BELGIO – MONS, frazione Havré. Cappella dell’Ordine di Saint-Antoine-en-Barbefosse

L’Ordine fu istituito, presumibilmente, nel 1352. Papa Clemente VII, con un documento dell’ottobre 1389, consentì la fondazione di una cappella dedicata a Sant’Antonio.
Chiesa e priorato furono ceduti all’Ordine degli Antoniani nel 1415 cui rimasero sino al 1578. In quel periodo la casa dell’ordine di Barbefosse era in piena decadenza e fu ceduta nel 1584 da Alessandro Farnese ai Gesuiti, da poco stabilitisi a Mons.
Per approfondire la storia dell’Ordine, vedi https://www.santantonioabate.afom.it/lordine-di-saint-antoine-en-barbefosse/

La cappella si trova a Mons nella provincia dell’Hainaut.
https://maps.app.goo.gl/VRKb2EcKq1mer2Bn9

Il priorato rimase ai Gesuiti fino al 1773; i beni furono poi venduti e progressivamente si deteriorarono. Dell’edificio originario, che tra il 1773 e il 1822 subì un’amputazione della navata, rimane poco, tranne una navata a tre campate e un’abside a tre lati, realizzata in blocchi di arenaria; l’edificio gotico misura 10 x 6,45 m. Ad esso è annessa una sagrestia quadrangolare curiosamente coperta da un tetto a gradoni decorato con bracieri Luigi XVI.
Il portale ad arco ribassato della chiesa è elegantemente incorniciato da colonne con capitelli a foglie di cavolo poggianti su basi prismatiche, decorazione dominata dallo stemma della famiglia de Lattre de Bosqueau. Cinque campate gotiche, una delle quali reca il simbolo del tau di Sant’Antonio, scandiscono le pareti mentre un cornicione a modiglioni sostiene l’alto tetto in zinco con pinnacolo quadrato che assume, all’interno, la forma di una culla. I costoloni del coro poggiano su basamenti scolpiti e fanno da cornice ad arredi che vanno dal XV al XVII secolo. Vetrate decorate, una con la figura di s. Antonio abate, danno luce all’edificio.

 

Conserva opere del XV secolo e, alle pareti, sculture della Via Crucis.
A sinistra della porta, una statua di sant’Antonio abate in pietra bianca policromata, del XV secolo, è stata tolta dalla cappella nel 2020 e restaurata, nel 2022 è stata posta provvisoriamente nella chiesa di Saint-Martin a Havré, in attesa di ritornare al suo posto originario. Raffigura sant’Antonio, con barba biforcata, che tiene nella mano destra un grande bastone a tau e nella sinistra un cartiglio.

Sulla parete sinistra un “armadio delle reliquie” degli inizi del XV secolo in pietra bianca sormontato da due sculture gotiche: quella a sinistra raffigura un’Ultima Cena, anche se sembra con un numero minore di Apostoli attorno a un tavolo rettangolare.

Nel 2020 un’organizzazione no-profit si è impegnata a raccogliere fondi per restaurare la cappella e riaprirla al pubblico dopo molti anni di chiusura e di degrado dovuto anche all’umidità di risalita, essendo l’edificio in una conca, e dall’acqua proveniente dal tetto, che  è stato riparato.


MONS. Edificio della antica sede dell’Ordine di Saint-Antoine-en-Barbefosse

Rue Jean Lescart, 13  https://maps.app.goo.gl/8GwbwcomhdSic2Yp7
Gli edifici sono disposti a “U” attorno ad un cortile racchiuso da ali perpendicolari che terminano, verso la strada, in un padiglione. Il muro di chiusura è cementato e forato con porta carraia ad arco ribassato con catenelle alternate. Il corpo principale, probabilmente in origine rivestito, sovrappone due livelli di cinque campate disuguali su un basamento accoppiato. La porta, molto semplice, risponde alle finestre che hanno montanti con larghe catenelle alternate. Un incavo nella muratura sostiene una loggia in legno sul lato destro della facciata. Le ali hanno lo stesso carattere del corpo principale ma più ordinate, con le loro fasce piatte che collegano gli architravi e le soglie sporgenti. L’ala sinistra è caratterizzata da un basso annesso dello stesso carattere che forma un padiglione. L’ala destra presenta una rimessa formante un secondo padiglione e forata da due portoni ad arco ribassato con catenelle alternate, sotto una fascia. La facciata su strada è simile a quella del padiglione di sinistra, con le sue aperture con architravi diritti sul lato strada e architravi ad arco sul lato cortile.

 

Parte delle immagini da:
https://www.facebook.com/barbefosse/

Link:
https://fr.wikipedia.org/wiki/Ordre_de_Saint-Antoine-en-Barbefosse

https://fr.wikipedia.org/wiki/Prieur%C3%A9_de_Saint-Antoine_en_Barbefosse

http://home.scarlet.be/~ab123800/StAntoineintro.htm

https://www.facebook.com/100027970394992/videos/pcb.4246921255330874/574416683890452 (filmato dell’interno della cappella)

https://connaitrelawallonie.wallonie.be/fr/culture-et-patrimoine/patrimoine/ancien-refuge-des-chevaliers-de-saint-antoine-en-barbefosse

BELGIO – ZOUTLEEUW. Chiesa di San Leonardo, retablo con s. Antonio abate, 1479

La chiesa sorge sul sito precedente di una cappella romanica eretta nel 1125 dai benedettini dell’abbazia di Vlierbeek vicino a Lovanio. La costruzione dell’attuale chiesa iniziò intorno al 1231 e le aggiunte continuarono nel XVI secolo. Reso prevalentemente in stile gotico , l’edificio nelle sue parti più antiche presenta tracce dello stile architettonico romanico. LA chiesa cosnerva molte pregevoli opere d’arte.

L’altare di Santa Caterina ha un retablo scolpito, dipinto e dorato di Joes Beyaert o Josse Beijaert (Leuven/Lovanio 1405 circa – Leuven, 1483), o forse di Jan Mertens, eseguito nel 1479.
Nella parte inferiore sono santa Caterina e la Sacra Famiglia. Nella parte alta si riconoscono a sinistra sant’Antonio abate, al centro san Rocco e san Sebastiano a destra.

Sant’Antonio abate, con la barba scura, tiene un libro aperto nella mano destra; nella sinistra un bastone. Ai suoi piedi a destra un maialino.

 

Bibliografia:
Suykerbuyk Ruben, The Matter of Piety -Zoutleeuw’s Church of Saint Leonard and Religious Material Culture in the Low Countries (c. 1450-1620), Brill, Leiden – Boston 2020

Link:
https://rkd.nl/en/explore/images/record?filters%5Bnaam%5D=Mertens%2C+Jan+%28I%29&query=&start=0

FRANCIA – BESSANS. Cappella di Sant’Antonio abate

147, Rue Saint-Antoine
https://maps.app.goo.gl/GPxpeSQPW6ep3PLE9

La cappella è un edificio rettangolare costruito sullo sperone roccioso che domina il paese, parallelo alla chiesa. Risale all’inizio del XV secolo. La facciata principale è protetta da un baldacchino che ospita la decorazione esterna con affreschi raffiguranti il corteo dei Vizi legati da una catena e trainati da due demoni verso l’inferno.
Il campanile romanico della cappella è montato sul timpano occidentale e domina un tetto in ardesia a doppia falda. Il soffitto a cassettoni, in legno intagliato e policromo (1526), ​​rappresenta un cielo ed evoca il paradiso: al centro di ognuno di essi c’è una stella in foglia d’oro.
Sulle pareti interne ci sono quaranta scene che rappresentano la Vita di Cristo, dalla Natività alla Pentecoste, compresa l’Ultima Cena, nello stesso stile dei dipinti della Cappella di Saint-Sébastien de Lanslevillard, dipinte a tempera. Si ritiene che queste pitture siano state eseguite tra il 1450 e il 1460 da una bottega di pittori piemontesi o lombardi. Alcuni dettagli sono specifici di Bessans, come la rappresentazione del ghiacciaio Charbonnel nella scena dell‘Adorazione dei Magi.

All’interno, a sinistra dell’altare una statua di sant’Antonio abate con la mano destra nel gesto di benedizione e la sinistra che tiene un libro chiuso e una campanella.

All’esterno, a destra della porta c’è anche un’immagine di sant’Antonio abate con la tau sul mantello; tiene con la mano sinistra un lungo bastone pastorale; la destra è nel gesto di benedizione e al polso è appeso un campanello.


Immagini da:
http://peintures.murales.free.fr/fresques/France/Rhone_Alpes/Savoie/Bessans/Saint_Antoine.htm

Link:
https://vpah-auvergne-rhone-alpes.fr/ressource/les-peintures-murales-de-la-chapelle-saint-antoine-bessans

https://www.ina.fr/ina-eclaire-actu/video/r18170347/la-chapelle-saint-antoine-de-bessans

FRANCIA – AVRANCHES. Museo della scrittura, statua di s. Antonio abate, XVI secolo

Lo Scriptorial Avranches è l’unico museo in Francia dedicato alla presentazione di antichi manoscritti dal IX al XV secolo. Qui è conservata la collezione dell’Abbazia di Mont-Saint-Michel, che sorge non lontano dalla città. Il museo ha una mostra permanente di manoscritti selezionati, che ruota ogni tre mesi. C’è sempre anche una mostra temporanea su un determinato tema.

Nel Museo è conservata anche una statua di sant’Antonio abate in pietra calcarea policroma del XVI secolo. Non c’è il maiale; l’eremita sfoggia la sua bella barba e tiene nella mano sinistra un libro aperto, nella destra un bastone a tau e un enorme rosario è appeso alla cintura.

 

Link:
https://normandielovers.fr/it/museo-scriptorial-avranches/#Perche_visitare_il_Museo_Scriptorial_di_Avranches

VALFORNACE (MC), frazione Arciano. Chiesa dei SS. Celso e Filomena, stucco di s. Antonio abate

La chiesa  risale al ‘600, è sita in fondo al paese. Il nome Celso nell’antichità era Senzio, martire di Blera, poi stravolto in Celso ed il nome Filomena fu aggiunto solamente nell’Ottocento. Così come altre chiese e cappelle del territorio, la Chiesa dei Santi Celso e Filomena dipese per secoli, fino al 1562, dalla pieve di Bovigliano (oggi Pievebovigliana).

All’interno mura aperte in arcate la dividono in tre ambienti in stile bizantino.

Nella navata centrale vi sono stucchi bianchi su fondi colorati (‘700 – ‘800) che raffigurano S. Antonio di Padova, un Santo Vescovo che la Guida storico-artistica, p. 106, (vedi bibliografia), identifica con sant’Antonio abate, anche se manca di alcuni consueti attributi, e Storie di Maria (Nascita, Purificazione, Visita ad Elisabetta, Assunzione). Nel presbiterio, altare-sarcofago e tabernacolo in pietra rosa e Trinità in stucco.

Bibliografia:
— Guida storico artistica del Comune di Valfornace, Il Formichiere, Foligno 2019.

Link e immagini:
https://www.guidedocartis.it/?page_id=6029