VENEZIA. Chiesa di S. Maria Formosa, polittico con s. Antonio abate di Palma il Vecchio

La Chiesa della Purificazione di Maria, detta anche di Santa Maria Formosa, secondo la tradizione, fu eretta nel VII secolo da San Magno, vescovo di Oderzo, al quale sarebbe apparsa Maria nell’aspetto di una bellissima (formosa) matrona.
Ricostruita nelle forme attuali da Mauro Coducci (1492), prospetta sul campo con una bassa facciata ornata da lesene e statue del principio del XVII sec.

 

Cappella della Scuola dei Bombardieri, nel transetto.
Un grande altare barocco, a sostituzione dell’originario, contiene il grande polittico a olio su tavole di Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio (1480 circa – 1528), forse l’opera sua più famosa (inizio XVI secolo, 1510-15 circa). Al centro la figura di Santa Barbara con in evidenza due cannoni, le bombarde, riferimento alla scuola che commissionò l’opera; a destra in basso, Sant’Antonio abate e, in alto, San Vincenzo Ferreri; a sinistra in basso, San Sebastiano e, in alto, San Giovanni Battista; nella cimasa è raffigurata una Pietà.
Originariamente (cfr. Lorenzetti) era sistemato entro una cornice lignea scolpita e dorata, datata intorno al 1509. Per la datazione qui riportata, cfr. Spadari M., La chiesa di Santa Maria Formosa, tesi di laurea, Univ. di Venezia, 1986-87, prof. P. Rossi

 

 

La tavola di 138 x 45 cm, raffigura sant’Antonio abate, con barba scura, saio e mantello, ha la mano destra appoggiata su un bastone a tau e la sinistra tiene il fuoco. Un maialino nero è ai suoi piedi a destra.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500245823A-1

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500245823A-3

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Formosa#:~:text=La%20chiesa%20della%20Purificazione%20di,Si%20affaccia%20sul%20campo%20omonimo.

VENEZIA. Case d’abitazione: due bassorilievi con s. Antonio abate e con il maialino

Un bassorilievo si trova sulla parete esterna di una casa in Campiello del Librer, Sestiere di San Polo.
L ‘iconografia è inconsueta: a sinistra la Madonna consegna il tau a una devota inginocchiata; a destra s. Antonio abate si appoggia al bastone mentre viene minacciato da un diavolo.

 

 

Immagini e notizie:
https://www.conoscerevenezia.it/?p=107876#


Un bassorilievo sulla parete esterna di una casa in Rio Terà Garibaldi, raffigura un maialino con la campanella al collo, tipico attributo di sant’Antonio abate.

 

 

Immagine e notizie da:
https://www.conoscerevenezia.it/?p=107918

CASTENEDOLO (BS). Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, dipinto con s. Antonio abate di Palma il giovane

La prima parrocchiale sarebbe sorta da un ospizio o ricovero dedicato a san Bartolomeo apostolo, invocato nelle malattie della pelle.
Nel 1492, papa Alessandro VI collocava la parrocchiale sotto il giuspatronato del comune di Castenedolo, il quale in seguito provvedeva ad ampliare e arricchire il beneficio ecclesiastico annesso.
Questo edificio fu distrutto nel 1799 da una forte scossa di terremoto e la popolazione decise di erigere una nuova chiesa, iniziata nel 1803 e completata nel 1824.

 

Per il terzo altare a sinistra, Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548 circa – 1628), dipinse alla fine del sedicesimo o inizi diciassettesimo secolo, un olio su tela raffigurante “Madonna con Bambino, quattro Angeli, i santi Antonio abate, Francesco e Girolamo. Ora la tela è custodita in sagrestia.

Sant’Antonio è a sinistra, con saio marrone e mantello nero; tiene con la mano destra un bastone a stampella e ai terra ai suoi piedi ci sono, a sinistra, il fuoco e a destra un libro aperto e una campanella.
Sullo sfondo alcuni edifici e persone; al centro, dietro i Santi, un uomo sdraiato su una lettiga, un malato?

 

 

Immagine da:
https://www.alamy.com/madonna-col-bambino-con-s-antonio-abates-francesco-dassisi-e-s-girolamo-olio-su-tela-jacopo-palma-il-giovane-inizio-del-xvii-secolo-image594550815.html?

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Bartolomeo_Apostolo_(Castenedolo)

TARZO (TV), frazione Corbanese. Chiesa parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio, dipinto di s. Antonio abate

La chiesa risale al Settecento ed è il probabile ampliamento di un tempio precedente. Ha subito lievi modifiche negli anni ’50 del Novecento, nel 1992 e all’inizio del XXI secolo.

 

Conserva, sulla parete sinistra della navata, un olio su tela di 350 x 145 cm, attribuito al cenedese Silvestro Arnosti (1560 – 1625).
Il dipinto proviene da Conegliano e raffigura sant’Antonio abate in un paesaggio con rocce e alberi, mentre tiene nella mano destra un bastone e nella sinistra il fuoco.

Fotografie:
Albertino Martignon

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500036980

https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/82557/Tarzo+%28TV%29+%7C+Chiesa+di+Santi+Gervasio+e+Protasio+Martiri

VENEZIA. Chiesa di San Salvador, dipinto con s. Antonio abate di Palma il Giovane

Lato sinistro, terzo altare, dedicato a Sant’Antonio abate. L’altare e la pala furono entrambi commissionati alla fine del 1500 dalla “schola picola dei luganegheri (salumai)”.
L’altare, di imponente fattura, fu realizzato da Alessandro Vittoria, a sinistra del tabernacolo: la statua di San Rocco e a destra: la statua di San Sebastiano (protettori contro la peste); al centro: tabernacolo marmoreo aggiunto nel 1729 per conservare una reliquia di Sant’Antonio abate, sebbene sulla porticina sia stata in seguito adattata l’immagine di Sant’Antonio di Padova.

La pala dell’altare è un olio su tela che raffigura “Madonna con Bambino e i santi Antonio abate, Giovanni battista (a sinistra) e Francesco d’Assisi (a destra)”, opera della seconda metà XVI secolo di Jacopo negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548 ca – 1628).
La figura di sant’Antonio è in piedi al centro, con saio e mantello, guarda verso al Madonna in alto e tiene la mano destra su un alto bastone a tau.

NB. La scheda del Catalogo Beni Culturali attribuisce il dipinto a Sante Peranda, del quale invece nella chiesa è conservata la tela raffigurante “Pietà coi santi Borromeo e Francesco”.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500189720.

 

 

Info sulla chiesa e le numerose opere d’arte che conserva:
http://www.veneziamuseo.it/TERRA/San_Marco/Salvador/salv_ci_salv.htm