FERRARA. Monastero di Sant’Antonio abate in Polesine

Il monastero di Sant’Antonio (abate) in Polesine è un complesso monastico di fede cristiana cattolica retto da monache dell’ordine di San Benedetto situato in via Gambone 17, in una zona un po’ appartata di Ferrara, nel quartiere sud-orientale della città, vicino alle mura.  https://maps.app.goo.gl/5oWH8Pv29dY3neVM7

L’ingresso è segnato da un arco in muratura sormontato da un timpano e dalla statua in cotto di Sant’Antonio abate.
Ferrara_-_9._S._Antonio_Monache_Benedettine_-_Andrea_Bolzoni, nel 1747, antica incisioneFu fondato nell’alto medioevo dagli agostiniani e nel 1297 passò alle monache benedettine della beata Beatrice II d’Este, figlia del marchese Azzo VII. Da allora il monastero fu sempre protetto e patrocinato dagli Estensi.
L’area dove sorge il complesso rientra nell’addizione di Borso d’Este ed anticamente era un’isola, l’isola di Sant’Antonio, che si trovava a sud del castrum bizantino ed il toponimo in Polesine non si riferisce al Polesine (territorio identificato tra i fiumi Adige e Po) ma a questa sua antica natura, cioè ad un terreno rialzato e circondato dalle acque.
La chiesa è preceduta da un nartece, sulle cui pareti sono affisse delle lapidi funerarie, qui spostate dal pavimento della chiesa nel 1934.
La chiesa esterna, pubblica, del complesso è in stile barocco, con un bel soffitto affrescato nel Seicento da Francesco Ferrari raffigurante il Padre Eterno, la Madonna con il Bambino e i santi Benedetto e Antonio abate.
La chiesa interna, per i religiosi, detta anche coro delle Monache, possiede tre cappelle affrescate:
Quella di sinistra presenta le Storie dell’infanzia di Gesù e della Vita della Vergine di scuola giottesca (1315/1320);
Quella di destra le Storie della Passione, sempre di scuola giottesca;
Quella centrale ha affreschi di diverse epoche e stili, tra i quali l‘Annunciazione di Domenico Panetti ed un soffitto affrescato da Francesco Ferrari che raffigura il Padre Eterno, la Madonna col Bambino in gloria e i Santi Antonio e Benedetto (1661) e una pala d’altare che rappresenta la SS. Trinità in gloria e i santi Benedetto, Antonio abate e la Beata Beatrice d’Este di Antonio Randa (allievo di Guido Reni). Due figure di s. Antonio abate sono affrescate sulle pareti laterali, vedi immagini in basso.
Vi si trova anche una pala con una Flagellazione cinquecentesca, dotata dell’originaria ancona lignea scolpita e dorata.
Fa parte del complesso anche un elegante chiostro e la tomba monumentale della fondatrice.

Ferrara. Monastero S. Antonio, parete sinistra

Ferrara. Monastero, parete destra

Info:
Visita agli AFFRESCHI: da lunedì a sabato: 9.30-11.30/15.15-16.45. Chiuso domenica e festivi. Accedono alla visita piccoli gruppi, al massimo 15 persone (prenotazione consigliata).

Orari SS. Messe: giorni feriali ore 7.30. Domenica e festivi ore 10.30.
Tutti i giorni feriali e festivi ore 15.00. Preghiera dell’Ora Nona cantata in italiano con cetra.
Tutti i giorni feriali e festivi ore 17.00 Vespri con canti gregoriani delle monache.

Tariffe: Offerta libera

Contatti: Ferrara – Vicolo del Gambone – tel. 0532 64068

Come arrivare
A piedi: 25 minuti dal Castello Estense
In autobus: n° 2 dalla stazione ferroviaria e da c.so Porta Reno-Piazza Travaglio, fermata XX Settembre Ghisiglieri (circa 150 mt).
Raggiungibile in auto (parcheggio solo su strada, nelle vicinanze).

Vedi un’ampia sequenza di immagini degli affreschi esistenti nel monastero: vai a >>>>>>>

DMF

CESANA TORINESE (To), borgata Mollières. Cappella di S. Antonio abate

Cesana (altitudine m 1360) si trova sulla strada statale N. 24 e dista circa 34 chilometri da Susa. Per raggiungere Mollières (altitudine m 1350) occorre imboccare sulla sinistra, circa 1,5 chilometri prima di Cesana, un strada, che in poche centinaia di metri raggiunge la borgata.
https://maps.app.goo.gl/ynH9K8zdfQ2KWRBV9


La cappella di Sant’Antonio abate, patrono del paese, (già esistente nel 1641, anno in cui fu beneficiata di un legato per messe, fu probabilmente ristrutturata nella seconda metà del secolo XIX) è coperta con lose, ha una facciata a capanna, su cui si apre un ampio portale dotato di una cornice lapidea con arco a tutto sesto; la facciata è preceduta da un pronao, anch’esso coperto con lose, sostenuto da due colonne di pietra.

 

Sul colmo del tetto è impostata una cella campanaria costruita con pietre a vista, decorata in bassorilievo con la lettera tau ed una piccola testa barbuta e con un cappuccio, probabile immagine di S. Antonio.

 

 

 

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All’interno, sull’altare, è collocato un dipinto con raffigurato in alto Dio e sotto in primo piano Sant’Antonio abate ed un altro Santo non identificato.

 

La pianta dell’edificio è rettangolare e l’interno si presenta ad una navata che termina in prossimità del fronte absidale. La parte della struttura rivolta verso S-W presenta anche un registro superiore.
La cappella è sempre chiusa; viene aperta durante la festa della borgata oppure rivolgersi al Parroco di Cesana, Don Andrea, oppure alla signora che abita nella casa gialla situata sul proseguimento della strada alla sinistra 20 metri più avanti.

Contigua alla chiesa, vi è la fontana di Mollieres del 1888 è sicuramente una delle opere più belle dell’intero comune di Cesana Torinese. Essa è realizzata con ofiolite e scisti verdi provenienti da Bousson (marmo verde).
Sempre nei pressi della fontana vi si trovano l’antico forno e la scuola (ora atelier di cucito).

 Info sulla Chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/8390/Cappella+di+Sant%27Antonio
Rilevatori: Rosanna Carnisio, Maria Gabriella Longhetti, Valter Bonello

BRIGA (NO). Oratorio di Sant’Antonio abate

 Via Sant’Antonio, 44.
https://goo.gl/maps/wdmKFhVBvV8AsGv99

 

La piccola Chiesa di Sant’Antonio abate ha origini almeno cinquecentesche; è stata poi ampliata dal parroco Alberganti nel 1675 e, più recentemente, ha subito altri restauri e un ulteriore ampliamento.

In facciata un dipinto raffigura s. Antonio abate.

All’interno vi sono l’immagine del Santo sopra l’altare, e sulle pareti laterali degli affreschi che rappresentano: a destra, entrando, San Giuliano, Santa Eurosia e la Beata Vergine; a sinistra, San Lorenzo, San Giuseppe e San Gaudenzio.

Aggiornamento  ottobre 2024

Rilevatore: Angela Crosta

 

AMENO (No), fraz. Vacciago. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, affreschi e tele con il Santo

La chiesa sorge in posizione elevata e isolata, via Bardelli, 22, che offre un bel panorama sul lago d’Orta e sul Monte Rosa.
https://goo.gl/maps/upKQexjXnXEjy8pg8

Fu menzionata in un documento del 1217 ma è molto più antica. Nel 1589 però venne rinnovata e ingrandita anche in seguito all’indipendenza ottenuta dalla chiesa madre dell’Isola di S. Giulio alla fine del secolo precedente. Solo nel 1565 venne posto in chiesa il fonte per la celebrazione del battesimo e l’effettiva qualifica di parrocchia fu sancita solo nel 1599 dal vescovo novarese Carlo Bascapè. L’attuale edificio è opera tardo-cinquecentesca del maestro Silvestro di Lugano.
Il bel campanile, posto sul lato sinistro della chiesa, è invece d’età romanica se si eccettuano alcuni ritocchi tra cui l’aggiunta della lanterna sulla sommità.
La facciata, come oggi ci appare, è suddivisa in tre campi da sei lesene con capitello ionico arricchito da motivi floreali ed è sormontata da un frontone curvo; la trabeazione sottostante si interrompe per lasciare spazio ad un affresco del Santo. La facciata è decorata con stucchi barocchetti realizzati probabilmente da maestranze lombarde e arricchita da un elegante portichetto sostenuto da due colonne in granito con capitello dorico. Al corpo principale della chiesa è aggregato l’ex Oratorio dei SS. Michele e Gaudenzio, costruito nel 1698. La facciata fu restaurata negli anni 1934-1940.

La chiesa si presenta al suo interno ad aula unica suddivisa in tre campate scandite da pilastri e da una trabeazione continua su cui si impostano gli archi a tutto sesto a sostegno delle volte a botte, riccamente decorata con motivi geometrici e floreali. Nelle lunette della volta, dove una volta si trovavano i quadri rappresentanti la vita del Santo, sono ora rappresentati diversi simboli cristiani. Sulla sinistra si trovano l’ingresso al campanile, il vano del battistero e la Cappella dedicata a San Carlo, mentre sulla destra si affacciano la Cappella di Sant’Antonio e la bella Cappella del Rosario.

Alle spalle del presbiterio si apre un ampio coro con copertura a botte coperti da affreschi eseguiti nel 1691 da Giorgio Bonola (pittore originario di Corconio, piccolo borgo poco distante) insieme ai pittori Giacomo Parravicini, detto il Gianolo, e Pietro Romagnolo, pittore e stuccatore di Lugano, per volontà dei fratelli Pestalozza di Vacciago. L’opera raffigura la Gloria di Sant’Antonio abate. Sull’altare, una statua del Santo.

Un altro affresco, nel coro, è opera di Agostino Comerio, e raffigura la Religione.

 

Una serie di dipinti appesi raccontano la vita di Sant’Antonio abate; due sono  oli su tela, di 147 x 145 cm, opera di Giacinto Gimignani (Pistoia, 1606 – Roma, 1681), committente la famiglia Lorella: Infanzia di sant’Antonio  e Sant’Antonio dona i suoi averi ai poveri  (foto a destra).

Tre oli su tela sono invece di Giuseppe Zanatta: Nascita di Sant’Antonio; Il Santo nel deserto rifocillato dall’Angelo; San Antonio abate resuscita un giovane assassinato e misurano, 180 x 150 cm. (foto in basso a sinistra).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Molto raffinata ed elegante si presenta la cappella dedicata alla Vergine del Rosario, affrescata a metà Settecento dal pittore miasinese Giovan Battista Cantaluppi.
Uscendo dalla chiesa si nota, accanto all’arco di ingresso del sagrato, un ossario d’età barocca, affrescato nel 1763 dall’ortese Luca Rossetti. L’antico cimitero occupava l’area circostante alla chiesa, probabilmente dove oggi si trova l’abside: una porta permetteva il passaggio diretto dall’interno della chiesa al camposanto. L’attuale cimitero, a pochi metri dal sagrato, risale alla fine del Settecento.
Aperta nei mesi estivi.

 

Fonti:
http://www.cuoreverdetraduelaghi.it/it_IT/34,Poi.html

https://www.amenoturismo.it/musica-e-cultura/chiesa-parrocchiale-di-santantonio-abate/

Ferro F. M.; Dell’Omo M., La pittura del Sei e Settecento nel Novarese e in Valle Sesia, Soc. Storica Novarese, Novara 1996

Rilevatore: Angela Crosta

 

CELLIO con BREIA (Vc), fraz. Baltegora. Oratorio di Sant’Antonio abate.

La frazione si trova a 730 m s.l.m. (12 abitanti) a Nord del comune di Cellio, dal quale dista circa un chilometro. Località Baltegora, 25
https://goo.gl/maps/KfYPQv68e2pc3aaL8

La sua costruzione risale al secolo XVII.
Rispecchia la tipica chiesetta del primo ‘600 ampliata su una cappella più antica. Il suo nome deriverebbe da “gora” (grande roggia), corrente d’acqua per alimentare le ruote dei mulini. I suoi abitanti sono soprannominati “scimiёti” (scimmia), probabilmente perché scimmiottavano la gente che non era del posto!
È raggiungibile da Cellio percorrendo la SP 103 ed un breve tratto di strada comunale.
Chi giunge a piedi a Baltegora, può abbandonare la strada carrozzabile per percorrere, sulla sinistra, la vecchia mulattiera, ancora in buono stato, e trovarsi di fronte al lavatoio, risalente al 1896, tuttora funzionante, alimentato dalla sorgente sita ai piedi di Cadarafagno, detta “acqua della Beata” (la beata Panacea, il cui padre era nativo di  quel borgo).
Proseguendo a sinistra per la via in salita, si giunge sul piazzale della chiesa dedicata a S. Antonio Abate, celebrato il 17 gennaio con la Santa Messa e il tradizionale incanto delle offerte, il cui ricavato viene destinato al mantenimento dell’oratorio.
In questa occasione viene esposta la statua lignea raffigurante il Santo, protettore degli animali domestici, il quale regge un bastone alla cui sommità vi è una campanella e con accanto un maiale.
La chiesa è aperta solitamente il terzo giovedì del mese, in occasione della celebrazione della stazione mensile della Santa Messa.

Rilevazione: Angela Crosta