TARZO (TV), frazione Corbanese. Chiesa parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio, dipinto di s. Antonio abate

La chiesa risale al Settecento ed è il probabile ampliamento di un tempio precedente. Ha subito lievi modifiche negli anni ’50 del Novecento, nel 1992 e all’inizio del XXI secolo.

 

Conserva, sulla parete sinistra della navata, un olio su tela di 350 x 145 cm, attribuito al cenedese Silvestro Arnosti (1560 – 1625).
Il dipinto proviene da Conegliano e raffigura sant’Antonio abate in un paesaggio con rocce e alberi, mentre tiene nella mano destra un bastone e nella sinistra il fuoco.

Fotografie:
Albertino Martignon

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500036980

https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/82557/Tarzo+%28TV%29+%7C+Chiesa+di+Santi+Gervasio+e+Protasio+Martiri

VENEZIA. Chiesa di San Salvador, dipinto con s. Antonio abate di Palma il Giovane

Lato sinistro, terzo altare, dedicato a Sant’Antonio abate. L’altare e la pala furono entrambi commissionati alla fine del 1500 dalla “schola picola dei luganegheri (salumai)”.
L’altare, di imponente fattura, fu realizzato da Alessandro Vittoria, a sinistra del tabernacolo: la statua di San Rocco e a destra: la statua di San Sebastiano (protettori contro la peste); al centro: tabernacolo marmoreo aggiunto nel 1729 per conservare una reliquia di Sant’Antonio abate, sebbene sulla porticina sia stata in seguito adattata l’immagine di Sant’Antonio di Padova.

La pala dell’altare è un olio su tela che raffigura “Madonna con Bambino e i santi Antonio abate, Giovanni battista (a sinistra) e Francesco d’Assisi (a destra)”, opera della seconda metà XVI secolo di Jacopo negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548 ca – 1628).
La figura di sant’Antonio è in piedi al centro, con saio e mantello, guarda verso al Madonna in alto e tiene la mano destra su un alto bastone a tau.

NB. La scheda del Catalogo Beni Culturali attribuisce il dipinto a Sante Peranda, del quale invece nella chiesa è conservata la tela raffigurante “Pietà coi santi Borromeo e Francesco”.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500189720.

 

 

Info sulla chiesa e le numerose opere d’arte che conserva:
http://www.veneziamuseo.it/TERRA/San_Marco/Salvador/salv_ci_salv.htm

BORGO VALSUGANA (TN). Oratorio di San Rocco e di Sant’Antonio abate, affreschi del 1516 e dipinto con s. Antonio abate 1614

Sul sagrato della Pieve della Natività di Maria, via XXIV Maggio
https://maps.app.goo.gl/oj7RocD1u1oHBw2S8

La chiesetta di San Rocco fu eretta nel 1509, per voto della Comunità contro la peste, sopra una preesistente cappella cimiteriale dedicata a San Michele arcangelo. L’interno gotico è costituito da due campate rettangolari voltate a crociera, la seconda delle quali fu completamente affrescata nel 1516 dal pittore locale Francesco Corradi (attivo 1516-26) e da un suo aiuto, identificato nel cosiddetto “Secondo Maestro della Valsugana”. Restaurata nel 2004-2006.
Corradi dipinse tre volte la figura di sant’ Antonio abate.
La prima, posta nella seconda campata, parete ovest, registro inferiore, è  in una “sacra conversazione” con la Madonna col Bambino e san Rocco; s. Antonio  è a sinistra e tiene un bastone con terminazione a “L”.

La altre due immagini del Santo raffigurano due “tentazioni” ai lati di una finestra della seconda campata, parete sud,  registro inferiore, sotto le storie di San Rocco.
A sinistra s. Antonio inginocchiato è circondato da cinque orribili demoni tre dei quali lo stanno bastonando. Nel riquadro di destra viene soccorso e risanato dalla figura di Cristo posta in alto a sinistra.


L’oratorio conserva un olio su tela di 204 x 106 cm, firmato da Lorenzo Fiorentini senior e datato. Anche se l’ultima cifra è illeggibile, Fabris (1), in base a documenti riguardanti l’altare ligneo che contiene la pala, la data al 1614.
Raffigura “Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Antonio abate”. La pala fu installata nel 1614 sull’ancona lignea di Giambattista Pivio (1613).
Restaurata nel 1979. In basso tra i due santi una veduta di Borgo Valsugana.
Sant’Antonio, a destra, tiene col braccio sinistro il il bastone a tau e con la mano il fuoco; ai suoi piedi a terra un libro e a sinistra spunta un maiale scuro col campanello al collo.

 

 

 

Bibliografia e immagini:
(1) Fabris Vittorio (a cura di), La bottega dei Fiorentini – Un secolo di pittura nella Valsugana del ‘600, Città di Borgo Valsugana e Sistema Culturale Valsugana Orientale, Borgo Valsugana 2007, pp. 62-67

Fabris Vittorio, L’oratorio di San Rocco, Comune di Borgo Valsugana, 2006,
anche reperibile in: https://www.yumpu.com/it/document/view/15268321/

 

Info sulla chiesa:
https://www.museodiffusovalsugana.it/oratoriodisanrocco.html

CAPODRISE (CE). Cappella di Sant’Antonio abate

Via Elpidio Jenco, 90
https://maps.app.goo.gl/RztjAUvCpd2Z9cfk8

La cappella è stata rielaborata da un edificio più antico, datato tra l’VIII e il IX secolo, come dimostra la bifora arabesca al suo interno. Di proprietà privata, già nel 1482 apparteneva alla famiglia De Filippo.
A partire dal XVII secolo fu utilizzata come sede di riunione degli eletti dell’università del feudo di Acerra, di cui Capodrise faceva parte.
Nel 1955 fu definita oratorio pubblico e l’uso era limitato alla festa del 17 gennaio.
Il terremoto del 1980 fu ulteriore causa di degrado strutturale. E successivamente si riuscì a provvedere al restauro architettonico e dei dipinti.

Gli affreschi sono databili tra il XIV e l’inizio del XVI secolo. Vi sono sovrapposizioni di strati d’intonaco dipinto e varie date presenti sulle immagini devozionali.
Nella calotta absidale, l’affresco, raffigura la Madonna in trono con il Bambino sulle ginocchia, tra i santi Giovanni Evangelista, a destra, e un sant’Antonio abate, a sinistra, mentre ai loro piedi sono le figure dei committenti e una dicitura della volontà manifestata per la fattura dell’opera e della loro devozione. Sant’Antonio tiene con la destra un bastone a tau, con la sinistra un libro e una campanella.

A destra dello stesso arco, frontalmente, vi è la figura frammentaria di un altro sant’Antonio abate, ma saio e mantello sono perduti per una vasta caduta d’intonaco e il viso è danneggiato.

A lato sinistro dell’arco santo, è dipinta, una Madonna delle Grazie e sotto la data 1512 ed il nome De Filippo.
Tra gli affreschi è notevole, sulla parete destra, anche un san Giorgio su un cavallo bianco, mentre uccide il drago.

 

Necessita di restauri per le infiltrazioni di umidità che danneggiano gli affreschi e l’Associazione Horus si è mobilitata per reperire i fondi, vedi:
https://www.casertafocus.net/home/index.php?Itemid=130&catid=8&id=38147:ruyturtuo&option=com_content&view=article

Link:
https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-antonio-abate-a-capodrise?ldc&fbclid=IwAR1M_bFAKuovYRmGIEllJq7jv28OsH1hxRBzd1OstacrtrFXyC2FCZEWARA

Immagini dai due siti sopra citati.

CASTEL IVANO (TN), frazione Strigno. Cappella della Beata Vergine di Loreto al cimitero, XVII secolo, replica di quella di Loreto con affreschi di s. Antonio abate

Chiesetta seicentesca, posta in prossimità del cimitero del paese.
L’interno è una replica del sacello della Santa Casa di Loreto, vedi scheda .
La richiesta per la costruzione della cappella fu avanzata dalla Confraternita del Rosario nel 1632 con una supplica rivolta al vescovo di Feltre Giovanni Paolo Savio e la dedicazione fu pensata sin dall’inizio alla Madonna di Loreto.
L’edificio venne ultimato nel 1645, prendendo a esatto modello, sia per quanto riguarda le parti architettoniche che per quelle figurative, la Santa Casa inglobata nella Basilica di Loreto. Il 7 maggio del 1645 fu collocata sull’altare maggiore una statua della Vergine di Loreto.

Gli affreschi, databili tra il 1645 e il 1647, sono assegnati alla bottega valsugana di Lorenzo Fiorentini (1584 – 1644) e riproducono quelli tre-quattrocenteschi dalla Santa Casa di Loreto, comprese le due figure di s. Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/6336/Cappella_della_Beata_Maria_Vergine_di_Loreto_Strigno,_Castel_Ivano