COLLOCAZIONE IGNOTA. Giovanni MIGLIARA, “Le tentazioni di Sant’Antonio abate”

Le tentazioni di Sant’Antonio, 1826.
Matita su carta, mm 180 x 210, collezione privata

Opera esposta nella mostra dal titolo “Viaggio in Italia”, di Giovanni Migliara, presso Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po, 55 – Torino, dal 28 febbraio al 16 giugno 2019.

Vedi: Saggi MIGLIARA

FIRENZE. La Tavola restaurata di “Sant’Antonio abate ritorna nella Basilica di San Lorenzo”

Dopo un restauro durato un anno, la tavola del XV secolo con Sant’Antonio abate è tornata nella Basilica di San Lorenzo a Firenze. L’opera era stata ritirata il 2 ottobre 2017 e il lungo restauro è stato curato da Lucia Biondi.
L’autore della tavola è sconosciuto, o meglio non si sa il suo vero nome; viene attribuita al “Maestro del Tondo Borghese”. L’autore deve questo appellativo al tondo con la Sacra Famiglia della Galleria Borghese. Nella tavola vengono raffigurati tre santi: Sant’Antonio abate seduto sul trono, San Leonardo, con l’aspetto di un diacono, regge delle tenaglie che servono per liberare dalle manette i carcerati e San Giuliano ospitaliere, nei panni di un cavaliere con in mano una spada. La tavola, inoltre, ha una predella in cui vengono raccontante le storie dei Santi.
«È stato un restauro piuttosto lungo – ha sottolineato Biondi – i problemi principali erano soprattutto un’infestazione da insetti del legno molto aggressiva e una fragilità del colore molto estesa».
La cosa interessante, è che durante l’attività di restauro è emerso qualcosa che era stato cancellato ai piedi di Sant’Antonio: «[…] c’era un maiale o un cinghiale che l’artista stesso ha cancellato, abbiamo intuito che doveva esserci stata una seconda richiesta di dipingere una pace cioè un piccolo quadretto ai piedi del santo che poi è stata anch’essa rimossa».
Il restauro ha interessato anche la cornice monumentale che è stata ridipinta in grigio.
«Abbiamo visto che c’erano frammenti della vecchia decorazione in blu azzurrite e oro zecchino e abbiamo deciso di pulirla tutta e di ridare alla cornice il suo aspetto antico».
Fondamentale per portare a termine il restauro è stata la collaborazione di Friends of Florence. «Il compito della nostra fondazione – ha dichiarato la presidente Simonetta Brandolini d’Adda – è proprio collaborare con le istituzioni e i professionisti per consentire alle generazioni presenti e future di fruire di questo patrimonio e crescere nei valori della cultura occidentale».

 

Basilica di San Lorenzo, Piazza San Lorenzo, 9 – Firenze
Info: http://www.operamedicealaurenziana.org/il-complesso/la-basilica

Autore: Lorenzo Maria Lucenti

Fonte: www.qaeditoria.it, 6 feb 2019

 

 

 

SACILE (Pn). Duomo, tela raffigurante “Sant’Antonio abate” di Francesco Matteazzi

 

 Nel Duomo di Sacile, dedicato a San Nicolò, nella navata di destra, è conservata un’opera di Francesco Matteazzi, XVII secolo, Sant’Antonio Abate in gloria venerato dall’omonima confraternita.
Tela sinora riferita a due distinti pittori: il Santo ad anonimo cinquecentesco e le parti superiore e inferiore del dipinto imputabili ad Andrea Vicentino.
Il campionario espressivo dispiegato nella sottostante gremita schiera di esponenti della confraternita di SAA in venerazione del loro santo di riferimento, appare, piuttosto, a tutti gli effetti affine ai comprovati modi del Matteazzi al quale si reputa di assegnare l’opera in toto.

La tela, restaurata nel 1981, raffigura sant’Antonio che si regge con la mano sinistra su un nodoso bastone a tau e tiene in mano un campanello. Con la mano destra solleva verso l’alto il fuoco. Ai suoi piedi si scorge un maialino, mentre sopra di lui alcuni angeli presentano la mitra ed il pastorale. In basso, un gruppo di membri dell’omonima confraternita.


Sul lato destro del presbiterio si trova la Cappella con altare di San Liberale. Anticamente destinata ad accogliere il SS. Sacramento, cappella è stata ristrutturata dopo il terremoto del 1936 e destinata ad accogliere l’altare giunto dalla Chiesa di San Liberale andata distrutta. La statua di San Liberale, opera attribuita a Palo Callalo, è affiancata dalle statue lignee di Sant’Antonio abate e di San Domenico, provenienti dalla demolita “chiesa nova di Santo Antonio” annessa al monastero delle Domenicane.

 

 

Fonte: Stefano Aloisi, Notazioni su di alcuni episodi di pittura tardomanierista nel Friuli occidentale, in Ce Fastu?, XCIV (2018) 1-2 pag. 65.

Per info sul Duomo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Sacile

https://www.visitsacile.it/arte-storia-fede/chiese/duomo-di-san-nicolo/

https://www.visitsacile.it/arte-storia-fede/chiese/duomo-di-san-nicolo/

L’AQUILA. Museo Nazionale d’Abruzzo. Terracotta con Sant’Antonio abate, 1512 ca.

Terracotta policroma, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Ponte, Tione degli Abruzzi (AQ); opera dell’artista aquilano Saturnino Gatti (1463 circa – 1518 circa).

Giudicata “irrecuperabile” nel maggio 2009, all’indomani della raccolta degli oltre 800 frammenti dalle macerie del Castello dell’Aquila, la pregevole scultura è stata inserita in un progetto di recupero delle opere danneggiate dal sisma finanziato dal MIBACT.
Per iniziativa dell’allora competente Soprintendenza BSAE è stata effettuata in via preliminare la catalogazione dei frammenti; si è dato corso al restauro vero e proprio solo dopo aver accertato l’effettiva possibilità di ricomposizione. L’appassionante e certosina opera di assemblaggio, prima in blocchi più piccoli, poi di dimensioni maggiori, è approdata ad un più che soddisfacente livello di leggibilità del manufatto.

Info:
ora si trova al MUNDA_Museo Nazionale D’Abruzzo_L’Aquila, dal 2015 in Largo Tornimparte, 1.
https://www.musei.abruzzo.beniculturali.it/musei?mid=63&nome=munda-museo-nazionale-dabruzzo

Immagini:
https://www.musei.abruzzo.beniculturali.it/notizie/notifiche/vive-larte-a-l-aquila-il-patrimonio-artistico-restaurato-vi-incontro-al-munda-s-antonio-abate-rivive-il-recupero-di-unopera-perduta
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ABANO TERME (Pd), fraz. Monteortone. Abbazia di Santa Maria Assunta, icona con immagine di Sant’Antonio abate

Abbazia di Santa Maria Assunta, via Santuario 63 – Monteortone Abano Terme – telefono 0498669447 – fax 0498639305

Quadro-icona dell’immagine della Madonna con in braccio Gesù Bambino, con dipinti ai lati san Cristoforo e sant’Antonio Abate.
Il Santuario è sempre aperto: l’opera, di autore anonimo dei primi del Quattrocento, è custodita nell’artistico Sacello in fondo all’abside dell’altare maggiore.
Il Santuario fu costruito nel 1435 a seguito dell’apparizione della Madonna; in quel periodo vi era in atto una delle epidemie di peste. Pietro Falco (soldato) decise di fermarsi a pregare in un boschetto ai piedi del Monteortone per riposarsi e curare le proprie ferite e malattie. Verso la fine di maggio del 1428 gli apparve la Madre di Dio, che gli disse di immergersi nell’antica fonte termale e che in quel modo sarebbe guarito e in quel sito avrebbe trovato un quadro-icona con la sua immagine con in braccio Gesù Bambino e dipinti ai lati san Cristoforo e sant’Antonio Abate. L’opera, di autore anonimo dei primi del Quattrocento, è tuttora custodita nell’artistico Sacello posto in fondo all’abside dell’altare maggiore. La Vergine Maria gli raccomandò la conversione del cuore e della vita, e ordinò la costruzione di una chiesa-santuario a Lei dedicato in cambio della cessazione della peste.

Info:
Internet: www.monteortone.it – E-mail: donzanella@virgilio.it

Data compilazione scheda: 18 gennaio 2019
Rilevatore: Valter Bonello