ALAGNA VALSESIA, Riva Valdobbia (VC), loc. S. Antonio. Oratorio S. Antonio abate

Il 1 gennaio 2019 il Comune di Riva Valdobbia è stato incorporato in quello di Alagna Valsesia.

La val Vogna si apre sulla destra idrografica della Valsesia, circa tre chilometri prima di Alagna, all’altezza del comune di Riva Valdobbia. Lasciata la statale, si percorre la carrozzabile fino al parcheggio sottostante la frazione Ca’di Janzo (m 1354), poi si imbocca una strada che ha cancellato l’antica mulattiera e che è percorribile con l’auto solo a chi è munito di permesso; in circa 15 minuti di cammino si giunge alla frazione S. Antonio (m 1381).
L’oratorio è situato in una piazzetta al centro dell’abitato, ed ha alla sua sinistra un edificio ora sede del posto tappa della GTA (Grande traversata delle Alpi), un tempo abitazione del cappellano e scuola elementare.
https://goo.gl/maps/vQECftwt4Vy4n1Fd9

L’oratorio, a pianta rettangolare e con tetto a capanna coperto di lose, ha un campanile sul lato sinistro ed è affrescato su tutta la facciata. Ai lati del portale, che ha un timpano a triangolo spezzato sovrastato da un lunotto, si aprono due finestre.
Al centro della facciata, all’interno di una nicchia affrescata, è rappresentato S. Antonio abate, che ha ai lati S. Michele e S. Bernardo; sotto il Santo vi è la scritta “DIVO ANTONIO”; sul frontone è affrescata la Madonna Immacolata. Quattro colone corinzie affrescate dividono in scomparti lo spazio della facciata.

All’interno il paliotto in tela dell’altare raffigura S. Antonio abate.
La tela che era la pala d’altare, con la Madonna con Bambino tra S. Antonio abate e S. Michele è stata ritirata.
L’altare, con tre nicchie fiancheggiate da colonne tortili, ha al centro una statua di S. Antonio abate.

Note storiche:
L’oratorio, uno dei più antichi della val Vogna, è citato in occasione di una visita pastorale del 1618; l’ampliamento è stato benedetto nel 1851.

Fase cronologica:
Il corpo centrale dell’oratorio risale agli inizi del XVII secolo; l’abside, la facciata e gli affreschi, frutto di un ampliamento posteriore, sono stati terminati nel 1851.

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 247.
– A cura di A. Ferla, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia. Val Vogna Alta Via dei Walser (a quota 1500 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo.

Note:
Lungo il percorso da Ca’ di Janzo a S. Antonio si trovano le frazioni di Ca’ Piacentino, Ca’ Morca e Ca’ Verno, con costruzioni tipiche dei Walser.
Altre info sule frazioni: RIVA VALDOBBIA-Valvogna-Sentiero-dell’arte.pdf

Fruibilità:
L’oratorio è aperto nel periodo estivo; la festa è celebrata il 17 gennaio. Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate  con partenza da Ca’ di Janzo, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”. Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 13/08/2006 – aggiornam. 19/12/2021

BOCCIOLETO (VC), fraz. Ronchi. Oratorio della Madonna delle Grazie, con immagine di s. Antonio abate

L’oratorio si trova su di una piccola spianata, lungo la mulattiera per Ronchi ,frazione di Boccioleto in val Sermenza, una valle laterale della Valsesia. Altitudine m 814.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia, lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia. La frazione Ronchi di Boccioleto (altitudine m 814) si trova a monte del capoluogo, da cui dista circa 1 km, ed è raggiungibile per strada carrozzabile o per mulattiera.


La facciata dell’oratorio presenta uno schema assai frequente in Valsesia: il portale, che ha frontone spezzato e cornici in pietra, è affiancato da due finestre e da due panche in pietra ed è sovrastato da una nicchia affrescata e da un rosone; inoltre la facciata è completamente affrescata.  Gli affreschi, che hanno sostituito quelli originari, sono disposti su due fasce: sulla fascia superiore, situata immediatamente al di sotto degli spioventi del tetto, è raffigurata un’Annunciazione, che ha ai lati due Sante; nella fascia inferiore sono rappresentati a sinistra i Santi Giovanni Battista, Carlo Borromeo e Ambrogio, a destra S. Antonio abate, S. Francesco d’Assisi e S. Defendente; nella nicchia centrale è rappresentata la Madonna delle Grazie con il Bambino.

Note storiche:
La chiesa attuale è citata per la prima volta nel 1617 e venne costruita su una precedente cappella, già ricordata in alcuni atti testamentari del XVI secolo. Un primo ampliamento risale al 1637, mentre la sacrestia venne costruita nel 1702.

Fase cronologica:
Al XVII secolo risalgono alcune  tele che rappresentano la Madonna con il Bambino. Sulla facciata compare la data “1799 18 marzo”; gli affreschi sono opera di Giovanni Avondo di Balmuccia, un pittore locale capostipite di una famiglia di artisti molto attivi in Valsesia tra la fine del Settecento e l’Ottocento.

Cronologia: XVII-XVIII secolo

Bibliografia:
– A cura di R. Fantoni, L. e P. Carrara, S. Pitto, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia.  Boccioleto (667 m) – Alpe Seccio (1388 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo, pag. 5.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese ,Valsesia, Vercelli pag. 188.
– CAI Varallo, Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, vol. 3^, pag. 82.
– Per G. Avondo si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 7-8.
– Opuscolo Valsesia, sentieri dell’arte, a cura della provincia di Vercelli e del CAI di Varallo, pag. 3

Fruibilità:
Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Boccioleto all’alpe Seccio, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”. Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2006

ROSSA (VC), fraz. Giavinelle. Oratorio della Madonna della Neve con affresco di s. Antonio abate

Oratorio delle Giavinelle dedicato alla Madonna della Neve in val Cavaione, valletta laterale della val Sermenza, in Valsesia, provincia di Vercelli.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna  all’altezza del comune di Balmuccia. L’oratorio è situato nel territorio del comune di Rossa (distante circa 15 km da Varallo), che si raggiunge percorrendo una strada ripida e tortuosa, dopo aver lasciato la strada della val Sermenza poco a monte della frazione Cerva.
Altitudine m 850.


L’oratorio, ad una sola navata, presenta due finestre ai lati della porta, una nicchia affrescata ed un rosone di forma ovale; questo schema è molto frequente nelle chiese valsesiane. La facciata è affrescata su tre fasce: in quella superiore, sotto i due spioventi del tetto, è rappresentata l’Annunciazione; nella fascia mediana vi sono figure di Santi: S. Giovanni Battista, S. Antonio abate, S. Carlo e S. Pietro a sinistra, mentre a destra compaiono S. Paolo, S. Rocco, S. Bernardo da Mentone e S. Giovanni Evangelista; nella fascia inferiore è rappresentato in tre scene il Miracolo della Neve. All’interno si trova un altare ligneo e vi sono affreschi sulla volta e sulle pareti della navata.

Note storiche:
L’oratorio, costruito agli inizi del Seicento, sostituì una precedente cappella risalente al XV secolo, e viene citato per la prima volta in un verbale di visita del 1628. Gli affreschi della facciata sono attribuiti a Cristoforo Martinolio detto il Rocca e sono stati restaurati nel 1971, come si legge in una iscrizione sul lato destro della facciata.
Il termine “Giavinelle” deriva dalla voce dialettale “giavina”, che significa frana, pietraia.

Fase cronologica:
Gli affreschi della facciata sono  datati al 1616 e sono attribuiti a Cristoforo Martinolio (nato a Roccapietra verso la fine del XVI secolo), soprannominato  il Rocca dal paese di origine. Alcuni affreschi dell’interno, documentati tra il 1716 e il 1733, sono opera di Bartolomeo Carlo Borsetti (Boccioleto 1698-1759).

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 85
– A cura di R. Fantoni, P. Cucciola, S. Pitto, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia.  Rossa (813 m) – Alpe Sull’Oro(1263 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo, pagg. 10-11
– CAI Varallo, Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, Club Alpino Italiano sezione di Varallo, vol. 3^, pag. 86
– Per C. B. Borsetti si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 23-24
– Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pag. 596.

Note:
l’oratorio è protetto a monte da un paravalanghe.

Fruibilità:
L’oratorio, un tempo meta di processioni, è aperto in occasione della festa che viene celebrata la domenica più vicina al 5 agosto.
Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Rossa, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”. Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: settembre 2005

BOCCIOLETO (VC), frazione Fervento, local. Cunaccia. Cappella della Madonna del Ponte, con immagine di s. Antonio abate

Cappella dedicata alla Madonna del Ponte presso la località Cunaccia nel comune di Fervento in val Sermenza, in Valsesia.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia. Altitudine m 790 circa


La cappella, di modeste dimensioni, all’interno ha una struttura a botte e presenta sulla facciata una grande apertura ad arco, chiusa con sbarre di legno. La parete di fondo è affrescata con una Madonna in trono con il Bambino, che ha alla sua destra S. Antonio abate e alla sua sinistra S. Marco; sulla parete di destra sono affrescati S. Fabiano e S. Sebastiano accanto ad una Crocifissione. Una Maiestas Domini è rappresentata sulla parte inferiore della volta a botte, a sinistra della parete di fondo. All’esterno sono rappresentati S. Cristoforo, un santo molto presente nella decorazione delle chiese in Valsesia, e S. Giovanni Battista.

Note storiche:
La cappella è stata costruita presso la mulattiera della Val Sermenza, in prossimità del ponte sul torrente Sermenza, sul percorso che collega il fondo valle con gli alpeggi situati sulla destra idrografica della valle e che, attraverso alcuni valichi, porta in Val Grande (la parte alta della Valsesia). Era una cappella di sosta sulla via che percorrevano le mandrie per la monticazione e il ritorno a valle alla fine della stagione estiva.

Fase cronologica:
Gli affreschi sono datati al 1462 e sono attribuiti al pittore novarese Johannes de’ Campo o a Luca de’ Campo. Gli affreschi sono vicini stilisticamente a quelli della chiesa parrocchiale di Fervento intitolata a S. Antonio abate.
La cappella è stata ristrutturata entro il quarto decennio del XVIII secolo, periodo a cui risalgono gli affreschi sull’arcata d’ingresso.

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 99
– D. Minonzio, Val Sermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel medioevo, Società valsesiana di cultura,  Borgosesia 2005, pagg. 113-118

Note:
La cappella è stata restaurata nel 1993 dai volontari della commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo, come ricorda la lapide posta sull’esterno della parete sinistra.

Fruibilità:
l’interno della cappella è visibile attraverso l’apertura della facciata.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo:  settembre 2005