LORETO (AN). Santuario della Santa Casa, sacello con due affreschi di s. Antonio abate, XIV-XV secolo

Il Santuario contiene la Casa di Maria, dalle vicende complesse, che è racchiusa in una monumentale costruzione marmorea ideata dal Bramante con il contributo di Andrea Sansovino e di Antonio da Sangallo il Giovane.

Nel sacello, sulla pareti della Casa di Maria sono state affrescate nel XIV-XV secolo sei raffigurazioni della Madonna seduta con il Bambino e la relazione Madre – Bambino è resa in maniera diversa.

Si hanno poi due sant’Antonio abate, in atteggiamento diverso: uno è seduto sullo scranno abbaziale, l’altro in piedi; tengono nella mano sinistra il bastone a tau e nella destra la campanella.
Altri santi sono affrescati una sola volta: santa Caterina d’Alessandria, san Giovanni evangelista, san Luigi IX re di Francia, san Giorgio, san Francesco o sant’Antonio, san Bartolomeo.

 


In molte chiese vi è una replica del sacello della Santa Casa, con copia degli affreschi, comprese le figure di s. Antonio abate. Vedasi un elenco in:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_della_Santa_Casa

Tali repliche sono talora in stato di degrado, come quella a Venezia in San Clemente in Isola, eretta dopo la peste del 1630.

SPOLETO (PG). Chiesa della Madonna di Loreto, affresco con s. Antonio abate di J. Siculo, circa 1537

Lo spoletino Giacomo Spinelli, devoto della Madonna di Loreto, per un voto, nel 1537 fece edificare in un campo, fuori da porta San Matteo, una cappella, dalle sembianze della Santa Casa di Loreto. Egli diede commissione al pittore Jacopo Santoro da Giuliana, detto Jacopo Siculo (Giuliana, 1490 – Rieti, 1544) di realizzare un affresco votivo con l’immagine della Madonna col Bambino.

Nel 1572, con l’edificazione del Santuario opera dell’architetto Annibale de’ Lippi, la cappella fu inglobata al suo interno e oggi l’affresco del Siculo è incorniciato da una mostra lignea settecentesca.
Al centro vi è una raffigurazione ideale della Casa con sopra la Madonna col Bambino incoronata da due angeli.
A sinistra la figura di san Sebastiano e a destra quella di sant’Antonio abate, riemerse dopo recenti restauri.
Sant’Antonio tiene un libro rosso nella mano sinistra; nella destra un tastone a tau. Il muso di un maiale spunta a sinistra, dietro il Santo.

 

 

Immagini da:
https://www.spoletocard.it/scheda_monumento.asp?id_circ=57

https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Madonna_di_Loreto_(Spoleto)

BRUGNATO (SP), frazione Bozzolo. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Via della Chiesa, Bozzolo
https://maps.app.goo.gl/9rpjQ7X4Fuvs5y2u6

 

L’edificio risale al XVIII secolo, ma costruito sul sito della precedente chiesa del 1350, come indicato nell’epigrafe murata sul campanile che recita: «MCCCL DIE XX AUGUSTI ANCHE ECCLEXIAM FECIT FIERI LANCEROTUS DE BOCOLO» (1350, 20 agosto, Lanceroto di Bozzolo fece costruire questa chiesa).

La parrocchia è però più antica e risale al 1133 quando tutte le chiese dipendenti dagli abati-ordinari di Brugnato furono dichiarate rettorie.

L’interno, sobriamente decorato, conserva a destra dell’altare una statua di S. Antonio abate.

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Brugnato)

 

 

TARZO (TV), frazione Arfanta. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, dipinto con s. Antonio abate

Già dipendenza della pieve di Tarzo, diventò parrocchiale nel XV secolo. Nel 1672 fu ridotta a curazia di Corbanese, ma il paese riebbe autonomia ecclesiastica dal 1947.
Le parti più antiche dell’edificio risalgono al Quattrocento, ma è stato più volte rimaneggiato. Restano ignoti la data dell’ultima consacrazione e il nome vescovo officiante. Il campanile risale al 1722, probabilmente edificato sulla base di una precedente struttura.

Tra le opere conservate all’interno, sull’altare maggiore marmoreo, opera di primo Settecento di Marco Toresini, c’è  una tavola firmata e datata 22 agosto 1522, di Francesco da Milano o Francesco da Figino (documentato 1502 – 1548): “Madonna col Bambino tra i santi Bartolomeo, Michele, Sebastiano, Antonio abate e un committente”.
Sant’Antonio è a destra in alto, con barba bianca, tau sul mantello, appoggia le mani sul bastone a tau cui è appesa una campanella.
In questo dipinto convivono quella particolare attenzione per il delicato sfondo paesaggistico e la nota capacità di accendere di compatti colori le monumentali figure, esempio del del coniugarsi in questo artista dell’originaria formazione lombarda con le novità della pittura veneta del Cinquecento.

 

Immagini da:
https://www.facebook.com/groups/120439247967990/

TARZO (TV), frazione Resera. Chiesa di Sant’Andrea, pala con s. Antonio abate di M. Grempsel, fine XVII-inizi XVIII secolo

La chiesa è oggi nota come di “San Rocco”.
Fu costruita nel XV secolo; negli anni ’60 del Novecento è stata restaurata, apportando anche delle modifiche: il campaniletto a vela situato sulla facciata è stato eliminato e sostituito da un classico campanile staccato dalla chiesa; inoltre è stato sostituito il pavimento interno.
Tra gli elementi originali della chiesetta, spiccano sulla parete destra gli affreschi raffigurati Santa Margherita e Sant’Agostino risalenti al 1474, come indicato nel dipinto. Non è invece certa la data degli affreschi sulla parete sinistra, dove lo stile è differente e dove sono San Rocco, la Madonna con il Bambino e San Floriano.

Importanti sono i dipinti su tela che dominano l’altare maggiore, posti in una elaborata cornice lignea decorata con 2 angioletti, opere del pittore austriaco Mathias Grempsel (Graz, 1650 circa – Cison di Valmarino, 1708), probabilmente di fine Seicento – inizio Settecento e restaurati nel 1999.

Il dipinto centrale rappresenta l’Incoronazione della Vergine Maria con la partecipazione della Trinità: una luce soffusa rappresenta lo Spirito Santo, a sinistra il Cristo in Croce e a destra il Padre con il mano il globo terrestre. A completare il dipinto, le due figure in basso: a sinistra l’apostolo Sant’Andrea; a destra Sant’Antonio abate, con il mantello da monaco, il bastone con la campanella e il fuoco in mano.
Sul fondo, gli scorci di un paesaggio dove spicca anche una piccola chiesa, probabilmente quella di Resera nel suo aspetto originale.
Le due figure ai lati del trittico sono, a sinistra si trova un santo Papa sconosciuto; a destra, Sant’Osvaldo di Nortumbria che sostiene un merlo (patrono dei cacciatori e dei forestali).

 

 

Link e immagini:
https://4passiinprovinciatreviso.home.blog/2019/08/22/tarzo-la-chiesa-di-san-rocco-a-resera/