CICCIANO (NA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via G. Matteotti
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La Chiesa fu riedificata tra il 1707 e il 1733 sulle rovine di una primitiva Cappella che era stata eretta nel 1617-18.

La facciata è a capanna abbellita da quattro paraste; il portale termina con una finestra semicircolare. Sul timpano un orologio.
A sinistra il campanile con tre piani e grandi finestre concluso da un’alta cuspide piramidale.

 

 

L’interno conserva la statua del Santo che tiene con la mano sinistra un libro su cui è un fuoco; con la destra un bastone. Ai piedi un maiale.

 


A gennaio si celebra solennemente la festa di sant’Antonio abate con i tradizionali falò; la tammuriata; musiche con antichi strumenti tradizionali e i tre giri propiziatori intorno alla Chiesa.

 

 

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CAMPOTOSTO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sita nella parte alta e più antica del borgo, Via Castello, 230
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La Chiesa fu edificata nel corso del 1359; fu ristrutturato più volte nel corso dei secoli.
L’impianto originale, più piccolo dell’attuale e limitato al nucleo centrale, risale presumibilmente al 1697 come riporta un’iscrizione incisa sull’architrave dell’ingresso tamponato posto sulla parete di sinistra.
Nel 1834 la chiesa fu interamente ristrutturata: furono demolite in parte le originarie pareti longitudinali per consentire l’ampliamento da entrambi i lati con conseguente cambio di orientamento. Negli anni ’20 del 900 la chiesa ha subito un nuovo restauro; a tale periodo risale la ricostruzione del campanile a torre posto a destra della facciata principale.
A seguito del sisma del 2009 la chiesa ha riportato lesioni di lieve entità vicino alle teste delle travi lignee e in corrispondenza dell’attaccatura della facciata alle pareti laterali.

Campotosto. Chiesa S. Antonio abate, post sisma

La chiesa era stata molto danneggiata dal terremoto del 2017; sono stati posti travi di sostegno anche in facciata e i lavori di riparazione sono stati approvati nel 2023.

 

La facciata rettangolare, a coronamento orizzontale in conci di pietra, è interrotta da un portale a stipiti lisci con soprastante finestrone circolare. Alla sua destra il tozzo campanile in pietra.

La pianta è rettangolare ad aula unica, con presbiterio quadrangolare, in posizione absidale, rialzato di un gradino dal piano dell’aula, separato da un arco santo in conci lapidei con sottostante balaustra in legno.

L’altare preconciliare in legno, riccamente decorato, risale al 1942-44 per opera di Settimio e Amerigo Vertelli in sostituzione dell’antico altare seicentesco, di cui alcuni frammenti si trovano in sagrestia.
Nell’altare è custodita la statua di sant’Antonio abate, mentre ai lati si trovano quelle di sant’Antonio di Padova e di santa Lucia. Nella navata si trova la statua della Vergine.

 

 

 

 

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https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/1115/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE (PE). Chiesa di Sant’Antonio abate

La Chiesa sorge lungo il perimetro dell’originario nucleo, quasi di fronte al duomo dei SS. Valentino e Damiano, in un vicolo strettissimo, Strada S. Antonio, 6
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La chiesa fu edificata nel 1715 e presenta una bella facciata barocca a due ordini, timpano curvilineo e campaniletto a vela. Il portale è riccamente decorato con rilievi in pietra locale. Sull’architrave si può notare l’iscrizione latina della dedica a s. Antonio abate e la data: “MDCCXV”.

L’interno, con pianta a croce greca, è ricco di capitelli ionici, rosette, stucchi e riquadri tipicamente barocchi. Sulla sommità si trova una cupola molto bassa con una croce in stucco e delle stelle.
Il pavimento lapideo è originale, la copertura è a botte.
Sull’altare maggiore è posto un tabernacolo ligneo opera di artigiani detti “maestri marangoni”, cioè falegnami ebanisti, di origine veneta, che tra il Sei-Settecento costituirono quasi una scuola d’arte non solo in Abruzzo ma in quasi tutte le regioni d’Italia.
Un piccolo organo a canne di scuola napoletana (secolo XVIII) è posto sulla cantoria in controfacciata.

Tra i dipinti sono conservati: “Vergine Immacolata tra i santi Nicola di Bari e Antonio di Padova” di Marino Franchi, 1848 circa; “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Enrico Marchiani, 1849; “Transito di San Giuseppe” di Tito Orlando, 1849.

Una statua di sant’Antonio abate è portata in processione durante la sua festa a gennaio.

Attualmente, la chiesa è chiusa per i gravi danni strutturali riportati a causa del sisma del 2009.

 

Link:
http://www.chiesasanvalentinoac.it/la-chiesa-di-santantonio-abate/

TEMU (BS), frazione Pontagna. Chiesa di Santa Maria nascente, statua di s. Antonio abate, 1665-70

La chiesa fu costruita nei primi decenni del XVII secolo nel centro dell’abitato di Pontagna, Via Tollarini. Anticipata da un sagrato quadrangolare, presenta un impianto a capanna, con aperture centrali di cui un portale ed una finestra superiore, affiancate da lesene, mentre in sommità vi è una croce metallica.

L’interno è a navata unica, con copertura voltata a crociera, interamente intonacata e decorata, presenta presso il presbiterio due altari laterali. Il presbiterio è rialzato e quadrangolare, dotato di copertura voltata a botte terminante con volta ad ombrello, ed è definito da un fondale absidale piano su di cui è impostata il ricco altare maggiore con cornice lignea scolpito.

L’altare laterale sinistro ha l’ancona lignea scolpita. Sopra la base con racemi e cherubini si innalzano colonne decorate con tralci d’uva che si avvolgono a spirale. Architrave e fregio si trovano solo in corrispondenza delle colonne. In alto il lavoro è concluso da un frontone interrotto su cui siedono sei angeli musicanti, mentre al centro, su basamento è la statua di S. Giovanni Battista. Lateralmente l’ancona è completata da volute e da cherubini reggimensola che sostengono a sinistra la statua di S. Antonio abate, a destra quella di S. Francesco. Non sono note fonti documentarie relative all’opera. L’impianto architettonico è quello tradizionale dei Ramus, inoltre i particolari decorativi si avvicinano alla produzione della bottega compresa tra il 1665 ed il 1670. Forse la cornice interna, posta intorno al dipinto a olio, non è coeva alle altre parti del lavoro, potrebbe trattarsi di un’aggiunta successiva.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300082140

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59106/Chiesa+di+Santa+Maria+Nascente

MANDURIA (TA). Chiesa della Purificazione di Maria o di San Cosimo, con immagini di s. Antonio abate

Fino al 1699 esisteva in Casalnuovo/Manduria una cappella dedicata a S. Antonio abate. In quell’anno fu demolita per erigere una chiesa più grande che accogliesse la Confraternita della Purificazione. Dopo la ricostruzione, fu denominata Chiesa della Purità/Purificazione di Maria, meglio conosciuta dai fedeli come Chiesa di S. Cosimo.

All’interno della nuova chiesa, a sinistra dell’ingresso, proprio nel luogo in cui sorgeva l’antichissima cappella, si conserva una nicchia con un affresco della prima metà del XVIII secolo raffigurante sant’Antonio abate in atto di pregare, con accanto un maiale; il braccio sinistro regge un bastone con appesa una campanella. Accanto ha un libro dove si legge “Mihi, credite fratres, pertimescit Satanas piorum vigilias” (“Credetemi fratelli, Satana teme molto le veglie dei pii”).
Il dipinto, di autore ignoto e di ambito pugliese, risale — secondo il Guastella — alla prima metà del secolo XVIII. Esso misura 171 x 190 cm. Recentemente l’affresco è stato restaurato. Vedi immagine in alto.
L’antica cappella era piuttosto ampia, presentava la volta a tegole e un solo altare dedicato al Santo, che era raffigurato in una pittura. Non si conosce la data della sua edificazione, ma certamente era esistente da molto tempo; infatti, su i due lati della nicchia si trovano i resti di altri affreschi, sicuramente molto più antichi perché richiamano i canoni dell’arte bizantineggiante.

All’interno dell’attuale chiesa sono presenti altre due dipinti raffiguranti sant’Antonio abate.
Il primo è un tondo di 60 cm di diametro, olio su tela, datato dal Guastella XVIII secolo, collocato in alto sulla parete absidale, sopra l’altare e raffigura il busto del Santo.

Il secondo è un olio su tela di 69 x 24 cm, datato secolo XIX-XX, che si trova attualmente nella sagrestia e raffigura il Santo mentre legge un libro e tiene nella mano destra un bastone con terminazione a “L” cui è appesa una campanella.
Nella chiesa è conservata è anche una statua del Santo di recente datazione.

 

Link e immagini da:
https://www.manduriaoggi.it/?news=63778