MONTORIO ROMANO (ROMA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sita all’ingresso del paese in Via Roma, la strada che collega Montorio Romano a Nerola.
https://maps.app.goo.gl/7DkVssWHPSDMsnEg9

 

Dal 1913 iniziarono i lavori per la costruzione della piccola chiesa che fu consacrata i 25 ottobre 1916, come riporta una lapide a destra dell’altare.
Tra il 2000 e il 2010 la chiesa è stata oggetto di una complessa campagna di restauri che ha interessato il tetto e l’intonaco delle pareti di tutto l’edificio.

La chiesa presenta un profilo a capanna con un piccolo campanile a vela a un fornice, posto a sinistra del tetto, Un portale con architrave e timpano triangolare; l’architrave presenta un incisione con la scritta “INOS S.ANTONIO MCMXIII ” ed è sorretto da due mensole dal profilo curvo a “cavetto”. Ai lati della facciata rivestita in pietra ci sono due lesene e due finestrelle quadrate.

L’interno, a navata unica con pianta rettangolare, si presenta intonacato e in un buono stato; l’edificio è coperto da un tetto a due falde sostenuto da due capriate lignee a vista.

 

Al centro della parete presbiteriale c’è l’altare a muro, sopra è presente una nicchia contenente la statua votiva di S. Antonio abate che indossa un saio, ha la mano destra nel gesto di benedizione; con la sinistra tiene un bastone cui è appeso un campanello. Un grosso maiale è davanti ai suoi piedi.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/42107/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

CASTEL DI SANGRO (AQ). Basilica di Santa Maria Assunta con statua di s. Antonio abate

La basilica fu edificata fra il 1695 ed il 1707 da Francesco Ferradini e dal 1707 al 1725 da Giovanbattista Gianni (o Giani), i quali inserirono nella nuova struttura elementi decorativi e scultorei appartenenti alle precedenti chiese (del X e del XIII secolo; della ricostruzione dopo il terremoto del 1456 e che fu considerata troppo piccola e demolita nel 1655).

 

Sulla facciata sono state collocate otto statue in altrettante nicchie, circa XVIII secolo.
Nell’ordine inferiore, da sinistra san Caetano, Vergine Assunta, San Rufo, Santa Concordia; nell’ordine superiore i santi Rocco, Antonio abate, Emidio, Sebastiano.

 

Sant’Antonio abate è raffigurato con lunga barba, bastone in mano e maialino ai piedi a sinistra.

 

 

 

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Maria_Assunta_(Castel_di_Sangro)

http://www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=97523

VIZZINI (CT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Lombardia
https://maps.app.goo.gl/EcwuELdiveJKwGm47

 

Il 3 giugno del 1682 la chiesa di Sant’Antonio fu visitata dal Vescovo della Diocesi di Siracusa mons. Francesco Fortezza; nel “Liber Visitationis” venne riportata la seguente breve descrizione: «Chiesa nominata S. Antonio. Altari: maggiore con immagine relevata, B.M. degli ammalati, S. Paolo eremita, SS. Apostoli Simone e Giuda (immagine).»
Il terremoto del 1693 danneggiò gravemente la chiesa che comunque fu citata nel “Liber Visitationis” da mons. Asdrubale Termini che il 14 gennaio del 1697, scrisse: «Chiesa di S. Antonio Abbate Altari: S. Simeone, S. Isidoro, S. Paolo primo eremita, S. Antonio abate.»
La chiesa fu nuovamente visitata l’8 dicembre del 1702, nel “Liber Visitationis” fu riportata la seguente breve descrizione al foglio 63: «Chiesa di San Antonio Abbate, Altari: maggiore, SS Simone e Giuda, S. Paolo primo eremita, S. Isidoro Egipto, S. Antonio.»
Secondo le “Memorie” inedite di Padre Bernardino Oddo, riportate da G. Santoro nella propria opera “Da Bidi a Vizzini”, pubblicata a Catania nel 1927, l’antica chiesa di S. Antonio ricostruita sulle proprie rovine, era sede di una confraternita e possedeva un quadro di Filippo Paladini, rappresentante il Santo Eremita tentato dai demoni sotto forma di donne impudiche, che fu portato in Spagna alla Corte Reale. «La detta chiesa fu arricchita di un bellissimo quadro all’altare maggiore posto dinanzi alla statua; pittura di quel celebre Paladino, il quale avendone fatto prima di quello che esiste un altro contenente la tentazione del Santo e perché vi era la tentazione di demoni in figure di donne e perché era così al vivo fatto da quel nobile pennello, esposto in chiesa non attirava la devozione dei Bizinesi, motivo ne fu pittarne un altro qual’ è quello che si vede esposto ed il primo fu dato al Re di Spagna nella cui galleria e real palagio si conserva.»

La chiesa ha la facciata definita da una superficie piana ad impianto retto e squadrato caratterizzata in alzato dall’ordine gigante dorico. Al prospetto è anteposta una scalinata che raccorda il dislivello con il piano del sagrato. Un finestrone è collocato sopra il portale. La parte sommitale presenta un profilo a capanna, sul cui vertice è collocato un campanile.
L’edificio è ad aula rettangolare. All’interno della navata, l’ordine architettonico ripartisce i prospetti laterali in quattro sezioni in cui si alternano simmetricamente per ogni lato arcate e campiture libere rifinite ad intonaco. La navata è segnata da un apparato decorativo in stucchi definito dall’ordine architettonico ionico. La zona presbiteriale è sopraelevata da un gradino. La copertura della navata è realizzata con una volta a botte con due unghie. Le coperture a falda inclinata sono costituite da un sistema di capriate lignee che hanno il compito di sorreggere i sovrastanti arcarecci in legno, il tavolato ed il manto di copertura in coppi alla siciliana.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificios/edificio/84312/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-antonio-abate?ldc


 

Nella chiesa di San Vito martire a Vizzini, è conservato, nel secondo altare a sinistra, una statua di sant’Antonio abate che tiene nella mano destra un bastone pastorale e nella sinistra un libro con sopra un fuoco. Ai suoi piedi, a sinistra il maiale e a destra la mitra.

Immagine da:
https://abbantonio.blogspot.com/search/label/Vizzini%20-%20CT

CRODO (VCO), frazione Maglioggio. Chiesa di Sant’Antonio abate

All’interno dell’abitato della frazione.
https://maps.app.goo.gl/Qjibxhv9DqZZ9aDY9

Maglioggio è la frazione più consistente di Crodo ed ebbe presto il suo piccolo oratorio dedicato a S. Antonio abate, sufficiente a soddisfare la devozione dei montanari, i quali tuttavia dovevano scendere fino a Crodo nelle domeniche e feste di precetto. Questo oratorio è ricordato la prima volta nel Sinodo di Cesare Speciano del 1591 e poi ricorre in quasi tutti gli Ordini di visita pastorale seguenti. Da quelli fatti in occasione della visita pastorale del vescovo cardinal Taverna (3 settembre 1616) si ricava che questo oratorio era di modestissima fattura: un vano rettangolare senza finestre ‘sui lati, ma aperto sulla facciata, difesa da cancelli di legno, attraverso i quali passavano il vento e l’umidità. Questo tipo di costruzione ha una età difficile da stabilire, ma è certo anteriore al secolo XV.
Nel secolo XVII, a causa dell’aumento della popolazione ed anche di un maggior bisogno di assistenza religiosa, gli uomini di Maglioggio, vollero rifare l’oratorio, dandogli forma più moderna e maggiore ampiezza. Negli Ordini di visita pastorale del 10 giugno 1641 il vescovo Antonio Tornielli approva la richiesta del popolo di Maglioggio: «concediamo che questo oratorio si possi rinnovare, purché si rifaccia in modo che la nave di lui sia lunga almeno braccia 10 et la cappella in capo larga almeno 5 braccia, con le dovute larghezza et altezza et con le opportune finestre et porte et purché si levi via il forno che sta vicin».
I lavori furono iniziati subito e progredirono rapidamente. Il nuovo oratorio è quello che si vede tuttora. Semplice e funzionale nel disegno, ha sempre modeste dimensioni, ma sufficienti per le necessità del paese.
La scritta incisa nell’architrave della porta: “ 1642 AT P AC V” è di difficile interpretazione, ma ricorda la data del completamento; invece l’oratorio fu consacrato il 14 gennaio 1644.
Nel 1702 fu fabbricata sul alo destro dell’oratorio la sacrestia ed una casetta per uso del parroco o del cappellano.
L’oratorio di S. Antonio abate subì un ultimo restauro nel 1919 ed ebbe anche una nuova dedicazione, come indica la scritta sulla facciata: « Sancto Antonio Abbati et Dominae Sacratissimi Cordis Jesudicatum».

La facciata è impostata in maniera tradizionale: una porta con due finestre a lato. La luce piove all’interno attraverso la bella e tipica finestra serliana .
Un piccolo campanile con una campanella è posto sul lato destro della facciata.

La copertura è a volta e il presbiterio ha altare e alzata in stucco di discreta fattura.
Sull’altare è posta in una nicchia una statua di s. Antonio abate con saio marrone, che tiene con la mano sinistra un bastone a croce cui è appesa una campanella e con la destra un libro in verticale su cui è il fuoco. Il maiale è accucciato ai suoi piedi.

Quando fu rinnovata la decorazione della cappella e dell’altare del S. Rosario nella chiesa parrocchiale di S. Stefano di Crodo, intorno al 1619, fu tolto e posto nell’oratorio di Maglioggio il quadro che stava sopra l’altare. La tela di 235 × 170cm, è ora appesa sopra la porta di ingresso e rappresenta la Madonna seduta, con il Bambino sul ginocchio sinistro che dà la corona del Rosario a S. Pietro martire che sta alla sua destra, mentre S. Domenico, alla sua sinistra, distribuisce le corone ad un gruppo di devoti inginocchiati in basso; attorno sono i riquadri con i quindici Misteri del Rosario. L’impostazione, ancora cinquecentesca fa pensare a un pittore, non locale, della fine del 1500 o dell’inizio del 1600.

 

Link:
https://www.parrocchievalleantigorio.it/nuovo/santantonio-abate-maglioggio/

BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Salita Villa Flavia, 23
https://maps.app.goo.gl/GzSrYLjLiFEV28Mt9

Anticamente esisteva una chiesetta con al medesima intitolazione. Citata nel 1590. Una prima riedificazione avvenne nella prima metà del ‘600, a conferma la data posta sul piedistallo dell’acquasantiera con l’iscrizione scolpita: “FIERI FECIT BERNARDUS BENEDICTUS ET CASALAINA. 1637”.
Nel Settecento, sotto il mandato dell’arciprete Giovanni Cutropia, fu posto a custodia della costruzione un eremita, il quale, con le elemosine edificò una chiesa nuova. Un secondo eremita accrebbe e abbellì con proventi e donazioni la chiesa rustica, Una relazione dell’epoca, redatta per la descrizione del patrimonio immobiliare ecclesiastico, la descrive con tre cappelle: una dedicata a Sant’Antonio abate con un quadro, una al Santissimo Crocifisso e un’altra alla Beatissima Vergine del Rosario.
Nel 1821, alla costituzione del nuovo comune di Barcellona Pozzo di Gotto, l’edificio passò sotto la giurisdizione dell’arcipretura della chiesa di San Sebastiano.
Nel 1905 fu ampliata la parte anteriore della chiesa con conseguente riduzione della piazza antistante. Nel 1943 la chiesa fu elevata a parrocchia autonoma con bolla dell’arcivescovo di Messina Angelo Paino.
Nel 1960 circa, nuovi interventi di restauro mirano al consolidamento delle strutture. I lavori compromettono la stabilità dell’edificio e stravolgono l’aspetto esterno: furono demoliti i contrafforti sul lato ovest per allargare la via d’accesso al sagrato, i muri perimetrali furono caricati da telaio in cemento sacrificando il tetto in legno originario.
Nel 1978, dopo il terremoto del Golfo di Patti, l’edificio fu nuovamente restaurato a causa dei danni subiti. Un ulteriore intervento di restauro è stato effettuato sul finire degli anni ’90 alle strutture del tetto e dei muri perimetrali.

La facciata è a capanna con portale scolpito sormontato da rosone con otto colonnine.

L’interno è a navata unica con altari addossati alle pareti laterali e simulacri custoditi in nicchie. Nella parete destra, la prima campata ha un altare; la seconda ha l’altare di San Giuseppe e Gesù fanciullo; la terza presenta l’altare dell’Immacolata Concezione che ha nella nicchia la scultura raffigurante l’Immacolata Concezione, opera dello scultore Matteo Trovato (1870 – 1949), nativo di Barcellona Pozzo di Gotto.
Nella parete sinistra: la prima campata ha l’altare di Maria Santissima Ausiliatrice; la seconda l’altare di Santa Rita e la terza ha l’altare della Pietà.

Nella parte terminale della navata sinistra, vi è una statua di sant’Antonio abate benedicente  che tiene con la mano sinistra un  lungo bastone cui è appesa una campanella.

Nel presbiterio a sinistra e a destra del cilindro absidale vi sono due affreschi recenti con episodi della vita di s. Antonio abate.
Nella calotta absidale un affresco che raffigura la SS. Trinità e s. Antonio abate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Barcellona_Pozzo_di_Gotto)