REPUBBLICA CECA – KOSTELEC U KYJOVA. Chiesa parrocchiale cattolica  di san Vaclava, statua di s. Antonio abate

Nel distretto di Hodonín, la chiesa di Kostelec è intitolata a San Václava / Venceslao. Edificata in stile romanico nel 1330 circa. Rielaborata e ampliata in direzione ovest  in stile barocco nel 1729.

 

L’altare maggiore ha una pala scolpita con le figure di san Venceslao al centro, di san Giovanni Nepomuceno a sinistra e di sant’Antonio abate a destra.
Sant’Antonio è identificabile per l’abito monastico, la barba biforcata, il bastone terminate con una croce nella mano destra (iconografia meno frequente del bastone a tau) e nella sinistra un libro chiuso.

 

 

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https://cs.wikipedia.org/wiki/Kostel_svat%C3%A9ho_V%C3%A1clava_(Kostelec)

CARIGNANO (To). Chiesa della Madonna della Misericordia, con statua di sant’Antonio abate.

Nel 1640 fu eretta la Chiesa della Madonna della Misericordia come ex voto poiché la Città di Carignano era stata preservata dal saccheggio dei Francesi vincitori sull’esercito ispano-sabaudo.
Venne affidata alla cura dei confratelli Battuti Neri; presenta un interno austero, appena nobilitato da alcuni preziosi arredi; ora ne rimangono pochi, poiché alcuni sono stati rubati e altri, per fortuna, sono stati trasportati al Museo Civico.
Sulla facciata, all’interno di nicchie, vi sono statue ottocentesche dedicate ai Santi Lucia,  Giovanni Nepomuceno (in basso); Defendente, ed Antonio abate (in alto a destra); sopra il portale, splendida opera d’intaglio barocco (da osservare il capo di san Giovanni Battista posta su un piatto), vi è un affresco del pittore pinerolese Edoardo Calosso (Anime del Purgatorio, XIX secolo).
Il campanile, eretto alla fine del XVII secolo, è il più bello della Città.

CONFEDERAZIONE ELVETICA – SION. Cattedrale cattolica di Nostra Signora, pala con scultura di s. Antonio abate, 1683

È la chiesa principale della diocesi di Sion, dedicata a Notre-Dame du Glarier. Festa patronale il 15 agosto, Assunzione della Vergine Maria. L’attuale santuario fu costruito dopo due precedenti chiese. La prima, risalente al secolo VIII, fu distrutta da un incendio nel 1010. La seconda cattedrale (in stile romanico) fu completamente saccheggiata e incendiata dalle truppe di Amedeo VI di Savoia nel 1352. Durante il Corpus Domini del 1403, il sottotetto del campanile fu accidentalmente incendiato; poi nel 1418, Witschard von (Guichard de) Raron e i suoi sostenitori distrussero la cattedrale (1).
L’attuale cattedrale fu costruita solo tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo sulle fondamenta della chiesa romanica dai vescovi Walter Supersaxo, Jost de Silenen, Nicolas Schiner e dal cardinale Mathieu Schiner.
Vi è ancora il portico-campanile romanico del XII secolo. Il tetto della cattedrale fu preda delle fiamme durante l’incendio della città nel 1788. Nel 1947 il vescovo Victor Bieler fece ampliare il coro di due campate. L’ultimo restauro della cattedrale è avvenuto nel 1986.

 

La Cattedrale conserva, nella sacrestia, un altare ligneo barocco scolpito nel 1683 e dedicato a sant’Antonio abate.
Il rilievo centrale raffigura il Santo con la mano sinistra che tiene un libro aperto e la destra che regge un alto bastone a tau cui sono appese due campanelle.

 

Immagini da Wikimedia

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https://fr.wikipedia.org/wiki/Cath%C3%A9drale_Notre-Dame_de_Sion

(1) Il casato baronale dei von Raron a cavallo tra il XIV e il XV secolo era asceso alle massime cariche ecclesiastiche e civili del Vallese, ma nel 1414 la concessione della sovranità ereditaria sul Vallese al gran balivo Witschard da parte dell’imperatore Sigismondo causò la guerra tra i von Raron e le decanie che non accettarono che il territorio fosse tolto al vescovo e al loro controllo.

DANIMARCA – Isola di GOTLAND – LUMMELUNDA. Chiesa luterana con statua di s. Antonio abate, 1500 circa

La navata e la torre sono le parti più antiche della chiesa di Lummelunda. Entrambe furono erette intorno al 1200. Originariamente faceva parte della chiesa un coro costruito nello stesso periodo. Questo coro fu raso al suolo a metà del XIV secolo e al suo posto fu costruito l’attuale, sproporzionatamente grande: tale ricostruzione  doveva essere l’inizio di un piano di rifacimento completo, ma fu eseguito solo il coro.
All’interno la chiesa è decorata con affreschi: alcuni risalgono all’epoca di costruzione della chiesa, altri al XV e al XVII secolo.

In Danimarca, nel Medioevo, molte chiese erano intitolate a santi e a fine Quattrocento vi erano almeno tre precettorie Antoniane, quindi il culto di s. Antonio abate era diffuso.
Dopo l’introduzione della Riforma nel 1536, le chiese cattoliche furono confiscate e trasformate in chiese evangeliche luterane: le intitolazioni furono molte volte cambiate o non utilizzzate; gli affreschi anche molto antichi furono ricoperti di calce e le opere  d’arte sacra furono tolte dalle chiese e spesso se ne persero le tracce. Solo dalla fine del XIX secolo circa, vi fu un ritorno di interesse per l’archeologia, la storia e l’arte danese medievale, così furono riscoperti e restaurati molti affreschi e recuperate le opere d’arte che si erano conservate.

Quindi un raro e importante reperto della chiesa è la statua lignea che raffigura sant’Antonio abate. 

La scultura è alta 86,5 cm, fu realizzata nel 1500 circa ed è molto usurata perché rimase a lungo all’esterno, sulla grondaia del portale del coro, dove era ancora all’inizio del Novecento. Successivamente fu portata all’interno della chiesa e posta dentro una preesistente nicchia sulla parete destra della navata presso l’altare.

La statua, nonostante i danni, mostra grande finezza di esecuzione nel viso del Santo che tiene con la mano sinistra un libro aperto. La destra è mancante ma doveva reggere un bastone, come è iconografia consueta. Ai suoi piedi c’è un maiale con un campanello al collo.

GERMANIA – KEMPEN. Chiesa prepositura di Santa Maria, retablo con scene della vita di s. Antonio abate, 1520

Di fronte alla parete terminale orientale della navata nord si trova il retablo a doppie ali che, aperto, raffigura “Scene della vita di Sant’Antonio abate “ (ala destra); “Scene della vita di San Sebastiano” (ala sinistra); “San Giorgio”(ala superiore sinistra); “San Lamberto” (ala superiore destra). Datato al 1520. La predella è del XIX secolo.

La statua a coronamento che raffigura Sant’Antonio risale al XVII secolo. Il Santo ha nella mano destra un libro aperto e nella sinistra un alto bastone a tau cui sono appese due campanelle.

Chiuso, le ali raffigurano: Scene della vita di Giacomo Maggiore: la chiamata da parte di Cristo, la conversione del mago Ermogene (ala esterna sinistra); Scene della vita di Sant’Antonio: la leggenda di Patras, Antonio abate visita Paolo di Tebe (esterno ala destra).
Olio su tavole, 290 x 257,4 cm.

 

La statua di San Giorgio in legno, sopra la pala d’altare e le ali raffiguranti scene della vita di diversi santi appartenevano un tempo a un’altra pala, ma furono assemblati in un momento sconosciuto su questo retablo.

Il polittico, piuttosto grande, chiuso misura 380 x 284 cm, aveva la sua collocazione originaria nella cappella sul lato sud della torre, che separava dalla navata sud. Qui fungeva da divisorio, così come il retablo di Sant’Anna (oggi sull’altare maggiore) sull’altro lato della torre. Qualche tempo fa si è scoperto che la predella dell’altare di Antonio, realizzata nel XIX secolo, aveva un predecessore tardo medievale, originariamente associato, che è conservato nella chiesa: la predella Lamberto nella cappella battesimale. Insieme ad esso si sono conservati due pannelli con raffigurazioni di Lamberto, fissati sul retro della predella. Ciò ha reso chiaro che il complesso programma iconografico di questo altare alato si estendeva anche alla sua parte posteriore. Recentemente è stato inoltre scoperto che nel Museo Civico Kramer di Kempen sono conservati tre pannelli, che originariamente coprivano il retro della pala d’altare nella parte superiore. Mostrano il miracolo della forca di S. Giacomo, la cui vita è raffigurata sul davanti. le dimensioni corrispondono esattamente a quelle del fondo del retablo di Sant’Antonio e stilisticamente il dipinto può essere chiaramente attribuito ad Anversa. Il restante spazio libero sulla parete di fondo era coperto da tre quadri con scene della vita di sant’Antonio, in particolare le Tentazioni. Anche questi sono appesi nella cappella battesimale della chiesa.
Una ricostruzione immaginaria del polittico nel sito originale presenta un’opera pittorica insolitamente ricca, ricoperta di raffigurazioni sul davanti e sul retro.
Ricostruzione da http://www.godehardhoffmann.mynetcologne.de/html/AntoniusretabelRueckseiteFoto.html

 


Nel retablo di Sant’Anna, sull’altare maggiore, opera del 1534 di Adrian van Overbeck, uno dei pinnacoli termina con una statua di sant’Antonio abate.

 

La prima pietra di questa chiesa originariamente romanica fu posta intorno al 1200. Nel 1482 fu ricostruita e ampliata in più fasi in stile gotico.

 

Link:
https://de.wikipedia.org/wiki/St._Mari%C3%A4_Geburt_(Kempen)

http://www.godehardhoffmann.mynetcologne.de/html/antoniusretabel.html

https://rkd.nl/en/explore/images/287941