EBOLI (SA). Monastero e chiesa di s. Antonio abate delle Benedettine di clausura

Vico delle Monache
https://maps.app.goo.gl/Cwm53EuUvTX9u1J26

Sebbene il Monastero risalga al 1503 ne esistono citazioni già dal 1273, quando il convento con la chiesa, la vigna e le terre furono vendute all’Abate della Santissima Trinità di Cava. I Benedettini di Cava concessero il complesso ad un Ordine religioso femminile, documentato per la prima volta il 3 febbraio 1327. Quest’ordine aveva allora una badessa appartenente alle Clarisse e rimase a quest’Ordine fino al 1503 quando le monache presero l’abito benedettino.
Tra il 1500 e il 1600 la situazione economica fu difficile, fino a divenire disastrosa. A causa della peste del 1656 anche le Benedettine vennero colpite. Ne rimasero soltanto tre che morirono nel 1681. Nel 1699, dopo un riassetto dei beni e delle finanze, il monastero fu ripristinato.

All’inizio del XVIII secolo tutto il complesso e la chiesa furono restaurati in stile tardo barocco.
La situazione economica si consolidò e le donazioni continuarono per tutto il Settecento e fino alla prima parte dell’Ottocento. Con le leggi napoleoniche il monastero passò al Comune e nel 1861 fu soppresso, ma le monache non abbandonarono mai il luogo, l’edificio passò alla proprietà della Cassa Ecclesiastica di Napoli, detta Fondo Culto nel 1866. Nel 1913 fu aperta una scuola di taglio chiusa nel 1920 e riaperta nel 1951 con un educandato e chiusa definitivamente nel 1966 per l’ordine di papa Paolo VI di tornare alla clausura completa.
Le monache cercano oggi di sostenersi con ricami, produzione di ostie e soprattutto l’apicultura.

LA CHIESA
L’accesso principale al complesso avviene da Via delle Monache; attraverso il corpo centrale del convento, si giunge in un atrio colonnato. La parte terminale del corpo centrale del complesso è occupata dalla chiesa di Sant’Antonio di Vienne con l’annessa sagrestia.
La facciata della chiesa è divisa orizzontalmente da una cornice marcapiano. Nella parte inferiore, tra due lesene angolari, si apre il portone rettangolare con cornici in pietra sormontato da un medaglione raffigurante San Benedetto e Santa Scolastica; la parte superiore presenta due lesene angolari e capitelli in stile ionico. Conclude la facciata un timpano triangolare con oculo.
La chiesa è a un’unica navata in stile tardo barocco a pianta rettangolare, divisa in quattro campate. La prima è coperta con volta a vela, la terza con cupola ribassata, le rimanenti con volte a botte. I fianchi della navata sono scanditi da un ordine di lesene con capitelli in stile corinzio, sulle quali si imposta la cornice aggettante.

In fondo alla navata è situato l’altare maggiore in marmo policromo su cui troneggia un dipinto del XVII – XVIII secolo raffigurante “L’incoronazione della Vergine con Sant’Antonio abate e Santi”. La Vergine appare al centro del dipinto con il Bambino, due angeli in gloria reggono la corona sul capo. Ai lati, S. Antonio abate, a sinistra (con bastone e campanella, tau sul mantello) e S. Romualdo, fondatore dell’ordine dei Benedettini riformati, e in basso, ritratti a mezzo busto, S. Benedetto e S. Scolastica. Tra i due Santi é raffigurato lo stemma della Famiglia Caravita, probabilmente committente dell’opera.

Arricchiscono il corredo della chiesa altri dipinti: uno sulla parete destra raffigurante “San Michele Arcangelo” del XVIII secolo, e l’altro sulla parete opposta, raffigurante la “Sacra famiglia con Dio Padre” del XVII secolo; le due acquasantiere in marmo del 1653 e le pregevoli gelosie in legno intarsiato collocate nella parte alta della navata, contribuiscono ad impreziosire l’ambiente.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_Sant%27Antonio_Abate

https://comune.eboli.sa.it/luoghi/3107921/monastero-chiesa-sant-antonio-de-vienne#description

https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1500047473

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500664029 dipinto

 


 

Il Catalogo dei Beni Culturali segnala a Eboli, ma senza indicare la precisa collocazione, una statua lignea di sant’Antonio abate, datata al 1790-1810.
Opera di bottega dell’Italia meridionale.

Il Santo  tiene nella mano sinistra un libro con sopra il fuoco e un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500664134

GERMANIA – MAGONZA / MAINZ. Antoniterkapelle

Adolf-Kolping-Straße 10, 55116 Mainz
https://maps.app.goo.gl/6hvM6SEgvQAQa4zZ6

Una prima cappella fu costruita intorno al 1134. Un insediamento degli Antoniani è citato a Magonza nel 1324. La Cappella e il monastero antoniano furono costruiti nel XIV secolo in stile gotico e il complesso, chiamato anche Antonihof, sorgeva in un’area periferica della città. Una donna di nome Mechthildis nel 1332 donò la cappella, che aveva fatto costruire dal 1330 e aveva dedicata a sant’Antonio abate, a Frater Nikolaus von Andernach che divenne così il fondatore del monastero. Nikolaus morì nel 1333 e fu sepolto nella chiesa.

Nel 1528 il priore del complesso antoniano concesse il monastero all’elettore Alberto di Brandeburgo. Poco dopo l’Antonihof fu chiuso per mancanza di monaci. Dal 1619 il convento fu utilizzato dalle monache Clarisse.
Chiuso durante il dominio napoleonico, il complesso ebbe diversi utilizzi. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu parzialmente distrutta da un incendio nel 1942, ma fu ricostruita nel 1948 e durante il restauro furono scoperti alcuni affreschi medievali, sulla volta. I dipinti, restaurati, mostrano santi in cornici di trafori. Si tratta dell’unico ciclo originale di affreschi in una chiesa medievale di Magonza.
La Cappella è formata da una navata, che è stata aggiunta al coro.
La porta della Cappella porta ancora un rilievo con la tau (immagine a destra).

 

La statua sul pilastro destro della galleria, sotto l’organo (la figura sull’altro pilastro rappresenta Sant’Antonio di Padova) è sant’Antonio abate accompagnato dal maiale.

 

Link:
https://bistummainz.de/cityseelsorge/mainz/unsere-kirchen/st.-antonius/index.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Antoniter

BORTIGALI (NU). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Principe Umberto
https://maps.app.goo.gl/ptgi3vbLJaZGBtkv7

La chiesetta, edificata nel XVIII secolo, ha la particolare e suggestiva caratteristica di essere scavata quasi interamente nella roccia. Di forma quadrata, i capitelli dei pilastri centrali sono ornati dai classici dentelli rinascimentali. Tetto a due falde con un piccolo campanile a vela a destra.
Nelle tre nicchie sopra l’altare, a sinistra è posta la statua lignea di S. Barnaba, proveniente dalla chiesa un tempo esistente sulla vetta del Monte Santu Padre, al centro la statua di s. Antonio di Padova e a destra quella di sant’Antonio abate, con libro, bastone con campanella e porcellino ai piedi.

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Sant’Antonio abate è festeggiato a Bortigali la domenica successiva al 17 gennaio con l’accensione della “tuva” nella piazza della parrocchia.

Immagini da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_(Bortigali)

Link:
https://catalogo.sardegnacultura.it/card/178657/

CASTEL GOFFREDO (MN). Santella di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio
https://maps.app.goo.gl/1CdqweJVDwDNe2Ct9

Il termine “santella” è utilizzato soprattutto nella Lombardia orientale per indicare un pilone votivo.
Questa costruzione presenta un ampio tetto e una teca chiusa da vetro che contiene una statua di sant’Antonio abate che tiene con la mano sinistra un bastone con campanella. La mano destra è aperta, forse a reggere il fuoco. Un maialino è ai suoi piedi a sinistra.

Immagine da Wikimedia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La festa di Sant’Antonio abate è molto sentita a Castel Goffredo, con eventi religiosi e conviviali.


In corrispondenza dell’attuale santella di Sant’Antonio, sulla strada per Brescia, fuori delle antiche mura della città, vi era la Chiesa dedicata ai Santi Marco e Antonio che faceva parte del monastero dei Benedettini.
La chiesa fu definita “campestre” in occasione della visita nel 1577 del vescovo di Brescia Domenico Bollani e in parziale rovina. Fu demolita prima del 1702, anteriormente dell’abbattimento delle mura del paese; sul luogo fu eretto un tempietto, distrutto nel 1822, a ricordo del monastero benedettino.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Marco_e_Antonio

ONETA (BG), frazione Cantoni. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

https://maps.app.goo.gl/eYDC9hGi1tQKhwCp7

Un edificio di culto nella frazione Cantoni d’Oneta risulta dagli atti della visita pastorale di san Carlo Borromeo dell’autunno del 1575. Gli atti di poco successivi del vescovo Federico Corner indicarono una chiesa in degrado.
L’edificio, probabilmente di piccole dimensioni, fu ricostruito a partire dal 1706, con un prosieguo dei lavori nel 1740 e terminanti nel 1771 come dimostrerebbero le cartine napoleoniche che riportano le dimensioni dell’edificio e del sagrato conformi a quelle successive. Data la lontananza dalla chiesa di Oneta ottenne la concessione di celebrare le messe domenicali, di amministrare i sacramenti e l’insegnamento della catechesi, dal vescovo Giovanni Paolo Dolfin il 2 novembre 1779. Fu solo il vescovo Pietro Luigi Speranza, con decreto del 16 settembre 1878, a elevarla a parrocchia dividendola da quella di Oneta. L’edificio fu consacrato e intitolato a sant’Antonio abate il 5 giugno 1883 dal vescovo Gaetano Camillo Guindani.
La torre campanaria fu elevata solo nel 1827 e nel 1947 furono poste cinque nuove campane.

La chiesa è sita nella parte centrale dell’abitato e si presenta di grandi dimensioni. Un porticato con tre aperture a tutto sesto precedono l’ingresso e poggiano su di un muretto interrotto nella parte centrale. La facciata è divisa da quattro lesene e controlesene, in tre parti di cui quella centrale più ampia, dove è posto il settecentesco postale d’ingresso in pietra. La facciata prosegue nella parte superiore con il prosieguo delle lesene complete di capitelli che sorreggono il timpano triangolare.

L’interno a croce greca è a navata unica e si sviluppa su tre campate divise da lesene. Il presbiterio ampio è accessibile da tre ampi gradini. Sul lato destro dell’aula vi è il pulpito opera di Giovan Battista Caniana del 1792 e proveniente dalla parrocchia di Santa Maria Annunziata di Serina.
La zona presbiteriale si presenta rettangolare terminando però nella forma semicircolare completa di cinque grandi tele del Sei-settecento di autori sconosciuti che raffigurano: Madonna Addolorata, Adorazione dei Magi, Natività, San Giuseppe col Bambino, Vescovo con i santi Antonio abate e Rocco.

 

La cupola presenta l’affresco opera di Vincenzo Angelo Orelli (1751 – 1813) raffigurante la Gloria di s. Antonio abate.
A sinistra dell’aula, in Cornu Evangelii, prima del presbiterio, è collocato l’organo a canne risalente al XIX secolo.

 

 

Si conserva sulla parete destra, prima del pulpito, una statua di sant’Antonio abate che viene portata in processione in occasione della sua festa che si celebra il 17 gennaio. È una scultura lignea di bella fattura donata negli anni trenta del Novecento da don Luigi Ricuperati.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/31724/Chiesa_di_Sant’Antonio_Cantoni_d’Oneta,_Oneta