BUSTO ARSIZIO (VA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Santa Maria; situata sul lato orientale del campanile che condivide con il Santuario di Santa Maria di Piazza.
https://goo.gl/maps/GEynTrnvnmgHoLAh8

 

La posa della prima pietra avvenne nel 1363 per volere di Cristoforo de Medicis e venne intitolata a Sant’Antonio abate, al quale gli abitanti del borgo di Busto Arsizio erano devoti, perché protettore contro gli incendi.

A partire dal 1572, vi si insediarono i confratelli del santissimo Sacramento che ampliarono e modificarono l’edificio seguendo le direttive del cardinale Carlo Borromeo: la ricchezza dell’interno (metafora dell’anima) si contrappone con la povertà dell’esterno (metafora del corpo). La resero più alta e ben illuminata da finestre rettangolari; la dotarono di sagrestia e di una scala esterna per poter accedere alla balconata interna, addossata alla controfacciata e sorretta da due colonne.
Tra il 1669 e il 1672 si effettuò un nuovo intervento di ampliamento dell’edificio accostando la facciata al campanile di Santa Maria. Si rifecero la balconata ed il soffitto a botte, unghiata in corrispondenza delle finestre.

Nel 1889 il portico antistante l’ingresso della chiesa fu rimosso per liberare l’adiacente campanile e la facciata fu rinnovata da Carlo Maciachini, che la divise con quattro lesene e pose sopra il portale un timpano; aprì una bifora affiancata da nicchie e un occhio nel frontone. La decorazione della facciata fu rimossa nel 1939, riducendola a nudo intonaco; nel 1975 venne eliminata la balconata interna e sopra la porta della facciata fu posta una statua di sant’Antonio.

Dall’inizio del XVII secolo sopra all’altare si trova una tela raffigurante la Madonna, sant’Antonio e san Carlo Borromeo, opera di Giovanni Pietro Gnocchi (circa 1550 – ante 1610). In precedenza lo spazio sopra all’altare era occupato da un’altra opera, la Deposizione, conservata oggi nella sagrestia.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Busto_Arsizio)

https://www.informazioneonline.it/2021/06/25/leggi-notizia/argomenti/busto-1/articolo/santantonio-il-tesoro-sotto-gli-occhi-di-busto.html

Data compilazione scheda: 9-2-2022
Rilevatore: AC

CAMERANA (CN), frazione Contrada. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate e Chiesa vecchia di S. Antonio (Oratorio dei Confratelli)

Le due Chiese sorgono una di fronte all’altra sulla piazza Sant’Antonio.

Chiesa parrocchiale: Borgata Casa Nuova, 49
https://goo.gl/maps/2NMXULXssXsqFfDP8

 

La Parrocchiale intitolata a Sant’Antonio abate fu iniziata il 29 dicembre 1780; in quei tempi tutta la valle Bormida faceva parte della Diocesi di Alba e la chiesa funzionante era quella attuale sulla strada provinciale per Gottasecca (la Chiesa vecchia). Ben presto la chiesa risultò insufficiente per la popolazione e già fin dall’anno 1797 vi fu una richiesta vescovile alla Reale Segreteria di Stato. Pio Vitale si riservò il diritto di benedirla e consacrarla, concedendo ai fedeli che avessero prestato la loro opera nella costruzione, quaranta giorni di vera indulgenza. In questi anni, però, le nostre valli hanno vissuto l’epoca più cruenta e tragica della loro storia, infatti, Francesi, Austriaci e più ancora rivoluzioni interne, con monarchici, giacobini e repubblicani, impedirono ogni iniziativa. Appena tramontata la stella di Napoleone Bonaparte e ritornata la calma in Piemonte con il reame dei Savoia, già nel 1818 vi fu una nuova domanda di costruzione fatta da Don Luigi Musso e dai vari Consiglieri Comunali, inoltrata al Vescovo di Mondovì, poiché questa vallata era passata sotto tale diocesi e vi risiedeva lo stesso Monsignor Vitale trasferitosi da Alba. Per nove anni non fu iniziata l’opera per le ancora tristi vicissitudini dei tempi, ma nel 1827 l’allora Mons. Gaetano Buglione succeduto a Mons. Vitale, ne rinnovava la concessione con la medesima indulgenza a tutti quelli che avessero prestata la loro opera a detta costruzione. Si incominciò a radunare il materiale e tutti i parrocchiani e i fedeli, seguendo l’esempio di Don Nicolao, scendevano nel ritano [o rittano, conformazione tipica del paesaggio di alcune zone delle Langhe, costituita da una valle profondamente incassata fra due colline fittamente coperte di vegetazione e attraversata da un torrente] e depositavano nei pressi della costruzione la pietra più grande che riuscivano a portare. Si arrivò così al termine nel 1833, come indicato da uno scritto sopra il cornicione dal lato sinistro. Vennero donate alla Chiesa l’altare, la balaustra e il pulpito, tutti in marmo, una sacrestia e un battistero di nuova costruzione.
I pavimenti furono rifatti diverse volte fino ad arrivare al 1964, quando, seguendo le indicazioni della Commissione Diocesana dell’Arte, si decise di rifare le decorazioni affidando il compito a pittori di Mondovì.

Conserva statue e dipinti raffiguranti s. Antonio abate.


 

Chiesa vecchia di Sant’Antonio abate – Frazione Camerana, Borgata Garelli – Strada Provinciale 53
https://goo.gl/maps/sw2JYAGoSd2TypYC8

Chiesa del XVII secolo, di piccole dimensioni. Ora utilizzata come “Oratorio dei Confratelli”, sede di una Confraternita.

CAMERANA
Chiesa vecchia S. Antonio

CAMERANA
scorcio Chiesa vecchia

 

 

 

 

 

 

 

Link:
http://www.comune.camerana.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=32673

https://www.sebastianus.org/

Data compilazione scheda:
9-2-2022
Rilevatore: AC

 

 

 

 

 

ODALENGO GRANDE (AL), frazione Sant’Antonio. Chiesa di Sant’Antonio abate e Chiesa vecchia al cimitero

Chiesa di S. Antonio abate: Frazione Sant’Antonio della Serra, Via Bricco, 1 / Via Riovalle
https://goo.gl/maps/uaM9d9sYY37iVyo88

La chiesa “nuova” fu eretta tra la fine del Settecento e il 1819 in sostituzione della vecchia parrocchiale cinquecentesca situata nei pressi del cimitero.
La struttura presenta una notevole facciata in mattoni a vista, con un doppio ordine di colonne doriche sorreggenti un timpano triangolare.
L’interno, ad aula unica, presenta una ricca decorazione ad affresco: nella volta dell’aula sono raffigurati la Trinità e Sant’Antonio abate, con i quattro Evangelisti nei pennacchi, opera di pittori diversi, le cui firme si leggono ai piedi di san Matteo («Panizza 1833») e di san Marco («Martini 1866»), artisti attivi nell’ambito del Monferrato. Sulla volta del presbiterio è raffigurata invece l’Adorazione del Santissimo Sacramento, nelle vele le allegorie della Forza, della Fede, della Carità e della Speranza; nelle pareti laterali i santi Pietro e Paolo. Decorata è pure la cantoria, la cui funzione è richiamata dalla rappresentazione di Re Davide e di santa Cecilia, il primo intento a suonare l’arpa e la seconda con in mano uno spartito, e dalla decorazione con tondi floreali e panoplie musicali dipinte a grisaille.
La chiesa presenta due cappelle laterali intitolate rispettivamente alla Madonna del Carmine e San Rocco, a sinistra, a San Luigi Gonzaga, a destra.
All’interno della chiesa è presente un paliotto in scagliola di Francesco Solari, firmato e datato 1737: l’opera, restaurata nel 2002, si trovava originariamente nella chiesa della SS. Trinità in frazione Riovalle, da dove è stata spostata per ragioni di sicurezza e di conservazione.

 


Chiesa “vecchia” di Sant’Antonio abate
Arrivando, a sinistra della strada vi è il piccolo camposanto della frazione; a destra il nucleo di case con la vecchia chiesa e l’agriturismo Ca’ Veja.
Frazione Sant’Antonio della Serra – Via Voggiardi
https://goo.gl/maps/U7TqKZMb7AHFansDA

La vecchia chiesa della frazione  Sant’Antonio, risale alla metà del Cinquecento ed è rimasta in funzione fino ai primi anni del sec. XIX. Ora serve per le sepolture.
Facciata rivolta a ovest, divisa in tre campi da quattro lesene su due ordini e culminante con un frontone curvilineo. Sul lato destro del presbiterio-coro si eleva il campanile. L’interno è ad aula rettangolare che si prolunga nel presbisterio; l’aula è coperta da una volta a botte lunettata. Il soffitto è decorato con pitture murali di Stefano (Nello) Cambursano (1904-1992) eseguite nel 1945 che raffigurano Scene della vita di s. Antonio abate.
L’altar maggiore settecentesco è in muratura stuccata e marmorizzata. Alla parete di fondo è appesa una tela moderna raffigurante la Madonna del Carmine col Bambino venerata da s. Antonio abate.

 

Link:
https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/307-chiesa-di-sant-antonio-abate

http://www.artestoria.net/book_0_1.php?loc=55


Data compilazione scheda:
9-2-2022
Rilevatore: AC

 

 

 

 
 
 

ODALENGO G.
Chiesa vecchia

ODALENGO G.
Cimitero e chiesa vecchia

CARAMAGNA PIEMONTE (CN). Cappella di Sant’Antonio abate

Strada Bussolino, 4B / Via Vittorio Veneto
https://goo.gl/maps/jTrD6eTXUUkpQQKM9

 

La cappella è stata recentemente restaurata.

Sulla facciata, un medaglione con l’immagine di sant’Antonio abate.

A Caramagna si celebra la tradizionale messa e benedizione degli animali il 17 gennaio.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=ParrocchieMAP&idSessioneEsterna=112233445566778899&sercd=51133

http://www.comune.caramagnapiemonte.cn.it/Home/Guida-al-paese?IDPagina=20492

RIETI. Chiesa e antico ospedale di Sant’Antonio abate

Via G. Vignola, 23
https://goo.gl/maps/zLnFBqRBuQoXkqEJ9

 

La chiesa si trova in prossimità dell’antico perimetro della cinta muraria romana, tra via Vignola, già via dell’Ospedale e via Tancredi, già via Sant’Antonio abate.
La fondazione dell’ospedale risale al 1337, allorché si insediò in città una comunità dell’ordine ospedaliero degli Antoniani di Vienne; il recente ritrovamento, in un’antica casa-torre vicina all’ospedale, di un antico affresco raffigurante s. Antonio abate, patrono dell’ordine, è una presumibile testimonianza del primitivo insediamento.
L’intero complesso nacque ai piedi della collina sulla quale si era andata sviluppando la Reate romana. I grandi blocchi delle mura romane sono tuttora visibili poiché formano la zoccolatura della chiesa sul lato orientale di via Tancredi, permettendo così che il piano di posa della facciata sia ridimensionato per la forte pendenza di via Vignola.
Intorno alla metà del XVI secolo, allorché gli Antoniani abbandonarono la città, la gestione dell’ospedale venne assunta dalla confraternita reatina del Ss.mo Sacramento, che si fece carico dell’ampliamento degli edifici e della ricostruzione della chiesa e il progetto fu commissionato a Jacopo Barozzi da Vignola nel luglio 1570.
Nel 1619 la Compagnia del Sacramento cedette il governo dell’ospedale e della chiesa all’Ordine Ospedaliero di s. Giovanni di Dio (c.d. Fatebenefratelli o, come li chiama Loreto Mattei nel suo Erario Reatino, i Bonfratelli); ad essi l’ospedale rimase affidato anche dopo l’Unità d’Italia, pur passando sotto l’amministrazione statale della Congregazione di Carità.
Nel 1901 si affiancarono ai frati, per poi sostituirli del tutto quando questi lasciarono Rieti nel 1904, le Figlie di San Camillo, la cui congregazione era stata da poco fondata da Giuseppina Vannini. La Madre Fondatrice (canonizzata nel 2019) fu presente a Rieti per seguire da vicino la neonata comunità reatina, ancora oggi operante nel nuovo Ospedale che ha preso il nome proprio dal Santo patrono dell’istituto religioso.
Nel 1937 l’ospedale passò alle dipendenze dell’Ente comunale di assistenza, e due anni dopo all’Ente comunale degli Istituti Riuniti di Ricovero. Nel 1972, dopo dieci anni di preparativi, si completò il trasferimento dell’ospedale nel nuovo complesso di Campoloniano, ma rimase traccia della sua vecchia collocazione nel nome della strada che collega il complesso edilizio a via Garibaldi: “via dell’Ospedale”.
Di conseguenza l’intero complesso fu chiuso e abbandonato in attesa di ricevere una nuova utilizzazione, e la stessa sorte toccò alla chiesa. Dopo tanti decenni, tuttavia, la nuova destinazione del complesso non è stata ancora individuata.
Il terremoto del 1997 provocò crepe e disconnessioni agli archi ed alle volte della chiesa, che nel 2003 fu dichiarata inagibile. Furono stanziati dei fondi per avviare degli interventi di consolidamento, che però non furono mai eseguiti per ragioni prevalentemente burocratiche (la legge, infatti, vietava di destinare i fondi del terremoto a società private, e proprio in quel periodo l’immobile era stato intestato alla Gepra, una società privata controllata dalla regione; per tale ragione l’intervento dovette essere definanziato).

Nonostante la sua indiscutibile importanza storica ed artistica, oggi la chiesa è pericolante e versa in uno stato di quasi totale abbandono e profondo degrado. All’interno sono visibili scritte e deturpazioni vandaliche, e si sono accumulati strati di guano dovuti ai piccioni che vi entrano dalle finestre rotte, che hanno rovinato il pavimento originale già avvallato e disconnesso in vari punti. Avendo ormai perso la sua funzione originale, la chiesa sta inevitabilmente scomparendo nella memoria degli stessi cittadini. Un tempo, infatti, essa ospitava l’annuale benedizione degli animali in occasione dei festeggiamenti per Sant’Antonio, che viene rievocata annualmente con la sfilata dei Cavalli infiocchettati.

Il recupero del complesso ex ospedale è stato parzialmente riavviato solo nel 2018, quando sono stati demoliti alcuni fabbricati pericolanti sul retro della chiesa, mentre nel 2019, grazie ad uno stanziamento della regione, sono stati effettuati i lavori per ripristinare la funzionalità degli infissi e in particolare il restauro del portone principale d’accesso, durante i quali è stata scoperta al suo interno una moneta giubilare di fine Seicento.
A giugno 2020 è iniziata una fase di diagnostica particolarmente complessa a causa dei problemi di avvallamento del pavimento della chiesa. L’apertura delle cripte ha portato alla luce molteplici resti scheletrici perché, evidentemente, la chiesa fu l’ossario dell’antico ospedale attiguo. Tale scoperta ha richiesto, non solo una lunga dilatazione dei tempi di lavoro, ma un intervento specialistico degli antropologi della Soprintendenza.
Ad agosto 2021 l’avvio dei lavori per il recupero della chiesa.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Rieti)

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-s-antonio-abate-rieti?ldc

https://www.comune.rieti.it/article/21/08/parte-il-recupero-di-sant-antonio-abate-allestito-il-cantiere-rosati-l-esito-di-un

Data compilazione scheda: 7-2-2022
Rilevatore: AC