CADREZZATE CON OSMATE (VA), frazione Cadrezzate. Cappella di Sant’Antonio abate

Il comune nacque nel 2019 dalla fusione dei due precedenti comuni.
Via Vallerini (la strada per Barza)
https://goo.gl/maps/Tcpc7mTDnWseesFw5

 

Dedicata a Sant’Antonio abate, i cadrezzatesi però festeggiano anche la festa di Sant’Antonio da Padova. Il 17 gennaio vi è la benedizione degli animali ed il falò alla sera.
Ricostruita interamente nel 1926 e restaurata nel 1997.

Al suo interno è contenuta una statua di Sant’Antonio di Padova e due graffiti che rappresentano la nascita di Gesù e i Magi in adorazione del Bambino. Ai lati della nicchia, dove è posta la statua di Sant’Antonio, sono raffigurati (con la tecnica del graffito) due angeli: quello a sinistra sorregge un libro su cui è coricato un agnello con una bandiera bianca triangolare; invece quello di destra tiene un libro con sigilli su cui è appoggiata la coppia delle tavole dei Comandamenti.

 

Info da testo reperibile nel sito: https://www.superiorisesto.edu.it/web/index.php/it/
CADREZZATE-cappella-S-Antonio.pdf

Data compilazione scheda: 12-2-2022
Rilevatore: AC

SESTO CALENDE (VA). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate a Oriano

Località Oriano Ticino, Via Mercallo. La chiesa sorge su un piccolo terrapieno alberato, sopraelevato rispetto al reticolo stradale dell’abitato.
https://goo.gl/maps/9pdAxuYJZtyuwdmz8

 

La chiesa di Sant’Antonio a Oriano è documentata nel primo elenco di luoghi di culto diocesani redatto agli esordi del XIV secolo e conosciuto come “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani”: “in Orliano […] sancti Antoni abati”. L’edificio, tuttavia, è forse più antico; indizi in tal senso provengono nell’inclusione di “Orglano” nelle circoscrizioni ecclesiastiche menzionate in un falso precetto (presunto precetto di Liutprando), noto proprio tramite una copia di accertata età medievale (XII sec.).
Seppure menzionata come precoce sede di rettoria (“Notitia Cleri Mediolanensis”, 1398) sotto il titolo di S. Antonio, l’edificio compare, dal 1567, anno della prima visita pastorale, sotto l’intitolazione di S. Martino; di contro, l’antica invocazione sembra fosse stata trasferita da tempo a un luogo di culto subordinato, presente nella parte inferiore dell’abitato e, col tempo, sconsacrato e alienato. Il S. Martino “in Oriani superioris” fu sottoposto a qualche opera di adattamento nel corso del XVI secolo, come provano le visite pastorali dell’epoca. Sopravvisse, tuttavia, la cappella maggiore medievale che, nel 1579, era ancora in forma di nicchia a emiciclo. In virtù di imminenti prerogative parrocchiali, la chiesa, nel 1569, era già stata dotata di battistero.
Nel 1615, il card. Federico Borromeo constatò che i lavori di ricostruzione della chiesa proseguivano alacremente. Nel 1618 le opere erano concluse tanto che i parrocchiani poterono inoltrare agli uffici curiali la richiesta di poter celebrar messa nella chiesa condotta termine. La relazione si concluse positivamente. Nel carteggio, l’intitolazione a S. Martino, in vigore per qualche decennio, era già stata nuovamente sostituita con quella a S. Antonio. Il parroco Ferrante Candiano, in carica dal 1652, si prese carico delle opere ancora mancanti al completamento dell’edificio sacro. Questo fu definitivamente concluso l’anno seguente quando (almeno secondo le notizie riportate nel Chronicon dal medesimo parroco) il card. Alfonso Litta autorizzava il cambio ufficiale di dedicazione, da S. Martino a Sant’Antonio.

Nel 1865 la chiesa, assai rovinata, fu trasformata in oratorio, ma in seguito si decise di restaurarla, così tornò parrocchia e raggiunse la sua configurazione definitiva nel 1898.

La Chiesa presenta un’unica navata interna coperta da vela unghiata, cappelle laterali e abside semicircolare con semi-cupola a spicchi. La facciata presenta portale sormontato da frontone spezzato e vetrata artistica a lunetta tripartita.
Sulle superfici esterne rimangono lacerti di affreschi. Dal fianco nord si eleva il campanile.
Alla semplicità della facciata si contrappongono i ricchi interni, con decorazioni ed affreschi lungo la fascia alta della navata e nelle volte.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=15214

Data compilazione scheda: 12-2-2022
Rilevatore: AC

ABBIATEGRASSO (VA), frazione Castelletto Mendosio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Don Giovanni Croci, 24 , sulla punta dell’incile che divide il Naviglio Grande dal Naviglio di Bereguardo.
https://goo.gl/maps/knYFqcWXvJHrBr746

 

Menzionata in documenti del XV secolo.
Tra 1604 e 1609 la chiesa assunse l’aspetto attuale, dopo che una visita pastorale del cardinale Federico Borromeo diede l’autorizzazione ad abbattere la precaria struttura medievale (forse del XII secolo, contemporanea all’escavazione del naviglio) per riedificare la parrocchia con i materiali di riciclo. Il portico antistante la facciata ed il campanile con i quattro orologi sono invece frutto di rimaneggiamenti successivi.

Edificio a navata unica con pronao, due cappelle laterali, presbiterio, sacrestia e campanile (inglobato in parte nella chiesa e sacrestia). I muri perimetrali sono in muratura a corsi regolari in laterizio a mattoni pieni, mentre il pronao è sorretto da quattro colonne in granito. Il corpo principale è coperto da volte a botte e a crociera in muratura, il pronao da volta a schifo a pianta rettangolare e la sacrestia da volta a schifo lunettata.

All’interno della chiesa è custodita una pregevole statua in marmo risalente al XIV secolo raffigurante la Beata vergine col Bambino che originariamente si trovava presso l’oratorio di Santa Maria. Sulle volte e nelle lunette sono dipinte immagini di Santi e Martiri.

Addossata al fianco sinistro della chiesa, in un vano accessibile dall’aula, si trova la cappella del fonte battesimale. Sulle pareti esterne di quest’ultima sono ancora riconoscibili i resti di una antica “Danza Macabra“, mentre all’interno si conservano due affreschi del XVI e XVII secolo (recentemente restaurati), raffiguranti rispettivamente la “Madonna del Purgatorio” (XVI secolo) ed il “Battesimo di Cristo” (XVII secolo).

La chiesa conserva statue e dipinti raffiguranti s. Antonio abate.

 

Il 17 gennaio, il Santo patrono, come da tradizione, viene festeggiato con la benedizione degli animali, le frittelle e il falò.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI230-00004/

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=13188


Data compilazione scheda:
12-2-2022
Rilevatore: AC

CADEGLIANO VICONAGO (VA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Secondo lo statuto comunale, il territorio comprende le “comunità naturali” di Arbizzo, Cadegliano e Viconago.
La Chiesa è sita in Viconago – Via della Madonna, 4
https://goo.gl/maps/QeGYZB6vcCmKTywT7

 

L’edificio, originariamente dedicato a Santa Maria, risale al X secolo, era di ridotte dimensioni, a navata unica con abside rettangolare rivolta ad oriente e facciata a capanna con porta al centro sovrastata da una finestrella cruciforme, ancora visibile.
Fu ricostruito una prima volta più ampio, in stile romanico, orientato a nord, e successivamente, nel XV secolo fu nuovamente ingrandito, costruendo una nuova navata separata da una parete costituita da un robusto pilastro reggente due ampie arcate, con copertura costituita da volte a crociera. Il modello di chiesa doppia, per aggiunta di una seconda navata, ricorda San Pietro a Gemonio.
Fu la chiesa parrocchiale di Viconago finché non fu sostituita dalla parrocchia di San Giovanni Battista alla fine del Cinquecento.
Dichiarata Monumento Nazionale oltre un secolo fa.
Sopra il portale, un affresco con la figura di s. Antonio abate.

La chiesa dista circa una mezz’ora di cammino dal tracciato della Via Francisca del Lucomagno, un’antica via romana-longobarda, lunga 510 km, di cui 135 in Italia, che da Costanza, attraverso la Svizzera, porta a Pavia dove prosegue verso Roma con la Via Francigena. La Via può essere percorsa tutto l’anno, a piedi o in bicicletta, grazie al fatto che il passo del Lucomagno in Svizzera, con i suoi 1915 m s l m è il più basso dell’area alpina e difficilmente presenta condizioni avverse ai camminatori.

Inserito armonicamente nel cuore del borgo, l’edificio sacro  si presenta come un’aula quadrangolare coronata da due absidi a pianta quadrata, coperta da volte a crociera.
I restauri hanno portato alla luce affreschi interni collocabili tra il XII e XIX secolo. I cicli pittorici di maggior valore si concentrano nelle absidi: quella di sinistra sulla parete frontale presenta una Crocifissione che rivela una grande ricchezza di particolari. Lungo la parete laterale una teoria di Santi e una Natività nella lunetta sopra la finestrella. La volta a crociera racchiude l’effige di Cristo Pantocratore attorniato dai simboli dei quattro Evangelisti. L’intero ciclo è attribuito a Guglielmo Iotti detto da Montegrino [Montegrino Valtravaglia (VA), seconda metà del XV secolo – 1527].
L’abside destra fu decorata per mano di Bartolomeo da Ponte Tresa (Confederaz. Elvetica, 1495 circa – 1557 circa), allievo di Bernardino Luini, che intorno al 1531 dipinse nella fascia centrale una teoria di Santi ed una bellissima Adorazione dei Magi nella lunetta sovrastante. La volta a crociera è affrescata con i Padri della Chiesa.
Recenti restauri hanno permesso la scoperta, sulla parete nord all’interno della chiesa, di una Trinità di pregevole fattura e con la rara peculiarità di rappresentare con la stessa immagine le tre figure.

Tra i Santi effigiati, anche la figura di s. Antonio abate; in particolare all’interno sopra l’altare della navata sinistra. Nella navata destra una statua del Santo.

 

A Viconago continua la tradizione della Sagra di sant’Antonio abate (nel 202o, fu la 287esima edizione).

 

Bibliografia:
Bianchi Alessia, La chiesa di Sant’Antonio Abate a Viconago, Francesco Nastro editore, Luino 2014

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Viconago)

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-con-affreschi-della-scuola-del-luini

https://www.luinonotizie.it/2020/01/13/a-cadegliano-viconago-torna-la-sagra-di-santantonio-fuochi-falo-e-tradizione/264843

AVEGNO (GE), frazione Salto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Salto – Via Don Ansaldo (angolo Via Rossini)
https://goo.gl/maps/nouMCkW7K8ER9zY99

 

La chiesa fu edificata nel 1464; due anni dopo fu edificato l’attiguo campanile.
Soggetta alle dipendenze dell’antica pieve di Sant’Ambrogio di Uscio, venne eletta al titolo di parrocchia con decreto dell’arcivescovo di Genova, cardinal Stefano Durazzo, datato al 22 dicembre del 1638. La consacrazione, come si è potuto apprendere dagli archivi parrocchiali, avvenne nel 1641.
In facciata, sopra il portale, in una nicchia, una statua di s. Antonio con porcellino ai piedi.

Internamente è ad aula conclusa da un’abside semicircolare, con cappelle laterali ricavate nello spessore della muratura.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=28102