marmo, entro cornice modanata. La cuspide, è sormontata da pilastrini rettangolari che sorreggono, ai lati statue di angeli, al colmo una croce in ferro. I fronti laterali, della navata maggiore e di quelle minori, sono scanditi in quattro campate da lesene a tutta altezza. Nella parte superiore dei fronti si aprono quattro finestroni a lunetta. Sul retro l’abside semicircolare è forata da due finestroni a lunetta ai lati e un rosone circolare, al centro, nella parte superiore.

Il campanile si addossa al presbiterio sul lato sinistro. A pianta quadrata, su tre ordini, di cui i primi due i pietra a vista, il terza con lesene d’angolo, in pietra a vista, separati da cornici marcapiano, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto. Al di sotto della cella corre una trabeazione spezzata in aggetto. La cella presenta lesene d’angolo, in pietra a vista, che reggono una trabeazione mistilinea in aggetto. La cella è sormontata da un tamburo ottagonale, in pietra a vista, coperto da cupola a cipolla in pietra.

L’interno della chiesa è a tre navate e presenta preziose decorazioni nella volta e nella parte absidale.
Tra le opere sono conservate in due nicchie all’interno delle pareti, in ancone in stucco, le due statue raffiguranti i titolari della chiesa.
La statua di sant’Antonio abate è in cartapesta, della seconda metà XIX secolo, il Santo tiene un libro nella mano destra e bastone cui è appesa la campanella nella sinistra. Un grosso maiale ai suoi piedi a sinistra.

 

Le feste patronali si tengono il 17 gennaio, in onore di sant’Antonio Abate ed il 25 luglio, in onore di san Giacomo.


Il Catalogo dei Beni culturali indica che nel Comune, ma non specifica in quale chiesa, sono presenti:

1) un dipinto a olio su tela del XIX secolo raffigura i ss. Rocco, Giacomo maggiore, Antonio abate e Carlo Borromeo. S. Antonio tiene un bastone cui è appesa una campanella. Ai piedi il maiale.
In basso a destra la scritta “Sili Capparoni dip”.


2) uno stendardo in seta e raso realizzato con ricamo e pittura che raffigura i quattro Santi con iconografia simile al precedente.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/39472/Chiesa+dei+Santi+Antonio+e+Giacomo

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700191748 Statua cartapesta

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700191761 dipinto

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700191782 stendardo

CONFEDERAZIONE ELVETICA – GRONO, frazione Leggia. Chiesa parrocchiale dei SS. Bernardo e Antonio abate

Il Comune si trova nel Canton Grigioni. La chiesa sorge in Leggia, Paese, 13
https://maps.app.goo.gl/pKmjd1M2TLzNmhkw7

La prima menzione dell’edificio risale al 1419, fu distrutto da un alluvione; la nuova chiesa fu consacrata nel 1513.
Nel 1610 al corpo principale fu aggiunta la sagrestia, mentre nel 1686 fu realizzata la volta a crociera del coro e della navata.
La chiesa subì due restauri nel XIX e nel XX secolo: durante il primo furono recuperati gli stucchi sulla parete della navata, mentre nel secondo, fra il 1972 e il1975, i lavori interessarono l’intero edificio.
La chiesa, dotata di abside, è preceduta da un protiro la cui copertura è a crociera. Sull’abside si innalza un campanile del bassomedioevale, scandito da lesene e archi ciechi che riecheggiano lo stile romanico ma sovrastato da una cella campanaria e da una lanterna barocche

La chiesa ha pianta longitudinale e sull’unica navata, conclusa da un coro rettangolare, si aprono quattro cappelle. Nella navata si trovano alcuni altari in stucco, incorniciati da colonne e dotati di frontone ad arco ribassato. Ciascuno degli altari, realizzati fra il 1680 e il 1685, ospita una pala dello stesso periodo. Su quello maggiore, inoltre, si trova un quadro che raffigura la Madonna con San Bernardo di Chiaravalle e Sant’Antonio abate.
Sulla volta del coro, preceduto da paraste sulle quali rimangono tracce di un dipinto del XVI secolo, alcuni stucchi in stile barocco risalenti al 1686 ospitano i medaglioni su cui Francesco Antonio Giorgioli dipinse in quegli anni le figure degli Evangelisti. Di Giorgioli sono anche alcune grisaglie egli affreschi recuperati durante il restauro ottocentesco degli stucchi.

Nella chiesa è conservata, a destra del presbiterio, una statua di sant’Antonio abate.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Bernardo_e_Antonio_Abate