LECCE. Cappella di Sant’Antonio de Intru

Via Dasummo / Via Luigi Scarambone, 3
https://goo.gl/maps/8A9cphDKJnTtbmoR7

 

Costruita nel XVIII secolo.
La Cappella è un piccolo edificio di culto con un prospetto monocuspidato su cui si apre un piccolo ingresso sormontato da un timpano mistilineo.

All’interno, presso l’altare maggiore, si trovava una tela che raffigurava Sant’Antonio abate, attribuita al pittore spagnolo, attivo principalmente a Napoli, Jusepe de Ribera (1591 – 1652), successivamente trafugata.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1600173028

MARSICOVETERE (PZ), frazione Villa d’Agri. Cappella di Sant’Antonio abate

Via Salita Piccininni
https://goo.gl/maps/BrXsSVzqwxobcsou6

 

La Cappella di Sant’Antonio abate, presso il Palazzo Piccininni, era già esistente nel 1736, come si evince da un inventario dei beni del principe Domenico Caracciolo: “Nel nome di Dio, Oggi che sono là sei del mese di marzo 1736  …  da dietro questa rimessa verso oriente vi è una cappella sotto li nome di S. Antonio Abate con altare e l’efficie del medesimo Santo, e di sopra l’istesso una cupoletta”.
In questa cappella si svolgeva la vita religiosa della frazione di Villa d’Agri prima della costruzione della attuale Chiesa Madre.
Fu restaurata nel 1825, come risulta dalla data scolpita sulla finestrella della facciata.

Custodisce la statua di Sant’Antonio abate in legno massello e realizzata a Napoli nel 1826. Il Santo, con la barba scura, nella mano sinistra tiene un libro chiuso con sopra il fuoco, nella destra il bastone a tau; un maiale è ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://www.parrocchiavilladagri.it/Sez_Ieri/sa_abate.php

RÀCALE (LE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Gallipoli, 48, la via principale, un tempo strada statale che attraversava la città.
https://goo.gl/maps/kWceXMFLJSJatVmDA

 

Esisteva prima del secolo XIV una chiesa, dedicata a S. Antonio abate, abbastanza grande da contenere più altari: era interamente affrescata e aveva anche decorazioni in oro.
Nel 1678 la chiesa era pericolante e crollò nel terremoto del 1743.
Fu costruita al suo posto una cappella di piccole dimensioni, che non resse alle ingiurie del tempo. Nel 1850 la Società Operaia realizzò al suo posto una chiesa di modeste dimensioni, con volta a botte. Tale chiesa fu abbattuta nel 1962 e sostituita con una nuova costruzione ad aula unica con volta piana in cemento armato.
I cedimenti del sottosuolo ne compromisero gradualmente la tenuta statica, per cui la chiesa è stata ricostruita nel 2008.

La facciata, molto semplice, riprende in parte quella della chiesa ottocentesca; ha un ingresso con cornice che termina a semicerchio, sopra vi è un oculo;  è coronata da un  frontone triangolare. Dalla strada è separata unicamente da un breve marciapiede. La copertura è a volta piana in cemento. Piccolo campanile a vela sulla sinistra.

L’interno è costituito da un’unica aula rettangolare, priva di decorazioni, ha sul muro di fondo l’unico altare, sormontato da una finestra. Alle pareti nicchie con statue di Santi.
A sinistra dell’altare vi è una statua di s. Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52777/Racale+%28LE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

TREPUZZI (LE). Cappella di Sant’Antonio abate

Corso Umberto I, 168
https://goo.gl/maps/9UyF5xvzmRsgzfpo8

 

La cappella risale al XVII secolo. Viene menzionata per la prima volta nel verbale della visita pastorale del vescovo Luigi Pappacoda nel 1640, nel quale si legge che, edificata per dedizione di Francesco Longo e dei suoi fratelli, evidenziava sulla parete l’effigie di Sant’Antonio.
Nelle visite pastorali del 1792 e del 1853 risulta annoverata tra le proprietà del Militare Ordine Costantiniano, del quale rimane l’emblema sulla porta d’ingresso.

Il piccolo edificio possiede un modesto prospetto, corredato da un ridotto campanile a vela fornito di campana del 1622.
L’interno, un’aula rettangolare di piccole dimensioni voltata a spigolo, possiede un solo altare, al quale fa da fondo un pregevole dipinto murale effigiante Sant’Antonio abate col Tau sul mantello che reca il fuoco sulla mano sinistra e il bastone nella destra.
Lateralmente appaiono la Madonna chinata e l’Arcangelo Gabriele, mentre in alto è raffigurato il Padre Eterno su una nuvola circondato da figure angeliche e la colomba dello Spirito Santo.

 

Il percorso dalla chiesa di Sant’Antonio Abate di Trepuzzi all’omonima di Novoli è un’ipotesi di ricostruzione della “Via Francigena del Sud”, antico tracciato di pellegrinaggio da Roma a Gerusalemme passando per Otranto.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Sant%27Antonio_abate_(Trepuzzi)
https://constantinianorder.net/
 

MONTERONI DI LECCE (LE). Cappella di Sant’Antonio abate

Via XXI Aprile, 2
https://goo.gl/maps/DAFjkHqzPzhG3fYZA

 

L’attuale cappella di S. Antonio abate agli inizi del’600 era prope oppidum, vicino al giardino della corte baronale, isolata da altre abitazioni, tra le vie per Lecce e San Pietro in Lama.
Pur non appartenendo a un proprietario privato in quanto eretta per devozione dai fedeli, fu dotata di un beneficio da tal Santo Centonze con atto rogato dal notaio Ferdinando Zecca il 23 Febbraio 1610.
Nonostante ciò, circa 30 anni dopo la cappella era malridotta, tanto che nel 1640 al 1646 fu più volte sul punto di essere destinata ad usi profani o demolita per venderne le pietre. Persone devote, però, tra cui in modo particolare Giovanni Palmieri e Angelo Pinto, si impegnarono a compiere le necessarie riparazioni, provvedendo al completo rifacimento di due porte e di due muri.
Nell’interno si trovava l’immagine di Sant’Antonio abate dipinta su tela, al di sopra della quale vi era l’affresco del Crocifisso, mentre ai lati dell’altare erano le immagini di S. Lucia e S. Caterina.
La cappella successivamente fu dotata riccamente da una certa Lucia Renza con una donazione consistente in 150 alberi di ulivo.
Nel ‘700 la cappella era di patronato della famiglia Palmieri; verso la metà del secolo don Benedetto Palmieri di Lecce vi costruì un nuovo altare, che contribuì, insieme con altre opere di restauro, a far sì che essa si presentasse in buono stato. I Palmieri seppero conservarla abbastanza decorosamente per tutto il ‘700 e il secolo successivo, anche se di tanto in tanto non mancarono dei moniti vescovili perché se ne restaurasse o se ne sistemasse qualche parte o si integrassero gli arredi sacri, come nel 1881, quando, pur essendo stati provvisti candelieri ed ostensori nuovi, mancavano alcuni oggetti necessari al culto.
Agli inizi del ‘900 la cappella era di diritto patronale dei signori Doria, eredi di Domenico Politi; successivamente, fu donata alla parrocchia e restaurata dal rettore Don Angelo De Giorgio, che la provvide di decorosi paramenti sacri.

La cappella è compresa in un edificio abitativo.
Il prospetto presenta come unico elemento di spicco il portale, decorato da una raffigurazione del Santo racchiusa in un arco cieco, sormontato da una croce in pietra leccese.
L’interno, ad aula unica rettangolare di circa 40 metri quadri, custodisce un altare in marmo e statue in cartapesta. Ha volta a stella e pavimento in marmo.

 

Link:
https://www.comune.monteroni.le.it/it/elenco-vivere-monteroni/monumenti-luoghi-di-interesse/chiese-e-cappelle/cappella-di-sant-antonio-abate

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52765/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate