VALTORTA (BG), frazione Scasletto. Casa d’abitazione, affresco con s. Antonio abate, XVII secolo circa

Scasletto è una piccola frazione isolata sui monti sopra Valtorta, la si raggiunge tramite una comoda mulattiera, a tratti ripida, che ha inizio presso il vecchio mulino e sale in mezzo ai boschi affiancando un torrente. Non appena appare il piccolo gruppo di case balza subito all’occhio, sulla parete d’una di esse, un affresco molto particolare.
Raffigura la Madonna seduta con in braccio il Bambino e in alto due cherubini; in basso a sinistra la figura di Sant’Antonio abate  e a destra un Santo non ben riconoscibile.
Sant’Antonio abate tiene con la mano destra un alto bastone con terminazione a “L” cui è appesa una campana. La mano sinistra, nonostante le alterazioni del colore, sembra tenere il fuoco.

L’affresco, databile con molta probabilità al XVII secolo e di autore ignoto, non si presenta in buono stato di conservazione e non risulta nella catalogazione effettuata dalla Provincia nel 1985.

La particolarità di questo affresco è che tutti i volti, i corpi e le aureole sono di colore scuro, presumibilmente causato da un viraggio dei colori usati: ad esempio la biacca è a base di piombo che durante l’essicazione dell’affresco tende a ossidarsi e a virare sul nero. (Un esempio classico è la celebre Crocifissione nel transetto sinistro della Basilica superiore di Assisi, eseguita dal Cimabue, dove appunto gli incarnati sono oggi di colore scuro).
Le parti bianche, come l’abito della Vergine, probabilmente furono eseguite solo con calce. Il dipinto meriterebbe un restauro e uno studio approfondito.
L’immagine della Vergine si discosta dalla raffigurazione della Madonna di Loreto e anche da quella di Oropa (quindi non è una “Madonna Nera” anche perché tutte le altre figure sono nere); il suo abito è semplice e non porta la triplice corona e il Bambino è sulle sue ginocchia in posa dinamica.

 

 

Immagine da:
http://forum.valbrembanaweb.com/cultura-storia-valle-brembana-f84/culto-delle-madonne-nere-lungo-sentieri-dell-alta-valle-t10731.html

A cura di: AC

OMEGNA (VCO), frazione Pescone. Oratorio di San Rocco con immagine di s. Antonio abate

All’interno dell’oratorio di San Rocco si trovano a destra la statua del Santo titolare e, sulla parete di fondo un dipinto che raffigura sinistra Sant’Antonio abate, al centro la Madonna con il Bambino, e a destra San Rocco con il fedele cane.
Sant’Antonio tiene nella mano destra un bastone cui è appesa una campanella e nella sinistra il fuoco.

Chi avesse informazioni sulla storia dell’oratorio, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it

 

Immagini di Graziano Tamone da:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=10229628346151574&set=pcb.3075645832572171

Segnalazione: Valter Bonello

BRANZI (BG). Casa d’abitazione, affresco con s. Antonio abate, XVII secolo

Situata nel cuore del paese, la casa mostra un affresco esterno che raffigura la statua della Madonna nera di Loreto con a sinistra san Bartolomeo e san Carlo Borromeo; a destra sant’Antonio abate e san Rocco.
Sono immagini devozionali che indicano la diffusione del culto della Madonna di Loreto anche nella Val Brembana nel XVII secolo.

Sant’Antonio è raffigurato in abito monastico; tiene il fuoco tra le mani, il braccio sinistro regge un alto bastone pastorale; il muso di un maiale spunta da dietro di lui, a sinistra.

 

 

Immagine da:
http://forum.valbrembanaweb.com/cultura-storia-valle-brembana-f84/culto-delle-madonne-nere-lungo-sentieri-dell-alta-valle-t10731.html

FOPPOLO (BG), frazione Tegge. Casa d’abitazione, affresco con s. Antonio abate, 1635

La casa è su un sentiero che porta al passo di Tartano e poi in Valtellina e l’affresco devozionale si trova sulla facciata di una abitazione in parte rovinata da interventi moderni, che hanno cancellato parzialmente la data, che però è stata riscritta in alto.
La conservazione del dipinto è dovuta alla sporgenza del tetto che lo ha protetto parzialmente dalle intemperie.

L’affresco presenta due scene: a sinistra la Madonna di Loreto tra San Carlo e San Rocco, a destra Sant’Antonio abate, poi ci sono una decorazione vegetale con un uccellino che becca un grappolo d’uva e un angioletto.
L’insieme presenta i caratteri tipici della pittura ingenua degli ex-voto, che muta di poco i caratteri stilistici nel corso dei secoli. I Santi rappresentati testimoniano anche qui la presenza della peste: San Rocco con la piaga della malattia, San Carlo morto da appena 50 anni e già così importante da essere rappresentato con Santi di tradizione secolare.
Da segnalare la scritta tra le due immagini: «1635 O TU CHE PASSI P QUESTA VIA SALUTERAI LA VER.NE MARIA P. AMOR DI DIO GUARDATEVI FRATELLI DAL BIASTEMARE ET DAL PARLARE DISONESTO ALTRAMENTRE EGLI VI…M DOMINICO DE SACTI F. F… DIVOTIO..ANNO 163…»

Sant’Antonio è raffigurato con la mano destra alzata che tiene il fuoco; la sinistra regge un bastone pastorale cui è appesa una campanella.

Immagini e info da:
https://culturabrembana.com/la-valle-brembana-in-100-schede-foppolo/

CASNIGO (BG). Santuario della Santissima Trinità, affresco con s. Antonio abate, fine XV-inizi XVI secolo

La chiesa fu costruita in più riprese, almeno tre: una prima – forse semplicemente una cappella – poi inglobata nel portichetto antistante l’entrata principale della chiesa, di datazione non conosciuta; un’aula quattrocentesca che va dall’entrata fino a poco meno della metà dell’intero complesso attuale, e che contiene una serie di affreschi; la più ampia aula cinquecentesca, eretta dopo il 1575 e prima del 1596, che presenta tra l’altro il grande affresco del Giudizio Universale (39 m2,) dipinto sopra un timpano murario che divide l’aula dall’abside e di recente attribuito a Cristoforo Baschenis il Vecchio (foto a sinistra).
Lo splendido polittico dell’altare maggiore, opera di Giovanni Marinoni, fu realizzato fra la fine del ‘400 e i primi del ‘500, come anche il gruppo scultoreo in terracotta dedicato ai Re Magi.
La chiesa ha subito lavori di restauro terminati nel 2021.

Gli affreschi dell’aula quattrocentesca sono datati tra il 1491 ed il 1565 e spesso recano scritte con il nome dell’offerente. Rappresentano la Madonna col Bambino, i santi più venerati a Casnigo, e sovente la SS. Trinità, raffigurata sempre (come nel polittico dell’altare) con l’iconografia cosiddetta “Trono di Grazia” con il Padre che avvolge la croce con il Figlio, sormontata dalla colomba dello Spirito Santo.
Alcuni di questi affreschi possono attribuirsi alla bottega dei Marinoni, famiglia attiva da metà Quattrocento alla fine del Cinquecento. Sulla parete sinistra, nella serie degli affreschi devozionali dei Marinoni, vi é anche, accanto a santa Caterina, un’immagine di sant’Antonio abate con la mano destra nel gesto di benedizione, al braccio è appesa una campanella mentre la mano destra tiene un lungo bastone a tau.

Link :
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Santissima_Trinit%C3%A0_(Casnigo)

https://www.youtube.com/watch?v=7ixFbWmiUZA&t=44s