MONTEFANO (MC), frazione Osteria Nuova. Chiesa di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale Jesina, 11
https://goo.gl/maps/p7iJ39qQVuW81KfF6

 

Si ha notizia della chiesa della frazione Osteria Nuova dal XIV secolo.
Dal 1598 fino al 1818, subì diversi interventi di restauro, a volte anche importanti che via via ne depauperarono l’aspetto architettonico, dall’originale romanico.
In una visita del Vescovo Timoteo M. Ascensi, avvenuta nel 1827, viene descritta come struttura altrettanto precaria di quella riscontrata sette anni prima, nonostante gli interventi compiuti. Poi lunghi anni di incertezze, la chiusura del luogo di culto nel 1850.
L’edificio fu demolito nel 1873 per costruire una nuova chiesa che fu consacrata  nel 1878. Presentava sulla facciata un portale sormontato da un finestrone semicircolare; nell’interno, ad una sola navata, era visibile il soffitto a capriate. Da sottolineare la presenza di una tela la cui attribuzione è ignota, rappresentante S. Giovanni Battista decollato, patrono della Confraternita della Morte che detiene la cura della chiesa nella quale si svolgeva il Giovedì Santo una rappresentazione particolare dei Sepolcri.

 

Il terremoto del 2016 aveva reso inagibile la chiesa di Sant’Antonio abate in modo definitivo, tanto da non essere possibile il ripristino.

Montefano, chiesa in demolizione

All’inizio di ottobre 2017 si è iniziata l’opera di demolizione durata circa tre settimane.

Montefano, chiesa in demolizioneSubito dopo sono iniziati i lavori di costruzione di una nuova chiesa, che ha mantenuto l’intitolazione, in legno su basamento in cemento armato, funzionale alle necessità del piccolo centro, terminata alla fine di Ottobre 2017.

Montefano, la nuova chiesa in costruzione

 

 

Link:
https://www.ilcittadinodirecanati.it/notizie-montelupone-montefano-montecassiano-appignano/68082-montefano-con-il-pane-benedetto-un-pensiero-vada-anche-al-tetto-di-sant-antonio

https://picchionews.it/attualita/montefano-procede-veloce-la-ricostruzione-della-chiesa-a-osteria-nuova

FABRIANO (AN). distrutto convento di Sant’Antonio abate fuori le mura

Sorgeva nell’attuale Via Vittorio Veneto, 50
https://goo.gl/maps/9QCuX4LSEePkGyb49

 

Nel luogo dove un tempo c’era il convento di Sant’Antonio, è possibile vedere i resti dell’antico complesso: il portale della Chiesa, ora murato.
Scolpita sull’arco in pietra è visibile una Tau, simbolo degli Antoniani.

 

 

 

Il Sassi afferma che il convento era sorto nel XIII secolo.
Si ha notizia del luogo in un documento del 1313. Tesei scrive che nel 1321 Alberghetto II Chiavelli fondò l’annesso ospedale affidandolo in quello stesso anno agli Antoniani o Canonici Regolari di S. Antonio di Vienne.

 

Bibliografia:
Sassi Romualdo, Le chiese di Fabriano. Brevi cenni storico-artistici, Arti grafiche “Gentile”, Fabriano 1961
Tesei Teseo, Fatti nostri, Arti grafiche “Gentile”, Fabriano 1999

Immagini da:
http://www.fabrianostorica.it/misteri/santantonio.htm

CINGOLI (MC). Chiesa di Sant’Antonio abate.

Via dello Spineto, 7
https://goo.gl/maps/F65gPSQmCH89UUQr8

 

Nel luogo sorgeva la chiesa di San Sebastiano, che fu demolita nel 1720, e nello stesso sito fu edificata la nuova chiesa intitolata a S. Antonio abate.
D. Giovanni Finizi restaurò la Chiesetta nel 1836 e rifuse la campana dove volle inciso:
“D · D · D · JOANNES · FINIZI · RECTOR · MDCCCXXXVI”

Attualmente la chiesa è di proprietà della famiglia Puccetti.

La semplice facciata a capanna è in conci di pietra a vista.
Sopra il portale una finestra rettangolare. Ai lati due nicchie vuote.

 

Bibliografia:
S. Matellicani (a cura di); M. Maran, Cingoli scomparsa, Cingoli 2000, p. 75

Immagine da:
https://www.antiqui.it/doc/monumenti/chiese/santonio.htm

CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Via Cancelleria Vecchia, 3
https://goo.gl/maps/QgZAssgNgrtKbPyt7

La Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Antonio abate fu costruita tra 1720 e 1737 per volere del Papa Clemente XII, in sostituzione di una precedente chiesa cinquecentesca. Il 7 Maggio del 1742 fu inaugurata la Chiesa con una solenne cerimonia presieduta dal Vescovo, anno che compare nell’iscrizione in facciata.
Nel 1746 nella volta del presbiterio fu dipinto un affresco rappresentante i protettori del Paese, Sant’Anastasio e San Nonnoso, in ginocchio dinanzi al Salvatore venuto sulle nubi con ai lati S. Pietro e S. Paolo. Le opere terminarono nel 1747.
Nell’altare principale fu installato, nel 1750, il tabernacolo marmoreo per la custodia delle ostie sacre.
Il 27 aprile 1769 fu organizzata una solenne processione durante la quale furono trasportate nella Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate le reliquie di S. Anastasio che erano state poco tempo prima rinvenute dal Canonico don Enrico Saetta.
Nel 1902 il tabernacolo fu spostato nella parete di sinistra per via della sua mutata funzione da custodia dell’Eucarestia a custodia dell’Olio Santo. Contestualmente fu ricavato un nuovo tabernacolo nell’altare maggiore.
Nel 1950 ebbero inizio i lavori di revisione del manto di copertura della Chiesa.
Nel 1983 fu realizzato e posto nel presbiterio un nuovo ambone in legno.
Nel 2006 furono aggiunte quattro sedute in legno per i concelebranti e ministranti.
Nel 2016 – 17 furono restaurate le coperture con consolidamento delle murature in sommità ed effettuato il restauro della facciata principale.

La Chiesa è caratterizzata da forme ed elementi dell’architettura neoclassica quali abachi, echini, collari, cornici e sima visibili in facciata principale ed internamente sulle pareti perimetrali. L’esterno è contraddistinto da una grande facciata di stampo neoclassico a due ordini con quattro paraste con capitelli dorici al livello inferiore e ionici a quello superiore; al centro del livello inferiore, sopra il portale, vi è lo stemma di Clemente XII mentre al centro del livello superiore vi è un grande finestrone.

La pianta è pressoché rettangolare con navata unica e due cappelle per lato; quattro vani che conducono ai superiori pulpiti lignei, campanile quadrangolare e abside quadrilatera con sagrestia posteriore e ufficio parrocchiale a sinistra del presbiterio.
Le strutture portanti verticali dell’edificio sono in muratura di tufo locale; le strutture di orizzontamento sono costituite da volta a botte sulla navata centrale, da volte a botte sulle nicchie laterali e da volta a botte sul presbiterio decorata con affreschi raffiguranti scene di Santi. Nella parte superiore della navata vi sono tre finestre per lato mentre ai lati del presbiterio sono presenti due finestre circolari.
Il tetto della Chiesa è formato da capriate lignee, travature principali e secondarie in legno, tavelloni in laterizio, massetto armato e manto di tegole e coppi alla romana in laterizio; il presbiterio e gli altri vani sono invece coperti da falde inclinate composte da travature lignee, tavolato, tegole e coppi alla romana in laterizio. La pavimentazione dell’aula, sagrestia e ufficio parrocchiale è realizzata con mattonelle in cotto toscano.

Internamente, sul lato destro, vi è la cappella con il quadro della Sacra Famiglia, e la cappella con il quadro della Santissima Trinità; sul lato sinistro vi è la prima cappella della Madonna del Rosario con il Bambino fra Santi e la seconda con la tela di S. Isidoro agricoltore e S. Filippo Neri.
Altari secondari sono situati nelle nicchie laterali con raffigurazioni scultoree e pittoriche di Santi.  Quattro pulpiti lignei, due per parte, sulle pareti longitudinali.
Le pitture e la tinteggiatura delle cappelle sono opera del pittore spagnolo novecentesco Palma Burgos.
La pala dell’altare maggiore (XVIII secolo?) raffigura la Madonna col Bambino e in basso sant’Antonio abate (che tiene con la mano destra bastone e libro con sopra il fuoco) a sinistra e a destra un altro Santo.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21451/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Castel_Sant’Elia

Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 100-107.

POLLENZA (MC). Ex Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Roma, 45
https://goo.gl/maps/RQx3VhrYBAXwEf3d6

 

La chiesa è del XV secolo. I primi documenti, del 1467, ci dicono che era annessa all’ospedale vecchio; la strada parallela a Via Roma, dietro la chiesa, ha appunto questa denominazione.
Amministrata dalla Compagnia di Gesù dal XVI secolo (?).

Dopo la chiusura dell’ospedale avvenuta tra il 1808 e il 1820, nella chiesa di S. Antonio fu eretto un oratorio in onore del Preziosissimo Sangue di Gesù e della Beatissima Vergine Maria.

Negli anni Sessanta del Novecento la chiesa fu adibita a sala per conferenze dell’Amministrazione Comunale. Una destinazione d’uso che si vorrebbe ripristinare in questa chiesa.

Link:
https://www.halleyweb.com/c043041/zf/index.php/musei-monumenti/index/dettaglio-museo/museo/7