VARESE. Chiesa di Sant’Antonio abate alla Motta

Piazza della Motta
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La Chiesa sorge sulla collina che fin dall’anno 1000 ospitava il mercato cittadino e il tribunale del contado del Seprio. Qui in epoca medievale si era insediata la civica Confraternita di Sant’Antonio, che lì eretto una cappella. Nel 1593 l’architetto Giuseppe Bernascone progettò l’ampliamento di tale primitivo edificio (di cui venne preservata una parte del pavimento). I lavori durarono dal 1606 al 1614; nel 1619 fu dato inizio al campanile. Ne risultò un edificio diviso essenzialmente in due parti: un avancorpo largo e squadrato e un settore posteriore (in corrispondenza del presbiterio e dell’abside) più stretto ed allungato.
Nel 1604 l’ebanista Marco Antonio Bernasconi intagliò il bel coro ligneo absidale.
Tra il 2007 e il 2010 si svolse una campagna di restauri sia degli interni sia degli esterni dell’edificio. Nello stesso periodo si operò anche il rifacimento della copertura.

L’esterno presenta un aspetto sobrio con tre portali di accesso in pietra. I due laterali, i più piccoli, sono dotati di un timpano triangolare mentre quello centrale, il più grande, di un timpano curvilineo e sorretto da mensole decorate. La facciata principale è scandita da quattro lesene; le due centrali hanno una larghezza inferiore rispetto a quelle poste agli estremi della facciata. Al centro si trova una vetrata policroma rettangolare.
In basso a sinistra è collocata una statua di S. Antonio al di sopra di un piedistallo lapideo. Superiormente una sporgente fascia marcapiano, sorretta da sobrie mensole, divide la parte inferiore da quella sommitale. Questa è composta da un elemento centrale dotato di un timpano triangolare, di due elementi a voluta ai lati, di due lesene a sezione semicircolare e di una nicchia vuota. Ai lati si trovano due balaustre tamponate e due piccoli obelischi agli angoli.

 

L’interno della chiesa è a navata unica con abside rettangolare; nella zona più vicina all’ingresso vi sono quattro nicchie sulle quali sono collocate quattro statue in terracotta raffiguranti S. Paolo, S. Ilario, S. Macario e S. Onofrio, opera del 1613-23 di Francesco Selva.
Entrando a sinistra si trova una cappella laterale a pianta rettangolare illuminata da una vetrata. Al di sopra di un altare policromo in marmo, al centro di una finta architettura affrescata, è collocata una tela raffigurante l’Adorazione dei Magi.
L’area presbiteriale è separata dalla navata da tre gradini. Sulla parete di fondo si trova la statua lignea del 1604 raffigurante S. Antonio, opera dello scultore Sessa di Velate, poi collocata sopra di un piedistallo in marmo.
In corrispondenza della controfacciata si trova una tela firmata da G. Lanfranco raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Giuseppe e S. Carlo. Entrando a destra, al di sopra del confessionale in legno intagliato, si trova una tela raffigurante la Madonna con il Bambino insieme ai Santi Agostino e Marta.
L’interno della chiesa è caratterizzato da un ricco ciclo di affreschi che danno vita a un complesso di scenografie e finte architetture. La maggior parte della decorazione pittorica parietale interna si deve al pittore Giuseppe Baroffio, che vi affrescò, tra 1748 e 1756, un suggestivo complesso di scenografie e finte architetture (parapetti, balconi, colonnati sovrapposti) a trompe-l’oeil, tale da ingigantire la percezione spaziale dell’ambiente interno. L’area presbiteriale è esaltata da un finto colonnato e da un monumentale coro ligneo intagliato che abbraccia tutto il perimetro absidale.

Il giovane pittore Giovanni Battista Ronchelli (Castello Cabiaglio VA, 1715 – Castello Cabiaglio, 1788); era anche membro della Confraternita di Sant’Antonio) fu assunto come figurista per completare il tutto dipingendo le scene principali. Egli affrescò nell’area presbiteriale, accanto a un finto tiburio con cupola, la Gloria di Sant’Antonio in cui il Santo ascende al cielo sorretto da angeli esultanti per raggiungere tra le nubi Dio Padre e Gesù.

Nella navata, in corrispondenza dell’ingresso, affrescò sulla volta l’Esaltazione della santa Croce che viene sorretta da schiere angeliche.

 

 

Bibliografia:
Andrea Spiriti; Beatrice Bolandrini; Laura Facchin; Massimiliano Ferraril (a cura di), La chiesa di Sant’Antonio Abate alla Motta di Varese, Italia Nostra Varese, 2023

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/15449/Chiesa+di+Sant%27Antonio+alla+Motta

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_alla_Motta

 


La domenica più vicina alla ricorrenza di sant’Antonio abate il 17 gennaio, viene celebrata una festa con benedizione degli animali, falò e banco gastronomico.

CICCIANO (NA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via G. Matteotti
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La Chiesa fu riedificata tra il 1707 e il 1733 sulle rovine di una primitiva Cappella che era stata eretta nel 1617-18.

La facciata è a capanna abbellita da quattro paraste; il portale termina con una finestra semicircolare. Sul timpano un orologio.
A sinistra il campanile con tre piani e grandi finestre concluso da un’alta cuspide piramidale.

 

 

L’interno conserva la statua del Santo che tiene con la mano sinistra un libro su cui è un fuoco; con la destra un bastone. Ai piedi un maiale.

 


A gennaio si celebra solennemente la festa di sant’Antonio abate con i tradizionali falò; la tammuriata; musiche con antichi strumenti tradizionali e i tre giri propiziatori intorno alla Chiesa.

 

 

Link:
https://www.facebook.com/p/SantAntonio-Abate-2024-Cicciano-100087907333101/

CAMPOTOSTO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Sita nella parte alta e più antica del borgo, Via Castello, 230
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La Chiesa fu edificata nel corso del 1359; fu ristrutturato più volte nel corso dei secoli.
L’impianto originale, più piccolo dell’attuale e limitato al nucleo centrale, risale presumibilmente al 1697 come riporta un’iscrizione incisa sull’architrave dell’ingresso tamponato posto sulla parete di sinistra.
Nel 1834 la chiesa fu interamente ristrutturata: furono demolite in parte le originarie pareti longitudinali per consentire l’ampliamento da entrambi i lati con conseguente cambio di orientamento. Negli anni ’20 del 900 la chiesa ha subito un nuovo restauro; a tale periodo risale la ricostruzione del campanile a torre posto a destra della facciata principale.
A seguito del sisma del 2009 la chiesa ha riportato lesioni di lieve entità vicino alle teste delle travi lignee e in corrispondenza dell’attaccatura della facciata alle pareti laterali.

Campotosto. Chiesa S. Antonio abate, post sisma

La chiesa era stata molto danneggiata dal terremoto del 2017; sono stati posti travi di sostegno anche in facciata e i lavori di riparazione sono stati approvati nel 2023.

 

La facciata rettangolare, a coronamento orizzontale in conci di pietra, è interrotta da un portale a stipiti lisci con soprastante finestrone circolare. Alla sua destra il tozzo campanile in pietra.

La pianta è rettangolare ad aula unica, con presbiterio quadrangolare, in posizione absidale, rialzato di un gradino dal piano dell’aula, separato da un arco santo in conci lapidei con sottostante balaustra in legno.

L’altare preconciliare in legno, riccamente decorato, risale al 1942-44 per opera di Settimio e Amerigo Vertelli in sostituzione dell’antico altare seicentesco, di cui alcuni frammenti si trovano in sagrestia.
Nell’altare è custodita la statua di sant’Antonio abate, mentre ai lati si trovano quelle di sant’Antonio di Padova e di santa Lucia. Nella navata si trova la statua della Vergine.

 

 

 

 

Link:
www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=94623

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edifices/edifice/1115/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE (PE). Chiesa di Sant’Antonio abate

La Chiesa sorge lungo il perimetro dell’originario nucleo, quasi di fronte al duomo dei SS. Valentino e Damiano, in un vicolo strettissimo, Strada S. Antonio, 6
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La chiesa fu edificata nel 1715 e presenta una bella facciata barocca a due ordini, timpano curvilineo e campaniletto a vela. Il portale è riccamente decorato con rilievi in pietra locale. Sull’architrave si può notare l’iscrizione latina della dedica a s. Antonio abate e la data: “MDCCXV”.

L’interno, con pianta a croce greca, è ricco di capitelli ionici, rosette, stucchi e riquadri tipicamente barocchi. Sulla sommità si trova una cupola molto bassa con una croce in stucco e delle stelle.
Il pavimento lapideo è originale, la copertura è a botte.
Sull’altare maggiore è posto un tabernacolo ligneo opera di artigiani detti “maestri marangoni”, cioè falegnami ebanisti, di origine veneta, che tra il Sei-Settecento costituirono quasi una scuola d’arte non solo in Abruzzo ma in quasi tutte le regioni d’Italia.
Un piccolo organo a canne di scuola napoletana (secolo XVIII) è posto sulla cantoria in controfacciata.

Tra i dipinti sono conservati: “Vergine Immacolata tra i santi Nicola di Bari e Antonio di Padova” di Marino Franchi, 1848 circa; “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Enrico Marchiani, 1849; “Transito di San Giuseppe” di Tito Orlando, 1849.

Una statua di sant’Antonio abate è portata in processione durante la sua festa a gennaio.

Attualmente, la chiesa è chiusa per i gravi danni strutturali riportati a causa del sisma del 2009.

 

Link:
http://www.chiesasanvalentinoac.it/la-chiesa-di-santantonio-abate/

TEMU (BS), frazione Pontagna. Chiesa di Santa Maria nascente, statua di s. Antonio abate, 1665-70

La chiesa fu costruita nei primi decenni del XVII secolo nel centro dell’abitato di Pontagna, Via Tollarini. Anticipata da un sagrato quadrangolare, presenta un impianto a capanna, con aperture centrali di cui un portale ed una finestra superiore, affiancate da lesene, mentre in sommità vi è una croce metallica.

L’interno è a navata unica, con copertura voltata a crociera, interamente intonacata e decorata, presenta presso il presbiterio due altari laterali. Il presbiterio è rialzato e quadrangolare, dotato di copertura voltata a botte terminante con volta ad ombrello, ed è definito da un fondale absidale piano su di cui è impostata il ricco altare maggiore con cornice lignea scolpito.

L’altare laterale sinistro ha l’ancona lignea scolpita. Sopra la base con racemi e cherubini si innalzano colonne decorate con tralci d’uva che si avvolgono a spirale. Architrave e fregio si trovano solo in corrispondenza delle colonne. In alto il lavoro è concluso da un frontone interrotto su cui siedono sei angeli musicanti, mentre al centro, su basamento è la statua di S. Giovanni Battista. Lateralmente l’ancona è completata da volute e da cherubini reggimensola che sostengono a sinistra la statua di S. Antonio abate, a destra quella di S. Francesco. Non sono note fonti documentarie relative all’opera. L’impianto architettonico è quello tradizionale dei Ramus, inoltre i particolari decorativi si avvicinano alla produzione della bottega compresa tra il 1665 ed il 1670. Forse la cornice interna, posta intorno al dipinto a olio, non è coeva alle altre parti del lavoro, potrebbe trattarsi di un’aggiunta successiva.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300082140

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/59106/Chiesa+di+Santa+Maria+Nascente