CAVEDINE (TN), frazione Stravino. Chiesa di Sant’Antonio abate

Viale Dante, 3-1. La chiesa sorge nella parte alta del paese di Stravino
https://goo.gl/maps/F9kWoNZ65ubWnBEN6

 

La chiesa di Stravino è documentata a partire dal 1537; fu probabilmente riedificata a partire da un edificio medievale.
II frammentari affreschi che decorano la parete destra del presbiterio furono realizzati nel secondo quarto del XVI secolo da Simone Baschenis.
L’edificio fu consacrato il 18 ottobre del 1539. La chiesa fu ampliata tra il 1558 (data che compare sul portale) e il 1560. Nel 1597 fu realizzato il pronao in facciata.
L’edificio fu nuovamente ampliato e parzialmente restaurato tra il 1875 ed il 1876.
La chiesa fu eretta a parrocchia il 23 luglio 1959 e restaurata nel 1984.

La facciata a due spioventi è caratterizzata dalla presenza di un ampio portico aperto da arcate a tutto sesto con volte a crociera sostenute da quattro colonne cilindriche (in pietra rossa locale) e da un pavimentato con un grezzo acciottolato.
Il campanile in muratura parzialmente intonacata, terminante in una copertura a cuspide conica in cotto, si eleva sul lato settentrionale, è in stile romanico.

L’interno è caratterizzato da una navata unica con due campate, divise da un arco a tutto sesto, e coperto da volte a crociera. All’altezza del presbiterio si incontra un altro arco a tutto sesto di dimensione minore rispetto a quelli della navata.
Sulla sinistra si apre il vano della cappella nella quale sono posti gli altari dorati lignei seicenteschi dei Santi Simone e Giuda e di San Mauro. Nel presbiterio è ospitato l’altare maggiore (opera d’intaglio ligneo del tardo Seicento) ed al suo interno, sul lato sinistro, si ammira un ciclo d’affreschi cinquecenteschi rappresentanti le Storie di Sant’Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/26123/Chiesa+di+Sant%27Antonio

https://www.sentieridifamiglia.com/itinerari-nei-luoghi-di-culto

Rilevatore:
AC

FILM. “La Tentation de Saint-Antoine” di G. Méliès, 1898

La Tentation de Saint-Antoine, è un breve film muto, in bianco e nero, della durata di 1 minuto e 7”, realizzato nel 1898, Star Film Catalogo n. 169.
Regista e interprete Georges Méliès.

Nella sua grotta, l’eremita sant’Antonio prega davanti all’effigie del Cristo crocifisso. All’improvviso appare una donna poco vestita e sant’Antonio si protegge gli occhi dalla vista della tentazione. Lei scompare e lui ricomincia a leggere la Bibbia. Due donne appaiono ai suoi lati e lui si ritrae inorridito. Svaniscono e lui raccoglie un teschio dalla base della croce. Tuttavia, quando lo bacia, si trasforma in un’altra donna, con altre due che appaiono in rapida successione. Danzano in cerchio intorno al tormentato Sant’Antonio prima di svanire. Un sant’Antonio disperato si inginocchia davanti a Cristo, che si trasforma in un’altra donna. Ma appare anche un angelo, al quale sant’Antonio si rivolge con evidente sollievo. La donna scompare e Cristo riappare.

Georges Méliès (Parigi, 1861 – Parigi, 1938), è stato un regista cinematografico, attore e illusionista francese.
Viene riconosciuto come il secondo padre del cinema (dopo i fratelli Lumière), per l’introduzione e la sperimentazione di numerose novità tecniche e narrative, ed è considerato da molti critici come l’inventore della regia cinematografica in senso stretto.


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%A8s

Il film è visibile su:
https://archive.org/details/LaTentationDeSaintAntoine
oppure
https://www.youtube.com/watch?v=_aKqRVsKPdI

PADOVA. Chiesa di Sant’Antonio abate (di Vienne).

Via Savonarola 176 – Padova

https://goo.gl/maps/fdn7q3hBM8T8PK4L6

Ricorda il Portenari, nel suo libro su Padova del 1623, che l’ordine degli Ospitalieri di S. Antonio di Vienne fondòin contrada della Savonarola… l’hospitale… un monastero e una chiesa ad honore dell’istesso santo”. Era forse l’inizio del XIII secolo. In seguito la chiesa e il monastero passarono ai Canonici Lateranensi che restaurarono nel 1570 l’intero complesso, erigendo il porticato che si affaccia sulla via.

Con le soppressione dei conventi del 1769 i vari edifici furono adattati a collegio destinato agli studenti disagiati. Il “Collegio San Marco” fu chiuso con l’arrivo delle truppe francesi nel 1797 che lo ridussero a caserma. La chiesa fu chiusa al culto e l’intero complesso, di proprietà militare, divenne caserma del VII reggimento degli Alpini e danneggiato dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
In seguito gli spazi furono rioccupati nuovamente dal “Collegio universitario don Nicola Mazza” che ancora vi ha sede.

La chiesa, radicalmente restaurata negli anni cinquanta del Novecento, è officiata come cappella del collegio.
La facciata, rivolta a sud, s’innalza verso via Savonarola. È preceduta da un portico a serliana, cinquecentesco come il portale a tutto sesto che si apre sulla gotica muratura del XIII-XIV secolo, mossa da lesene e archetti pensili e alleggerita da un grande rosone. Le grate accanto al portale servivano forse alla distribuzione della carità.
Il fianco destro, lungo via Collegio San Marco, mostra le spiccate caratteristiche gotiche, come lesene e archetti pensili, slanciate monofore decorate da archetti in pietra trilobati. L’abside, suggestiva, è poligonale e aperta da monofore. Verso l’abside, una sacrestia pure gotica.

L’interno è a navata unica, luminoso e ampio, è coperto da capriate, mentre l’abside è voltata a ombrello, con costoloni molto marcati di sapore francese, raro caso in Veneto.

Imponente il Sant’Antonio abate raffigurato in proporzioni giganti sulla parete dell’abside.

Lungo le pareti si susseguono brani di affresco, alcuni attribuibili ad Altichiero da Zevio. Bellissima la Crocifissione con offerente. La chiesa conserva un dossale ligneo quattrocentesco e un angelo ligneo barocco.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_di_Vienna

 

 

Due immagini di Sant’ Antonio abate sono scolpite sui due lati del portone d’ingresso, lato esterno.

MANDAS (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio. Nel centro storico.
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Forse edificata nel XIII secolo e probabilmente ristrutturata nel XVII, su preesistenti strutture di epoca romana: di fronte alla Chiesa sono state ritrovate le fondamenta della strada romana che da Cagliari conduceva ad Olbia (Karalis-Ulbiam). Attiguo vi era un cimitero, citato nel 1753.

La sua facciata risulta caratterizzata da un terminale a capanna culminante con un campanile a vela ad unica luce sormontato da una semplice croce. Il portale ligneo è in asse con l’apertura finestrata di forma rettangolare, chiusa da una inferriata, posta nella parte alta del prospetto.
L’interno presenta un’aula mononavata con area presbiteriale rialzata rispetto alla pavimentazione del resto dell’aula che, introdotta da arco a tutto sesto, è delimitata da una balaustra lignea. La copertura è a capriate lignee. Una statua del Santo in una nicchia all’interno della chiesa.

 

Qui ogni anno il 16 e 17 gennaio si festeggia il Santo con l’accensione di un falò, messa e processione.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/78886/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

http://wikimapia.org/20384016/it/Chiesa-di-Sant-Antonio#/photo/5964667

VILLA SANT’ANTONIO (OR). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate, 17
https://goo.gl/maps/HkvNeUaNJ2osUH1fA

 

La chiesa fu edificata in piena campagna nei primi anni del Settecento e col tempo si formò intorno ad essa la comunità che diede luogo all’attuale centro urbano.
Da una relazione dello storico Vittorio Angius del 1849, si sa che nel 1702 alcuni abitanti del villaggio di Baressa, essendosi recati a far legna, ritrovarono presso una sorgente un simulacro di S. Antonio abate, nel luogo del ritrovamento presto sorsero una cappella e le prime abitazioni.
La cappella fu sostituita dall’attuale chiesa parrocchiale, edificata nel corso del Settecento, e intitolata sempre a Sant’Antonio abate.

Il paese negli anni ha cambiato più volte denominazione, nel 1720 il villaggio fu riconosciuto con atto notarile prendendo il nome di “Sant’Antonio de Funtana Coberta”, nel 1800 “Villa Nova Sant’Antonio”, nel 1963 “Sant’Antonio Ruinas” e infine “Villa Sant’Antonio” nel 1985.
L’antropizzazione dell’area fin dall’antichità è documentata dalle tante testimonianze del periodo preistorico, protostorico e di età romana, in particolare domus de janas e menhir che si trovano nella periferia del paese. Nel territorio di Sant’Antonio vi sono anche una decina di nuraghi, di cui il più antico è probabilmente il Nuraghe Spei, risalente alle fasi finali del bronzo antico (1800-1500 a.C.).

 

Link:
https://www.gooristano.com/content/comune-di-villa-sant-antonio