CONFEDERAZIONE ELVETICA – LUGANO. Chiesa di Sant’Antonio abate
Piazza Dante Alighieri
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La chiesa sorse nel Duecento come convento degli Umiliati che si occupavano dei poveri e dei pellegrini, gestendo un ospizio. Dopo che, nel 1571, papa Pio V ebbe sciolto l’ordine, la chiesa fu affidata ai Chierici Regolari di Somasca, che vi realizzarono un collegio. Sotto la loro amministrazione, dal 1633 al 1651, nacque la chiesa attuale, costruita al posto della precedente e integrata fra il 1667 e il 1676 ad opera di Pietro Ruspini. L’edificio assunse il suo aspetto definitivo nel primo Settecento.
I padri Somaschi associarono alla chiesa l’attività del collegio, centro d’irradiazione della cultura in tutta Europa, grazie in particolare alla famiglia Riva. Sul finire del Settecento, in questo stesso collegio, vi studiò per due anni, sotto la guida di padre Francesco Soave, anche Alessandro Manzoni.
Nel 1852 il collegio fu chiuso e, allontanati i Somaschi, la chiesa entrò a far parte del patrimonio del Cantone, a cui ancora oggi appartiene.
La sagrestia, demolita nel 1908, fu ricostruita successivamente. Dal 1914 al 1915, all’edificio fu aggiunto il campanile. La facciata fu realizzata in stile neobarocco da Giuseppe Bordonzotti nel 1918.
L’edificio ha una navata e quattro cappelle laterali delle quali una sola, quella dedicata alla Madonna di Lourdes, ha mantenuto lo stile seicentesco.
La pala sull’altare maggiore con la Gloria di sant’Antonio abate del 1734 è uno dei più grandi dipinti su tela (250 x 400 cm) del pittore ticinese Giuseppe Antonio Petrini (1677 – 1759).
(Nella chiesa vi sono altre tre tele del Petrini: Transito di San Giuseppe nella prima cappella laterale,1715-1716; Madonna col Bambino e san Gerolamo Emiliani nella prima cappella laterale di sinistra 1729, ritoccata nel 1734; Sant’Anna, la Vergine e san Gioacchino nella cappella laterale di destra del 1744.)
L’altare maggiore in marmo è del 1734 e il medaglione in marmo fu disegnato dal Petrini.
Sulla volta del coro, affresco con la Gloria di S. Antonio.
Alla decorazione della volta contribuirono anche gli artisti Carlo Pozzi (1606-1683) della Valsolda e Francesco Antonio Giorgioli (1655 circa – 1725) di Meride (quartiere di Mendrisio CH) nel 1684.
Link:
https://www.catt.ch/newsi/chiesa-di-santantonio-abate-a-lugano-dagli-umiliati-al-collegio-dei-somaschi-dove-studio-alessandro-manzoni/
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Antonio_Petrini





