CORCIANO (PG). Complesso di Sant’Antonio abate

Il complesso sorge sul luogo dell’antica rocca e del primitivo nucleo di Corciano, dove, in principio, esistevano un castello, una chiesa, una torre e alte mura difensive. Accanto all’odierna torre civica dell’orologio che ospita tre antiche campane, entro un cortiletto dal quale si accede oltrepassando un elegante arco, sono la chiesa intitolata a sant’Antonio abate e l’annessa casa fraternale, già sede dell’omonima confraternita, una tra le più antiche attestate nel castello di Corciano.
https://maps.app.goo.gl/FcEnteejBatXJjFP8

“L’edificio liturgico ha la particolarità di esser costituito da due piani sovrapposti, oggi preziose sale espositive poiché è qui possibile ammirare le varie fasi storiche che hanno caratterizzato il complesso monumentale. L’aula superiore sorge impostata su un’altra molto più antica e, come recenti restauri hanno dimostrato, in origine destinata ad altri usi e poi, in epoca più recente, ridotta a semplice magazzino. Qui si scorgono ancora tracce di affreschi tardo trecenteschi uno dei quali riproducente una Madonna in trono e Santa Caterina d’Alessandria di chiaro gusto tardogotico.
Nella chiesa superiore, rimasta in uso fino agli anni ’50 del ‘900 e nella quale è ancora visibile parte dell’apparato decorativo, vi erano vari affreschi, tra i quali uno raffigurante la Madonna e uno Antonio abate, dipinto sopra la porta d’ingresso.
Vi era anche un Crocifisso ligneo e, soprattutto, la statua in legno policromo del santo eremita, raffigurato seduto in un’iconografia, quindi, simile al dipinto di medesimo soggetto, tuttora visibile nella chiesetta della Mater Salvatoris, posta all’interno dell’antico spedale di Corciano.

La costruzione dell’aula superiore potrebbe esser messa in relazione con la donazione di materiale edilizio che, nel 1484, i confratelli elargiscono per la realizzazione del Torrione di Porta Santa Maria, principiato due anni prima, e la richiesta alla Comunità di Corciano della concessione di un ingresso nel chiostro di proprietà del Comune dalla parte della torre delle campane, che permettesse, in maniera più pratica, l’accesso alla chiesa superiore.

 

Testo tratto da:
Alessandra Tiroli, Assetto urbanistico ed evidenze monumentali nel territorio di Corciano in: Perugino pittore devozionale modelli e riflessi nel territorio di Corciano a cura di F. Abbozzo e A. Tiroli, p. 41, Cinisello Balsamo, 2004, con bibliografia di riferimento

Ringraziamo molto la Pro Loco di Corciano per le notizie fornite.

Fotografie di Simonetta Franchi reperibili su:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=8005464276204851&set=pcb.8005498966201382

CORCIANO (PG), frazione Castelvieto. Antica pieve, chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, statua e dipinto di s. Antonio abate

L’antica pieve, oggi nella località Pantanella della frazione Castelvieto, eretta forse già nel corso del VII secolo, insieme alla corte di Tiviano, è menzionata per la prima volta in documenti del 1136. Attorno alla chiesetta, già nel corso dell’alto Medioevo, si sviluppò un piccolo nucleo abitato che nel corso del XIII secolo viene indicato con il nome di Villa Plebis Tiviane e del quale ora è rimasta solo la chiesa. La pieve fu più volte ristrutturata.
Si presenta con un avancorpo abitativo con un ingresso che immette in un’ampia corte lastricata in pietra su cui si affaccia la chiesa.

Anticamente la pieve aveva altari laterali, uno dei quali dedicato a sant’Antonio abate, nella prima campata della parete sinistra, ove ora è posta la statua di Sant’Antonio abate inserita in un contesto a forma di tempio con colonne come compare anche nelle altre campate.
La statua, della quale non abbiamo notizie, presenta il Santo in abiti e mitra vescovili, con la mano destra che tiene il fuoco; la sinistra regge un bastone pastorale, a sinistra ai suoi piedi un maiale.

 

Link:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/pieve-di-san-giovanni-castelvieto-di-corciano-pg/


Non ci è noto in quale chiesa sia attualmente conservato, perché il Catalogo dei Beni culturali indica solo il Comune, un olio su tela di 93 x 65,6 cm, raffigurante s. Antonio abate, opera di don Guerriero Giappesi (1885 – 1975) del 1900-24.
Sant’Antonio indossa abiti monastici e il mantello con la tau e tiene con la mano destra un bastone pastorale, a terra, a sinistra, un libro con sopra il fuoco e a destra la mitra.

Link:
hhttps://dati.beniculturali.it/lodview-arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1000067030.html


Nella chiesa di Santa Maria Assunta a Corciano vi è una statua di Sant’Antonio abate, posta negli anni ’50 del XX secolo.
La statua in legno fu realizzata nella prima metà del XX secolo da bottega della Val Gardena e misura 174 x 65 x 43 cm. Raffigura il Santo che tiene con la mano sinistra un libro chiuso, la destra compie il gesto di benedizione. Il muso di un maiale spunta dalla veste di s. Antonio, a sinistra.

Link:
https://dati.beniculturali.it/lodview-arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1000067034.html

REVINE LAGO (TV). Chiesa di San Matteo, dipinto con s. Antonio abate di E. Dall’Oglio, 1725-35

La chiesa attuale è il risultato di un ampliamento del 1945-51, che però non ha distrutto le principali strutture di quella vecchia, costruita alla fine del secolo XVI, consacrata la prima volta dal Vescovo Sebastiano Pisani il 19 maggio 1644 e riconsacrata dal Vescovo Lorenzo Da Ponte il 21 settembre 1745.

All’interno sono conservati molti pregevoli dipinti di pittori locali, tra questi la pala del cisonese Egidio Dall’Oglio (1705 – 1784), con Madonna col Bambino in gloria tra i Santi Matteo e Mattia e l’olio su tela di 164 x 98 cm, raffiguranteSan Giuseppe col Bambino; Sant’Antonio abate e San Floriano”.
L’opera non è citata né dal Federici e dal Crico né nel catalogo del Donzelli. Essa appartiene probabilmente al primo periodo dell’attività del pittore, seguace del Piazzetta e poi influenzato da Mathias Gremsel.

 

Sant’Antonio abate è raffigurato a sinistra, scalzo, con saio e barba bianca; tiene nella mano sinistra il fuoco e nella destra un corto bastone a tau cui è appesa una campanella

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500036932

VENEZIA. Chiesa di San Giuliano/San Zulian, dipinto con s. Antonio abate di Palma il Giovane, 1593-1604

La Cappella a destra dell’altare maggiore, conserva un olio su tela di 220 x 90 cm, dipinto da Jacopo Negretti detto Palma Il Giovane (1544 – 1628).
Per la datazione: “La visita pastorale del Patriarca Priuli avvenuta il 21 febbraio 1593, ci permette di definire un termine post quem per la datazione poiché l’intera cappella non era costruita in modo idoneo. Il termine ante quem invece ci è fornito dalla guida dello Stringa (1604) che per primo lo descrive. L’Arslan (1932) ed il Ciampi (1960), riferendosi appunto a tale testo giudicano il dipinto anteriore al 1604, e anche la Mason Rinaldi (1984) ritiene che sia databile prima del 1603, avvicinandolo stilisticamente ai “Dottori della chiesa” sul soffitto dell’Ateneo Veneto (eseguiti dal Palma nel 1600)”.

Sulla diagonale creata dalla scalinata di una costruzione architettonica siedono, alla sommità san Giovanni Evangelista raffigurato con l’aquila alle spalle mentre sta scrivendo; in basso a sinistra san Giuseppe regge il tradizionale bastone fiorito e a destra sant’Antonio abate tiene con le due mani bastone cui è appesa una campanella.

 

La chiesa, di antica origine, fu ricostruita nel XVI secolo. Conserva numerose importanti opere d’arte.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500137314

https://books.openedition.org/efr/37707

 

Info sulla chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Zulian

VENEZIA. Chiesa di San Paolo apostolo, detta San Polo, due dipinti con s. Antonio abate di Palma il giovane e statua, fine XVI-inizi XVII secolo

La chiesa, di antica origine (IX secolo), fu rimaneggiata nel Tre-Quattrocento, poi ancora nel Cinquecento e nell’Ottocento. Restaurata nel 1930.
Conserva molte pregevolissime opere d’arte.

 

 

Nel presbiterio, sull’altare sono due sculture in bronzo di Alessandro Vittoria (1525 – 1608) raffiguranti San Paolo e Sant’Antonio abate.
La statua del Santo, alta 150 cm, tiene il fuoco con la mano destra e con la sinistra un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500220308


Sulla parete di fondo e sui lati del presbiterio sono poste le tele di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (Venezia 1548 circa – 1628): la pala della Conversione di San Paolo (1595-1600), sulla parete a sinistra San Pietro invia San Marco a predicare il Vangelo ad Aquileia (1625) e La consegna delle chiavi a San Pietro (1625); sulla parete a destra, La liberazione di Sant’Antonio abate (1600 circa) e La tentazione di Sant’Antonio abate (1600 circa).

 

1) Dipinto di Pama il Giovane del 1600 circa: “La liberazione”, o “Sant’Antonio in gloria e gli angeli che scacciano i demoni”, olio su tela di 345 x 250 cm che raffigura il Santo in alto, sorretto da alcuni angeli, mentre altri stanno cacciando i demoni posti nella parte inferiore del dipinto.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500220300


2) Dipinto di Palma il Giovane del 1590-1610 circa: “La tentazione di sant’Antonio abate” , olio su tela di 345 x 250 cm che raffigura in basso sant’Antonio, seminudo, mentre viene battuto e torturato da alcuni diavoli. In alto, Gesù accorre in aiuto del Santo.

 

 

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500220301

 

 

 

 

 

 

 

Info sulla Chiesa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Polo_(Venezia)