INDUNO OLONA (VA). Chiesa di San Pietro in Silvis con affresco di s. Antonio abate, XIV-XV secolo

Costruita nel secolo XI, svolse la funzione di parrocchiale fino al 1574, quando fu edificata la chiesa di San Giovanni Battista.
L’edificio romanico era rettangolare ad aula unica conclusa da abside semicircolare rivolta ad est. Anche se mantenne le sue fisionomie romaniche, la chiesa fu comunque più volte rimaneggiata e ingrandita e sottoposta a radicale trasformazione in epoca rinascimentale e a interventi minori nel ‘700 e fu completamente ristrutturato alla fine del XX secolo. Dell’antico edificio rimangono il tracciato delle due più piccole chiese precedenti, che avevano anche absidi semicircolari laterali, visibile sul pavimento interno; la facciata romanica a capanna e la parete meridionale, inglobati dall’ampliamento rinascimentale, costituito da muratura portante in ciottoli e pietre grossolanamente sgrossate.

Conserva al suo interno numerosi affreschi, i più antichi dei quali risalgono al XIV secolo.
Sulla parete meridionale molti affreschi realizzati dal 1300 al 1500. Entrando in chiesa, vi è l’Adorazione dei Magi seguita da Sant’Elena in abiti regali che tiene la croce. Successivamente un affresco di notevole qualità e dimensione, una Madonna con Santi e donatori che riporta la data 1376 dipinta sull’intonaco. Segue la Madonna del Latte e due Santi.
Questa parete della piccola chiesa romanica venne completata tra Trecento e Quattrocento con la rappresentazione di Sant’Antonio abate, a sinistra. Il Santo, che presenta purtroppo una superficie molto abrasa a causa della caduta di pellicola pittorica, tiene con la mano sinistra un bastone pastorale e un libro chiuso, la destra compie il gesto di benedizione.

In seguito all’ampliamento rinascimentale, durante i primi decenni del XV secolo vennero affrescate una teoria di santi (Stefano, Agata, Vittore e Biagio) ed una Madonna col Bambino.
Sulla parete di fondo dell’abside vi è una Crocifissione (primi decenni del XVI secolo).
Sull’arco santo sono rappresentati, a destra, una Madonna con Bambino, Santi e Gesù morto tra Maria e San Giovanni Evangelista, a sinistra, San Martino a cavallo che dona il mantello al povero. Altri affreschi corrono lungo la parete settentrionale: entro una cornice illusionistica decorata  vi sono la Madonna di Loreto, di seguito le Nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria e San Rocco.

 

 

Link:
https://www.varesefocus.it/vf/dx/una-piccola-chiesa-nei-boschi.htm

CROAZIA – RAGUSA / DUBROVNIK. Museo del Monastero Domenicano, tela con s. Antonio abate di G. Preti

Sant’Antonio Abate con i Santi Tommaso e Antonino e le Sante Orsola e Agata”.
A Gregorio Preti (Taverna 1603 – Roma 1672), fratello del più noto Mattia, è attribuito il dipinto che nella parte superiore raffigura le Sante Orsola e Agata, siglate da modalità compositive di stampo tardomanierista, al punto da lasciare spazio all’ipotesi che si possa trattare di un dipinto eseguito a due mani.
Nella zona inferiore sono presenti, da sinistra, i Santi Tommaso, Antonio abate (al centro) e Antonino Pierozzi da Firenze, che ha tra le mani il modellino della citta di Cortona. Questo riferimento consente di avanzare l’ipotesi che l’opera fosse presente a Cortona e in particolare nella chiesa di Sant’Antonio Abate, VEDI SCHEDA. Alla luminosità della parte superiore del dipinto si contrappone una cupa atmosfera in basso, che caratterizza le espressioni dei volti e le tinte dei panneggi secondo un metro compositivo che il Preti aveva appreso a Roma fin dagli anni della frequentazione dei primi seguaci di Caravaggio. Gli sguardi dei santi Antonio e Antonino sono rivolti verso l’alto, dove è stata inserita un’icona bizantina, che da un’iscrizione risulta del pittore italo-cretese Donato Bizamano (seconda meta XVI secolo).

 

Parte del testo e fotografia da:
Pavone M.A., Sulle tracce della pittura napoletana in Croazia tra Sei e Settecento, in “Tecla”, n° 11, 2015, pp. 10 e 14

MILANO. Pinacoteca di Brera. stendardo con s. Antonio abate di Luca di Paolo

Stendardo processionale, tempera e oro su tavola, 89 x 50 x 2cm, raffigurante “Vergine assunta tra angeli oranti e cantori, (nella cuspide) Padre Eterno”; sul retro “San Sebastiano martire tra i santi Domenico e Antonio abate, (nella cuspide) san Giovanni Battista”.
Realizzato nel 1485-90 da Luca di Paolo (Matelica, tra il 1435 e il 1441 – Matelica, 1491). Attribuito anche a Francesco di Gentile (attivo nelle Marche tra il 1460 e il 1490).
L’opera giunse a Brera come parte del legato testamentario di Pietro Oggioni, ma non se ne conosce la provenienza originaria.
Inventario numero 742 – 750.  Non esposta.

Sant’Antonio, in abito monastico, tiene un libro chiuso nella mano sinistra e un alto bastone a tau nella destra.


Immagini da:

https://pinacotecabrera.org/collezione-online/opere/san-sebastiano-tra-i-santi-domenico-e-antonio-abate/

ANDRIA (BT). Chiesa rupestre e santuario della Madonna dell’Altomare con immagine di s. Antonio abate

Il Santuario sorge al disopra di una chiesa rupestre di cui si era persa la memoria fino a che, nel 1598, fu riscoperta. Le attuali strutture architettoniche, in stile neoclassico, furono progettate e realizzate da Federico Santacroce negli anni 1875-1877.

 

Nella cripta si sono conservati resti degli antichi affreschi, tra essi anche la figura di sant’Antonio abate riconoscibile per la presenza della campanella nella mano sinistra ed il bastone nella destra.
In molti punti del dipinto si notano i rimaneggiamenti operati nel tempo, come i lembi del saio presso i piedi.

 

Si può operare un confronto con un analogo affresco nella chiesa di Santa Croce ai Lagnoni, vedi scheda.

 

Link:
https://www.andriarte.it/Altomare/santonio_abate.html

CREMONA. Museo civico Ala Ponzone, dipinto con s. Antonio abate di T. Aleni, 1515

Dipinto a tempera su tavola trasportato su tela di 127,5 × 125,5 cm raffigurante “Madonna in adorazione del bambino con Sant’Antonio abate, San Giovanni Battista e angelo musicante”, del 1515, firmato dal pittore cremonese Tommaso Aleni detto Fadino (notizie 1505-1526). Iscrizione: “Thomas de Alenis Cremonensis / pinxit 1515”.
Inventario numero 159
Proviene dalla Chiesa cremonese di San Domenico.

 

Sant’Antonio è raffigurato a destra, inginocchiato, con saio violetto e mantello nero, si appoggia a un bastone a tau. Ai suoi piedi vi è un campanello e , a destra un piccolo maiale della cinta senese.

 

 

 

 

Il Museo trae origini dalle raccolte del Marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone e fu aperto al pubblico nel 1888 in Palazzo Ala Ponzone ma solo nel 1928 si ebbe il trasferimento nella sede attuale di Palazzo Affaitati.
Una prima sezione è dedicata al Medio Evo e al Quattrocento, con sculture, affreschi strappati, tavolette da soffitto e una ampia selezione della produzione legata alle opere dei Bembo. Segue la pittura cremonese del Cinquecento.
La Sala di San Domenico ospita una serie di opere provenienti dalla demolita chiesa dei frati predicatori e mostra gli apporti milanesi nella cultura locale del Seicento (Cerano, Nuvolone, Procaccini).
Le sale successive sono dedicate alla natura morta cremonese e alle testimonianze della pittura dei secoli dal XVII al XIX. Le ultime sale accolgono una selezione di arti applicate (porcellane orientali, ceramiche e maioliche lombarde ed europee, avori, smalti); la sezione dedicata all’iconografia di Cremona e una panoramica della pittura lombarda e cremonese del secondo Ottocento e del Novecento.
via Ugolani Dati, 4

 

Immagine da Wikimedia

Link:
http://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/34118/Aleni%20Tommaso%2C%20Madonna%20in%20adorazione%20del%20Bambino%20con%20sant%27Antonio%20Abate%2C%20san%20Giovanni%20Battista%20e%20angelo

https://musei.comune.cremona.it/it/musei/museo-civico-ala-ponzone