BOCCIOLETO (VC), fraz. Ronchi. Oratorio della Madonna delle Grazie, con immagine di s. Antonio abate

L’oratorio si trova su di una piccola spianata, lungo la mulattiera per Ronchi ,frazione di Boccioleto in val Sermenza, una valle laterale della Valsesia. Altitudine m 814.
La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia, lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia. La frazione Ronchi di Boccioleto (altitudine m 814) si trova a monte del capoluogo, da cui dista circa 1 km, ed è raggiungibile per strada carrozzabile o per mulattiera.


La facciata dell’oratorio presenta uno schema assai frequente in Valsesia: il portale, che ha frontone spezzato e cornici in pietra, è affiancato da due finestre e da due panche in pietra ed è sovrastato da una nicchia affrescata e da un rosone; inoltre la facciata è completamente affrescata.  Gli affreschi, che hanno sostituito quelli originari, sono disposti su due fasce: sulla fascia superiore, situata immediatamente al di sotto degli spioventi del tetto, è raffigurata un’Annunciazione, che ha ai lati due Sante; nella fascia inferiore sono rappresentati a sinistra i Santi Giovanni Battista, Carlo Borromeo e Ambrogio, a destra S. Antonio abate, S. Francesco d’Assisi e S. Defendente; nella nicchia centrale è rappresentata la Madonna delle Grazie con il Bambino.

Note storiche:
La chiesa attuale è citata per la prima volta nel 1617 e venne costruita su una precedente cappella, già ricordata in alcuni atti testamentari del XVI secolo. Un primo ampliamento risale al 1637, mentre la sacrestia venne costruita nel 1702.

Fase cronologica:
Al XVII secolo risalgono alcune  tele che rappresentano la Madonna con il Bambino. Sulla facciata compare la data “1799 18 marzo”; gli affreschi sono opera di Giovanni Avondo di Balmuccia, un pittore locale capostipite di una famiglia di artisti molto attivi in Valsesia tra la fine del Settecento e l’Ottocento.

Cronologia: XVII-XVIII secolo

Bibliografia:
– A cura di R. Fantoni, L. e P. Carrara, S. Pitto, Sentieri dell’arte sui Monti della Valsesia.  Boccioleto (667 m) – Alpe Seccio (1388 m), Club Alpino Italiano sezione di Varallo, pag. 5.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese ,Valsesia, Vercelli pag. 188.
– CAI Varallo, Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia, vol. 3^, pag. 82.
– Per G. Avondo si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 7-8.
– Opuscolo Valsesia, sentieri dell’arte, a cura della provincia di Vercelli e del CAI di Varallo, pag. 3

Fruibilità:
Durante l’estate la commissione “Montagna antica, montagna da salvare” del CAI di Varallo organizza visite guidate da Boccioleto all’alpe Seccio, nell’ambito dell’iniziativa “Sentieri dell’arte sui monti della Valsesia”. Per informazioni: CAI Varallo, via Durio 14 – 13019 Varallo (Vc) –  tel. 0163 51530,  fax 0163 54384,  e-mail: caivarallosesia@libero.it

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2006

BOCCIOLETO (VC), frazione Fervento. Chiesa di S. Antonio abate

La val Sermenza si apre sulla sinistra idrografica della Valsesia (Vercelli), lasciando la strada statale per Alagna all’altezza del comune di Balmuccia. Fervento dista circa 18 km da Varallo e si trova ad un’altitudine di m 791.
La chiesa parrocchiale intitolata a S. Antonio abate sorge nella frazione Fervento del comune di Boccioleto in val Sermenza, in Valsesia. La chiesa è situata nel centro abitato, lungo la strada della val Sermenza, Via G.B Zali, 37
https://goo.gl/maps/pbQa3pUgoDUqY7bv6

La chiesa ha tre navate con un portico sulla facciata e un imponente campanile. Sul fianco sinistro, parete nord, portico, vi sono due affreschi: il primo  rappresenta  S. Cristoforo, un santo molto presente nella decorazione delle chiese in Valsesia, tra S. Antonio abate e una Crocifissione; nel secondo è raffigurato S. Antonio abate, al di sotto del quale vi è la scritta “protector noster”.

Note storiche:
La chiesa, fondata probabilmente nel XIV secolo, è stata poi ampliata tra la fine del XVI secolo e il 1617; nell’anno 1600, come è testimoniato da una lapide, è stato elevato il  campanile.
Un secondo intervento è stato iniziato nel 1685, e a questo risale l’aspetto attuale della chiesa.

Della costruzione primitiva restano gli affreschi della seconda metà del Quattrocento con S. Cristoforo, S. Antonio abate e una Crocifissione, attribuiti ad un pittore dell’ambito di Johannes de’ Campo, un artista novarese; gli affreschi sono vicini stilisticamente a quelli della cappella della Madonna del Ponte presso la località Cunaccia di Fervento.


Dimensione: 186,5 x 86 cm (senza cornice); 192,5 x 97 cm (con cornice)
Lo stato di conservazione del dipinto rende difficile una lettura stilistica; sono comunque ravvisabili caratteri che lo riconducono all’ambito della cultura di Johannes De Campo, elementi utilizzati anche per la datazione.
Questo affresco presenta strette affinità iconografiche e stilistiche con quello, di analogo soggetto, presente nell’anti-sagrestia della Basilica di San Giulio, Orta, Isola di San Giulio.
Bibliografia: Amerio, 1962, p. 20 ; Minonzio, 2005, p. 111.

 

Il secondo affresco, che rappresenta S. Antonio abate con la scritta “protector noster”, risale probabilmente all’ultima sistemazione della chiesa, avvenuta alla fine del XVII secolo.

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Nella casa parrocchiale è conservato un olio su tela settecentesco, di 88 x 73 cm, raffigurante Sant’Antonio abate.

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 99.
– AA.VV., Percorsi tra arte e devozione – Vercelli, Vercellese ,Valsesia, Vercelli pag. 188.
– D. Minonzio, Val Sermenza in Valsesia. Repertorio analitico dei dipinti murali nel medioevo, Società valsesiana di cultura,  Borgosesia 2005, pagg. 109-112.
-Guida d’Italia del Touring Club Italiano, Piemonte, Milano 1976, pag. 597.
-AA.VV., Conoscere la Valsesia e la Valsessera, istituto geografico De Agostini, Novara 1990, pagg. 75

Fruibilità:
la chiesa è aperta durante la celebrazione delle messe

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 01/09/2006

 

ALAGNA VALSESIA (Vc), sentiero per rifugio Barba Ferrero. Pilone della Madonna della Neve con statua di s. Antonio abate

Il pilone (quota m 1818) si raggiunge con meno di un’ora di cammino dal piazzale dell’Acqua Bianca (a m 1500 di quota, così chiamato per la presenza di una cascata); per giungere in questa località occorre lasciare l’auto al parcheggio della frazione Merletti (m 1271, due chilometri da Alagna), oltre cui la strada è percorribile con l’auto solo a chi è munito di permesso; si può proseguire a piedi lungo la carrozzabile oppure servirsi della navetta, che funziona quotidianamente solo nel mese di agosto per raggiungere il sentiero che porta agli alpeggi dell’alta valle del Sesia ed al rifugio Barba Ferrero.


Il pilone, di dimensioni ridotte, è addossato alla parete rocciosa ed è chiuso da una grata di ferro; è costruito in muratura e ha una copertura in lose. All’interno si trovano un bassorilievo ligneo con l’immagine della Madonna della neve e una statuetta, forse in pietra, di S. Antonio abate, che ha nella mano sinistra il bastone a forma di tau con la campanella, mentre ai suoi piedi si trova il maiale

Note storiche:
La collocazione della statua di S. Antonio nel pilone probabilmente è in relazione con la presenza dell’oratorio dedicato al Santo, che si trova lungo la strada tra Alagna e il piazzale dell’Acqua Bianca. L’oratorio è il punto di arrivo della processione  walser del Rosario Fiorito, mentre il pilone è situato nella piccola radura da cui parte la processione, istituita nel 1683, che rappresenta il ringraziamento alla Madonna per la protezione accordata alle mandrie durante l’estate, ed ha luogo ogni anno la prima domenica di ottobre.

Fase cronologica:
L’anno della costruzione è il 1946, come è riportato in una targa murata sopra la nicchia.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 22/08/2006

ALAGNA VALSESIA (VC), val d’Otro. Pilone di S. Antonio abate

Il pilone (altitudine m 1630) si trova ai margini del sentiero, in un bosco di conifere e si raggiunge in circa novanta minuti di cammino sul sentiero che va da Alagna agli alpeggi di Otro; la val d’Otro si apre sul lato idrografico destro della Valsesia all’altezza di Alagna, ed è raggiungibile con un sentiero che parte dalla località Riale di Alagna oppure dalla frazione Resiga.

 

Il pilone è chiuso da una grata di ferro ed ha dimensioni ridotte; è appoggiato al pendio retrostante ed è costruito su di un muretto di pietre. Le pareti, il pavimento e la copertura sono costituiti da lastre di pietra.
All’interno si trova una statua lignea di S. Antonio abate, che ha il bastone a forma di tau da cui pendono due campanelli nella mano destra, il libro della regola su cui poggia il fuoco nella mano sinistra, mentre ai suoi piedi si trova il maialino, anch’esso di legno.

Note storiche:
Il fatto che il pilone sia di costruzione recente testimonia la persistenza del culto di S. Antonio abate nelle zone degli alpeggi, in quanto il Santo tradizionalmente è ritenuto il protettore degli animali domestici.

Fase cronologica:
non vi sono indicazioni di data; la costruzione risale a pochi anni addietro.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 20/08/2006

ALAGNA VALSESIA (VC), loc. Kreas. Oratorio di S. Antonio abate

L’oratorio è situato lungo la strada che va da Alagna alla località Acqua Bianca (così chiamata per la presenza di una cascata) e si trova all’inizio del sentiero che conduce al rifugio Pastore ed agli alpeggi dell’alta valle del Sesia. https://maps.app.goo.gl/Nms9NQnifLjY7iiN9
Per raggiungere l’oratorio (altitudine m 1385), che dista circa tre chilometri da Alagna, occorre lasciare l’auto al parcheggio della frazione Merletti (m 1271, due chilometri da Alagna, zona delle miniere), oltre cui la strada è percorribile con l’auto solo a chi è munito di permesso; si può proseguire a piedi lungo la carrozzabile oppure servirsi della navetta, che funziona quotidianamente solo nel mese di agosto.

 

L’oratorio è coperto con lose ed ha un’abside a pianta quadrata; è caratterizzato da un ampio porticato, la cui copertura è costituita dal prolungamento del tetto dell’oratorio ed è sostenuta da un muro terminale.
Sopra la porta d’ingresso, all’interno di una cornice dipinta, è affrescato S. Antonio abate, ai cui piedi si trovano a sinistra il maiale ed a destra il fuoco.

Note storiche:
Prima che fosse costruita la strada carrozzabile, la mulattiera che conduceva agli alpeggi passava sotto il porticato, ora chiuso lateralmente da un muro. L’oratorio era un luogo di transito sulla via degli alpeggi, e il porticato offriva possibilità di sosta e di riparo dalle intemperie.

Fase cronologica:
In un registro d’archivio stilato da don Gnifetti, per l’edificazione di quest’ Oratorio è riportata la data del 1646, mentre sul muro antistante la facciata è incisa la data 1783, probabilmente l’anno di un primo restauro.
All’interno era testimoniata la presenza di una tela su Sant’Antonio realizzata da Tanzio da Varallo, pittore caravaggesco (Varallo 1575-1635).

 

Bibliografia:
– L. Ravelli, Valsesia e Monte Rosa, Guida alpinistica – artistica – storica, Forni, Bologna 1980 (ristampa anastatica dell’edizione del 1924), pag. 292.
– Per Tanzio da Varallo si veda C. Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX, Società conservazione opere arte monumenti Valsesia, Varallo 1968, pagg. 45-47.

Note: una targa apposta sul muro laterale ricorda il restauro avvenuto nel 1993

Fruibilità: l’oratorio è aperto nelle occasioni in cui è celebrata la messa; una di queste è la seconda domenica d’ottobre, quando si svolge la processione walser del Rosario Fiorito, istituita nel 1683, che rappresenta il ringraziamento alla Madonna per la protezione accordata alle mandrie durante l’estate.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 22/08/2006