RÀCALE (LE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Gallipoli, 48, la via principale, un tempo strada statale che attraversava la città.
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Esisteva prima del secolo XIV una chiesa, dedicata a S. Antonio abate, abbastanza grande da contenere più altari: era interamente affrescata e aveva anche decorazioni in oro.
Nel 1678 la chiesa era pericolante e crollò nel terremoto del 1743.
Fu costruita al suo posto una cappella di piccole dimensioni, che non resse alle ingiurie del tempo. Nel 1850 la Società Operaia realizzò al suo posto una chiesa di modeste dimensioni, con volta a botte. Tale chiesa fu abbattuta nel 1962 e sostituita con una nuova costruzione ad aula unica con volta piana in cemento armato.
I cedimenti del sottosuolo ne compromisero gradualmente la tenuta statica, per cui la chiesa è stata ricostruita nel 2008.

La facciata, molto semplice, riprende in parte quella della chiesa ottocentesca; ha un ingresso con cornice che termina a semicerchio, sopra vi è un oculo;  è coronata da un  frontone triangolare. Dalla strada è separata unicamente da un breve marciapiede. La copertura è a volta piana in cemento. Piccolo campanile a vela sulla sinistra.

L’interno è costituito da un’unica aula rettangolare, priva di decorazioni, ha sul muro di fondo l’unico altare, sormontato da una finestra. Alle pareti nicchie con statue di Santi.
A sinistra dell’altare vi è una statua di s. Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52777/Racale+%28LE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

TREPUZZI (LE). Cappella di Sant’Antonio abate

Corso Umberto I, 168
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La cappella risale al XVII secolo. Viene menzionata per la prima volta nel verbale della visita pastorale del vescovo Luigi Pappacoda nel 1640, nel quale si legge che, edificata per dedizione di Francesco Longo e dei suoi fratelli, evidenziava sulla parete l’effigie di Sant’Antonio.
Nelle visite pastorali del 1792 e del 1853 risulta annoverata tra le proprietà del Militare Ordine Costantiniano, del quale rimane l’emblema sulla porta d’ingresso.

Il piccolo edificio possiede un modesto prospetto, corredato da un ridotto campanile a vela fornito di campana del 1622.
L’interno, un’aula rettangolare di piccole dimensioni voltata a spigolo, possiede un solo altare, al quale fa da fondo un pregevole dipinto murale effigiante Sant’Antonio abate col Tau sul mantello che reca il fuoco sulla mano sinistra e il bastone nella destra.
Lateralmente appaiono la Madonna chinata e l’Arcangelo Gabriele, mentre in alto è raffigurato il Padre Eterno su una nuvola circondato da figure angeliche e la colomba dello Spirito Santo.

 

Il percorso dalla chiesa di Sant’Antonio Abate di Trepuzzi all’omonima di Novoli è un’ipotesi di ricostruzione della “Via Francigena del Sud”, antico tracciato di pellegrinaggio da Roma a Gerusalemme passando per Otranto.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Sant%27Antonio_abate_(Trepuzzi)
https://constantinianorder.net/
 

MONTERONI DI LECCE (LE). Cappella di Sant’Antonio abate

Via XXI Aprile, 2
https://goo.gl/maps/DAFjkHqzPzhG3fYZA

 

L’attuale cappella di S. Antonio abate agli inizi del’600 era prope oppidum, vicino al giardino della corte baronale, isolata da altre abitazioni, tra le vie per Lecce e San Pietro in Lama.
Pur non appartenendo a un proprietario privato in quanto eretta per devozione dai fedeli, fu dotata di un beneficio da tal Santo Centonze con atto rogato dal notaio Ferdinando Zecca il 23 Febbraio 1610.
Nonostante ciò, circa 30 anni dopo la cappella era malridotta, tanto che nel 1640 al 1646 fu più volte sul punto di essere destinata ad usi profani o demolita per venderne le pietre. Persone devote, però, tra cui in modo particolare Giovanni Palmieri e Angelo Pinto, si impegnarono a compiere le necessarie riparazioni, provvedendo al completo rifacimento di due porte e di due muri.
Nell’interno si trovava l’immagine di Sant’Antonio abate dipinta su tela, al di sopra della quale vi era l’affresco del Crocifisso, mentre ai lati dell’altare erano le immagini di S. Lucia e S. Caterina.
La cappella successivamente fu dotata riccamente da una certa Lucia Renza con una donazione consistente in 150 alberi di ulivo.
Nel ‘700 la cappella era di patronato della famiglia Palmieri; verso la metà del secolo don Benedetto Palmieri di Lecce vi costruì un nuovo altare, che contribuì, insieme con altre opere di restauro, a far sì che essa si presentasse in buono stato. I Palmieri seppero conservarla abbastanza decorosamente per tutto il ‘700 e il secolo successivo, anche se di tanto in tanto non mancarono dei moniti vescovili perché se ne restaurasse o se ne sistemasse qualche parte o si integrassero gli arredi sacri, come nel 1881, quando, pur essendo stati provvisti candelieri ed ostensori nuovi, mancavano alcuni oggetti necessari al culto.
Agli inizi del ‘900 la cappella era di diritto patronale dei signori Doria, eredi di Domenico Politi; successivamente, fu donata alla parrocchia e restaurata dal rettore Don Angelo De Giorgio, che la provvide di decorosi paramenti sacri.

La cappella è compresa in un edificio abitativo.
Il prospetto presenta come unico elemento di spicco il portale, decorato da una raffigurazione del Santo racchiusa in un arco cieco, sormontato da una croce in pietra leccese.
L’interno, ad aula unica rettangolare di circa 40 metri quadri, custodisce un altare in marmo e statue in cartapesta. Ha volta a stella e pavimento in marmo.

 

Link:
https://www.comune.monteroni.le.it/it/elenco-vivere-monteroni/monumenti-luoghi-di-interesse/chiese-e-cappelle/cappella-di-sant-antonio-abate

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52765/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SAN PIETRO IN LAMA (LE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via XX Settembre
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La chiesa di Sant’Antonio è la più antica del paese. Fu iniziata la ricostruzione nel 1682 in seguito al danneggiamento subito dall’antica cappella nel 1546 per una perturbazione atmosferica.
La riedificazione terminò nel 1713.
Nel 2015 fu eseguito un restauro e risanamento conservativo della chiesa e delle pertinenze.

L’edificio possiede una facciata strutturata su due livelli separati da una cornice marcapiano. L’ordine inferiore, spartito da lesene doriche, accoglie il portale d’ingresso con ai lati due nicchie timpanate. L’ordine superiore presenta lesene ioniche e doriche con finestra rettangolare e nicchie poste in asse con quelle sottostanti. Due volute laterali e un frontone sormontato da una croce concludono la facciata. L’edificio è dotato di un piccolo campanile a vela.

L’interno ospita l’altare maggiore dedicato alla Madonna delle Grazie, con relativa tela, e quello laterale di Sant’Antonio abate.
Pregevole è il pavimento maiolicato, risalente al XIX secolo, ed eseguito dalla storica ditta leccese Paladini.

 

Il 17 Gennaio si celebra la benedizione del pane e degli animali.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/86354/San+Pietro+in+Lama+%28LE%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://oltrelecce.it/chiesa-di-santantonio-abate-4/

CORCHIANO (VT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/RGQSEtuHxoMzEPoq5

 

Nel 1422 fu costruita una piccola cappella dedicata a S. Antonio abate.
Nel 1478 la cappella fu ampliata per l’aumento del numero dei fedeli e prese le dimensioni attuali. Probabilmente allora la facciata a capanna fu trasformata in una a terminazione rettilinea.
Nel 1970 fu realizzato il nuovo altare con rivestimento in marmo bianco che fu posto al centro de presbiterio. Nel 1975 fu rifatta interamente la pavimentazione di aula e presbiterio con mattonelle in gres. Nel 1980 fu rifatto l’impianto elettrico e quello di diffusione audio, poi revisionato nel 2005. Nel 2000, per volere della Confraternita o Fratellanza intitolata al Santo, fu rifatta la tinteggiatura interna, verniciati gli elementi in legno della copertura e furono comprati nuovi banchi sostituendo in parte quelli esistenti. Nel 2007 furono aggiunte due sedute vicino all’Altare a supporto della cattedra.

La Chiesa si trova fuori dal centro storico ed è di modeste dimensioni. Ha una facciata in stile romanico con tufo a faccia vista che presenta in sommità la terminazione rettilinea, un portale con cornice in peperino e due finestre laterali. Sul portale la scritta in latino: “Egidio Ranaldi e Domenico Celli fondarono nel 1478 la chiesa in onore di S. Antonio”.

Internamente si notano affreschi di pregio posti lungo le pareti laterali nei pressi del presbiterio: a sinistra è presente S. Antonio e S. Atanasio nell’atto di narrare la vita di S Antonio abate, mentre a destra un affresco raffigura il Santo.

Nell’abside è posizionata la statua di S. Antonio abate racchiusa in una cornice in legno colorata. Il Santo tiene in mano libro e bastone con campanella.

Al centro della navata di sinistra si trova un dipinto ad olio nel quale viene rappresentato il Cristo Crocifisso con due angeli, tra la Madonna e i santi Antonio abate, Maddalena, Maria di Cleofa, e San Giovanni. Il quadro, rialzato da due peducci, «(risultato dall’assemblaggio di quattro tele di medesimo formato cucite insieme) nonostante sia stato restaurato dai periti del Laboratorio di Restauro di Viterbo (1985-6), non versa in ottimo stato di conservazione. …
Questa tela, che occupa una superficie considerevole pari a 260 x 154 cm) pur nella sua estrema corsività e nella modestia dell’impianto compositivo, sembra riflettersi (almeno nelle linee essenziali) nella Crocifissione di Rieti (oggi proprietà del principe Potenziani) dipinta da Bartolomeo Torresani, il più dotato artisticamente della cerchia di pittori nativi di Verona.
Tale “modello”, con il crocifisso al centro, la Maddalena accasciata su di esso e i quattro dolenti a due a due simmetrici, … fu continuamente riproposto dal fratello Lorenzo Torresani e riprodotto in infinite varianti più o meno convenzionali dall’équipe pittorica da lui capeggiata [e continuata dal figlio Alessandro].»
La cornice della pala reca un’iscrizione: “DIVI ANTONII ÆDES MDLXXXIIII” (1584) e risulta dalle dimensioni e dalla tipologia pertinente alla tela dipinta ed è quindi probabile che fu eseguita per l’occasione da una bottega di intagliatori.
Per la data, si era ipotizzata l’attribuzione ad Alessandro Torresani, ma Andrea Alessi1 la nega tale perché «la tela di Corchiano non presenta alcuna affinità stilistica con gli autografi di Alessandro Torresani eseguiti a Narni»; inoltre l’artistai non è documentato in tale data nel territorio. Alessandro e Pierfrancesco Torresani sono documentati solo fino al 1583 e solo per affreschi, non per tele. Resta un lacerto di firma con lettere che non appartengono alle firme dei Torresani. Quindi l’opera sembra essere di un autore anonimo anche se forse della cerchia dei Torresani.

 

La festa. Il 17 Gennaio la benedizione degli animali con sfilata di cavalli e altri animali e accensione del falò.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/86429/Corchiano+%28VT%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.facebook.com/people/Fratellanza-di-SAntonio-Abate-Corchiano/100068042899004/

1  Alessi-Analisi dei cicli pittorici di Corchiano…

 


 

Nella Chiesa di Sant’Egidio abate a Corchiano vi è un affresco di 330 x 255 cm che raffigura san Macario e sant’Antonio abate, opera di Bartolomeo Torresani, metà XVI secolo.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200516937