PRAY (BI),frazione Pray Alto. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via IV Novembre, 9
https://goo.gl/maps/YETo7DjsvXdot64f8

 

La chiesa risale al XVII secolo e fu eretta quando la comunità di Pray ottenne la qualifica di parrocchia staccandosi dalla chiesa matrice del vicino comune di Coggiola.
E’ probabile, quindi, che esistesse in loco almeno una più antica cappella.
Il campanile dovrebbe risalire al 1685.
Elegante la facciata a due ordini scandita da lesene e con affreschi di figure di Santi. Tra essi, anche sant’Antonio abate, a destra in alto.

 

 

Link:
http://www.prolocopray.it/prayalto.php

SANT’ANTONIO ABATE (NA). Chiesa parrocchiale e antica chiesetta di Sant’Antonio abate

Chiesa parrocchiale. Via Roma, 308/310 (foto in alto).
https://goo.gl/maps/Cz32vFygpBNMptEs5

La chiesa fu eretta tra il 1813 e il 1828.
Agli inizi del XX secolo fu ristrutturata e ingrandita con la costruzione di abside, cupola, facciata e campanile.
In seguito all’adeguamento liturgico post conciliare, l’antico altare fu smembrato e con parte dei marmi fu realizzata una nuova mensa che nella parte inferiore reca un bassorilievo marmoreo con l’Ultima Cena.

Sopra l’altare è collocata una tela che raffigura Sant’Antonio nel deserto opera del 1829 di Francesco Saverio Citarelli o Citarella (1790 – 1871), scultore e pittore napoletano.

Nella parte destra della navata è posta la statua di sant’Antonio abate, oggetto di grande devozione e che viene posta ogni anno, nei giorni vicini al 17 gennaio, festa del Santo, nel maestoso e colorato trono a lui dedicato. (vedi foto) In quel giorno si accende un falò o cippo. Per alcuni giorni si svolge una fiera e la sagra della porchetta.

 

Link:
https://www.comunesantantonioabate.it/pagina2377_chiesa-parrocchiale-di-santantonio-abate.html

https://www.wikiwand.com/it/Sant’Antonio_Abate_(Italia)

 


 

Complesso dell’antica chiesetta di Sant’Antuono (Antonio Abate  o di Vienne) e della Chiesa della Congrega dell’Immacolata

Via Roma 17B, circa 220 m a sud-ovest della Parrocchiale,
https://goo.gl/maps/HHkHSpF49G5SpcBE8

Chiesa più antica della città, intitolata a Sant’Antonio e risalente al XIII secolo circa, posta sulla strada che collegava le città romane di Nuceria Alfaterna (Nocera) con Castrum ad Mare Stabia (Castellammare di Stabia). La prima citazione della chiesa risale al 1328 ed è un atto di vendita di un terreno sito in località detta “mitrata Sanctii Antoni”. Nel 1470 la chiesa fu inserita nella descrizione del feudo dei Certosini di Pozzo dei Goti. Nel 1520 monsignor Geronimo Cannavacciuolo, vicario generale della diocesi di Lettere [diocesi soppressa nel 1818 e il territorio aggregato alla diocesi di Castellammare di Stabia], cita la chiesa in una bolla in cui, data la morte del sacerdote don Tolomeo Pentangelo, consacra un nuovo prete della chiesa.
La chiesa fu visitata il 17 settembre 1627 da mons. Andrea Caputo, vescovo di Lettere, che la trova però sprovvista nella decorazione e fatiscente nella struttura. La chiesa era l’unico riferimento per tutti i contadini che abitavano le zone contigue e che già da un po’ di tempo aveva costituito il Borgo di Sant’Antuono ed erano in continuo aumento.
Il 27 dicembre 1651 la chiesa riceve una nuova visita da parte del nuovo vescovo di Lettere, monsignor Onofrio De Ponte. Il 27 giugno 1735, il vescovo mons. Agostino Giannini effettua visita alla chiesa e nomina nuovo sacerdote l’abate della chiesa parrocchiale di sant’Antonio abate a Porta Capuana, parrocchia del Borgo Sant’Antonio abate di Napoli.

Alla fine del XVIII secolo il vescovo di Lettere monsignor Bernardo Maria Della Torre fece ingrandire e ristrutturare la chiesetta, in modo da renderla molto più adeguata alle esigenze della popolazione. Lo stesso vescovo Della Torre la eresse in parrocchia nel 1813. La chiesa rimase parrocchiale sino al 1829 quando, con il completamento della nuova chiesa, quest’ultima ricevette il titolo con la benedizione del 5 febbraio 1829, da parte di don Bonaventura Rispoli, primo parroco della nuova chiesa.

Gli abitanti decisero di dedicare l’antica chiesa alla Vergine Immacolata e, grazie a Leonardo Santoro, per decreto reale di Ferdinando II di Napoli, di istituire in essa la Confraternita o Congrega dell’Immacolata Concezione, il 3 marzo 1834.
Tra 1840 e 1865 la chiesetta, considerata inadatta per la Confraternita, fu soprelevata creando una nuova chiesa che fu utilizzata anche come cripta funeraria dei membri della Congrega (foto a destra).

 

L’edificio dell’antica chiesetta dedicata Sant’Antonio, (al piano terra) è a una sola navata, in stile romanico, di linee semplici, con volta a vela gonfiata che poggia su poderosi archi a tutto sesto. Privo di ogni suppellettile.

Tra 2015 e 2016 la chiesetta, e gli ambienti di epoca romana annessi, costruiti in opus reticulatum, sono stati oggetto di consolidamento e restauro.

 

 

 

Bibliografia:
Sorrentino Gerardo, Il complesso dell’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate e della Congrega dell’Immacolata, Quaderni di ricerca storica e di attualità n° 2, Comune di Sant’Antonio abate 2016

 

Link:
https://www.comunesantantonioabate.it/pagina2373_antica-chiesetta-di-santantonio-abate-di-vienne.html

https://www.comunesantantonioabate.it/pagina2372_congrega-dellimmacolata-concezione.html

Rilevatore: AC

CONFEDERAZIONE ELVETICA – LOCARNO. Chiesa collegiata di Sant’Antonio abate

Vicolo Collegiata, 5 / Piazza S. Antonio
https://goo.gl/maps/aiWdtatmQdiQyC5G9

 

La chiesa, eretta nella prima metà del XIV secolo, è attestata in due consacrazioni avvenute nel 1353 e nel 1354. La chiesa primitiva, orientata verso est, occupava l’area dell’attuale piazza.
L’Università dei Borghesi di Locarno nel 1664 diede inizio all’edificazione di un nuovo tempio, proprio di fronte alla primitiva chiesa medievale, la quale fu in seguito demolita. Nelle intenzioni dei promotori, e in particolare di Giovanni Antonio Marcacci, il nuovo edificio dedicato a S. Antonio doveva diventare il più importante del borgo. Nel 1682 fu benedetta la parte occidentale (coro e due cappelle laterali) e nel 1685 giunsero da Roma le reliquie di S. Gregorio, fatto che conferiva prestigio al luogo sacro, terminato e consacrato nel 1692.
Il campanile fu anche eretto in quegli anni, ma poi innalzato altre due volte, nel 1735 e nel 1760.
Nel 1740 i Mercanti del grano, costituitisi in Confraternita della Morte, eressero il grandioso altare in marmo con le decorazioni e l’affresco raffigurante la Deposizione di G. A. Orelli.
Il titolo di Collegiata fu conferito nel 1816. Il crollo della volta di una campata nell’inverno del 1863 portò all’edificazione di una nuova facciata in forme neoclassiche, di un nuovo coro, dell’ottagono della cupola e dei profili del tetto. Fortunatamente si rinunciò alla totale riedificazione, salvando così la struttura seicentesca.

La pianta è a navata singola, con diverse cappelle disposte lungo i due lati maggiori ed un transetto. Il soffitto è sorretto da pilastri corinzi mentre le campate hanno la volta a botte; la crociera è conclusa da una cupola. Lungo le pareti interne e nelle cappelle laterali si trovano diversi dipinti ed affreschi di maestri locali del XVIII e XIX secolo. Appese al presbiterio le pale d’altare della Presentazione di Maria al tempio (1695-1720 circa) e della Predica di S. Pietro ai gentili attribuita a Pier Francesco Mauro Pancaldi (1739-1783).
Il fonte battesimale del 1589 reca il doppio stemma dell’antica Comunità di Locarno ed è sovrastato dal coperchio in bronzo dello scultore locarnese Remo Rossi (1909 – 1982).

Del pittore di Locarno Giuseppe Antonio (Felice) Orelli(1706 – 1776) è anche la tela che si trova nella parete di fondo del coro, con la Gloria di Sant’Antonio abate, dipinta nel 1771.

Altare con paliotto ligneo scolpito con l’Ultima Cena copia del Cenacolo di Leonardo.

 

Link:
https://www.parrocchialocarno.ch/collegiata-s-antonio-storia

CONFEDERAZIONE ELVETICA – LUGANO. Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Dante Alighieri
https://goo.gl/maps/fcf4oiFDmrar597T9

La chiesa sorse nel Duecento come convento degli Umiliati che si occupavano dei poveri e dei pellegrini, gestendo un ospizio. Dopo che, nel 1571, papa Pio V ebbe sciolto l’ordine, la chiesa fu affidata ai Chierici Regolari di Somasca, che vi realizzarono un collegio. Sotto la loro amministrazione, dal 1633 al 1651, nacque la chiesa attuale, costruita al posto della precedente e integrata fra il 1667 e il 1676 ad opera di Pietro Ruspini. L’edificio assunse il suo aspetto definitivo nel primo Settecento.
I padri Somaschi associarono alla chiesa l’attività del collegio, centro d’irradiazione della cultura in tutta Europa, grazie in particolare alla famiglia Riva. Sul finire del Settecento, in questo stesso collegio, vi studiò per due anni, sotto la guida di padre Francesco Soave, anche Alessandro Manzoni.
Nel 1852 il collegio fu chiuso e, allontanati i Somaschi, la chiesa entrò a far parte del patrimonio del Cantone, a cui ancora oggi appartiene.
La sagrestia, demolita nel 1908, fu ricostruita successivamente. Dal 1914 al 1915, all’edificio fu aggiunto il campanile. La facciata fu realizzata in stile neobarocco da Giuseppe Bordonzotti nel 1918.

L’edificio ha una navata e quattro cappelle laterali delle quali una sola, quella dedicata alla Madonna di Lourdes, ha mantenuto lo stile seicentesco.
La pala sull’altare maggiore con la Gloria di sant’Antonio abate del 1734 è uno dei più grandi dipinti su tela (250 x 400 cm) del pittore ticinese Giuseppe Antonio Petrini (1677 – 1759).
(Nella chiesa vi sono altre tre tele del Petrini: Transito di San Giuseppe nella prima cappella laterale,1715-1716; Madonna col Bambino e san Gerolamo Emiliani nella prima cappella laterale di sinistra 1729, ritoccata nel 1734; Sant’Anna, la Vergine e san Gioacchino nella cappella laterale di destra del 1744.)
L’altare maggiore in marmo è del 1734 e il medaglione in marmo fu disegnato dal Petrini.

Sulla volta del coro, affresco con la Gloria di S. Antonio.
Alla decorazione della volta contribuirono anche gli artisti Carlo Pozzi (1606-1683) della Valsolda e Francesco Antonio Giorgioli (1655 circa – 1725) di Meride (quartiere di Mendrisio CH) nel 1684.

 

Link:
https://www.catt.ch/newsi/chiesa-di-santantonio-abate-a-lugano-dagli-umiliati-al-collegio-dei-somaschi-dove-studio-alessandro-manzoni/
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Antonio_Petrini

CONFEDERAZIONE ELVETICA – LUGANO, quartiere Barbengo. Oratorio di Sant’Antonio abate di Cadepiano

In località Cadepiano di Barbengo, Via Cadepiano
https://goo.gl/maps/mBrHLsk7r5J3R9tz6

 

L’oratorio fu eretto nel Seicento per volontà di Giovanni Antonio Scala che, con disposizione testamentaria, incaricò i suoi eredi di erigere una chiesa; sulla facciata compare lo stemma della famiglia committente, una scala dorata a cinque pioli su sfondo azzurro.
Al centro della facciata, si intravvede una figura in cui si ravvisano il saio e il bastone che rinviano all’iconografia di sant’Antonio abate.

L’edificio custodisce un pregevole patrimonio pittorico di artisti ignoti. Sul muro del presbiterio, sono collocati all’interno di un riquadro la Madonna con il Bambino, Sant’Antonio abate, raffigurato con i suoi classici attributi, il bastone a T e la campanella, e San Bernardo, ritratto con il bastone pastorale in una mano, un libro nell’altra.
Nel catino absidale è inserita la Crocifissione di Cristo. Ai lati, con i loro rispettivi nomi che le identificano, si individuano Santa Lucia, colta nell’atto di offrire a Cristo la coppa del martirio sulla quale sono posati i suoi occhi, e Santa Liberata da Como, con un neonato in fasce tra le braccia.
Sul fronte dell’arco trasversale è rappresentata l’Annunciazione, mentre sui piedritti, in due finte nicchie, sono raffigurati San Sebastiano, trafitto da frecce e San Rocco, la coscia segnata dal bubbone della peste.
Preziose stampe della fine del Settecento che illustrano le quattordici stazioni della Via Crucis e un dipinto a olio di autore ignoto che raffigura la Madonna con il Figlio sono anche conservate nell’oratorio.


Link:
https://parrocchiagranciabarbengo.ch/sant-antonio-cadepiano/