BELGIO – ZOUTLEEUW. Chiesa di San Leonardo, retablo con s. Antonio abate, 1479

La chiesa sorge sul sito precedente di una cappella romanica eretta nel 1125 dai benedettini dell’abbazia di Vlierbeek vicino a Lovanio. La costruzione dell’attuale chiesa iniziò intorno al 1231 e le aggiunte continuarono nel XVI secolo. Reso prevalentemente in stile gotico , l’edificio nelle sue parti più antiche presenta tracce dello stile architettonico romanico. LA chiesa cosnerva molte pregevoli opere d’arte.

L’altare di Santa Caterina ha un retablo scolpito, dipinto e dorato di Joes Beyaert o Josse Beijaert (Leuven/Lovanio 1405 circa – Leuven, 1483), o forse di Jan Mertens, eseguito nel 1479.
Nella parte inferiore sono santa Caterina e la Sacra Famiglia. Nella parte alta si riconoscono a sinistra sant’Antonio abate, al centro san Rocco e san Sebastiano a destra.

Sant’Antonio abate, con la barba scura, tiene un libro aperto nella mano destra; nella sinistra un bastone. Ai suoi piedi a destra un maialino.

 

Bibliografia:
Suykerbuyk Ruben, The Matter of Piety -Zoutleeuw’s Church of Saint Leonard and Religious Material Culture in the Low Countries (c. 1450-1620), Brill, Leiden – Boston 2020

Link:
https://rkd.nl/en/explore/images/record?filters%5Bnaam%5D=Mertens%2C+Jan+%28I%29&query=&start=0

FRANCIA – BESSANS. Cappella di Sant’Antonio abate

147, Rue Saint-Antoine
https://maps.app.goo.gl/GPxpeSQPW6ep3PLE9

La cappella è un edificio rettangolare costruito sullo sperone roccioso che domina il paese, parallelo alla chiesa. Risale all’inizio del XV secolo. La facciata principale è protetta da un baldacchino che ospita la decorazione esterna con affreschi raffiguranti il corteo dei Vizi legati da una catena e trainati da due demoni verso l’inferno.
Il campanile romanico della cappella è montato sul timpano occidentale e domina un tetto in ardesia a doppia falda. Il soffitto a cassettoni, in legno intagliato e policromo (1526), ​​rappresenta un cielo ed evoca il paradiso: al centro di ognuno di essi c’è una stella in foglia d’oro.
Sulle pareti interne ci sono quaranta scene che rappresentano la Vita di Cristo, dalla Natività alla Pentecoste, compresa l’Ultima Cena, nello stesso stile dei dipinti della Cappella di Saint-Sébastien de Lanslevillard, dipinte a tempera. Si ritiene che queste pitture siano state eseguite tra il 1450 e il 1460 da una bottega di pittori piemontesi o lombardi. Alcuni dettagli sono specifici di Bessans, come la rappresentazione del ghiacciaio Charbonnel nella scena dell‘Adorazione dei Magi.

All’interno, a sinistra dell’altare una statua di sant’Antonio abate con la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra che tiene un libro chiuso e una campanella.

All’esterno, a destra della porta c’è anche un’immagine di sant’Antonio abate con la tau sul mantello; tiene con la mano sinistra un lungo bastone pastorale; la destra è nel gesto di benedizione e al polso è appeso un campanello.


Immagini da:
http://peintures.murales.free.fr/fresques/France/Rhone_Alpes/Savoie/Bessans/Saint_Antoine.htm

Link:
https://vpah-auvergne-rhone-alpes.fr/ressource/les-peintures-murales-de-la-chapelle-saint-antoine-bessans

https://www.ina.fr/ina-eclaire-actu/video/r18170347/la-chapelle-saint-antoine-de-bessans

FRANCIA – AVRANCHES. Museo della scrittura, statua di s. Antonio abate, XVI secolo

Lo Scriptorial Avranches è l’unico museo in Francia dedicato alla presentazione di antichi manoscritti dal IX al XV secolo. Qui è conservata la collezione dell’Abbazia di Mont-Saint-Michel, che sorge non lontano dalla città. Il museo ha una mostra permanente di manoscritti selezionati, che ruota ogni tre mesi. C’è sempre anche una mostra temporanea su un determinato tema.

Nel Museo è conservata anche una statua di sant’Antonio abate in pietra calcarea policroma del XVI secolo. Non c’è il maiale; l’eremita sfoggia la sua bella barba e tiene nella mano sinistra un libro aperto, nella destra un bastone a tau e un enorme rosario è appeso alla cintura.

 

Link:
https://normandielovers.fr/it/museo-scriptorial-avranches/#Perche_visitare_il_Museo_Scriptorial_di_Avranches

VALFORNACE (MC), frazione Arciano. Chiesa dei SS. Celso e Filomena, stucco di s. Antonio abate

La chiesa  risale al ‘600, è sita in fondo al paese. Il nome Celso nell’antichità era Senzio, martire di Blera, poi stravolto in Celso ed il nome Filomena fu aggiunto solamente nell’Ottocento. Così come altre chiese e cappelle del territorio, la Chiesa dei Santi Celso e Filomena dipese per secoli, fino al 1562, dalla pieve di Bovigliano (oggi Pievebovigliana).

All’interno mura aperte in arcate la dividono in tre ambienti in stile bizantino.

Nella navata centrale vi sono stucchi bianchi su fondi colorati (‘700 – ‘800) che raffigurano S. Antonio di Padova, un Santo Vescovo che la Guida storico-artistica, p. 106, (vedi bibliografia), identifica con sant’Antonio abate, anche se manca di alcuni consueti attributi, e Storie di Maria (Nascita, Purificazione, Visita ad Elisabetta, Assunzione). Nel presbiterio, altare-sarcofago e tabernacolo in pietra rosa e Trinità in stucco.

Bibliografia:
— Guida storico artistica del Comune di Valfornace, Il Formichiere, Foligno 2019.

Link e immagini:
https://www.guidedocartis.it/?page_id=6029

VALFORNACE (MC). Chiesa di Sant’Antonio abate a Castello di Fiordimonte, con immagini

Via Domenico Galassi, 2, frazione Valle e Castello
https://maps.app.goo.gl/7Y6jNQpTmCP8b9kg8

Il nuovo comune marchigiano di Valfornace fu istituito il 1° gennaio 2017 con la fusione di Fiordimonte e Pievebovigliana. La chiesa si trova a Fiordimonte.

Prima del Quattrocento in riferimento al Castello si cita San Nicola di Corracuno. Matteo Mazzalupi sostiene che si tratti della stessa chiesa. L’attuale assetto della chiesa, infatti, risale alla fine del Trecento, inizio Quattrocento, quando il castello di Corracuno fu restaurato ed assunse il nome di Fiordimonte (tratti delle mura castellane sono ancora visibili). È probabile che anche la chiesa, inserita con la sua torre campanaria nelle nuove fortificazioni, abbia subito in questa fase delle trasformazioni, per essere poi intitolata a Sant’Antonio abate.

Il dipinto più antico del complesso religioso si trova all’interno del campanile. Si tratta di un affresco molto rovinato che raffigura sant’Antonio abate dalla lunga barba, l’abito da monaco, bastone e libro nelle mani. Opera di Cola di Pietro da Camerino, un mediocre artista che lavorò tra il 1383 e il 1404, e lasciò a Pontelatrave (1393) e Pieve Torina le sue opere di maggior respiro.

Di ben altra statura era il pittore convocato dai fiordimontesi e dal loro parroco nel 1456: Giovanni Angelo d’Antonio che viveva e lavorava a Camerino ma era nato a Bolognola, e proprio negli stessi anni di Fiordimonte dipinse la sua opera più bella e più famosa: la tavola con l’Annunciazione oggi esposta, con molte altre sue opere, al museo civico di Camerino. Sulla parete di fondo della chiesa di Sant’Antonio, il pittore dispose ai lati del Crocifisso, tra due colonne, sei santi, che le iscrizioni aiutano a riconoscere: a piè della croce “MARIA” e “IOHANNES”, e poi “ANSOVINUS”, vescovo e compatrono di Camerino, “ELENA” e “BARTHOLOMEUS” (il coltello è quello con cui fu scuoiato vivo); la scritta sotto il santo più a destra è caduta, ma gli abiti vescovili e le tre sfere d’oro rivelano san Nicola di Mira.

Nel 1582 il vescovo visitò la chiesa, sede di una Confraternita del Rosario già esistente nel 1540 e luogo di riunione degli uomini di Fiordimonte, che risultò essere in pessime condizioni.

 

Un modesto dipinto sulla parete sinistra, assai rovinato, del 1633, raffigura la Madonna col Bambino e i santi Lucia, Francesco, Carlo e Antonio abate;  opera di “Ioannes Antonius Peregrinus Mediolanensis” (così la firma), Giovanni Antonio da Milano, e rivela che, cinquant’anni dopo quello sfacelo, si era in qualche modo rimediato, almeno provvisoriamente. Sant’Antonio è raffigurato a destra, con barba bianca e bastone.

Il definitivo recupero della chiesa avvenne nel Settecento, quando furono ricostruisti i tre altari principali della chiesa, che oggi non ci sono più, ma sopravvivono i  quadri con cui furono ornati. Sull’altar maggiore si trovava, già nel 1715, la Nascita della Vergine Maria ora spostata sulla controfacciata. È copia – di ignoto – di una famosa Nascita di san Giovanni Battista del Baciccio, dipinta alla fine del ‘600 per Santa Maria in Campitelli a Roma. Per trasformarne il soggetto, al pittore bastarono pochi ritocchi.

Qualche anno più tardi furono completati i due altari minori, con due dipinti di un diverso artista di cui ancora non si conosce il nome. Sulla parete sinistra, dove era l’altare di San Gaetano, è rimasta la tela con l’Immacolata Concezione tra i santi Antonio abate e Antonio da Padova e, in basso, Francesco di Paola e Gaetano. Sant’Antonio abate, in alto a sinistra è raffigurato mentre legge un libro e tiene con il braccio destro un bastone.

 

Un’identica cornice nera è nel quadro di fronte, che corrispondeva all’altro altare (di San Mattia?). In alto vi compare la Trinità, al centro i santi Giovanni Battista e Giuseppe e, in basso, san Nicola inginocchiato ai piedi di san Tommaso. Il santo vescovo rassicura la gente di Fiordimonte con le parole scritte sul suo libro: “Pace a voi. Non temete: io sono Nicola, il vostro protettore” (“Pax vobis. Nolite timere: ego sum Nicolaus, protector vester”).

 

 

Oggi ai lati dell’altar maggiore due statue moderne, a sinistra sant’Antonio di Padova e a destra sant’Antonio abate  con libro, bastone a croce cui è appesa una campanella, fuoco ai suoi piedi.

 


Bibliografia:

Guida storico artistica del Comune di Valfornace, Il Formichiere, Foligno 2019.

Link:
http://www.luoghidelsilenzio.it/marche/06_chiese/03_macerata/pagina2/00177/index.htm