PAULARO (UD), fraz. Salino. Chiesa di santa Caterina d’Alessandria, con immagine di sant’Antonio abate

La chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria martire, eretta a Salino nel 1400 e ristrutturata nel 1849, conserva un antico campanile medioevale ed un altare del 1600. La chiesa si trova in posizione dominante sul paese.
L’edificio attuale risale al 1849, anno in cui fu ricostruito, demolendo la precedente chiesa quattrocentesca.
Dopo il terremoto del 1976, l’edificio di culto è stato ulteriormente restaurato (1984-1987).

La struttura della chiesa è a navata unica, profonda e luminosa, con due altari laterali dedicati a San Biagio e Santa Lucia. Il presbiterio si trova ad ovest, rialzato di due gradini, e comunica con una sacrestia.
Tra le opere e le decorazioni spicca la splendida pala dell’altar maggiore. Raffigura la Madonna della cintura con in grembo il Bambino Gesù, circondata da Sant’Agostino, Santa Monica, Santa Caterina, San Floreano (patrono della vallata) e Sant’Antonio abate (a destra). La tela presenta caratteri pittorici vicini alla scuola di Silvestro Noselli.
Molto bello l’affresco della volta: un ampio ciclo decorativo con #angeli musicanti, figure celesti e cartigli, che circondano la raffigurazione centrale della Trinità e della Vergine Maria. L’insieme dona luminosità e movimento alla cupola
Splendido anche un altare ligneo, un ricco esempio di scultura barocca, suddiviso in più nicchie tra colonne tortili e fregi dorati. Vi sono statue policrome di santi, tra cui un francescano, Santa Lucia ed un vescovo, testimonianza della devozione e dell’arte lignea locale.

Accanto alla chiesa sorge un #campanile in pietra, simile a quello di Dierico, che richiama un impianto più antico.

Fonte e immagini:
Paola Treppo 26 set 2025

 

PAULARO (UD). Chiesa di sant’Antonio abate, presso palazzo Calice-Screm

Chiesa di Sant’Antonio abate edificata nel 1674 su volere del nobile Tommaso Calice. Ora sconsacrata è di proprietà del comune di Paularo che la adibisce per ospitare mostre d’arte temporanee, esposizioni fotografiche, concerti musicali e corali.

Si tratta di una cappella privata annessa al palazzo Calice-Screm del 1591 e sconsacrata dal secondo dopoguerra.
L’altare ligneo barocco è conservato con altre opere nel Museo arcivescovile di Udine.
Un bel mobile intarsiato che faceva parte dell’arredo è invece collocato nella sacrestia della recente cappella dedicata alla Madonna di Lourdes nel centro di Paularo.
Oggi la cappella è utilizzata per mostre temporanee e concerti.

DMF

MOGGIO UDINESE (UD), fraz. Ovedasso. Chiesa di sant’Antonio abate

Edificio ad aula, orientato, sedime leggermente rialzato su piano di campagna, presbiterio rettangolare dagli angoli smussati; retrostante in asse il basso corpo di sacrestia a pianta rettangolare.
Una primitiva chiesetta esisteva già nel XIII secolo, distrutta nel 1434, ne fu edificata un’altra.
Nel corso del Settecento la chiesa viene ampliata e restaurata.
La torre campanaria è parzialmente inglobata a settentrione a metà dell’aula.
Il prospetto a capanna con timpano dalla accennata cornice ai due lati sotto gronda; portale in pietra modanata.
Interno dal soffitto a vista con capriate, arcarecci e tavelline in cotto; su ogni lato due finestre rettangolari ad arco ribassato.
Il presbiterio, rialzato di un gradino, prospetta tramite un arcosanto a mo’ di serliana su due colonne; soffitto voltato a crociera con costolonature e chiave centrale; altare inserito in un corrispettivo arco a serliana; cornice perimetrale di raccordo; due nicchie laterali; due finestre contrapposte. Pavimentazione in lastre di pietra liscia disposte a losanga.

 

 

Fonte:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it

 

CREMONA. Museo Civico Ala Ponzone, tela con s. Antonio abate di Pietro Neri, XVII secolo

Il Museo conserva un dipinto raffigurante sant’Antonio abate di Neri Pietro Martire (Cremona, 1591 – Roma, 1661) olio su tela di 75 x 71 cm. L’attribuzione si deve alla Gregori.
«L’opera per il Puerari testimonia la discontinuità dello stile dell’artista “tanto si stacca dai precedenti dipinti, e pare ancora volta ai bolognesi. Successiva ai dipinti mantovani, prima del secondo viaggio a Roma”.» (1)

S. Antonio, a mezza figura, con le mani giunte, tiene col braccio sinistro un bastone cui è appesa una campanella. Il Santo emerge nello specchio di una grotta appena suggerita quasi con effetto di controluce sul cielo d’un azzurro intenso; accentuato l’effetto il mantello nero, con la tau, dal quale spuntano le maniche brune del saio.

 

 

(1) Parte del testo e immagine da: https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300077978

VERONA. Chiesa di Santa Maria della Pace, affresco con s. Antonio abate, seconda metà XIV secolo; dipinto con s. Antonio abate di F. Riccio Brusasorzi, 1590

Conosciuta anche come la chiesa della Madonna di Campagna, è sita nel quartiere di San Michele Extra a Verona.
Nel 1517 la Repubblica di Venezia ordinò la demolizione di tutti gli edifici presenti entro un miglio dalle mura cittadine di Verona; sopravvisse solo un muro su cui erano affrescati una Madonna col Bambino in trono tra i santi Bartolomeo e Antonio abate, immagine che divenne oggetto di grande devozione. Il vescovo Agostino Lippomano, commissionò all’architetto Michele Sanmicheli la progettazione di una chiesa che potesse custodire l’immagine. L’edificio fu iniziato nel 1559 e terminato nel 1590.

 

L’affresco staccato, misura 200 x 310 cm totali, la figura di s. Antonio 200 x 50 cm, è attribuito alla scuola di Altichiero e raffigura una Madonna del Latte e ai lati, separati da colonne, san Bartolomeo a sinistra e a destra s. Antonio abate, stante, con la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra regge un alto bastone e al polso è appesa una campanella. Datalo alla seconda metà del Trecento. Immagine in alto.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500178195-3


Opera del 1590 circa di Felice Riccio detto Brusasorzi o Brusasorci (1539 – 1605) è il dipinto a olio su tela di 245 x 145 cm, oggi posto in controfacciata sopra la porta d’ingresso.

Il dipinto, in deposito al Museo di Castelvecchio, fu affidato alla chiesa dal 1989.
Raffigura la Madonna con Bambino in gloria e i santi Agostino e Antonio abate.
S. Antonio è a destra in basso, inginocchiato, con la mano sinistra aperta in adorazione della Vergine; tiene con la mano destra un bastone e una campanella.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500178128

Immagine del dipinto del Brusasorzi da:
Massella Maria Sole, L’enigma di Cecilia Brusasorci (1549-1593), «pittoressa» veronese nella bottega di Domenico e Felice Brusasorci, tesi di Laurea Magistrale in Storia dell’Arte, Università di Padova, A.A. 2024-25, p. 114

Info sulla Chiesa:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Madonna_di_Campagna_(Verona)