BARDONECCHIA (To), fraz. Millaures, borg. Broue. Oratorio Sant’Antonio abate

 

Oratorio dedicato a Sant’Antonio abate, di proprietà della famiglia Rochas.
Edificio costruito nel 1920, per volontà di E. Vallory; attualmente si trova in cattive condizioni.
Nell’edicola esistente nella facciata, manca la statua presumibilmente raffigurante il Santo.

La borgata è situata a 1800 m slm.   https://maps.app.goo.gl/SVedBBh61wi7RgBo7

 

Rilevatore: Daniela Ferrero – melezet2@gmail.com

Data ultima verifica sul campo: 10/08/2015

 

OULX (To), fraz. Beaulard. Cappella di Sant’Antonio abate

La cappella di Sant’Antonio abate sorge in Villard, borgata Royeres, nei pressi delle abitazioni.
https://goo.gl/maps/zfwMe9wSYJQqQY648

La cappella fu fondata dagli abitanti di Villard nel 1679 e fu edificata entro il 1683; il terreno fu donato per testamento da Jerome Chalier.
L’edificio risultava in cattivo stato di conservazione e bisognosa di restauro urgente nel 1796.

La facciata è profilata a capanna, è ornata da un grande arco che sopravanza il filo della parete e si imposta su due paraste molto sporgenti che concludono agli spigoli la facciata stessa. In asse alla porta e sotto ad una piccola nicchia è posta la data della consacrazione, 1683. Il campanile, a terminazione cuspidata, si eleva dal muro d’ambito a destra dell’ingresso.
L’interno è sviluppato secondo uno schema a navata unica, conclusa da abside piatta.
Notevole il “retable” seicentesco dai colori verde e oro, decorato a volute e addossato alla parete terminale del presbiterio con la figura di sant’Antonio.

 

 

Immagini e info:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sercd=8516&sinteticabool=true&pref=cs

Rilevatore: Daniela Ferrero – melezet2@gmail.com

Data compilazione scheda: 10/08/2015 – aggiornamento 10 dicembre 2021

OULX (To), borgata Puy Beaulard. Pilone dedicato a Sant’Antonio abate

Pilone dedicato a Sant’Antonio abate, con affresco.

Non si conosce la data di costruzione, ma è stato restaurato di recente.

 

Rilevatore: Daniela Ferrero – melezet2@gmail.com

Data ultima verifica sul campo: 10/08/2015

 

SORAGNA (Pr). Rocca, dipinto su tela raffig. S. Antonio Abate.

Dipinto ad olio su tela raffigurante Sant’Antonio abate in preghiera, posto nella Cappella di Santa Croce, edificata nel 1606 quale oratorio e luogo di sepoltura per i membri della casata Meli Lupi , che vi furono tumulati per circa duecento anni.
Arricchiscono l’ambiente le colonne ioniche e l’altare ornato con diversi marmi, realizzato dallo scultore Pietro Oliva; sul retro, la grande pala raffigurante la
Crocifissione, incorniciata da due colonne a sostegno di un elaborato timpano, fu dipinta nel XVIII secolo dal pittore parmense Giovanni Bolla (1650 –  1735), autore anche del quadro raffigurante Sant’Antonio Abate

 

Note storiche sulla Rocca:
Nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti concesse ai marchesi Bonifacio Lupi e Raimondino Lupi la possibilità di costruire la Rocca, trasformata alla fine del XVII secolo, in residenza signorile.
L’edificio si presenta a pianta quadrata ed origine era circondato da un fossato che adesso ne rimane visibile solo una parte sul lato meridionale e orientale; ed inoltre presentava quattro torri angolari quadrate ed una al centro della facciata di cui se ne possono ancora notare  le forme. Invece appartengono alle successive trasformazioni le decorazioni interne alla sala delle Grottesche, con affreschi di Cesare Baglione (1580), la sala del Bocchirale, la sala Rossa con ritratti di Giampaolo IV Meli Lupi e della moglie Ottavia Rossi di San Secondo, la sala degli Stucchi che venne affrescata dai Bibiena, la galleria dei Poeti, con la presenza delle  raffigurazione e citazioni di brani delle loro opere di dodici tra i maggiori poeti.
Al piano superiore si possono visitare: la sala del Trono, con le pareti decorate da velluti, broccati, stucchi e intagli dorati e la Cappella.

Cronologia: XIV – XVII sec.

Note:
Non è possibile fotografare gi interni.

Rocca – tel. 0524 597964
Fruibilità:
Orari: da gennaio a marzo 9/11* e 14.30/17.30*; da aprile al 15 ottobre 9/11* e 15/18*; dal 16 ottobre a dicembre 9/11* e 14.30/17.30*(*inizio ultima visita). Chiuso il lunedì non festivo e altri giorni in occasione di manifestazioni che richiedano l’uso di diverse sale della rocca.
Visite guidate in lingua inglese e francese su prenotazione con pagamento di un supplemento. Per i gruppi consigliata al prenotazione.
Adulti: Euro 8,00 – Gruppi: (minimo 15 persone) Euro 7,00 -Scolaresche: Euro 5,00 – Bambini: da 6 a 13 anni Euro 4,00 – Card del Ducato: Euro 7,00.
https://www.roccadisoragna.it/

Rilevatore: Valter Bonello

Data ultima verifica sul campo: 23/05/2015

 

TORINO. Litografie di Carlo Verdoni, raffiguranti S. Antonio Abate.

Conservate in Collezione privata.

Carlo Verdoni è uno dei figli di Angelo Verdoni, probabilmente cresciuto nell’azienda di famiglia, quindi molto competente di stampa litografica. Alla morte del padre si trova a dover gestire con la madre ed il fratello un’azienda in piena espansione, che detiene una notevole fetta del mercato delle stampe popolari. Alcune stampe della collezione, datate 1868, riportano la dicitura “Litografia e fabbrica d’immagini dei Fratelli Verdoni, via S. Tommaso n. 26 Torino”, poi resta il solo Carlo che si trasferisce in via Cavour 5 primo piano.
L’offerta iconografica era molto ampia, quasi infinita, sostenuta da una vera industria litografica in grado di realizzare in poco tempo le più scvariate tirature, anche personalizzate su richiesta dei committenti.
A partire dal 1873 Carlo Verdoni rinominò i suoi prodotti, che da quel momento recheranno sempre la scritta più o meno abbreviata di “Litografia e Fabbrica d’immagini di Carlo Verdoni, Torino Via Cavour N. 5 Piano I”.
Un esempio riguarda due litografie di S. Antonio Abate realizzate dai fratelli Verdoni e da Cordey intorno al 1868.
I due pezzi sono molto movimentati, l’iconografia è identica: donne tentatrici, draghi volanti che sputano demoni, demonietti che tentano di rubare il maiale al santo (vedi immagine doppia).
In questo caso Verdoni sembra essere più sobrio nella raffigurazione e nei colori, mentre Cordey si cimenta con figure grottesche e mostruose e colori più aggressivi.

Nel secondo caso S. Antonio Abate è raffigurato naturalmente anche nell’iconografia più classica, mentre è attorniato da animali che benedice. Questa litografia era molto diffusa nelle case contadine di tutto il territorio (vedi immagine singola).

 

Bibliografia:
– La Stamperia Verdoni. Fabbricanti di immagini nella Torino dell’Ottocento, Collezione e catalogo a cura di Giulia e Guido Cavalli, Biblioteca della Regione Piemonte, Torino, 2015

Rilevatore: Feliciano Della Mora

Data ultima verifica sul campo: 20/05/2015