PRAY (BI). Oratorio di S. Maria Assunta o della Madonna del latte con due affreschi di s. Antonio abate

L’oratorio costruito tra XI e il XII secolo, è un esempio significativo di architettura romanica minore in area alpina, realizzato in pietra locale con tecnica a corsi irregolari. Antica parrocchiale, rimaneggiata alla metà del Settecento.
L’edificio presenta una pianta a navata unica conclusa da un’abside semicircolare, ornata all’esterno da archetti pensili e lesene.
La facciata, semplice e priva di decorazioni scolpite, è impreziosita da un piccolo campaniletto a vela e da un portale architravato sormontato da un arco a tutto sesto. A sinistra della porta d’ingresso un affresco della seconda metà del Quattrocento raffigurante la Madonna che allatta il Bambino.

Dipinti più recenti ornano la facciata, tra essi la figura di sant’Antonio abate  a sinistra, con libro nella mano destra e bastone a tau con appesa una campanella nella sinistra. Ai piedi del Santo il fuoco a sinistra e il muso di un maiale a destra.

 

A fine 2018 durante lavori di restauro, conclusi nel 2022, sono emersi, sulle pareti laterali della navata, affreschi risalenti al XV secolo.
Sulla parete a Nord , in origine suddivisa in due registri, sono leggibili: in quello superiore, delle scene frammentarie del Martirio di Sant’Agata e di San Giorgio col drago e la principessa. Nel registro inferiore, da sinistra a destra, le figure di: S. Giovanni Battista, un santo Vescovo, S. Antonio abate, S. Bernardo, S. Monica con S. Agostino, una Madonna in trono che allatta il Bambino, S. Grato e S. Filippo Apostolo.

S. Antonio abate è raffigurato stante, con barba biforcata e saio marrone; nella mano sinistra un bastone con terminazione ad arco e nella destra una campana rivolta verso l’alto. A sinistra, un piccolissimo maiale scuro.

 

Sulla parete a Sud (destra) è apparsa una situazione più frammentaria, ma non meno interessante; si legge da destra: lo Sposalizio mistico di Santa Caterina, un San Giorgio col drago e la principessa, una Crocifissione e un’impostazione di un sottarco con dei tondi, in cui a mezzo busto, potrebbero essere raffigurati dei Profeti.

 

Link:
https://archeocarta.org/pary-bi-oratorio-di-santa-maria-assunta/

https://www.chieseromaniche.it/Schede/905-Pray-Assunta-o-Madonna-del-Latte.htm

RIVALTA DI TORINO (TO), frazione Gerbole. Cappella della Madonna della Mercede con affresco e statua di s. Antonio abate, XIX secolo

La struttura è il risultato di varie aggiunte nel tempo. Il primo nucleo, costituito da una piccola cappella a pianta rettangolare, faceva parte integrante della cascina dei Tetti Barbetti. Sull’estremità meridionale della cascina, collegata alla cappella, si trovava la cella campanaria, ancora oggi esistente. Nel 1924 fu donata al parroco di Orbassano. Tra il 1925 e il 1939 furono eseguiti lavori di ampliamento, aggiungendo la canonica accanto alla cappella. Con la costruzione della parrocchia dell’Immacolata Concezione (Rivalta di Torino, loc. Tetti Francesi), la cappella è divenuta una sussidiaria della stessa.

La facciata, intonacata, ha due lesene laterali su cui poggia il timpano. Il portale di ingresso è centrale con due aperture rettangolari laterali. Vi è una zoccolatura in pietra sulla facciata e sui prospetti laterali, sui quali si aprono due finestre per lato.
Tre affreschi raffiguranti la Madonna, S. Grato e S. Antonio abate ornano la facciata esterna dell’edificio.  Sopra la finestrella destra vi è la figura di s. Antonio con saio marrone che tiene con la mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella; con la destra regge un libro. Il muso di un maiale sbuca dietro di lui a destra.

L’edificio presenta pianta rettangolare e zona presbiteriale a pianta rettangolare rialzata rispetto all’assemblea. Gli interni sono intonacati. L’aula e il presbiterio presentano volte a botte. All’interno, accostata alla parete destra, si trova la statua della Madonna della Mercede, acquistata in Spagna nel 1925, che tiene in mano una catena spezzata.

A sinistra, in una nicchia, è posta una statua moderna raffigurante sant’Antonio abate con bastone a tau tra le mani. A destra un maiale dal pelo chiaro.

Frazione Gerbole, Via del Ghetto, 4

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/58867/Cappella+della+Madonna+della+Mercede+%7C+Rivalta+di+Torino+%28TO%29

Rilevatori:
Franca Benvenuto e Giuseppe Spada

MONTALTO DORA (TO). Chiesa San Rocco con affresco di s. Antonio abate, primi decenni XVI secolo

La chiesa è posta a fianco di una delle prime curve della strada che sale al Castello di Montalto. Via Casana, 16
https://maps.app.goo.gl/gsmHJvNPB8sUmy4g6

In assenza di precise fonti documentali è stato ipotizzato che già a fine Trecento esistesse un pilone votivo o una cappellina nei pressi del posto di guardia del Castello. La sua costruzione risale agli inizi del Cinquecento. Originariamente era dedicata alla Vergine, ma a partire dal Seicento, dopo la tragica epidemia di peste del 1630, la popolazione di Montalto Dora la dedicò a San Rocco, protettore dalla peste. La posizione defilata rispetto al borgo, fa supporre che nelle vicinanze vi fossero dei lazzaretti.

L’aspetto odierno, con il porticato ottocentesco e con la facciata di gusto classicheggiante nasconde l’antichità dell’edificio. L’interesse storico e artistico della chiesa risiede nel ciclo di affreschi che ricoprono le pareti interne del presbiterio.
All’interno gli affreschi votivi raffigurano la Madonna e ad alcuni santi taumaturghi, in particolare San Sebastiano e San Rocco. Nulla si sa sull’autore degli affreschi: elementi stilistici manieristici portano ad una datazione ai primi decenni del XVI secolo, e inducono a pensare che l’autore abbia avuto modo di formarsi sulla lezione gaudenziana attraverso qualche allievo del maestro. È stata avanzata l’ipotesi che l’ignoto autore sia giunto in Canavese al seguito di Fermo Stella da Caravaggio.

Dietro l’altare vi sono tre scene che raffigurano la Vergine col Bambino affiancata da Santi che sono affrescate in finte architetture, dipinte seguendo le regole della prospettiva. L’ignoto artista fu attento a creare l’illusione di continuità tra il nostro spazio e quello dell’affresco, come se la scena sacra si svolgesse proprio davanti allo spettatore.

Il dipinto a sinistra presenta, a destra della Madonna, la figura di Sant’Antonio abate che indossa un inconsueto saio rosso sotto il mantello scuro, tiene nella mano sinistra un bastone e nella destra una grossa campana rivolta verso l’alto. Ai suoi piedi un piccolo maiale scuro.

 

 

La Chiesa di San Rocco fa parte dei luoghi del sacro collocati sulla Via Francigena morenico-canavesana ed è dotata dotata del sistema “Chiese a porte aperte” di apertura e narrazione automatizzata.
Consultare la App “Chiese a porte aperte” per prenotare.

Info:
https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/716-chiesa-di-san-rocco

Bibliografia:
Moretto A., Indagine aperta sugli affreschi del Canavese, Stabilimento tipo-litografico G. Richard, Saluzzo 1973,  pp. 186-90

FAENZA (RA). Pinacoteca Civica, trittico eburneo scolpito con s. Antonio abate, 1410/20


Trittico portatile con Crocifissione (al centro in alto), Battesimo di Cristo (al centro in basso), nell’ala sinistra in alto Annunciazione, in basso San Giacomo Maggiore e Sant’Antonio abate; ala destra in alto Orazione nell’Orto, in basso San Michele Arcangelo e Santo Stefano(?).
Avorio e legno, 66 x 44,5 cm , Bottega di Baldassarre degli Embriachi o Bottega di Rossello di Iacopo Franchi, datato 1410/20

Il trittico è giunto nella Pinacoteca nel 1867 dalla chiesa di Santa Cristina del convento dei cappuccini di Faenza, in seguito alle soppressioni postunitarie (Donato 1956, p. 184), ma la destinazione originale del polittico rimane sconosciuta, però, per la funzione di oggetto di devozione personale dell’opera e la preziosità del manufatto, si potrebbe ipotizzare una provenienza da qualche famiglia nobile di Faenza.

Nella parte inferiore dell’ala sinistra, a destra la figura di s. Antonio abate, con lunga barba e copricapo, reca nella mano sinistra un libro e nella destra un bastone a tau. Un piccolo maiale è ai suoi piedi a destra.

 

Info e immagine da:
https://www.pinacotecafaenza.it/opera/trittico-portatile/

FAENZA (RA). Museo Diocesano d’Arte Sacra, dipinto con”Tentazione di s. Antonio abate” di C. F. Comerio, 1779

Olio su tela, 266 x 151 cm. Opera di Carlo Filippo Comerio (Locate Varesino, 1747 – Milano, 1827).
S. Antonio abate si rivolge al cielo ove sono cherubini. Alla sua sinistra un demonio e il fuoco.
Il dipinto è anche interpretato come “S. Antonio abate vittorioso sul demonio”..

 

 

Immagine da:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6143008/Comerio+C.+F.+(1779)%2C+Dipinto+con+Tentazioni+di+Sant’Antonio+Abate