SOLONGHELLO (AL), frazione Fabiano. Chiesa cimiteriale di Sant’Eusebio, affresco con s Antonio abate, XV secolo

La chiesa romanica risale al XIII secolo. Nel 2009 si conclusero i lavori di consolidamento e restauro di tutte le murature esterne; nel 2010 si rifece la copertura; nel 2017 il restauro dei preziosi affreschi interni risalenti al XIV secolo.

Nel catino absidale c’è un ciclo datato 1422 o 1423 che fu restaurato nel 1977: Cristo in mandorla con libro aperto recante la scritta «Ego sum lux mundi» e simboli del Tetramorfo su fondo decorato a quadrettini, alla cui base corre una scritta della quale rimane a malapena leggibile la data iniziale: «M CCCC XXII (o III)» e il nome«Matheus»; più in basso restano frammenti dipinti con figure di santi: sant’Eusebio in trono, sant’Antonio abate e san Lorenzo, mentre è andata perduta una Madonna in trono col Bambino, ancora visibile negli anni ’80 del Novecento tra la finestrella absidale di destra e san Fabiano. In una lacuna dopo la figura di sant’Antonio si intravedono tracce di un velario appartenente ad uno strato più antico.

La figura di sant’Antonio abate, purtroppo priva della parte inferiore, mostra il Santo benedicente che tiene nella mano sinistra un libro rosso chiuso.

 

Immagini da
https://www.parrocchiasantiandreaeusebio.it/gallery/

https://www.chieseromaniche.it/Schede/1326-Solonghello-Sant-Eusebio.htm

Info sulla chiesa:
https://archeocarta.org/solonghello-fabiano-al-chiesa-cimiteriale-di-santeusebio/


La chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Solonghello, conserva nella cappella laterale destra, il cui altare dedicato a S. Sebastiano, una modesta pala seicentesca rappresentante “Madonna col Bambino, e i Ss. Sebastiano, Antonio abate, Rocco e Antonio di Padova presso le anime purganti”.

Link:
https://www.artestoria.net/book_0_1.php?loc=86

POLIGNANO A MARE (BA). Chiesa cattedrale della Vergine Assunta, due dipinti con s. Antonio abate, XVIII secolo

In alto, fra le finestre che danno luce alla navata, vi è un olio su tela di 314 x 149 cm, raffigurante “Madonna con Bambino, san Gennaro, sant’Antonio abate, angioletti”, datato alla prima metà del XVIII secolo.
Opera di ignoto artista di ambito pugliese.

Sant’Antonio è a destra, in ginocchio, indossa saio bianco e mantello scuro, indica la Vergine con la mano sinistra, con la destra tiene un bastone cui è appesa una campanella.

 


Olio su tela di 260 x 180 cm, raffigurante “Madonna con Bambino, sant’Antonio di Padova, sant’Antonio abate, san Gaetano Thiene, santo Vescovo”, datato al 1706-11.
Opera di ignoto artista di ambito pugliese.

Sant’Antonio è dipinto a destra, inginocchiato; tiene con la mano destra un libro aperto e si appoggia con la sinistra a un bastone.

 

 

La chiesa fu consacrata nel 1295 dal vescovo Guglielmo; nel tempo subì numerosi interventi che ne hanno modificato sensibilmente l’impianto originario. Oggi ha un ampio sagrato, delimitato da un’alta cancellata in ferro, che costituisce parte integrante del complesso architettonico. Allo stile romanico-pugliese si aggiungono inserimenti decorativi e strutturali gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata a cuspide ha uno sviluppo semplice e lineare; nell’ordine inferiore, al centro, si apre un grande portale architravato e decorato da sculture e bassorilievi; nell’ordine superiore si apre un’elegante bifora gotica. All’interno, una navata centrale e due laterali, scandite da due file di sei colonne. Il presbiterio rialzato è delimitato da una balaustra marmorea su cui domina l’altare maggiore costruito nel Settecento. Dietro, l’imponente coro ligneo realizzato fra il 1611 e il 1773.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600032753

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1600042988

AUSTRIA – VIENNA. Kunsthistorisches Museum, dipinto con s. Antonio abate di G. Lanfranco, 1622-23

Olio su tela di 220 x 127,5 cm, raffigurante: “Madonna col Bambino che appare a san Giacomo e sant’Antonio abate”.
Opera del 1622-23 di Giovanni Lanfranco (Parma, 1582 – Roma, 1647 ).
Esposto nella sala VI

Acquistato a Roma intorno al 1809 dal barone Ludwig von Lebzeltern per la Galleria Imperiale; arrivò a Vienna il 16 aprile 1816.
Lanfranco dipinse la pala d’altare per una cappella laterale della Chiesa di Santa Marta in Vaticano a Roma. Gli strumenti compositivi dell’asimmetria e della diagonale, i bruschi cambiamenti di prospettiva, i gesti ad alto contrasto e l’illuminazione irrequieta trasmettono allo spettatore una forte emotività e drammaticità, anche con un soggetto intrinsecamente non drammatico. L’impressione di patetica emozione è caratteristica di un’immagine alle soglie dell’alto barocco romano.

Sant’Antonio, a sinistra, inginocchiato, guarda verso la Vergine in alto. Indossa saio e mantello; la campanella è posata ai suoi piedi.

Link:
https://www.khm.at/objektdb/detail/1049/

LIMANA (Bl), frazione Ricomes. Chiesetta di Sant’Antonio abate

La piccola chiesa, dedicata a sant’Antonio abate, è situata nel nucleo abitato di Ricomes.
Via Ricomes, 20 https://maps.app.goo.gl/5YayuGj8N9LGdn4fA

Il nucleo antico della frazione colpisce per la sua forma semplice e geometrica: gli edifici sono infatti disposti lungo il perimetro di un quadrilatero che li contiene; la strada di accesso vi giunge da est e lo attraversa dilatandosi nella grande corte interna per poi uscire verso ovest, in prossimità della chiesetta.
La tradizione popolare del luogo chiama questa località “Col de la Fan” (Colle della Fame), riferendosi ai signori che un tempo possedevano queste terre, i quali avevano una chiara fama di tirchieria nei confronti della servitù e dei contadini che vi lavoravano.
Il palazzo dei signori si trovava all’interno del piccolo nucleo abitato ed era individuabile, fino a non molto tempo fa, in un grande manufatto che, pur avendo subito dei cambiamenti, permetteva ancora di intravvedere i segni di un antico splendore individuabile da solai decorati, vani affrescati e bei davanzali in pietra lavorata.
La chiesetta di sant’Antonio abate è situata all’estremo sud-est del quadrilatero formato dalle costruzioni del piccolo borgo.

Il dipinto ad olio su tela della pala d’altare rappresenta la Madonna col Bambino tra sant’Antonio abate e san Francesco. Esso è di ottimo livello qualitativo e databile alla metà del sec. XVI.
La cornice lignea dorata e scolpita, anch’essa del sec. XVI è di tipo sansovinesco, particolarmente raffinata con imponenti cartigli e nei capitelli alla base dell’arco e della cornice sono scolpiti degli ovuli allungati. Una cornice di foglie stilizzate conclude la parte interna: nella parte inferiore era stata aggiunta una cornice a golette.

 

All’interno tre statue lignee dell’artista Silvano Da Rolt, di cui una raffigurante sant’Antonio abate.

 

Segnalazione e immagini:
Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

SAN PIETRO IN CASALE (BO). Chiesa di San Michele Arcangelo di Cenacchio, dipinto con s. Antonio abate, XVIII secolo

La chiesa conserva un dipinto settecentesco giunto a noi in condizioni pressoché disperate, che il restauro eseguito nel 1919, nell’ambito del progetto per il recupero del patrimonio artistico “Quadri sacri”, varato dalla Fondazione Carisbo in collaborazione con l’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia Arcivescovile di Bologna e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha risanato, rivelando un’opera sconosciuta di Giacomo Cavedoni o Cavedone (Sassuolo, 1577 – Bologna, 1660), pittore allievo del Carracci.
Olio su tela che raffigura “Trinità con Santi”, tra i quali s. Antonio abate, a destra in basso, con le mani incrociate sul petto.

 

La chiesa di San Michele Arcangelo si trova in un piccolo borgo lungo via Cenacchio, nella campagna agricola del comune di San Pietro in Casale. Il borgo pare essere sorto sulle rovine di un ex convento. All’inizio dell’XI secolo esistevano a Cenacchio un monastero, un oratorio e una chiesa, dedicati a San Michel Arcangelo e appartenenti ai monaci camaldolesi di Castel de’ Britti. Alla fine del XIII secolo i monaci camaldolesi di San Procolo di Bologna divennero i proprietari della chiesa, forse l’unico immobile superstite del complesso, in quanto avevano molti possedimenti terrieri nella zona. Nel 1755 si registrano all’interno quattro altari. Nel 1773 l’immobile subì un importante restauro, come ricordava una lapide posta nel muro verso il campanile. Nella seconda metà del XIX secolo la chiesa possedeva solo più tre cappelle.
Il parroco don Giuseppe Cicognani, tra 1922 e 1928, fece ampliare la cappella del Crocifisso e realizzo abbellimenti nella chiesa.
Oggi l’edificio della Chiesa, oggetto di restauri nel 1973, 1988 e 2017, con volumi contigui agli annessi di pertinenza parrocchiale, presenta un’aula con copertura piana e due cappelle sul lato meridionale.

 

Link:
https://www.bolognatoday.it/cronaca/san-pietro-casale-restaurato-dipinto-trinita-cavedone.html

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/65134/Chiesa_di_San_Michele_Arcangelo_di_Cenacchio_San_Pietro_in_Casale

 


La scheda dei Beni Culturali indica presente nel Comune di San Pietro in Casale, ma senza citare l’edificio sacro, un olio su tela, largo 146 cm, raffigurante “Madonna con Bambino in gloria tra una Santa e San Sebastiano, ( in basso) i Santi Antonio abate, Francesco, Antonio di Padova”.
Opera di anonimo di ambito emiliano, databile tra 1734 e 1799.

Sant’Antonio, in basso a destra, è seduto con un libro aperto sulle ginocchia; tiene con la mano sinistra un  bastone a tau cui è appesa una campanella.

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800218569