RAIANO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

L’edifico è inserito tra le case della parte più antica del centro abitato.
https://maps.app.goo.gl/AwCEVy2D9D8whqTE8

Sopra il portale della piccola chiesa si legge: “A.D. 1004 erectum. 1776 restauratum”.
L’edificio attuale è opera delle ristrutturazioni del XVIII secolo.

La facciata è rettangolare e piuttosto bassa, con due piccole aperture ai fianchi del portale, che presenta una cimasa decorata, e al di sopra una più grande finestra rettangolare dotata di cornice.

 

Sant’Antonio abate è festeggiato il 17 gennaio e, con il compatrono san Venanzio, il 17 maggio.

I festeggiamenti per s. Antonio comprendono anche una processione della statua del Santo dalla chiesa omonima sino alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
La statua lignea è abbigliata con paramenti in stoffa; nella mano destra ha un bastone a tau; nella sinistra un libro con sopra una fiamma.

 

Immagini da:
https://m.facebook.com/p/Comitato-Solenni-Festeggiamenti-San-Venanzio-Martire-Raiano-100064602466063/?locale=be_BY

FONTANETO D’AGOGNA (NO), frazione Sant’Antonio. Oratorio di Sant’Antonio abate

Località Sant’Antonio, 60, a sud-ovest dell’abitato
https://maps.app.goo.gl/uVf6DQDTCfniBDNv5

Le dimensioni del primitivo edificio ad aula rettangolare (7 x 4,8 m), monoabsidata (diam. 3,15 m) e la tecnica muraria, in ciottoli di fiumi disposti a spina di pesce alternati a corsi di mattoni, affiorante dall’intonaco del muro a nord, fanno pensare a stilemi romanici del XII secolo. Questo primo edificio occupava l’area attualmente destinata ai fedeli, con abside semicircolare orientata ad est. Dal 1618 al 1628 l’Oratorio di Sant’Antonio viene descritto dai Vescovi Taverna e Volpi con abside orientata, isolato, ampio, senza pavimento, coperto da una struttura lignea con coppi a vista e con pareti che minacciano rovina. La facciata, ad ovest, è a capanna, con l’ingresso principale sormontato da un’apertura orbicolare. Altre due finestrelle, ai lati dell’altare, illuminano l’interno.
L’orientamento dell’Oratorio nel 1676-78 variò. Fu abbattuta l’abside per costruire ad occidente un nuovo presbiterio di forma quadrata (lato 3,2 m) coperto da una volta a botte. L’altare aderiva alla parete di fondo e nell’angolo sud della nuova facciata fu edificato il primo campanile con l’accesso dalla chiesa.
Solo nel 1702 la chiesa si configurò nella forma attuale: fu costruito il coro (lungh. m 3,5 e largh. m 4,5), la navata fu coperta con una volta a botte e illuminata da cinque finestre. Il tondo con l’Assunta, affrescato sulla volta del presbiterio, è citato per la prima volta nel 1733.
Nel 1721 fu completata la nuova facciata e in quest’occasione il pittore Bartolomeo Maggi affrescò il riquadro sopra la porta con il Crocifisso, Sant’Antonio e San Girolamo (sostituito poi da Antonio Pinoli con San Rocco nel 1832).  Sant’Antonio è raffigurato in ginocchio mentre tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella.
Altre opere di ampliamento della chiesa e del campanile continuarono fino al 1927 con la costruzione del vestibolo antistante la facciata.
L’antico altare ligneo era ornato con una tabula raffigurante l’Annunciazione, che fu rimpiazzata dalla tela di Sant’Antonio abate nel 1698.
A sinistra dell’altare oggi è posta la statua di s. Antonio abate, opera dello scultore  Giuseppe Nardini di Milano (fine XIX secolo ?). Il Santo, in saio marrone, tiene nella mano sinistra un bastone a croce cui è appesa una campanella.

La chiesa conserva preziosi affreschi del XV secolo, presenti in origine sull’arco trionfale e che in seguito al cambiamento dell’orientamento, oggi sono in controfacciata. Sono attribuibili al maestro Daniele De Bosis (documentato dal 1479 – morto prima del 1505) e databili tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo. Raffigurano l’Annunciazione, nell’iconografia stilistica dell’Angelo a sinistra, Dio Padre al centro, la colomba e la Vergine sul lato destro simmetrico all’Angelo. Al di sotto della Vergine è identificabile un San Sebastiano in abito da cavaliere e sotto l’Angelo si evidenzia un Sant’Antonio abate con il bastone pastorale.

 

Dello stesso Maestro sono inserite nel muro sinistro del presbiterio due Apostoli ad affresco che decoravano l’antica abside. Sulle pareti laterali della navata si celano altri affreschi, alcuni dei quali già restaurati alcuni anni fa.

Un riquadro sulla parete sud della navata (a sinistra) rappresenta la Madonna in trono con Gesù bambino e San Rocco.

 

Fotografie e notizie da:
https://www.cittacuriosa.it/attrazioni/fontaneto-santantonio-chiesa-di-santantonio-abate/

BOVEGNO (BS), frazione Graticelle. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

La piccola frazione di Graticelle è un gruppo di antiche case (alcune iscrizioni le datano ad esempio al 1510, 1547, 1557) disposte ad anfiteatro attorno alla chiesetta che si affaccia direttamente su strada, e cui si accede tramite dei gradini.
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La chiesa fu costruita tra il XV ed il XVI secolo; fu ampliata sulla fine del secolo XVII con la costruzione del coro, della sacrestia e delle due cappelle laterali. Il 25 agosto 1695 il Vicario generale Ludovico Bigoni concedeva la facoltà di costruire il coro attuale, e fu allora che vennero creati i due altari, mentre prima doveva esserci un altare solo. Nei primi decenni del XX secolo fu ristrutturata.
Un decreto vescovile del 12 marzo 1961 erigeva la parrocchia sotto il titolo di S. Antonio abate, riconosciuta agli effetti civili il 10 agosto 1968.

La facciata presenta una struttura a capanna, con aperture centrali di cui un portale in pietra locale ed una finestra rettangolare posta superiormente. Il campanile è impostato sul fianco sinistro della facciata.
L’interno, a navata unica con volte alternate a botte ed a crociera decorate, ha le cappelle laterali in posizione centrale. Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, è dotato di coro ligneo e fondale absidale piano sul quale, sopra l’altare maggiore, è posta la preziosa cornice lignea seicentesca di Prospero Calabrese da Pralboino. La pala dell’altare maggiore rappresenta in alto la Madonna e in basso S. Antonio abate fiancheggiato dai Santi Faustino e Giovita in abito militare; questa tela è opera di un artista anonimo di ispirazione Morettiana (Alessandro Bonvicino, detto il Moretto; Brescia, 1492 – 1495 circa – 1554): si ipotizzano Antonio Gandino (Brescia, 1560 – Brescia, 1631); oppure Pietro Marone (Brescia, 1548 – Brescia, 1603) oppure Grazio Cossali (Orzinuovi, 1563 – Brescia, 1629).
Sull’altare laterale di destra vi era un S. Antonio di Padova venerato da un devoto, tela di poco pregio ora riposta in sacrestia e sostituita da un moderno e sobrio S. Cuore di Gesù di Gabriel Gatti.
Sull’altare di sinistra è venerata una bella Madonna in trono col Bambino, seicentesca, dipinta su tela e collocata in una cornice coeva ma posta in un’altra più grande soasa (cornice lignea) barocca che contiene alcuni affreschi votivi molto interessanti e ben conservati, resti forse di una completa decorazione a fresco. Sulla parete di sinistra vi è una bella Madonna e una S. Lucia patrona dei Minatori con la data del 1484. Di fronte sulla parete destra, vi è un grande affresco che rappresenta una Imago Pietatis, con in evidenza sul fronte del sepolcro una preghiera scritta fittamente in carattere tardo gotico, datata 14 sett. 1511; la data segnala un anno terribile di fame e di peste, mentre il territorio bresciano era occupato dalle truppe di Luigi XII.
Pregevoli sono pure le opere a intaglio di Faustino Bonomi da Avenone, Carlo Lancelotti da Inzino e con tutta probabilità Marchiondo Bonomino da Bione.
La chiesa conserva una statua di s. Antonio abate con bastone e maiale.
La storia religiosa del paese riferisce la presenza in passato di un’attiva confraternita, la scola di S. Antonio promotrice dei ripetuti interventi di abbellimento della chiesa.

 

Sant’Antonio abate è patrono della frazione Graticelle e viene solennemente festeggiato il 17 gennaio.

 

Link e immagini:
https://www.enciclopediabresciana.it/enciclopedia/index.php?title=GRATICELLE

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52206/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate


 

All’interno dell’abitato di Graticelle, in frazione Graticelle 56, sorge un‘edicola con all’interno una raffigurazione di s. Antonio abate.
https://maps.app.goo.gl/54HihVAZDZhdW5m7A

GROSSETO, frazione Roselle, località Vallerotana. Cappella rurale di Sant’Antonio abate

Strada Provinciale 41 – strada Sbirro
https://maps.app.goo.gl/5rPrJS4HwEXPqVrQ7

 

La cappella di Sant’Antonio abate fu edificata nel 1971.
Sin dalla costruzione appartiene al territorio della parrocchia di Roselle (Chiesa Parrocchiale dell’Immacolata Concezione).
Due grandi finestre rettangolari sono ai lati del portone. Un piccolo campanile a vela con una campana è posto sull’angolo posteriore destro.

L’interno è molto sobrio. 

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Qui si svolge la benedizione degli animali la domenica più vicina al 17 gennaio, festa di s. Antonio abate.

 

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In zona vi è anche un pilone con un bassorilievo di sant’Antonio abate.

 

 

Fotografie di Pier Mosetti

VARESE. Chiesa di Sant’Antonio abate alla Motta

Piazza della Motta
https://maps.app.goo.gl/UfAwLNhBaYyR3J4X7

La Chiesa sorge sulla collina che fin dall’anno 1000 ospitava il mercato cittadino e il tribunale del contado del Seprio. Qui in epoca medievale si era insediata la civica Confraternita di Sant’Antonio, che lì eretto una cappella. Nel 1593 l’architetto Giuseppe Bernascone progettò l’ampliamento di tale primitivo edificio (di cui venne preservata una parte del pavimento). I lavori durarono dal 1606 al 1614; nel 1619 fu dato inizio al campanile. Ne risultò un edificio diviso essenzialmente in due parti: un avancorpo largo e squadrato e un settore posteriore (in corrispondenza del presbiterio e dell’abside) più stretto ed allungato.
Nel 1604 l’ebanista Marco Antonio Bernasconi intagliò il bel coro ligneo absidale.
Tra il 2007 e il 2010 si svolse una campagna di restauri sia degli interni sia degli esterni dell’edificio. Nello stesso periodo si operò anche il rifacimento della copertura.

L’esterno presenta un aspetto sobrio con tre portali di accesso in pietra. I due laterali, i più piccoli, sono dotati di un timpano triangolare mentre quello centrale, il più grande, di un timpano curvilineo e sorretto da mensole decorate. La facciata principale è scandita da quattro lesene; le due centrali hanno una larghezza inferiore rispetto a quelle poste agli estremi della facciata. Al centro si trova una vetrata policroma rettangolare.
In basso a sinistra è collocata una statua di S. Antonio al di sopra di un piedistallo lapideo. Superiormente una sporgente fascia marcapiano, sorretta da sobrie mensole, divide la parte inferiore da quella sommitale. Questa è composta da un elemento centrale dotato di un timpano triangolare, di due elementi a voluta ai lati, di due lesene a sezione semicircolare e di una nicchia vuota. Ai lati si trovano due balaustre tamponate e due piccoli obelischi agli angoli.

 

L’interno della chiesa è a navata unica con abside rettangolare; nella zona più vicina all’ingresso vi sono quattro nicchie sulle quali sono collocate quattro statue in terracotta raffiguranti S. Paolo, S. Ilario, S. Macario e S. Onofrio, opera del 1613-23 di Francesco Selva.
Entrando a sinistra si trova una cappella laterale a pianta rettangolare illuminata da una vetrata. Al di sopra di un altare policromo in marmo, al centro di una finta architettura affrescata, è collocata una tela raffigurante l’Adorazione dei Magi.
L’area presbiteriale è separata dalla navata da tre gradini. Sulla parete di fondo si trova la statua lignea del 1604 raffigurante S. Antonio, opera dello scultore Sessa di Velate, poi collocata sopra di un piedistallo in marmo.
In corrispondenza della controfacciata si trova una tela firmata da G. Lanfranco raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Giuseppe e S. Carlo. Entrando a destra, al di sopra del confessionale in legno intagliato, si trova una tela raffigurante la Madonna con il Bambino insieme ai Santi Agostino e Marta.
L’interno della chiesa è caratterizzato da un ricco ciclo di affreschi che danno vita a un complesso di scenografie e finte architetture. La maggior parte della decorazione pittorica parietale interna si deve al pittore Giuseppe Baroffio, che vi affrescò, tra 1748 e 1756, un suggestivo complesso di scenografie e finte architetture (parapetti, balconi, colonnati sovrapposti) a trompe-l’oeil, tale da ingigantire la percezione spaziale dell’ambiente interno. L’area presbiteriale è esaltata da un finto colonnato e da un monumentale coro ligneo intagliato che abbraccia tutto il perimetro absidale.

Il giovane pittore Giovanni Battista Ronchelli (Castello Cabiaglio VA, 1715 – Castello Cabiaglio, 1788); era anche membro della Confraternita di Sant’Antonio) fu assunto come figurista per completare il tutto dipingendo le scene principali. Egli affrescò nell’area presbiteriale, accanto a un finto tiburio con cupola, la Gloria di Sant’Antonio in cui il Santo ascende al cielo sorretto da angeli esultanti per raggiungere tra le nubi Dio Padre e Gesù.

Nella navata, in corrispondenza dell’ingresso, affrescò sulla volta l’Esaltazione della santa Croce che viene sorretta da schiere angeliche.

 

 

Bibliografia:
Andrea Spiriti; Beatrice Bolandrini; Laura Facchin; Massimiliano Ferraril (a cura di), La chiesa di Sant’Antonio Abate alla Motta di Varese, Italia Nostra Varese, 2023

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15449/Chiesa+di+Sant%27Antonio+alla+Motta

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_alla_Motta

 


La domenica più vicina alla ricorrenza di sant’Antonio abate il 17 gennaio, viene celebrata una festa con benedizione degli animali, falò e banco gastronomico.