AVEGNO (GE), frazione Salto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Salto – Via Don Ansaldo (angolo Via Rossini)
https://goo.gl/maps/nouMCkW7K8ER9zY99

 

La chiesa fu edificata nel 1464; due anni dopo fu edificato l’attiguo campanile.
Soggetta alle dipendenze dell’antica pieve di Sant’Ambrogio di Uscio, venne eletta al titolo di parrocchia con decreto dell’arcivescovo di Genova, cardinal Stefano Durazzo, datato al 22 dicembre del 1638. La consacrazione, come si è potuto apprendere dagli archivi parrocchiali, avvenne nel 1641.
In facciata, sopra il portale, in una nicchia, una statua di s. Antonio con porcellino ai piedi.

Internamente è ad aula conclusa da un’abside semicircolare, con cappelle laterali ricavate nello spessore della muratura.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=28102

SAN LORENZO DORSINO (TN), fraz. Dolaso. Chiesa di Sant’Antonio abate

Il comune sparso è stato istituito nel 2015 per fusione dei territori di San Lorenzo in Banale (ora sede municipale) e Dorsino.
La chiesa sorge in Via di Sant’Antonio, all’estremità occidentale della frazione Dolaso che apparteneva all’ex comune di San Lorenzo in Banale.
https://goo.gl/maps/1AMgLyByYt9orc9n8

 

La prima chiesa venne eretta nel 1466. Il portale maggiore reca la data del 1513; forse l’opera coincise con un ampliamento dell’edificio.
Dal 1599 al 1613 vi fu la ricostruzione intero bene. Consacrata nel 1616.
La data del 1622, tracciata sull’intonaco della cella campanaria, indica probabilmente il completamento della torre che fu ristrutturata nel 1874.
Nel corso del XX secolo furono realizzati alcuni dipinti murali a tempera sulla volta del presbiterio, sull’arco santo e sulla lunetta del portale maggiore

La facciata a capanna è elevata su di un terrapieno, delimitato da un muretto, che colma il dislivello del terreno tra il lato sinistro e quello destro. Due finestre rettangolari asimmetriche serrano il portale maggiore cinquecentesco in pietra, con lunetta figurata, sormontato da un oculo strombato. Il fianco sinistro è cieco e vi si addossa il campanile; su quello destro, illuminato da due monofore archiacute, si apre l’accesso laterale.

L’interno è a navata unica, divisa in tre campate, coperte da volte a crociera costolonate poggianti su semicapitelli pensili. Il presbiterio, elevato di tre gradini, è introdotto da un’arcata a tutto sesto in pietra a vista e concluso da abside poligonale. Da essa si accede alla sacrestia, aggiunta probabilmente in un momento successivo.

La chiesa, orientata ad est, è officiata una volta all’anno, ma è aperta durante il giorno nel periodo estivo.

Sull’altare maggiore un’ancona lignea scolpita da ignoto scultore lombardo nel 1515 con al centro s. Antonio abate benedicente, seduto in trono in abito vescovile, con  ai lati  i santi Sebastiano e Rocco; in alto  Madonna col Bambino e due angeli.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=25689

Data compilazione scheda: 11-2-2022
Rilevatore: AC

CASTELLETTO SOPRA TICINO (NO). Chiesa di Sant’Antonio abate, con affreschi

Piazza Giacomo Matteotti / Vico Garibaldi
https://goo.gl/maps/adsVWgbxwfj4cEsN7

 

L’attuale Chiesa sorge su un precedente luogo di culto dedicato allo stesso Santo eretto alla fine del XV secolo e che, nel tempo, era diventato insufficiente a contenere tutta la popolazione. Dopo molti contrattempi, si giunse alla progettazione e alla realizzazione del nuovo edificio, come cita un documento del 1778: “Tempio Comparrocchiale dedicato a S.o Anto[ni]o Abbate sito […] in capo alla piazza del Borgo egli è fabbricato nuovo incominciato nell’anno 1765 posta solennemente la prima pietra nel giorno 18 d’Agosto […] e terminato nel Dicembre dell’anno 1775 nel sito stesso del Tempio vecchio già dedicato al mede[si]mo Santo, il quale s’andava distruggendo di mano in mano, che si fabbricava il nuovo.”
La parrocchiale è chiesa prepositurale perché il 21 maggio 1713, il parroco di Castelletto diventò prevosto. Un titolo che un tempo veniva concesso a certe chiese particolarmente insigni che potevano estendere la loro giurisdizione territoriale anche su altri edifici di culto. La consacrazione dell’edifico avvenne il 5 gennaio del 1800, per opera dell’arcivescovo di Acqui, Giacinto della Torre, come riporta la lapide marmorea ubicata sulla parete sinistra del presbiterio.

Nel 1875 l’architetto galliatese don Ercole Marietti, ricevette l’incarico di rinnovare sia la facciata che l’interno della chiesa.

La facciata del 1875 presenta statue di angeli e santi, elementi decorativi e una balaustra. Tutte queste componenti sono in terracotta. Molti dei Santi, riprodotti nelle statue, hanno un forte legame con la storia religiosa castellettese. Oltre al patrono di Castelletto, s. Antonio abate, vi è s. Gaudenzio, patrono della diocesi di Novara.

 

L’interno barocco della chiesa è a tre navate e si presenta maestoso nel suo insieme. Una studiata disposizione delle colonne, più avvicinate alle estremità e più allontanate nel mezzo, dà origine a dei padiglioni, che sono sormontati da una cupola centrale.
L‘altare maggiore, dedicato a S. Antonio abate, ed è in marmo arabescato, di notevoli dimensioni, che sostiene un ciborio sempre in marmo con statuette d’angeli. Dietro l’altare domina l’ancona che raffigura il Transito di S. Antonio abate che è raffigurato con i suoi attributi tradizionali: il maiale e il bastone con il campanello. Lo sguardo è rivolto al cielo, dove Cristo con le braccia aperte è in atto di accoglierlo circondato da angeli. Opera di ignoto del XVIII secolo.

Dei sette altari della chiesa, il primo della navata di destra è dedicata all’Ecce Homo; la successiva a S. Giuseppe e risale al 1927. L’altare seguente o è dedicato alla Madonna del Rosario, che è la compatrona della parrocchiale. Questo altare proviene dalla chiesa di S. Maria della Scala di Milano, demolita nel 1776 per la costruzione dell’omonimo teatro. Nella nicchia è posta la statua della Madonna con in braccio il Bambino. Il simulacro in legno è di pregevole fattura. Sulle pareti sono presenti quindici pitture che rappresentano i misteri del Rosario.
L’ultimo altare della navata destra è dedicato ai Santi Rocco e Sebastiano, anche se comunemente viene detto del Crocifisso.
Il primo altare della navata di sinistra è dedicato al Sacro Cuore di Gesù, è tutto in legno finemente intagliato; l’altare successivo è dedicato a S. Serafino da Montegranaro, anche se un tempo era erroneamente detto di S. Francesco. In questa cappella, durante gli ultimi restauri, sono riaffiorati degli affreschi che nei precedenti interventi di rinnovamento erano stati ricoperti. Al centro troneggia una grande tela raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio, insieme a s. Antonio di Padova e s. Serafino.
L’ultimo altare di sinistra è dedicato all’Addolorata. Anche questa cappella, come quella del Crocefisso, è stata perfezionata negli anni Venti del Novecento. Il fonte battesimale è posto nella prima cappella di sinistra.

Nel presbiterio, sulle pareti laterali, sono presenti due grandi affreschi, contornati da una cornice in stucco; quello di sinistra rappresenta S. Antonio abate e la morte dell’eremita Paolo nel deserto; in quello di destra, sono rappresentati i  SS. Antonio abate e Paolo mentre un corvo porta loro del pane.

Le pitture interne, eseguite nel 1878 dai pittori Paolo Maggi e Mosè Turri, rappresentano, oltre la Gloria di S. Antonio abate nella cupola centrale, molti altri soggetti anche se quelli più ricorrenti sono angeli e arcangeli.

 

Notizie da:
https://www.parrocchiacastellettoticino.com/santantonio-abate.html


Data compilazione scheda:
11-2-2022
Rilevatore: AC

VELESO (CO). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Adelmo Zerboni, 13
https://goo.gl/maps/bZdeJ9CUBdLHMC3Z7

 

La Parrocchia fu eretta nel 1592 con territorio smembrato della pieve di Nesso.
La chiesa risale alla fine del Cinquecento, ma fu più volte ristrutturata nel corso dei secoli. Diversi interventi di restauro furono effettuati nel Seicento e anche nei secoli successivi, in particolare tra XIX e XX secolo. Consacrata nel 1946. La cupola fu costruita nel 1961, anno in cui si restaurò il campanile edificato nel 1864.

All’interno della chiesa, il battistero è del XVII secolo e una parte del coro risale al 1600-1610 mentre il rimanente è dell’inizio del secolo XIX.
Una pala d’altare del XVII secolo raffigura la Madonna col Bambino e Santi e fu restaurata nel 2012. Eseguita ad olio su tela di canapa, misura cm 180 x 283 ed ha una cornice lignea dorata. In alto, campeggia la Madonna con Bambino, a destra  santa Chiara d’Assisi che tiene in mano la lanterna con il SS. Sacramento, san Gerolamo, sant’Antonio (di Padova) con il saio marrone e il giglio bianco; sulla sinistra è raffigurato il committente dell’opera e santa Caterina da Siena. In basso a sinistra vi è un cartiglio con la committenza e la dedica: il quadro fu eseguito nel 1662 dedicandolo a Eusebio Zerboni nell’anno della morte (era nato a Veleso nel 1602 e prese i voti come frate dell’Ordine Francescano).

 

Di particolare importanza è la Festa Patronale di S. Antonio abate che viene celebrata nella domenica più vicina al 17 Gennaio, che da antica tradizione è contrassegnata dalla benedizione del fuoco di un falò.

 


NOTA
La chiesa di Sant’Andrea Apostolo è attestata nella frazione Erno di Veleso già nel 1749 come sede di una parrocchia indipendente, ma fu completamente ristrutturata in stile neoclassico tra il 1821 e il 1851.
All’interno, che si presenta con una navata singola; sopra un altare in marmo vi è una tela a olio del 1750 che raffigura una Madonna del Rosario tra Sant’Andrea apostolo e Sant’Antonio abate.


 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00695/?view=luoghi&hid=2.1029&sort=sort_int&offset=2

https://www.halleyweb.com/c013236/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/9

Data compilazione scheda: 11-2-2022
Rilevatore: AC

VICOVARO (RM). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via della Stazione, 9
https://goo.gl/maps/zu2aPy3puEDKmBmr5
Vicovaro è a circa 45 km da Roma; la Chiesa sorge a sud del centro abitato, tra la Via Tiburtina Valeria ed il fiume Aniene,

 

La storia della Chiesa è strettamente correlata a quella della “Confraternita della SS. Croce e di Sant’Antonio abate”, istituita nei primi decenni del XIV secolo e che fondò l’edificio sulle antiche sostruzioni della via Tiburtina Valeria in opera quadrata.
La prima fase della chiesa è nota da fonti relative alle visite pastorali intercorse tra il 1574 e il 1581.
Nel 1772 la Confraternita deliberò la completa ricostruzione della chiesa con un consistente ampliamento, ad opera dell’architetto Pietro Torelli, eseguita tra il 1743 e il 1755.
Nella terza fase vi fu il completamento delle parti concernenti la Sagrestia e l’Oratorio.

L’ingresso è preceduto dal portico rinascimentale adornato da quattro colonne in breccia, sormontate da capitelli di marmo bianco di ordine dorico romano di epoca flavia (I secolo d. C.) che, secondo la tradizione, proverrebbero dai resti di un antico edificio romano posto nel territorio “Quarto del Piano”.
Sulla parete esterna, sotto il portico, un affresco con la figura di sant’Antonio (immagine in basso).

La chiesa presenta una pianta rettangolare con un altare centrale e tre cappelle laterali congiunte da un unico corridoio, che termina con l’ingresso alla Sagrestia. Il nuovo assetto ha portato alla chiusura del passaggio originario posto a lato dell’altare maggiore. Il progetto settecentesco previde una volta a botte a tutto sesto, con grandi lunette in corrispondenza delle aperture laterali, impostata su piedritti che corrispondono ai lati lunghi dell’aula. Il piedritto verso l’Aniene poggia sulle sostruzioni romane.
All’interno si conserva un crocifisso ligneo del XVI sec. Degna di nota è anche la statua,  del XVI secolo, in terracotta policroma che raffigura s. Antonio abate seduto in trono, con la mano destra nel gesto di benedizione, con la sinistra regge un libro.

 

Di fronte alla chiesa vi era l’antico Ospedale (gli edifici oggi conservatisi risalgono al XVI sec.), adibito ora a casa privata, nel quale venivano accolti i poveri e curati gli ammalati di herpes zoster (fuoco di s. Antonio).

 

Il 17 Gennaio, in occasione della festa patronale di S. Antonio abate, vengono celebrati i Vespri e si svolge una processione che parte dalla Chiesa e che si snoda lungo le vie del paese. Data l’importanza del Santo per Vicovaro, i festeggiamenti durano una settimana; questi vedono, oltre allo svolgimento di pratiche e celebrazioni religiose, numerose ricorrenze laiche, tra cui la più famosa e sentita è la benedizione degli animali.
Inoltre nella chiesa di San Pietro Apostolo viene distribuito alla popolazione un rinfresco consistente in una ciambella all’anice e nella tipica “pastarella” di S. Antonio.

 

Bibliografia:
Pomponi G., Sant’Antonio abate patrono di Vicovaro : storia, tradizione, folclore, Radionda 1 edizioni, Vicovaro 1986

Link:
https://www.vicovaroturismo.it/localita-chiesa-di-sant-antonio-abate

http://www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=96787

Data compilazione scheda:
11-2-2022
Rilevatore: AC