DEIVA MARINA (SP). Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Via Gramsci, 1
https://maps.app.goo.gl/sVFc8Z31uDdzy8zP8

 

La chiesa è stata edificata nel 1730 nel cuore del borgo medievale di Deiva, fu aperta al culto il 19 marzo 1739.


Al suo interno conserva decorazioni in stile barocco; i dipinti sono databili al XVIII al XIX secolo.

 

 

 

Il dipinto sopra l’altar maggiore raffigura sant’Antonio abate, viene datato al secolo XVIII. La tela è stata ampliata in basso; infatti, la parte inferiore appare aggiunta per adattare il dipinto alla forma lobata della cornice di gesso presente sul muro della chiesa. II dipinto appare assai sporco, mentre la figura di Sant’Antonio è meglio conservata e pur apparendo un po’ rigida è ben costruita con viso e mani ben dipinti.

Nel gennaio 1936 si deliberò di assegnare il lavoro di pittura e decorazione del presbiterio e del coro della chiesa al prof. Mario Albertella di Milano (1883 – 1955).
Sulla volta del presbiterio sono affrescati in colori vivaci entro cornici a stucco ornate di motivi vegetali a suddivise in due medaglioni raffiguranti Sant’Antonio aAbate e l’Eucaristia al centro, all’intorno in cinque spicchi sono figure di Santi. Nelle vele sono dipinti degli angeli a monocromo.
L’affresco centrale raffigura la Gloria di sant’Antonio abate.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Deiva_Marina)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700025765 (dipinto)

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700025757-4 (affresco)

EBOLI (SA). Monastero e chiesa di s. Antonio abate delle Benedettine di clausura

Vico delle Monache
https://maps.app.goo.gl/Cwm53EuUvTX9u1J26

Sebbene il Monastero risalga al 1503 ne esistono citazioni già dal 1273, quando il convento con la chiesa, la vigna e le terre furono vendute all’Abate della Santissima Trinità di Cava. I Benedettini di Cava concessero il complesso ad un Ordine religioso femminile, documentato per la prima volta il 3 febbraio 1327. Quest’ordine aveva allora una badessa appartenente alle Clarisse e rimase a quest’Ordine fino al 1503 quando le monache presero l’abito benedettino.
Tra il 1500 e il 1600 la situazione economica fu difficile, fino a divenire disastrosa. A causa della peste del 1656 anche le Benedettine vennero colpite. Ne rimasero soltanto tre che morirono nel 1681. Nel 1699, dopo un riassetto dei beni e delle finanze, il monastero fu ripristinato.

All’inizio del XVIII secolo tutto il complesso e la chiesa furono restaurati in stile tardo barocco.
La situazione economica si consolidò e le donazioni continuarono per tutto il Settecento e fino alla prima parte dell’Ottocento. Con le leggi napoleoniche il monastero passò al Comune e nel 1861 fu soppresso, ma le monache non abbandonarono mai il luogo, l’edificio passò alla proprietà della Cassa Ecclesiastica di Napoli, detta Fondo Culto nel 1866. Nel 1913 fu aperta una scuola di taglio chiusa nel 1920 e riaperta nel 1951 con un educandato e chiusa definitivamente nel 1966 per l’ordine di papa Paolo VI di tornare alla clausura completa.
Le monache cercano oggi di sostenersi con ricami, produzione di ostie e soprattutto l’apicultura.

LA CHIESA
L’accesso principale al complesso avviene da Via delle Monache; attraverso il corpo centrale del convento, si giunge in un atrio colonnato. La parte terminale del corpo centrale del complesso è occupata dalla chiesa di Sant’Antonio di Vienne con l’annessa sagrestia.
La facciata della chiesa è divisa orizzontalmente da una cornice marcapiano. Nella parte inferiore, tra due lesene angolari, si apre il portone rettangolare con cornici in pietra sormontato da un medaglione raffigurante San Benedetto e Santa Scolastica; la parte superiore presenta due lesene angolari e capitelli in stile ionico. Conclude la facciata un timpano triangolare con oculo.
La chiesa è a un’unica navata in stile tardo barocco a pianta rettangolare, divisa in quattro campate. La prima è coperta con volta a vela, la terza con cupola ribassata, le rimanenti con volte a botte. I fianchi della navata sono scanditi da un ordine di lesene con capitelli in stile corinzio, sulle quali si imposta la cornice aggettante.

In fondo alla navata è situato l’altare maggiore in marmo policromo su cui troneggia un dipinto del XVII – XVIII secolo raffigurante “L’incoronazione della Vergine con Sant’Antonio abate e Santi”. La Vergine appare al centro del dipinto con il Bambino, due angeli in gloria reggono la corona sul capo. Ai lati, S. Antonio abate, a sinistra (con bastone e campanella, tau sul mantello) e S. Romualdo, fondatore dell’ordine dei Benedettini riformati, e in basso, ritratti a mezzo busto, S. Benedetto e S. Scolastica. Tra i due Santi é raffigurato lo stemma della Famiglia Caravita, probabilmente committente dell’opera.

Arricchiscono il corredo della chiesa altri dipinti: uno sulla parete destra raffigurante “San Michele Arcangelo” del XVIII secolo, e l’altro sulla parete opposta, raffigurante la “Sacra famiglia con Dio Padre” del XVII secolo; le due acquasantiere in marmo del 1653 e le pregevoli gelosie in legno intarsiato collocate nella parte alta della navata, contribuiscono ad impreziosire l’ambiente.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_Sant%27Antonio_Abate

https://comune.eboli.sa.it/luoghi/3107921/monastero-chiesa-sant-antonio-de-vienne#description

https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1500047473

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500664029 dipinto

 


 

Il Catalogo dei Beni Culturali segnala a Eboli, ma senza indicare la precisa collocazione, una statua lignea di sant’Antonio abate, datata al 1790-1810.
Opera di bottega dell’Italia meridionale.

Il Santo  tiene nella mano sinistra un libro con sopra il fuoco e un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500664134

GALEATA (FC), bg. Pianetto. Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, con immagine di sant’Antonio abate

Gioiello dell’architettura rinascimentale toscana, conserva al suo interno pregevoli opere pittoriche del XVI e XVIII secolo.
La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli si trova nel Borgo di Pianetto a 2 km circa da Galeata; il complesso si inserisce fra gli edifici del piccolo borgo e ha sul davanti una piazzetta con fontana centrale (sistemata negli ultimi decenni dell’Ottocento) da cui ha inizio il sentiero che conduce ai resti del castello.
La costruzione della chiesa avvenne per volere della cittadinanza in seguito ad un evento miracoloso avvenuto a Pianetto nel 1497, nella casa di Cione di Francesco, in cui una tavoletta raffigurante la Vergine con il Bambino fra Santi fu vista piangere e versare dal seno gocce più dense e bianche simili al latte (lettera di Pietro Delfino, Generale Camaldolese, 1497).
Per il miracolo e l’immediata venerazione tributata alla Sacra Immagine, si decise di costruire in quel luogo la chiesa e l’annesso Convento dei Padri Minori Conventuali su decreto del camaldolese Sebastiano Fabbri, abate di S. Ellero e Vescovo di Melitene.

La facciata, in blocchi squadrati di arenaria, è stata oggetto di un restauro conservativo nel 1994 insieme alla chiesa; presenta sobrie linee compositive di chiara impronta rinascimentale ed è caratterizzata da un grande portale a lunetta cui è sovrapposto un oculo.
Sui blocchi d’arenaria della facciata si notano delle scritte incise, che ricordano vicende particolari legate alla storia della comunità galeatese: sulla destra del portale si legge ‘A DI 18 giugno 1707 cadde una fiera tempesta che levò il tutto’, sulla sinistra ‘A D 21 febbraio 1598 … ara ritorno sotto’ interpretato ’21 febbraio 1598 Ferrara ritornò sotto il Papa’.
L’interno è a unica navata con tetto a capriate lignee ed abside poligonale. Elemento caratteristico è il tempietto in cui è conservata la tavoletta del miracolo (fine XIV – inizio XV sec.) che dalla parete sinistra si sviluppa fino al centro della navata (probabilmente l’inconsueta posizione ricorda il luogo reale del miracolo), dando alla chiesa uno sviluppo spaziale tutto particolare.
A fianco del tempietto e nella parete di destra vi sono altari ad edicola finemente decorati, che conservano al loro interno opere pittoriche commissionate da illustri famiglie locali. Nelle tele e negli affreschi cinquecenteschi è prevalente l’iconografia mariana (l’evento miracoloso era allora molto vivo nella memoria della gente), mentre nelle tavole del ‘700 prevalgono temi legati al culto dei Santi.
Nella parete a destra dell’altare privilegiato, è conservata una tela di Giovanni Stradano (Jan Van Der Straet, Burges 1523 – Firenze 1605) datata 1599, che rappresenta la Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta, entrambe incinte, con a fianco la presenza significativa di San Francesco che riceve le stigmate e Sant’Ambrogio.
Altre opere da segnalare sono una Deposizione di scuola vasariana (XVI secolo – altare a destra dell’ingresso), un affresco con Annunciazione e Santi fra cui un sant’Antonio abate – (Anonimo del 1527 – III altare a destra), una tela di Matteo Confortini raffigurante l’Assunzione della Vergine (fine XVI secolo, significativa perché rappresenta l’unica opera firmata del pittore). Sant’Antonio è raffigurato con un bastone nella mano destar e un libro nella sinistra. A terra sono la campanella, il fuoco e, a destra un piccolissimo maiale della cinta senese.

Fra le opere settecentesche, due tele del pittore ferrarese Giuseppe Ghedini: una raffigurante San Giuseppe da Copertino e l’altra i Santi Agostino, Bonaventura e Chiara.
Nelle opere pittoriche del ‘500 è evidente l’apporto stilistico toscano, mentre in quelle del ‘700 è predominante la componente emiliano – romagnola.

Info:
Orario feriale e festivo di apertura: Dalle ore 8.00 alle ore 19.00.
Come arrivare: Galeata dista 34 km circa da Forlì, percorrendo la Strada Provinciale 4 del Bidente; Borgo Pianetto si trova a 2 km da Galeata in direzione S. Sofia.
Via Borgo Pianetto, 24 – 47010 Galeata (FC)
Parrocchia di Galeata 0543981655 – www.scoprigaleata.it

Fonte:
https://turismoforlivese.it/it/arte-cultura/chiesa-di-s-maria-dei-miracoli-a-pianetto/

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

CONFEDERAZIONE ELVETICA – AVEGNO GORDEVIO, frazione Gordevio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Gordevio è un ex comune del Canton Ticino, distretto Vallemaggia, aggregatosi nel 2008 con Avegno per formare il comune di Avegno Gordevio.
https://maps.app.goo.gl/T527fLakn7cFiuZQA

Nella frazione Brié di Gordevio fu costruito nel 1666 l’oratorio dedicato a S. Antonio abate. Già nel XIV secolo Avegno e G. avevano un proprio cappellano; i due villaggi si staccarono dalla matrice di Maggia e si separarono probabilmente intorno al 1645.

 

Sulla facciata dell’oratorio un affresco raffigura sant’Antonio abate benedicente che tiene nella mano sinistra il bastone cui è appesa una campanella. Fotografia a destra.

 

Sulla parete sinistra esterna dell’oratorio un altro affresco raffigura s. Antonio, con libro e bastone pastorale; vedi immagini in basso.

 

Link:
https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/002267/2022-09-16/

TREVISO. Chiesa di Sant’Andrea in Riva, con immagine di sant’Antonio abate

L’edificio è posto in prossimità del fiume Sile (donde il nome “in Riva”), sulla riva sinistra, in prossimità del palazzo degli Azzoni Avogadro, nel luogo corrispondente al primo nucleo urbano di Treviso. È documentato sin dall’XI secolo, quando un documento ne attesta la donazione da parte del vescovo di Treviso al potente capitolo della Cattedrale. Già consacrata una prima volta nel 1719, viene riedificata verso il 1780 su disegno di Giordano Riccati. Tra il 1834 ed il 1835 vennero aggiunte le navate laterali.
Dal XVI secolo la chiesa è sede della scuola dei “marangoni” (falegnami).
La facciata è suddivisa da quattro pilastri posti su piedistallo; capitelli compositi reggenti un timpano triangolare.
L’interno è a tre navate divise da archi semplici che terminano in un presbiterio sporgente e due cappelle minori ai lati. Soffitto centrale piatto, con raccordi a vele, mentre le navate laterali hanno volte a crociera. È ricoperta da affreschi realizzati da Carlo Donati (1874-1949) nel 1930. Varie le pale d’altare di autori insigni: di Giovanni Carlo Bevilacqua quella dell’altar maggiore, quindi nelle cappelle laterali dipinti di Francesco Bissolo, Gian Battista Carrer, Ludovico Pozzoserrato e della scuola del Guercino.

 

Info:
SANT’ANDREA IN RIVA S. Andrea Apostolo
Telefono: 0422 1456298
Email: santandreainriva@diocesitv.it
Indirizzo: Piazza Sant’Andrea 2, 31100 TREVISO TV

Segnalazione e immagini: Albertino Martignon