VAL DI ZOLDO (BL), frazione Chiesa. Chiesa di San Tiziano in Goima, con statua di s. Antonio abate, 1520

Il Comune nacque nel 2016 in seguito alla fusione dei comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto, cui apparteneva la frazione Chiesa di Goima.
Via Chiesa, 142   https://goo.gl/maps

 

La costruzione della Chiesa risale al 1400 quando fra Franceschino da Forlì ottiene il consenso per la realizzazione ex novo di una Chiesa, che diverrà nel 1726 la parrocchiale di San Tiziano. È probabile che il nuovo edificio sacro sia stato edificato sulle basi di un antico tempio, diventato troppo piccolo per la popolazione.
L’edificio si compone di un’unica aula sovrastata da un soffitto a volta, quattro altari di cui l’altar maggiore collocato nell’abside, due altari minori e un flügelaltar e infine una sagrestia accanto alla quale si erge la torre campanaria.

Il Flügelaltar (letteralmente “altare con le ali”) è un altare di legno scolpito policromo, con due battenti (standflügel) laterali, aperti nei giorni festivi, chiusi nei giorni feriali; attribuibile alla bottega di Andrè Haller di Bressanone e datato 1520 circa, costituisce uno dei pochi esempi di questo tipo di opere giunti fino ai nostri giorni.
Proviene dall’antico tempio; posizionato in passato sull’altar maggiore, trova attualmente collocazione sulla parete sinistra dell’aula: all’interno dello scrigno conserva le statue della Madonna con il Bambino tra San Tiziano e, a sinistra, Sant’Antonio abate in abiti vescovili; all’interno delle portelle due altorilievi raffigurano Santa Caterina d’Alessandria (o Giustina) e San Floriano.
Le tavole intorno alle statue scolpite sono dipinte a tempera. L’esterno dei battenti riporta dipinte le figure dei santi Lorenzo, Sebastiano, Pietro e Paolo. Nella predella che sostiene l’altare è rappresentato un Compianto sul Cristo Morto.

 

Link:
https://www.infodolomiti.it/dolomiti-da-vedere/chiese-e-santuari/val-di-zoldo/da-zoldo-alto-a-zoppe-di-cadore/chiesa-di-san-tiziano-goima/7912-l1.html

https://arengario.net/momenti/momenti65.html

https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500210179

VAL DI ZOLDO (BL), frazione Mareson. Chiesa di San Valentino con statua di s. Antonio abate, inizi XVIII secolo

Il Comune nacque nel 2016 in seguito alla fusione dei comuni di Forno di Zoldo e Zoldo Alto, cui apparteneva la frazione Mareson. Via Mareson, 36 https://goo.gl/maps

 

La Chiesa di San Valentino si deve a Leonardo del fu Nicolò Mascagnino da Mareson, che chiese al vescovo Pietro Barozzi il permesso per l’edificazione di un luogo sacro nel paesino. La chiesa quattrocentesca subì nel corso degli anni vari restauri e rifacimenti e si arricchì nel tempo di due altari minori dedicati alla Santa Croce e a Sant’Antonio di Padova, oltre al bell’altar maggiore, e di un campanile, edificato nel 1765. La chiesa diviene, infine, parrocchiale di Mareson nel 1944.

Il presbiterio è costituito da un soffitto a vele elegantemente affrescate ed ospita l’altare maggiore dedicato a San Valentino, opera del bellunese Andrea Brustolon (1662 – 1732).
L’alzata dell’altare è costituito da due nicchie laterali ospitanti le statue, a sinistra, di Sant’Antonio abate e, a destra, di San Francesco d’Assisi, mentre nella parte alta spicca la figura del Cristo glorioso tra quattro angeli.
La pala centrale dell’altare è un’opera eseguita nel 1732 dall’artista veneziano Girolamo Brusaferro (1684 circa – 1760 circa) e illustra la Madonna con il Bambino e, in primo piano, San Nicolò e San Valentino.

 


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VAL DI ZOLDO (BL), frazione Forno, località Borgo Sant’Antonio. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

L’ex Comune di Forno di Zoldo si è unito nel 2016 a  Zoldo Alto per formare il nuovo Comune di Val di Zoldo.
Borgo Sant’Antonio, già frazione di Forno di Zoldo.
https://goo.gl/maps/9yyynbYhYmic3piQA

 

La Chiesa sembra avere origini antiche: testimonianze narrano della sua esistenza già prima del 1454.
La chiesa primitiva fu oggetto di ripetuti lavori di ingrandimento e ristrutturazione, in particolare nel 1619 è certa l’attuazione di alcuni interventi di ampliamento che l’avrebbero resa più funzionale.
La struttura fu gestita dalla Confraternita dei Battuti fino a quando, a causa del decreto napoleonico, venne forzata l’estinzione di tutte queste congregazioni.
Da quel momento, l’edificio, che contava all’epoca già quattro altari abbelliti di opere artistiche, fu oggetto della cura dei fedeli che dovettero occuparsi anche dell’arredamento/ornamento della chiesa, privata dei suoi beni dotali con il decreto del 1806.
La Chiesa di Sant’Antonio Abate divenne, infine, parrocchiale di Forno di Zoldo con decreto vescovile del 10 luglio 1936.

Presenta facciata a capanna con un piccolo oculo. A destra svetta l’alto e sottile campanile.
Gli affreschi sulla facciata risalgono agli ultimi anni del XVIII secolo e sono stati restaurati all’inizio degli anni Ottanta del Novecento.

 

All’interno sono conservati tre imponenti altari lignei, citati in manoscritti del XVII secolo.
L’altar maggiore è un’opera lignea dello scultore locale Jacopo Costantini (XVII secolo) e ospita un’ancona sviluppata in due registri: il registro inferiore si costituisce di tre nicchie ospitanti al centro la statua di Sant’Antonio abate e ai lati i Santi Carlo Borromeo e Macario. Nella parte superiore vi è la figura del Cristo risorto mentre sul timpano si erge la figura di Sant’Antonio di Padova.
Sempre sull’altar maggiore, sulla mensa è collocato un tabernacolo ligneo dorato e scolpito attribuito a Giovanni Paolo Gamba detto “Zampol” (Bragarezza, 1723 – Forno di Zoldo, 1802).Fotoadestra.

L’altare minore dedicato a Sant’Antonio di Padova è stato eseguito da Giovanni Auregne (notizie: 1634 – 1689) e abbellito di decorazioni, intagli e sculture. All’interno spicca la pala dipinta dal pittore bellunese Nicolò de Barpi (seguace del Frigimelica, XVI secolo) raffigurante Sant’Antonio di Padova in adorazione del Bambino Gesù.

Dell’altare minore intitolato a San Silvestro, anch’esso eseguito da Jacopo Costantini, rimane una bella alzata che ospita le statue del Santo pontefice tra i Santi Floriano e Bartolomeo.

 

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PONTE DELLE ALPI (BL), frazione Polpet. Chiesa di Santa Caterina, con statua di s. Antonio abate

Le prime notizie sulla chiesa risalgono al secolo XIV, come si apprende dalla documentazione relativa alle periodiche visite vescovili. Nel 1598 la chiesa era definita “tutta affrescata”. Successivamente fu oggetto di ripetuti interventi, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi due secoli (terremoti 1873 e 1936, guerre mondiali). Ora, dalla metà del secolo scorso, è stata oggetto dapprima di attenzioni conservative e successivamente di un radicale consolidamento della struttura e del restauro dei preziosi affreschi trecenteschi.

L’altare maggiore è un’ancona cinquecentesca in legno intagliato e dorato con nella nicchia centrale una grande valva e la statua di S. Caterina, nella nicchia a destra la statua di S. Nicolò; nella nicchia a sinistra la statua di S. Antonio abate; nel timpano con statua del Redentore, due vasi, angeli.
Lo storico dell’arte Flavio Vizzuti la attribuisce alla scuola di Jacopo Costantini, attribuzione confermata quando, nel corso del restauro attuato nel 2007, è emersa sulla base dell’ancona un’iscrizione, mutila: “1594 – …STANTIN Q. ZAMBATTISTA…STANTINI DE CADORE INDORADOR” (Costantin figlio di Gambattista Costantini del Cadore doratore).
La paziente opera di ripulitura ha messo in luce colori e dorature insospettati.

 

Anche un altare ligneo (circa XVI secolo) ha la figura di sant’Antonio abate.

 

 

 

Link:
http://www.chiesettebellunesi.it/chiesette/santa-caterina

 

 


PONTE DELLE ALPI (BL), frazione Polpet. Chiesa parrocchiale di S. Maria Nascente, immagine di s. Antonio abate

Il moderno edificio, consacrato il 19 marzo 1971, ha una cripta che conserva varie opere d’arte proveniente da chiese soppresse della parrocchia.

Al bellunese Nicolò de Stefani (1520 c. – 1599) spetta la pala, già appartenente alla chiesa di Sant’Andrea in Monte, raffigurante la Madonna con il Bambino in trono accompagnata dai santi Andrea con la croce e Antonio abate con l’immancabile maialino.

 

Link:
https://www.infodolomiti.it/dolomiti-da-vedere/chiese-e-santuari/alpago-e-ponte-nelle-alpi/ponte-nelle-api-destra-piave/chiesa-di-santa-maria-nascente-polpet/8193-l1.html

SAN DORLIGO DELLA VALLE – DOLINA (TS), frazione Prebenico. Chiesa di Sant’Antonio abate

Frazione Prebenico. Strada Provinciale 11, 37
https://goo.gl/maps/jLLnGgdbJz71VQ5H6

Il toponimo fin dal 1923 riunisce le denominazioni in italiano e sloveno del capoluogo. È il comune più orientale della regione e dell’Italia settentrionale.

La chiesa di Sant’Antonio Abate è sita nella frazione Prebenico del comune di San Dorligo della Valle ed è filiale della parrocchiale di San Dorligo e fa parte del decanato di Opicina.

Non si hanno notizie certe sulla costruzione della struttura, ma una chiesa a Prebenico è attestata per la prima volta in un documento datato 11 giugno 1444 nel quale è menzionata “l’ecclesia S. Antonio de Prebenicho”.
Probabilmente l’edificio venne ricostruito o ristrutturato nella seconda metà XVII secolo, dato che fu consacrato il 24 luglio 1672.

L’edificio ha una struttura semplice; la facciata è preceduta nel mezzo da un massiccio campanile in pietra, che si erge su un portico a base quadrata aperto su tre lati attraverso ampie arcate a tutto sesto; in sommità la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso bifore, mentre a coronamento si eleva un tamburo a base esagonale a sostegno della guglia.

L’interno si sviluppa su un’unica navata; sul fondo del presbiterio si allunga l’abside a base poligonale. Opere di pregio qui conservate sono l’acquasantiera in pietra del 1695, la pala dei Santi Filippo e Giacomo, ascrivibile ad un periodo compreso tra i secoli XVIII e XIX, le statue che rappresentano l’Angelo custode, Santa Norburga e San Giuseppe con il Bambino.
L’altare maggiore in stile tardogotico, ornato da marmi policromi è probabilmente seicentesco; ha un’ancona con una nicchia all’interno della quale si trova la statua raffigurante Sant’Antonio abate.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(San_Dorligo_della_Valle,_Prebenico)