ANZOLA DELL’EMILIA (BO). Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, dipinto con s. Antonio abate, XIX secolo

Nella Chiesa parrocchiale, la prima cappella a destra di chi entra, dedicata a S. Antonio abate, conserva una grande tela ad olio del secolo XIX, che raffigura il Santo, realizzata dal pittore Gaetano Serra Zanetti (1807 – 1862).che in quell’epoca viveva ad Anzola.

Il Santo è raffigurato in piedi in un paesaggio roccioso, con gli occhi rivolti al cielo; accanto a lui un teschio e una croce, ma mancano gli attributi tradizionali.

La cappella ha la volta affrescata, non ha l’altare e sul lato sinistro è collocata in una nicchia un’opera di terracotta policromata, raffigurante un busto di Cristo di manifattura ottocentesca. Nella cappella vi è un confessionale di legno di noce, acquistato dalla parrocchia nel 1740, avente il corpo centrale con apertura centinata e sportello con specchiatura quadrata.

 

Info sulla chiesa e immagine della tela:
https://www.comune.anzoladellemilia.bo.it/vivere-la-citt%C3%A0/storia-locale/chiesa-parrocchiale-dei-ss-pietro-e-paolo

https://centroculturaleanzolese.com/wp-content/uploads/2019/12/Opuscolo.pdf

CASTEL MAGGIORE (BO). Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, o della Madonna del Rosario, di Bondanello, tela con s. Antonio abate di G. Cavedoni, 1620-25

Olio su tela di 340 x 220 cm, raffigurante “Madonna in gloria tra San Bartolomeo e Sant’Antonio abate”, datato al 1636 circa.
Opera di Giacomo Cavedoni o Cavedone (1577 – 1660), pittore allievo del Carracci.

La tela fu dipinta dal Cavedoni per l’altare maggiore e lì rimase fino al 1845, quando fu sostituita dall’attuale pala d’altare commissionata al pittore emiliano Gaetano Serra Zanetti (1807 – 1862). La sua attuale collocazione su un altare laterale, troppo in basso rispetto al punto di vista per cui è stata pensata, non le rende giustizia.
La Vergine, su nubi, in veste rossa e manto blu, regge sulle ginocchia il Bambino e si volge benigna verso i due Santi. In alto cherubini alati scherzano sulle nubi intorno alla Vergine; dietro, sullo sfondo, un paesaggio piano con casa ed albero della campagna di Bondanello.
S. Bartolomeo, inginocchiato in veste rossa e manto bianco regge con la sinistra il coltello.

Sant’Antonio abate, in piedi sulla destra con gli occhi rivolti al cielo, regge un libro aperto.

 

L’attuale Chiesa, sita in Via Bondanello 63, risale al secolo XVII e fu costruita per iniziativa del Parroco di allora e soprattutto della famiglia Malvezzi, una delle più importanti casate bolognesi. Nel 1795 fu costruita la cupola sopra l’altare maggiore; nel 1812 fu sostituito il soffitto e costruito il fonte battesimale (in precedenza i battesimi venivano amministrati nella pieve di S. Marino di Bentivoglio, sotto la cui giurisdizione ricadeva la parrocchia di Bondanello); nel 1839 furono costruiti il coro, le cantorie e rifatta la sacrestia, nel 1841 fu costruito in scagliola l’attuale altare maggiore; nel 1845 vennero modificati gli altari laterali e fu pavimentata alla veneziana tutta la chiesa, rimuovendo le lapidi tombali; nel 1849-1851 fu edificato il campanile, in sostituzione di quello antico, molto più piccolo.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800076751

SOLIGNANO (PR). Oratorio di Sant’Antonio abate e di San Bartolomeo

Monte Oriano. Strada Vicinale di Monte San Antonio
https://maps.app.goo.gl/PYddz8P8t7kbLRMA9

 

L’Oratorio fu costruito proprio sulla cima del Monte S. Antonio ed è citato in documenti del XIII secolo.
Una targa posta sopra il portale: “ORATORIO DI M. S. ANTONIO XII SEC. RESTAURATO NEL 1610 – NEL 1972 A.G. RICOSTRUÌ”.

In origine l’edificio era in stile romanico. Attualmente si presenta come un fabbricato con aula rettangolare, in pietra, con tetto a capanna e manto di copertura in lastre.

Di proprietà privata.

 

Link:
https://scn.caiparma.it/schede/oratorio-di-s-antonio/

https://www.tourer.it/scheda?oratorio-di-san-antonio-abate-monte-oriano-solignano

BOLOGNA. Chiesa di San Benedetto, tela “S. Antonio abate battuto dai demoni” di G. Cavedoni, 1607

Olio su tela di 252 × 155 cm, raffigurante “Sant’Antonio abate battuto dai demoni e consolato da Cristo”, datato 1607.
Opera di Giacomo Cavedoni o Cavedone (1577 – 1660), pittore allievo del Carracci.

Citata da Masini e dal Malvasia, l’opera si trovava in origine sull’altare della famiglia Orlandi

Sant’Antonio è affiancato da due diavoli, quello a destra con un bastone. In alto un angelo e, a destra, Cristo cui si rivolge il Santo.

Può rientrare nelle opere a soggetto “tentazioni” di sant’Antonio abate.

 

La Chiesa, fondata nel XII secolo, presenta la facciata del 1606 progettata da Giovanni Battista Ballerini. L’orientamento dell’edificio fu invertito nel 1892; un tempo si affacciava su via Galliera, in cui la vecchia facciata è ancora affiancata dal campanile. Ora si affaccia su via Indipendenza.
Conserva alcune pregevoli pere d’arte.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800027115

SAN LAZZARO DI SÀVENA (BO). Dipinto con s. Antonio abate attribuito a G. Caverdoni

Olio su tela di 200 x 150 cm, raffigurante “Crocifissione con Santi” tra i quali s. Antonio abate, datato al 1600 circa.
Opera attribuita a Giacomo Cavedoni o Cavedone (1577 – 1660), pittore allievo del Carracci.

Sant’Antonio, a destra della croce, con abito monastico, tiene nella mano sinistra il bastone. Una campanella è a terra ai suoi piedi.

 

La scheda dei Beni Culturali non indica l’attuale specifica collocazione del dipinto.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800086365