CONFEDERAZIONE ELVETICA – ONSERNONE, frazione Auressio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Il Comune si trova nel Canton Ticino. Auressio, Paese, 11
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La chiesa fu costruita entro il XV secolo. Nel 1526, come testimonia una targa sul portale, ebbe luogo la consacrazione. Il suo aspetto, però, è settecentesco: in quel secolo furono realizzati il portale (1701), le cappelle laterali e il campanile (1775).
Nel 1792 la chiesa ottenne i diritti parrocchiali, separandosi dalla parrocchia di Loco.
Dal 1868 al 1870 il soffitto fu modificato e riparato.
Nel 1876 fu realizzato l’orologio sul campanile.

La nicchia con la statua di sant’Antonio abate sopra il portale, risale al 1891.

 

Interno semplice, con statua del Santo sull’altare maggiore.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Onsernone)

FONTANIGORDA (GE). Chiesa dei SS. Antonio abate e Giacomo maggiore

Via Bosco delle Fate, 5
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Un oratorio esisteva già prima del 1523. Da una relazione del 1838 del parroco Giuseppe Raggio, questo oratorio primitivo occupava lo spazio dell’attuale abside e del presbiterio.
Nel 1753 vi fu una petizione della popolazione per ottenere l’ampliamento dell’oratorio dedicato a Sant’Antonio tramite la costruzione di una cappella dedicata a San Biagio.
Nel 1798 la chiesa di Fontanigorda fu elevata a parrocchia e fu intitolata ai SS. Antonio abate e San Giacomo apostolo. Inizialmente la chiesa era a navata unica, in tempi successivi furono costruite le due navate laterali.
La facciata fu costruita in seguito, una prima versione è probabilmente databile al 1902 (come emerge dalla lapide collocata in facciata e dalle cronache parrocchiali dalle quali si ricava che la facciata della chiesa fu realizzata in stile barocco nel 1902 dal capomastro Giovanni Clandestino di Lodi, per lire 7177). Una lapide nel timpano segnala interventi di restauro del 1911 e del 195o, quando l’architetto Castello progettò il nuovo timpano. Tra 2004 e 2006 la facciata fu nuovamente restaurata.

L’edificio è una ricostruzione in stile barocco, con orientamento Est-Ovest, preceduta da un ampio sagrato. La facciata barocca, è su due ordini, separati da una cornice modanata in aggetto. La parte inferiore è scandita da sei lesene corinzie, su alti piedistalli. Al centro e ai lati si aprono portali rettangolari, con cornice modanata, sormontati da decorazione in stucco a motivi a volute.
La parte superiore della facciata ha tre nicchie che contengono le statue in stucco opera di Giovanni Clandestino (notizie nel 1902) che raffigurano, da sinistra, sant’Antonio abate, al centro la Madonna e a destra san Giacomo. Alcune testine di angeli decorano la facciata della chiesa.

La parte superiore della facciata si raccorda a quella inferiore con rampanti curvilinei a volute, sormontati a i lati da pinnacoli a vaso, in pietra. La facciata è coronata da un frontone triangolare, spezzato, con timpano tripartito da lesene. Al centro del timpano si trova una lastra di marmo, entro cornice modanata. La cuspide, è sormontata da pilastrini rettangolari che sorreggono, ai lati statue di angeli, al colmo una croce in ferro. I fronti laterali, della navata maggiore e di quelle minori, sono scanditi in quattro campate da lesene a tutta altezza. Nella parte superiore dei fronti si aprono quattro finestroni a lunetta. Sul retro l’abside semicircolare è forata da due finestroni a lunetta ai lati e un rosone circolare, al centro, nella parte superiore.

Il campanile si addossa al presbiterio sul lato sinistro. A pianta quadrata, su tre ordini, di cui i primi due i pietra a vista, il terza con lesene d’angolo, in pietra a vista, separati da cornici marcapiano, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto. Al di sotto della cella corre una trabeazione spezzata in aggetto. La cella presenta lesene d’angolo, in pietra a vista, che reggono una trabeazione mistilinea in aggetto. La cella è sormontata da un tamburo ottagonale, in pietra a vista, coperto da cupola a cipolla in pietra.

L’interno della chiesa è a tre navate e presenta preziose decorazioni nella volta e nella parte absidale.
Tra le opere sono conservate in due nicchie all’interno delle pareti, in ancone in stucco, le due statue raffiguranti i titolari della chiesa.
La statua di sant’Antonio abate è in cartapesta, della seconda metà XIX secolo, il Santo tiene un libro nella mano destra e bastone cui è appesa la campanella nella sinistra. Un grosso maiale ai suoi piedi a sinistra.

 

Le feste patronali si tengono il 17 gennaio, in onore di sant’Antonio Abate ed il 25 luglio, in onore di san Giacomo.


Il Catalogo dei Beni culturali indica che nel Comune, ma non specifica in quale chiesa, sono presenti:

1) un dipinto a olio su tela del XIX secolo raffigura i ss. Rocco, Giacomo maggiore, Antonio abate e Carlo Borromeo. S. Antonio tiene un bastone cui è appesa una campanella. Ai piedi il maiale.
In basso a destra la scritta “Sili Capparoni dip”.


2) uno stendardo in seta e raso realizzato con ricamo e pittura che raffigura i quattro Santi con iconografia simile al precedente.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/houses/house/39472/Chiesa+dei+Santi+Antonio+e+Giacomo

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700191748 Statua cartapesta

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700191761 dipinto

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700191782 stendardo

CONFEDERAZIONE ELVETICA – GRONO, frazione Leggia. Chiesa parrocchiale dei SS. Bernardo e Antonio abate

Il Comune si trova nel Canton Grigioni. La chiesa sorge in Leggia, Paese, 13
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La prima menzione dell’edificio risale al 1419, fu distrutto da un alluvione; la nuova chiesa fu consacrata nel 1513.
Nel 1610 al corpo principale fu aggiunta la sagrestia, mentre nel 1686 fu realizzata la volta a crociera del coro e della navata.
La chiesa subì due restauri nel XIX e nel XX secolo: durante il primo furono recuperati gli stucchi sulla parete della navata, mentre nel secondo, fra il 1972 e il1975, i lavori interessarono l’intero edificio.
La chiesa, dotata di abside, è preceduta da un protiro la cui copertura è a crociera. Sull’abside si innalza un campanile del bassomedioevale, scandito da lesene e archi ciechi che riecheggiano lo stile romanico ma sovrastato da una cella campanaria e da una lanterna barocche

La chiesa ha pianta longitudinale e sull’unica navata, conclusa da un coro rettangolare, si aprono quattro cappelle. Nella navata si trovano alcuni altari in stucco, incorniciati da colonne e dotati di frontone ad arco ribassato. Ciascuno degli altari, realizzati fra il 1680 e il 1685, ospita una pala dello stesso periodo. Su quello maggiore, inoltre, si trova un quadro che raffigura la Madonna con San Bernardo di Chiaravalle e Sant’Antonio abate.
Sulla volta del coro, preceduto da paraste sulle quali rimangono tracce di un dipinto del XVI secolo, alcuni stucchi in stile barocco risalenti al 1686 ospitano i medaglioni su cui Francesco Antonio Giorgioli dipinse in quegli anni le figure degli Evangelisti. Di Giorgioli sono anche alcune grisaglie egli affreschi recuperati durante il restauro ottocentesco degli stucchi.

Nella chiesa è conservata, a destra del presbiterio, una statua di sant’Antonio abate.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Bernardo_e_Antonio_Abate

GIARRATANA (RG). Chiesa di Sant’Antonio abate

Corso Umberto I, 138
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La chiesa è documentata già nel Trecento in essa si venera l’immagine della Madonna della Neve Patrona del Paese.
La chiesa fu rasa al suolo dal sisma del 1693. L’opera di ricostruzione iniziò nei primi anni del XVIII secolo nella parte più alta dell’abitato. Il tempio già nel 1748 era ricostruito e adibito al culto, ma fu consacrato solo nel 1783.
L’alta facciata è in stile barocco, attribuita all’architetto Mario Diamanti. Il prospetto è suddiviso in tre ordini architettonici ornati da semicolonne. Il terzo ordine della facciata è adibito a cella campanaria.
Sul portone principale troneggia un’aquila bicipite in pietra asfaltica con la scritta “PRIMA BASILICA”. Nel secondo ordine spicca una grande vetrata istoriata, che raffigura Sant’Antonio e la Madonna della Neve, mentre i lati del prospetto ospitano le statue in pietra di San Francesco da Paola e di Sant’Antonio di Padova, opere del Moschetto(?).

L’interno è a tre navate, decorate con stucchi dorati; pregevoli in particolare le dorature e gli stucchi nella navata centrale e nelle cappelle del Santissimo Sacramento, dell’Addolorata e di Sant’Antonio attribuiti alla scuola del Serpotta.
Sull’altare maggiore è stata realizzata la monumentale cappella che custodisce la cinquecentesca statua della Patrona Maria SS. della Neve, unitamente al baldacchino settecentesco.
Nel presbiterio il coro in legno scolpito fa da cornice al soglio presbiteriale, riccamente decorato e dorato.

Nella chiesa si conservano inoltre: una tela del Settecento di Giovan Battista Ragazzi (San Francesco di Paola e san Corrado), nella navata sinistra accanto alla cappella del Santissimo Sacramento; una statua di Sant’Antonio abate del 1626, proveniente dall’antico abitato; una tela raffigurante la Gloria o estasi di Sant’Antonio forse attribuibile alla scuola del Novelli, della prima metà del Seicento; un dipinto della Madonna della Neve, realizzata dal sacerdote Gaetano Distefano, nel 1865, posto sopra l’ingresso alla sagrestia; una tela del Martirio di santo Stefano, attribuita al Mauri, nella navata di sinistra; una statua della Madonna Assunta in cielo del 1904, opera di Giuliano da Palazzolo Acreide.

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Durante la Festa il 17 Gennaio viene portata in processione la statua seicentesca e vengono benedetti gli animali.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Sant%27Antonio_(Giarratana)

EBOLI (SA). Monastero e chiesa di s. Antonio abate delle Benedettine di clausura

Vico delle Monache
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Sebbene il Monastero risalga al 1503 ne esistono citazioni già dal 1273, quando il convento con la chiesa, la vigna e le terre furono vendute all’Abate della Santissima Trinità di Cava. I Benedettini di Cava concessero il complesso ad un Ordine religioso femminile, documentato per la prima volta il 3 febbraio 1327. Quest’ordine aveva allora una badessa appartenente alle Clarisse e rimase a quest’Ordine fino al 1503 quando le monache presero l’abito benedettino.
Tra il 1500 e il 1600 la situazione economica fu difficile, fino a divenire disastrosa. A causa della peste del 1656 anche le Benedettine vennero colpite. Ne rimasero soltanto tre che morirono nel 1681. Nel 1699, dopo un riassetto dei beni e delle finanze, il monastero fu ripristinato.

All’inizio del XVIII secolo tutto il complesso e la chiesa furono restaurati in stile tardo barocco.
La situazione economica si consolidò e le donazioni continuarono per tutto il Settecento e fino alla prima parte dell’Ottocento. Con le leggi napoleoniche il monastero passò al Comune e nel 1861 fu soppresso, ma le monache non abbandonarono mai il luogo, l’edificio passò alla proprietà della Cassa Ecclesiastica di Napoli, detta Fondo Culto nel 1866. Nel 1913 fu aperta una scuola di taglio chiusa nel 1920 e riaperta nel 1951 con un educandato e chiusa definitivamente nel 1966 per l’ordine di papa Paolo VI di tornare alla clausura completa.
Le monache cercano oggi di sostenersi con ricami, produzione di ostie e soprattutto l’apicultura.

LA CHIESA
L’accesso principale al complesso avviene da Via delle Monache; attraverso il corpo centrale del convento, si giunge in un atrio colonnato. La parte terminale del corpo centrale del complesso è occupata dalla chiesa di Sant’Antonio di Vienne con l’annessa sagrestia.
La facciata della chiesa è divisa orizzontalmente da una cornice marcapiano. Nella parte inferiore, tra due lesene angolari, si apre il portone rettangolare con cornici in pietra sormontato da un medaglione raffigurante San Benedetto e Santa Scolastica; la parte superiore presenta due lesene angolari e capitelli in stile ionico. Conclude la facciata un timpano triangolare con oculo.
La chiesa è a un’unica navata in stile tardo barocco a pianta rettangolare, divisa in quattro campate. La prima è coperta con volta a vela, la terza con cupola ribassata, le rimanenti con volte a botte. I fianchi della navata sono scanditi da un ordine di lesene con capitelli in stile corinzio, sulle quali si imposta la cornice aggettante.

In fondo alla navata è situato l’altare maggiore in marmo policromo su cui troneggia un dipinto del XVII – XVIII secolo raffigurante “L’incoronazione della Vergine con Sant’Antonio abate e Santi”. La Vergine appare al centro del dipinto con il Bambino, due angeli in gloria reggono la corona sul capo. Ai lati, S. Antonio abate, a sinistra (con bastone e campanella, tau sul mantello) e S. Romualdo, fondatore dell’ordine dei Benedettini riformati, e in basso, ritratti a mezzo busto, S. Benedetto e S. Scolastica. Tra i due Santi é raffigurato lo stemma della Famiglia Caravita, probabilmente committente dell’opera.

Arricchiscono il corredo della chiesa altri dipinti: uno sulla parete destra raffigurante “San Michele Arcangelo” del XVIII secolo, e l’altro sulla parete opposta, raffigurante la “Sacra famiglia con Dio Padre” del XVII secolo; le due acquasantiere in marmo del 1653 e le pregevoli gelosie in legno intarsiato collocate nella parte alta della navata, contribuiscono ad impreziosire l’ambiente.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_Sant%27Antonio_Abate

https://comune.eboli.sa.it/luoghi/3107921/monastero-chiesa-sant-antonio-de-vienne#description

https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1500047473

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500664029 dipinto

 


 

Il Catalogo dei Beni Culturali segnala a Eboli, ma senza indicare la precisa collocazione, una statua lignea di sant’Antonio abate, datata al 1790-1810.
Opera di bottega dell’Italia meridionale.

Il Santo  tiene nella mano sinistra un libro con sopra il fuoco e un bastone cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500664134