TALEGGIO (BG). Oratorio di Sant’Antonio abate

In località Staviglio – Sant’Antonio abate. https://maps.app.goo.gl/HTupG4Xkhw8miKgw9

Nascosta dagli alberi, si trova il piccolo edificio col sagrato in manto erboso, fatta eccezione per il passaggio pedonale in porfido a ridosso della facciata.
La chiesa, edificata nel 1483 secondo il volere di Andreina Vitali fu Filippo, conserva al suo interno un importante ciclo di affreschi attribuito alla famiglia Baschenis di Averara BG, risalenti al 1505.

La facciata a capanna, intonacata, con un basamento dalla finitura rustica, ha un portale centrale e due finestre laterali quadrate con contorno in pietra e dotate di inferriate. Il tetto è in legno, con manto di copertura in piode e sulla linea di colmo si trova il campanile a vela con una campana del 1492, la più antica di tutta la Val Brembana.

L’interno è a navata unica, con controsoffitto in listelli di legno. In controfacciata sulla destra si trovano il fonte battesimale e un confessionale. Sulla parete destra si trova una finestra ad arco. L’arco trionfale ribassato separa la navata dal presbiterio di uguale ampiezza. Il presbiterio è a pianta rettangolare ed è coperto da volta a botte.

Sulla parete di fondo del presbiterio si trova l’altare con una nicchia dentro la quale si conserva la statua di S. Antonio abate in gesso e legno; l’ancona è realizzata in stucco, mentre la mensa dell’altare presenta una decorazione geometrica in marmi policromi. Ai lati dell’altare si trovano due finestre rettangolari.

Gli affreschi cinquecenteschi furono scialbati nel Seicento; nel 1972, nel ricostruire il tetto, furono rinvenuti e restaurati, ma ne rimangono poche tracce.

Gloria di s. Francesco

Sull’arco trionfale l’Annunciazione ed episodi della vita di Sant’Antonio abate mentre sulla parete destra la Gloria di San Francesco d’Assisi e la rappresentazione di un papa.

 

Tre sono le figure di sant’Antonio abate. La prima mostra il Santo con la mano destra nel gesto di benedizione.
La seconda è simile alla precedente, ma tagliata nella parte inferiore.
La terza, poco leggibile, mostra s. Antonio che tiene un libro con la mano destra mentre la sinistra regge un bastone.

Affresco s. Antonio abate 1

Affresco s. Antonio abate 2

Affresco s. Antonio abate 3

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31932/

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Sant%27Antonio_Abate_(Taleggio)

CASAPINTA (BI), frazione Broglio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Bassetti, 18
https://maps.app.goo.gl/nGYoYq5p5XvA4EAp8

L’Oratorio fu edificato nella prima metà del XIX secolo per volere della popolazione, che aveva formulato un voto nei confronti del Santo. Visibile una iscrizione sopra il portone con la data “1823”.

La semplice facciata presenta due finestra ai lati del portone, sopra un oculo con ai lati due bassorilievi che raffigurano, a sinistra, san Cristoforo che trasporta Gesù bambino e a destra sant’Antonio abate che tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella e nella sinistra un libro; ai suoi piedi un maiale.

 

All’interno,  in una nicchia sopra l’altare, vi è una bicentenaria statua di S. Antonio abate, restaurata nel 2023.

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Ogni terza domenica di gennaio, due priori celebrano insieme ai residenti la tradizionale festa in onore di s. Antonio abate con la benedizione dei mezzi, degli animali. Segue l’incanto dei canestrini, la distribuzione della porchetta e il pranzo conclusivo presso la sede degli Alpini.

 

Link:
https://www.ilbiellese.it/stories/attualita/elena-restauratrice-innamorata-casapinta-o_55277_80/

CARMAGNOLA (TO), fraz. Vallongo. Chiesa parrocchiale di S. Luca con dipinto di s. Antonio abate, XVII secolo

La chiesa fu inaugurata nel 1892.

Nel 1999 fu restaurata la tela “Apparizione dell’Angelo ai santi Massimo vescovo e Antonio abate”, opera del XVII secolo di Andrea Casella (1619 – 1685 circa), posta sulla parete destra del presbiterio.
Sant’Antonio abate è raffigurato a destra, dietro l’angelo.

 

Immagine da: Monetti F.; Cifani A., Arte e artisti nel Piemonte del ‘600, Gribaudo, CavallermaggioreCn, 1990

Link: https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52231/Chiesa+di+San+Luca+Evangelista

COSTIGLIOLE D’ASTI (AT). Chiesa parrocchiale della SS. Annunziata con dipinto di s. Antonio abate, seconda metà XVII secolo

Nel 1666 i fratelli Giovanni e don Giacomo Borio fecero costruire nella loro cascina del Bricco Borio della frazione Annunziata di Costigliole una piccola chiesa, a uso anche dei residenti: adornava l’altare un dipinto ad olio su tela raffigurante Sant’Antonio abate opera del pittore costigliolese Secondo Arellano (1640-1701), di cui si trovano altre opere nell’Astigiano.

«La chiesa, di 5 metri per 4, con porta che dava direttamente sulla strada, era dotata di un suo beneficio e vi si celebrava la messa una volta a settimana. Si trovava al Bricco Borio, nel punto più alto della borgata in direzione di Loreto, e appartenne ai Borio fino al 1803, quando cascina e chiesa furono vendute al conte Francesco Alessandro Verasis, che le destinò all’organista. A metà ‘800 la chiesetta era fatiscente e fu decisa la sua demolizione: il dipinto e arredi della chiesa furono collocati in una cappella laterale che fu costruita accanto alla chiesa della borgata risalente al 1640, che fu poi demolita e sostituita dalla nuova chiesa realizzata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 – ha raccontato don Prunotto – Il dipinto fu quindi collocato sul fondo della chiesa, al di sopra del portale d’ingresso.»

L’opera è stata restaurata a cura di privati costigliolesi e collocata a luglio 2025 e su una parete laterale destra della chiesa.

Il dipinto presenta s. Antonio abate in saio scuro seduto su un masso mentre guarda nel cielo la Madonna col Bambino. Ai suoi piedi, a sinistra il fuoco e a destra il bastone con la campanella. A destra sul masso un libro e a terra un maiale scuro.

 

Testo e immagine in alto da:
https://lanuovaprovincia.it/attualita/allannunziata-di-costigliole-un-dipinto-del-600-restaurato-e-donato-alla-comunita/

MONDOVI’ (Cn), fraz. san Biagio. Priorato di San Biagio, con due affreschi di sant’Antonio abate.

L’antico priorato benedettino, anticamente nel territorio di Morozzo, venne costituito nel 1040 con beni provenienti dall’eredità di Eremberto di Morozzo e rimase legato a questa famiglia, anche se di fatto dipendeva da San Benigno di Fruttuaria.
I benedettini resero fertile un’area in origine malsana ed inospitale. Il monastero venne citato in documenti nel 1101 e nel 1173.
Nel 1440 i benedettini furono costretti ad abbandonare il priorato a causa della soppressione attuata dall’antipapa Felice V ed il monastero passò al Capitolo dei Canonici di Mondovì.
Nel 1675 la chiesa assunse la funzione di parrocchiale per la frazione di San Biagio. Dopo la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale nel centro dell’abitato, nella seconda metà del XVIII, secolo avvenne la trasformazione del priorato in cascina; nel 1788 esistevano solo più alcune camere del convento ed il restante era stato ristrutturato per usi agricoli.
Dal 1973 i resti dell’antico priorato sono tornati ad essere la sede di una piccola comunità monastica. Da allora sono stati eseguiti lavori di scavo archeologico e recupero che hanno consentito di ricostruire le vicende degli edifici del monastero.

Si è appurato che la costruzione del complesso avvenne in diverse fasi. La prima costruzione fu una piccola cappella altomedievale ad aula rettangolare, abside rotonda con la curvatura irregolare, con murature di ciottoli posti a spina di pesce in abbondante malta, i cui resti potrebbero risalire al VII-VIII secolo.
Probabilmente nel X secolo la cappella fu ricostruita con strutture murarie insistenti sulle precedenti. In una successiva fase costruttiva furono edificati una chiesa più grande, con tre navate tutte absidale, accostata a sud della prima cappella, e alcuni edifici del monastero.
Nel XIII secolo la chiesa venne rimaneggiata mantenendo la pianta a tre navate come la primitiva, ma realizzando un intervento radicale che portò a mantenere i lati nord e sud, arretrare le absidi, costruendone tre ex novo e radendo al suolo le preesistenti. Da documenti si sa che vi era un portico davanti alla chiesa, il chiostro e la sala capitolare. La muratura era con ciottoli a spina di pesce e blocchi di pietra provenienti dalle precedenti costruzioni. Venne affrescata nel XV-XVI secolo.
Non si sa quale fosse la lunghezza originale dell’edificio del XIII secolo, perché nel XVI-XVII secolo venne molto modificato con una riduzione dell’area adibita al culto; dovrebbe verosimilmente risalire a questo periodo l’arretramento della facciata al livello attuale, risultato di drastici interventi di abbattimento di una buona metà del complesso edilizio; le navate ridotte a due e quella nord trasformata in sacrestia, come documentato.

La chiesa è quella derivante dalle modifiche del XVI secolo e successivi. Il campanile romanico è in mattoni, irrobustito negli spigoli con ripiani segnati da archetti pensili, coperto da un tetto; la cella presenta bifore con colonnina. Al momento gotico appartengono capitelli, finestre e porte ogivali. Alla base del campanile vi è un vano quadrato, absidato verso oriente, che è stato possibile riferire all’edificio del secolo XI.

La porta di accesso è opera dello scultore Beppe Viada; internamente sopra l’ingresso nella lunetta un Cristo di Pietà della tradizione cristiana orientale.
Gli affreschi che decorano l’interno della chiesa di San Biagio nei vani absidali e pareti contigue sono stati recentemente restaurati. Sulla parete del vano alla base del campanile è affrescata una Madonna del XV secolo, di notevole livello.
Gli altri affreschi risalgono ai primi decenni del ‘500 e presentano alcune iconografie più antiche e particolari.
La parete della navata destra, accanto all’abside minore, conserva una raffigurazione di sant’Anna “Metterza”, con in grembo la Vergine Maria la quale, a sua volta, regge sulle ginocchia il Bimbo Gesù: questa iconografia, resa celebre da Masaccio, è assai rara in Piemonte, mentre ebbe una discreta fortuna nei paesi nordici soprattutto fra Tre e Quattrocento; vi sono raffigurati inoltre S. Mauro, S. Antonio Abate, S. Bartolomeo e S. Bernardo da Mentone.
Un secondo e singolare particolare all’interno del ciclo pittorico è rappresentato (abside maggiore) dal Bimbo Gesù, recante la croce, il quale seguendo la traiettoria di un raggio che parte dall’Eterno, si dirige verso la Vergine Annunciata. E’ una raffigurazione del parvulus puer preformato, severamente criticata fin dal Quattrocento ed in seguito dal Concilio di Trento, pertanto bandita dall’iconografia ufficiale.
Nell’abside minore un’Assunta (XV sec.), con veste in broccato e manto azzurro, viene sollevata dagli angeli sopra le anime del purgatorio (XVI sec.); ai lati due riquadri di epoca posteriore: a sinistra vi è sant’Antonio da Padova e, a destra, sant’Antonio abate (XVII sec.).
Nell’abside centrale: Dio Padre benedicente, l’Annunciazione con rappresentata l’incarnazione “per aurem”, i quattro evangelisti ed i profeti minori (inizio XVI sec.),
Oltre una parete di divisione è emersa l’abside sinistra con l’affresco raffigurante la Madonna con Gesù Bambino che tiene in mano un uccellino (XV sec).

Bibliografia:
– BERTONE L:, Arte nel Monregalese, L’Artistica Editrice, Savigliano CN, 2002
– COMBA R.; MERLO G.; San Biagio di Mondovì, un Priorato fruttuariense tra XI e XV secolo, Atti Convegno 3-5 Novembre 2000, Quaderni di storia a arte, Soc. per gli Studi Storici Archeologici ed artistici della Prov. di Cuneo, Mondovì. Centro studi Monregalesi, Cuneo, 2003

Links:
https://archeocarta.org/mondovi-pogliola-cn-antico-priorato-di-san-biagio/
https://www.cittaecattedrali.it/it/bces/406-monastero-san-biagio

Info:
Strada di Morozzo, 12
Località San Biagio | 12084 Mondovì (CN)
(+39) 0174.698439
E-mail: info@monasterodisanbiagio.it