FOLLINA (TV), frazione Col. Chiesa di Sant’Antonio abate
Via Col
https://maps.app.goo.gl/bQBm5eS5yog9PhTH8
Non abbiamo notizie su questa chiesa. Chi avesse informazioni, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it
Grazie.
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Il dipinto murale di 200 x 130 cm, raffigura: “Madonna con Bambino in trono tra sant’Andrea apostolo, sant’Antonio abate, san Francesco d’Assisi e sant’Antonio di Padova”. Fa parte di un più grande ciclo affrescato di 530 x 140 cm, raffigurante nel timpano l’Eterno benedicente; più in basso l’Annunciazione; nello scomparto principale questo dipinto e ai lati o lesene dipinte a grottesche.
Opera del 1540 di Camillo Angelucci, pittore di Mevale, operante in Umbria e attivo fra il 1540 e il 1585.
Iscrizione: “ANDREAS HOL/ SACELLUM LEGAVIT.PE/TRUS EIUS FILIUS FACIEN/DUM CURAVIT AD/ MDXXXX/CAMILLUS FECIT 1540”.
Sant’Antonio abate, raffigurato a destra, tine tra le mani libro e bastone.
La Pieve è stata danneggiata da vari terremoti, soprattutto quelli del 1997 e del 2016; le fotografie risalgono a date antecedenti i sismi e già quella in alto, del 1981, mostra profonde lacune, cadute intonaco e patina di sporcizia.
Immagini da:
https://sanzio.uniurb.it/handle/20.500.12731/16836
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100234338-0
Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-pieve-di-santa-maria-annunziata-mevale/
L’ex comune di Forno di Zoldo si è unito nel 2016 a Zoldo Alto per formare il nuovo comune di Val di Zoldo.
Nell’abside, seconda da sinistra, è una tempera su tavola di 125 x 97 cm, raffigurante. “Madonna con Bambino in trono con San Martino, Sant’Antonio abate, San Pietro, Santo Stefano, Santa Maria Maddalena, San Sebastiano”, datata 1488-99, fattura di ambito veneto.
Sant’Antonio è il secondo a sinistra, identificabile per la barba bianca e il bastone con campanella che tiene in mano.
La chiesa arcipretale di san Floriano, già pievanale e parrocchiale, è il più antico ed importante edificio di culto della Val di Zoldo, matrice di tutte le chiese dello Zoldano e del Longaronese, fondata nel X secolo.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500206333
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_arcipretale_di_San_Floriano
Via Murle, 40
https://maps.app.goo.gl/T2cS8pJ4Yx6rLRsf9
Alla famiglia dei Rambaldoni si deve la costruzione dell’attuale chiesa di Murle dedicata a Sant’Antonio abate: un’iscrizione fa risalire i lavori al 1470. Consacrata nel 1621, fu restaurata nel 1857-58 dalla famiglia Cambruzzi, ultima proprietaria dell’edificio. Nel 1866 vi si svolsero le operazioni di voto del primo Consiglio Comunale.
All’interno domina la pala, olio su tela di 220 x 130 cm, che era attribuita a Pietro De Marascalchi(1522-1589) raffigurante la “Madonna con Bambino tra i Santi Antonio abate e Antonio di Padova” (metà del XVI secolo); attualmente dopo il restauro degli anni ’70 del Novecento e la mostra sul Manierismo veneto del 1981, è invece considerata una esercitazione settecentesca su modelli antichi.
Ai lati dell’altare, affreschi di Bruna Lot (1817-1868) con San Felice, San Bernardino e San Francesco d’Assisi.
Nel paese è ancora molto viva la devozione a sant’Antonio, che culmina con la festa del 17 gennaio.
Link:
http://www.santantonimurle.it/
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500323122
La chiesa conserva nella Cappella Cesa (1485) un’ancona lignea scolpita attribuita al bellunese Andrea di Foro (XV sec), con piccoli affreschi nella cornice attribuiti a Matteo Cesa. Fu realizzata secondo il Cavalcaselle in occasione di un matrimonio tra membri delle famiglie Pagani e Cesa, si ispira ad un dipinto coevo di Alvise Vivarini, già nella Chiesa bellunese di S. Maria dei Battuti ed ora a Berlino. Secondo alcuni la pala proverrebbe dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie, preesistente a S. Stefano.
Raffigura la Madonna col Bambino circondata da Santi e angeli musicanti.

Statua lignea di 115 x 35 cm, nell’ordine mediano a sinistra, di sant’Antonio abate che tiene nella mano sinsitra un libro, invece è scomparso il campanello che teneva nella destra.
Una fotografia del 1908 (FRIZZONI) mostra l’ancona con le aggiunte ” barocche” ora rimosse (ai lati, all’esterno dei due piccoli pilastrini, compaiono motivi a volute). Nella stessa foto Sant’Antonio abate regge il campanello e Santo Stefano, a destra, la palma del martirio. L’angioletto in basso a destra conserva lo strumento musicale.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500062985-1_2
https://www.belluno-turismo.it/project/chiesa-di-san-biagio/
Info sulla chiesa, sita in Via F. Ostilio, 2:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/46271/Belluno+%28BL%29+%7C+Chiesa+dei+Santi+Biagio+e+Stefano
