GIAGLIONE (TO), borgata S. Antonio (bourdzâ dla Vilò). Cappella di S. Antonio abate

La borgata S. Antonio (altitudine m 800 circa) è situata nel centro dell’abitato di Giaglione; per raggiungerla occorre lasciare la statale 25 del Moncenisio pochi chilometri oltre Susa e imboccare una strada sulla sinistra (alla seconda indicazione Giaglione).
La cappella è situata al fondo di una piazzetta lastricata, in mezzo alle case. Frazione Sant’Andrea, 14.
https://goo.gl/maps/5ah4nNvAJyHaxAm68

La cappella, di forma rettangolare, è coperta con beole ed ha un piccolo campanile sullo spiovente sinistro del tetto. Il portale, con decorazioni a forma di stella, ha cornici ed architrave in pietra; ai lati si aprono due finestre, sotto alle quali sono situati due sedili in pietra.
Sopra il portale c’è un’apertura a forma di conchiglia con cornice in stucco; sotto gli spioventi del tetto, in una nicchia protetta da una rete metallica, è collocata una statua di S. Antonio abate. Il Santo, che indossa un saio marrone ed un mantello bianco con cappuccio, tiene nella mano destra il bastone con la campanella e regge con la sinistra un libro; ai suoi piedi si trova un maialino dipinto di bianco.

La copertura dell’interno è a botte ed il pavimento è di beole; al di sopra dell’altare ligneo, dotato di candelieri in legno dorato, è visibile una statua di S. Antonio abate collocata entro una nicchia. Alle pareti sono appesi numerosi ex voto.

Materiale informativo ed illustrativo:
Alcuni tabelloni collocati nell’abitato di Giaglione mostrano la collocazione della cappella.

Fase cronologica:
La cappella risale al XVI secolo.

Giaglione S. Stefano.
Facciata con apertura a conchiglia.

Note:
L’apertura a forma di conchiglia è simile per forma a quella della chiesa di S. Stefano, situata nella omonima frazione di Giaglione, che risale al XIII secolo ed è decorata sul muro esterno con affreschi datati al XV secolo.

Fruibilità:
La cappella è aperta il 17 gennaio, ricorrenza di S. Antonio Abate, quando vi viene celebrata la messa.

Rilevatore: Rosanna Fenoglio e Maria Gabriella Longhetti

 

Giaglione S. Stefano.
Facciata con apertura a conchiglia.

RIVALTA DI TORINO (To). Chiesa di Santa Croce, statua di s. Antonio abate.

Piazza Santa Croce, Confraternita.

Situata all’incrocio tra le vie Umberto I e Griva, leggermente arretrata rispetto alla via; si affaccia su una piazzetta alberata che la rende ancora più caratteristica, nel sito della precedente chiesa dedicata a San Rocco.

Della storia di Santa Croce non si sa molto perché l’archivio della chiesa è andato distrutto.
Sorse su  una chiesa preesistente, dedicata a San Rocco. Venne progettata dall’architetto Giovanni Antonio Sevalle e costruita nel 1718 come Confraternita.
I confratelli e le consorelle erano volgarmente detti in piemontese “i batù”, perché anticamente si flagellavano in spirito di penitenza.
Durante i funerali avevano l’incarico di portare il feretro e per questo compito era stata donata loro una carrozza, ancora oggi esistente.
La chiesa, pur essendo di dimensioni ridotte, possiede tutti i canoni dell’architettura barocca.

Al suo interno spicca l’altare maggiore in marmo policromo, dono degli Orsinik nel 1805.
Accanto al pulpito, una statua di Sant’Antonio abate accompagnato dal consueto maialino e con il bastone.

 

Note:
Fino alla metà del 1900 era usanza benedire gli animali in occasione della festa di Sant’Antonio abate il 17 gennaio.

Fruibilità:
Aperta la domenica per la Santa Messa dalle ore 8 alle ore 8,45 ed in occasione della celebrazione di matrimoni.

Rilevatore: Franca Benvenuto

Data ultima verifica sul campo: 20/03/2007

BUTTIGLIERA ALTA/ROSTA (To): Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Scheda 1 (Il polittico di D. Ferrari)

Per giungere alla Precettoria si segue la statale 25 del Moncenisio e, pochi chilometri dopo Rivoli Torinese, si imbocca sulla sinistra un viale alberato (indicazione Rosta).
https://maps.app.goo.gl/xMK9ncmcJcuMMKke9

La Precettoria è situata al centro di una zona agricola, tra i comuni di Buttigliera Alta e Rosta; il confine passa in corrispondenza del campanile.

La facciata della chiesa, decorata da motivi dipinti a punta di diamante e da due grandi tau, presenta tre portali a sesto acuto a cui si sovrappongono le ghimberghe, sormontate da un pinnacolo; ai lati della ghimberga centrale, la cui sommità copre parzialmente un rosone, si aprono due finestre monofore.
Una ricca decorazione in terracotta orna le ghimberghe e gli altri elementi architettonici della facciata.
I portali danno accesso ad un portico, coperto da volte a crociera decorate con affreschi cinquecenteschi, che rappresentano il trasporto del corpo di S. Antonio Abate da Costantinopoli alle coste francesi.
Sul fianco sinistro della chiesa si innalza un campanile suddiviso in cinque piani, al culmine del quale una banderuola metallica rappresenta S. Antonio.

Al fianco meridionale della chiesa è addossato un piccolo chiostro, coperto con volte a crociera, che si apre sul giardino.

 

L’interno della chiesa presenta tre navate divise da pilastri che sostengono volte a crociera, un presbiterio ed un’abside poligonale. Sul lato sinistro del presbiterio si apre una porta che conduce alla cappella ora adibita a sacrestia.
Le pareti sono decorate con affreschi di diversi autori ed epoche, in cui sono numerose le immagini di S. Antonio abate. Un affresco quattrocentesco sulla parete sinistra della navata centrale, sopra l’arco d’ingresso della seconda cappella, rappresenta la Madonna con il Bambino, che ha alla sua destra S. Antonio e alla sua sinistra S. Bernardino da Siena.

Sulla parete sinistra del presbiterio S. Antonio è raffigurato sullo sguincio della finestra a sinistra dell’affresco con la Madonna in trono; sulla parete destra del presbiterio, per mano di Giacomo Jaquerio, autore di tutta la decorazione del presbiterio, sono illustrati episodi della vita di S. Antonio, nei quali hanno una parte rilevante le tentazioni subite dal Santo.

Per gli affreschi vedi scheda 2: https://www.santantonioabate.afom.it/buttigliera-altarosta-to-precettoria-di-santantonio-di-ranverso-scheda-2/

 

IL POLITTICO DI DEFENDENTE FERRARI collocato sopra l’altare raffigura nello scomparto centrale la Natività, a destra S. Rocco e a sinistra S. Antonio, che regge con la mano sinistra un bastone e con la destra una campanella, mentre ai suoi piedi si vedono un maiale e una fiamma stilizzata; in alto si trovano a sinistra S. Sebastiano e a destra S. Bernardino da Siena. Nella predella del polittico sono illustrati sette episodi della vita di S. Antonio, che riprendono le scene analoghe presenti sulla parete destra del presbiterio. Sulle ante laterali, entro le quali il polittico può essere chiuso, sono rappresentate figure di santi, tra cui S. Antonio insieme a S. Paolo Eremita.
Per approfondire, vedi :
http://www.defendenteferrari.afom.it/portfolio/buttigliera-alta-rosta-to-santantonio-di-ranverso-pala-daltare-descrizione/
http://www.defendenteferrari.afom.it/portfolio/buttigliera-alta-rosta-to-precettoria-di-santantonio-di-ranverso-pala-daltare/

 

Nel presbiterio è collocata una statua di S. Antonio, in legno dipinto di colore scuro; il Santo, che indossa l’abito dell’Ordine Antoniano, con la mano destra regge il bastone con la Tau, mentre nella sinistra tiene il libro con la regola dell’Ordine. Ai piedi del Santo un maiale è rappresentato in dimensioni ridotte. (Vedi immagine in basso)

 

Materiale informativo ed illustrativo:
Davanti alla facciata dell’ospedale, nel portico della chiesa e all’interno sono collocati pannelli illustrativi realizzati a cura dell’associazione Amici della Fondazione Ordine Mauriziano (AFOM).
Per info sulla chiesa e le opere che contiene, vedi la versione multimediale dei pannelli esplicativi: https://www.afom.it/qr-in-italiano/  (C’è anche la versione in inglese e francese)

Note storiche:
La Precettoria venne fondata tra il 1180 ed il 1185 per volere del conte Umberto III di Savoia, che la fece costruire presso la Via Francigena e la affidò all’ordine francese dei canonici Antoniani, che a Ranverso erano guidati da un precettore. Essi derivavano il loro nome da S. Antonio Abate e si dedicavano alla cura delle malattie, in modo particolare dell’ergotismo o fuoco di S. Antonio. Gli Antoniani medicavano le ferite provocate da questa malattia con il grasso di maiale; ecco perché alla figura di S. Antonio è spesso associato un maialino. La natura particolare del male curato, cioè il “fuoco”, e la conseguente amputazione degli arti inferiori colpiti da cancrena, spiegano perché il Santo è spesso rappresentato con una fiamma stilizzata e con un caratteristico bastone a forma di una “tau”, la lettera greca che, oltre ricordare la croce, rappresenta la stampella usata dagli ammalati a cui era stata amputata una gamba. Queste immagini, insieme alla campanella usata dagli Antoniani, compaiono frequentemente nella decorazione della Precettoria.

Fase cronologica:
L’aspetto odierno della chiesa è il risultato di numerosi ampliamenti, che, dopo la fondazione avvenuta alla fine del XII secolo, si sono succeduti a partire dal XIII secolo e che sono culminati nel XIV con la costruzione delle navate laterali, della cappella adibita a sacrestia e del portico, mentre l’abside poligonale risale alla fine del XV secolo. Gli interventi più significativi nella decorazione affrescata risalgono ai primi decenni del XV secolo grazie all’opera di Giacomo Jaquerio, chiamato a lavorare nella Precettoria dal duca Amedeo VIII di Savoia; egli è autore degli affreschi situati nel presbiterio, nella cappella adibita a sacrestia e in due cappelle delle navate laterali, con episodi della vita della Vergine ed il ciclo dedicato a S. Biagio. La statua di S. Antonio è stata eseguita tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV, probabilmente in Francia. Il polittico dell’altare è stato donato alla Precettoria dalla comunità di Moncalieri nel 1531.

Gli interventi sulla struttura della chiesa vanno dalla fine del XII secolo all’inizio del XVI; la facciata dell’ospedale risale al XV secolo, il fabbricato attuale del convento al XVIII. Gli affreschi che rappresentano S. Antonio abate risalgono al XV secolo, la statua del Santo è databile tra il XIV e il XV secolo; il polittico dell’altare è del XVI secolo.

Cronologia: XII, XIII. XIV, XV, XVI, XVIII.

Bibliografia:
I. Ruffino, Le origini della precettoria antoniana di Ranverso (Torino), in BSBS, Torino anno L (1952), pagg. 25-51
I. Ruffino, Studi sulle precettorie antoniane piemontesi. S. Antonio di Ranverso nel XIII secolo, in BSBS, Torino anno LIV (1956), pagg. 1-38
A. Griseri, Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte, Torino 1965
E. Castelnuovo, Giacomo Jaquerio e l’arte nel ducato di Amedeo VIII, in E. Castelnuovo e G. Romano (a cura di), Giacomo Jaquerio e il gotico internazionale, Torino 1979, pagg. 34-42
G. Gritella (a cura di), Il colore del gotico, Savigliano 2001
E. Pagella – E. Rossetti Brezzi – E. Castelnuovo, Corti e città. Arte del Quattrocento nelle Alpi occidentali, Milano 2006, pag. 246, fig. 139

Link:  http://www.afom.it
http://www.ordinemauriziano.it/precettoria-di-s-antonio-ranverso

Email: info@afom.it

Note:
La chiesa è stata sottoposta ad un restauro, attuato tra il 1999 e il 2001, che ha interessato parte delle strutture murarie, il tetto, la facciata, il lato nord, le formelle ed i cicli pittorici dedicati a S. Antonio abate e a S. Biagio.

Fruibilità:
L’orario di visita della chiesa è il seguente: 9-12,30; 15-17,30; ultimo ingresso rispettivamente alle ore 12 e alle 17. Giorno di chiusura il lunedì (controllarne l’attualità).

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

width=

CHIOMONTE (To), fraz. Ramats. Parrocchia dell’Immacolata Concezione, già chiesa di S. Antonio abate, con immagini del Santo

In Valle di Susa, per raggiungere la frazione Ramats occorre seguire la statale 25 del Monginevro e, a circa 3 km da Chiomonte, appena superato il ponte sul fiume Dora Riparia, imboccare sulla destra una strada che in pochi chilometri conduce alle borgate della Ramats.
Zona: la chiesa è situata nel centro della borgata S. Antonio (altitudine m 970 circa).


Al di sopra del portale, con arco a tutto sesto, si apre una finestra circolare, mentre sotto gli spioventi del tetto corre una fascia decorata con un fregio vegetale, sotto la quale si trova una piccola finestra. Al fianco sinistro della facciata è addossato il campanile, che ha sulla parete di facciata due monofore, un orologio e una bifora; il campanile termina con una cuspide piramidale. L’interno è formata da un’unica navata, a pianta rettangolare e con copertura a volte, in cui sul lato sinistro si apre la cappella di S. Biagio. La pala d’altare ha una cornice lignea arricchita da un  rétable con una complessa decorazione, nella quale spiccano le due colonne laterali ornate con fregi vegetali; tutti gli elementi decorativi sono stati sottoposti a doratura. Il soggetto della tela è S. Antonio abate, che indossa un saio marrone ed un mantello scuro, ed è inginocchiato davanti ad un roccia su cui è posato un libro; la figura del Santo è circondata da un ambiente naturale descritto con ricchezza di notazioni.
Nella cappella di S. Biagio è appeso un quadro che rappresenta il Santo in atteggiamento di preghiera, inserito in un paesaggio montano. Nella medesima cappella si trovano anche un a tela con la conversione di Sant’Uberto ed un quadro con la Visitazione di Maria; vi è inoltre collocata un statua in gesso dipinto e legno, che rappresenta S. Antonio abate, vestito di un saio marrone e di un corto mantello. Il Santo tiene con la mano sinistra il bastone con la campanella, e con la destra regge il libro con la Regola dell’Ordine Antoniano; ai suoi piedi si trovano il maiale ed il fuoco.
Alla parete destra della navata è accostato un fonte battesimale dotato di un coprifonte ligneo a piramide, in origine privo di decorazione; sui lati una restauratrice ha recentemente dipinto figure di Santi, tra cui S. Antonio abate. Presso la medesima parete è collocata una statua lignea dell’Immacolata Concezione.

 

Note storiche:
La chiesa attuale è citata nella visita pastorale del 1673 come dedicata a S. Antonio abate e “de novo constructam”, in sostituzione di un piccolo oratorio già documentato nel 1586. In aggiunta all’altare di S. Antonio abate, nel 1698, in occasione della benedizione dell’edificio, è testimoniata la presenza dell’altare dedicato a S. Biagio. Nel 1883 la chiesa, prima dipendente dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Chiomonte, divenne parrocchia autonoma, intitolata all’Immacolata Concezione.

Fase cronologica:
La chiesa è stata completamente ricostruita negli anni immediatamente precedenti il 1673 (visita pastorale) e venne arredata tra il 1673 e la fine del secolo. Il rétable della pala d’altare, opera della bottega di Chaffrey Faure, risale all’ultimo quarto del XVII secolo, così come la tela con l’immagine di S. Antonio abate, eseguita da un pittore di ambito franco-piemontese. Nel dipinto di S. Biagio, opera di un autore della Francia sudorientale, compare, in basso a destra, una scritta “St Blaise [lacuna] 83”, che permette di datare la tela al 1683. Il quadro con la Visitazione è seicentesco, mentre l’immagine di Sant’Uberto è stata eseguita nel 1884. Nel 1882 è stata acquistata la statua lignea dell’Immacolata Concezione, lavoro della bottega torinese di Giovanni Minoia.

La statua di S. Antonio abate nella cappella di S. Biagio è del primo quarto del XX secolo, mentre a pochi anni fa risale l’esecuzione dell’immagine di S. Antonio abate sul coprifonte del XVII secolo.
Il campanile è stato edificato nel 1888.

 

Bibliografia:
Barbara Debernardi, Una diocesi alpina, Susa libri, Savigliano 1991, pag. 114
Luca Patria – Paolo Nesta – Valerio Coletto, Storia della parrocchia di Chiomonte dal Medioevo al trattato di Utrecht, Borgone di Susa 1998, pagg. 263-268; per la visita pastorale del 1673 ibidem pagg. 303-306, VII; per la benedizione della campane e della chiesa nel 1698 ibidem pag. 373, LXII-LXIII.

Fruibilità:
La chiesa è aperta nelle festività religiose, quando vi viene celebrata la messa.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 12 novembre 2006

SANT’ANTONINO DI SUSA (To). Cappella di Sant’Antonio abate

In bassa Val di Susa. S. Antonino è situato sulla statale 25 del Moncenisio, ad una altitudine di m 380.
La cappella si trova in  Piazza sant’Antonio, 6. La piccola piazza si apre su di un lato della strada principale che attraversa l’abitato (Via Torino).
https://goo.gl/maps/qnexwtp3wfqKLMAf8

La cappella presenta un facciata semplice con un frontone neoclassico; il portale ligneo, con architrave e piedritti in pietra, è affiancato da due finestre, al di sopra delle quali, all’interno di nicchie, sono collocate due statue: a sinistra S. Antonio abate e a destra san Desiderio.
Sant’Antonio indossa un saio chiaro ed un mantello con cappuccio, e regge con la mano sinistra contro il petto un libro, che sta ad indicare il sostegno derivante dalle Sacre Scritture nella lotta contro le tentazioni; ai suoi piedi si trova il maialino. Alle estremità della facciata sono addossate due lesene con capitelli dipinte di bianco, colore che è ripreso nel frontone con cornici aggettanti, di sotto al quale si apre un rosone ovoidale. Sul lato sinistro del tetto è impostato un piccolo campanile.

 

Note storiche:
Il primo nucleo abitativo conosciuto nella storia di Sant’Antonino risale allo sviluppo medievale degli spazi destra della Dora, tra Avigliana e Bussoleno passando per Sant’Ambrogio, Sant’Antonino e San Giorio. Questo sviluppo contribuì alla formazione del borgo Sant’Agata, la cui nascita viene collocata nell’Alto Medioevo (476 d.C. – 1000 d.C.).
Questo luogo  era l’antica sede della prevostura di San Desiderio.
Nel 1043 il marchese Enrico e la sua consorte, signori di San Giusto di Susa, donarono ai canonici di Sant’Agostino la chiesa che attualmente si trova al centro del paese (la Parrocchiale di Sant’Antonino). Per molti secoli, il paese di Sant’Antonino è stato soggetto alle due maggiori fondazioni monastiche della Valle di Susa, vale a dire, San Giusto di Susa e San Michele della Chiusa. Le due parti possedevano rispettivamente un terzo del territorio, formato dall’antica chiesa minore di San Desiderio (già Sant’Agata), e gli altri due terzi posseduti da San Michele della Chiusa, formati dalla chiesa parrocchiale. Per diversi secoli le due fondazioni si scontrarono per ottenere il controllo del paese, con numerosi interventi pacificatori da parte dei vescovi di Torino, di Moriana e del papa. Nel 1297 si arrivò ad una definitiva risoluzione della situazione, con l’assegnazione definitiva della prevostura a San Michele della Chiusa.
L’antica prevostura governava un terzo del territorio ma ebbe vita breve, già a metà del ‘600 infatti risulta inesistente e gli edifici  e la chiesa di San Desiderio erano gravemente compromessi a causa dell’incuria dei monaci dell’abbazia di S. Giusto di Susa da cui dipendeva.
A seguito della maggiore libertà ottenuta dai cittadini grazie ai due atti di affrancamento dai diritti feudali del 1599 e del 1798, la popolazione decise di far costruire la cappella di Sant’Antonio nel borgo Sant’Agata. Questa volontà nasceva anche dal fatto di volere un luogo spirituale vicino a casa, senza dover essere obbligati ad attraversare il paese.
Nel 1826 la comunità si radunò nella sala consiliare per deliberare la costruzione di un nuovo edificio. Ad essa contribuì anche la popolazione, il terreno fu donato dal notaio Antonio Amprimo. Nell’estate del 1832 la chiesa fu aperta al culto. Il ricordo della Prevostura minore di S. Desiderio è testimoniato solo più da una statua posta nella nicchia di destra della facciata.

 

Fruibilità:
La cappella è aperta la domenica precedente o seguente il 17 gennaio (ricorrenza di S. Antonio abate), quando vi è celebrata la messa e sono benedetti gli animali e i veicoli.

Link:
https://www.comune.santantoninodisusa.to.it/it-it/vivere-il-comune/storia

https://www.comune.santantoninodisusa.to.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/cappella-di-sant-antonio-sec-xviii-6451-1-e5b3dfb1a1b879fb64b29d6549a17c34

Note:
Testo in parte tratto dal sito del Comune.

Rilevatore: Maria Gabriella Longhetti

Data ultima verifica sul campo: 19 gennaio 2007 – aggiornamento a cura di AC, 19 dicembre 2021