CONFEDERAZIONE ELVETICA – VERZASCA, frazione Vogorno. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Il comune svizzero è stato istituito nel 2020 con la fusione dei comuni soppressi di Brione, Corippo, Frasco, Sonogno e Vogorno.
La chiesa sorge nella frazione Vogorno, via Sant’Antonio 7
https://goo.gl/maps/4BUZvrRk7hZaFa5w8

 

Si tratta di una costruzione le cui origini risalgono agli inizi del ‘600: l’oratorio primitivo fu infatti benedetto nel 1630.

La chiesa, a navata unica, non presenta più le caratteristiche originarie a causa dei rifacimenti e all’interno ha un aspetto moderno.
È stata restaurata nel 1992.

Una statua di sant’Antonio è in una nicchia a destra dell’altare.

 

 

Link:
https://www.ticino.ch/it/commons/details/Chiesa-di-S-Antonio-abate/2741.html

CONCA DELLA CAMPANIA (CE), frazione Cave. Chiesa di Sant’Antonio abate

La Chiesa si affaccia sulla piazza. Via San Bartolomeo, 4
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L’attestazione più antica della chiesa è una relazione nella raccolta Ad Sacra Limina del 1590. L’aspetto odierno è di gusto neoclassico, frutto di interventi di restauro della seconda metà del secolo XIX. Nel 1853, infatti, in occasione della visita del Vescovo di Teano, mons. Sterlini, ne venivano rilevate le precarie condizioni strutturali.

La facciata richiama un tempietto classico. Quattro paraste sono sormontate da capitelli pseudo-corinzi, sui quali poggia un frontone triangolare. Sul portale squadrato in tufo una lunetta contiene l’affresco con sant’Antonio abate, databile al XIX secolo.

La chiesa è ad aula unica in cui si è immessi da un piccolo vestibolo sormontato dalla cantoria. Le pareti sono decorate a stucco con motivi “a dentelli”.
Al centro del soffitto – pseudo cassettonato – vi è un affresco degli anni ’20 del secolo XX raffigurante la Madonna Assunta, i Santi protettori (a sinistra sant’Antonio abate) ed un coro di Angeli.
L’abside semicircolare è ornata da semicolonne con capitelli pseudo-corinzi, su cui poggiano costoni in muratura definenti la calotta. Le semicolonne, a loro volta, definiscono gli spazi entro cui si aprono due edicole in cui sono ospitate le statue di Sant’Antonio abate a sinistra, e Sant’Antonio di Padova a destra.

 

Link:
https://www.concadellacampania.info/monumenti-conca-della-campania/chiesa-sant-antonio-abate/

TEANO (CE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Borgo Sant’Antonio abate
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Il piccolo edificio religioso, con monastero e ospedale, faceva parte di un complesso edificato nella seconda metà del XIV secolo per volontà della famiglia reale degli Angiò, nel punto in cui la via Francigena attraversava il territorio della città di Teano, e affidato all’Ordine Antoniano. Scomparsi tra XV e XVI secolo monastero e ospedale, resta la chiesa che presenta un’aula a navata unica di forma rettangolare e da un’abside semicircolare. Le finestre a sesto acuto ancora visibili sui lati lunghi dell’aula testimoniano con certezza l’appartenenza dell’edificio  alla fase tardo gotica dell’architettura religiosa. La facciata, invece, ha perso tali caratteristiche a seguito di un intervento di restauro probabilmente operato dalla famiglia dei Marzano nel XV secolo.

Nessuno degli affreschi che decoravano la navata rettangolare, si è conservato, invece rimangono ampie tracce della decorazione dell’abside affrescata da uno o più pittori di sicura ascendenza giottesca (forse la stessa che operò a Sant’Angelo di Alife, vedi scheda) con episodi della vita del Santo che si sviluppano secondo uno schema narrativo a riquadri che procede dall’alto verso il basso e da sinistra a destra, ed ogni riquadro è delimitato da un elegante decoro geometrico che richiama analoghi decori presenti in chiese umbre e toscane. Nella parte bassa di ogni riquadro è presente una scritta che descrive la scena.
Gli episodi sono tratti dalla Vita di Antonio di Atanasio e dalla Vita di Paolo di san Girolamo. Vi erano quattro registri; irrimediabilmente perduti sono i quattro riquadri che formavano il primo registro, il più alto, e che probabilmente raccontavano la giovinezza ed i primi anni di vita eremitica di Antonio.
Gli affreschi del secondo registro sono persi, ma le due scene all’estrema destra dovevano rappresentare una l’incontro tra Antonio e Paolo, definito dai pochi frammenti superstiti della didascalia “primo eremita”, e l’altra, per le sagome incise sull’intonaco, il corvo che porta il pane ai due Santi.
Nel terzo registro, il primo riquadro è molto rovinato e di difficile lettura, ma si intravedono le montagne e i contorni di qualche figura; qui doveva essere raffigurato il momento in cui Antonio, allontanatosi da Paolo e assorto in preghiera, fu avvisato da una visione della morte del compagno. La scena successiva ritrae il momento del seppellimento del corpo di Paolo, con due leoni intenti a scavare una fossa. Nel terzo riquadro vi è un episodio delle Tentazioni con Antonio insidiato da una donna-diavolo in uno scenario aspro e montuoso. Il riquadro seguente, frammentario, raffigura Antonio che viene percosso dai demoni.
Il quarto registro, il più basso, si apre con una scena di cui rimangono pochi frammenti: nella parte superiore una figura maschile, a malapena visibile, circondata da angeli; nella parte inferiore si distinguono i segni di un’aureola incisi nell’intonaco; probabilmente si riferiscono al testo di Atanasio che narra del momento in cui Antonio, dopo le percosse subite, invoca Gesù che gli appare circondato da serafini. Nel riquadro successivo il Santo è raffigurato in preghiera davanti all’ingresso di una chiesa, mentre un angelo sopraggiunge dall’alto con un cartiglio dalla iscrizione non più leggibile: quando un angelo gli comunica l’avvicinarsi della morte.
Segue un riquadro con una bella effige del Santo, forse di mano diversa dagli altri riquadri, raffigurato in piedi, indossa il mantello con cappuccio scuro, tiene il bastone nodoso a forma di tau nella mano destra, un libro in quella sinistra. Il ciclo termina con il riquadro della Morte di sant’Antonio, con le esequie conventuali del santo, disteso su di un letto circondato da cinque frati che lo piangono.

All’interno della chiesa si conserva una statua di sant’Antonio abate con i consueti attributi.

 

 

Parte delle notizie e delle immagini da:
Italia Caradonna, Immagini e testi da alcuni cicli da alcuni cicli ad affresco del primo Quattrocento nell’alto Casertano: il caso di Sant’Antonio Abate, da: “Polygraphia” 2020, n. 2, pp. 65-81

Link:

http://www.prolocoteanoeborghi.com/?page_id=175

https://agoradelsapere.wordpress.com/2019/01/17/il-complesso-monastico-di-s-antonio-abate-di-teano/

https://www.flickr.com/photos/mimmofeola/sets/72157656813527385/ (immagini)

MONTALCINO (SI), frazione San Giovanni d’Asso. Chiesa di Sant’Antonio abate detta “della Misericordia”

La frazione è stata comune autonomo sino al 31 dicembre 2016.
La chiesa sorge in Piazza Vittorio Emanuele II, 3
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La chiesa oggi detta “della Misericordia”, è dedicata a Sant’Antonio abate perché prese il nome  dall’omonima Confraternita o Congregazione laicale che aveva per scopo opere di culto e di cristiana pietà, della quale costituiva l’oratorio. L’edificio attuale, situato nel borgo antico, dirimpetto alla pieve di San Giovanni Battista, venne costruito nel 1854 dall’allora pievano Girolamo Marsili in luogo di una più antica cappella, come sede della Confraternita costituita in quello stesso anno.

Però nel 1890 i fratelli della “Confraternita di Sant’Antonio” deliberarono di trasformarla in “Confraternita di Misericordia” affinché, accoppiando alle pratiche di culto opere di carità e di assistenza umanitaria verso gli indigenti, corrispondesse meglio al bisogno e allo spirito dei tempi. La chiesa così fu conosciuta anche col nuovo nome.
Nel 1956 fu steso un nuovo statuto uniformandosi a quello della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, approvato dall’autorità competente e reso esecutivo nel 1959.

La chiesa, in stile neoclassico, presenta all’esterno una slanciata facciata, caratterizzata dalla bicromia originata dall’alternarsi di elementi decorativi in mattoni rossi all’intonaco chiaro della parete; nella parte inferiore, tra due coppie di lesene, si apre il portale, sormontato dallo stemma della confraternita, mentre in quella superiore, leggermente più stretta rispetto alla precedente e a quest’ultima raccordata tramite due volute laterali, vi è una finestra rettangolare.
L’interno è a navata unica di tre campate, coperta con volta a botte e terminante con un’abside poligonale, all’interno della quale vi è l’altare in stucco dipinto a finto marmo, con alle sue spalle una nicchia contenente la statua di sant’Antonio abate.

 

Bibliografia:
Carlo Prezzolini, Chiesa di S. Giovanni d’Asso e Montisi in età moderna, in “Bullettino senese di Storia Patria”, XCII, Siena, Accademia senese degli Intronati, 1985

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_d%27Asso

Rilevatore: AC

TRIVIGNO (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Savonarola, 17
https://goo.gl/maps/ibmWLcTJw17RA54y5

 

La chiesa esiste fin dal 1691 ed è situata in uno dei vicoli del borgo, nel rione Casale.
Nel 1762 la chiesa fu ampliata dal sacerdote Don Giovanni Angelo Sassano, furono inseriti i due altari lignei ubicati lungo il lato sinistro della prima metà del XVIII secolo
Il Comune di Trivigno fece eseguire lavori di manutenzione nel 1894.
Tra il 2014 e il 2015 vennero effettuati lavori di restauro.

L’edificio ha una facciata austera sulla quale si aprono due finestre ellittiche; in alto a destra è collocata la cella campanaria. Il portale in pietra è delimitato da due lesene terminanti con capitelli e i vecchi battenti sono stati ricoperti, in epoca recente, da una lamina di rame sbalzato.
È a pianta basilicale, ad una navata; sui due lati si aprono cappelle che ospitano altari risalenti alla prima metà del ‘700 (in legno intagliato e dipinto, opera di artigiani lucani che riprendono motivi di scuola napoletana) e le statue di Sant’Anna e della Madonna del Carmine, sui rispettivi altari del lato destro.
Sul lato sinistro sono disposti altri due altari; di San Michele, in legno scolpito a motivi floreali in rilievo. La statua di San Michele Arcangelo, degli inizi del 1800, si erge su due gradini ed è delimitata da un baldacchino fatto di fregi e colonne dorate con intaglio a rilievo.

Il secondo altare del lato sinistro è deputato ad accogliere la statua, della seconda metà del Seicento, di Sant’Antuono / Antonio abate. Il Santo viene riproposto con i consueti attributi del bastone e del campanello e, nell’altra mano, un libro da cui fuoriescono lingue di fuoco.

 

Nella prima cappella di sinistra si può ammirare anche un olio su tela raffigurante “L’educazione della Vergine”, del pittore Domenico Eletto, 1884. La volta dell’abside è abbellita da un dipinto con cornice a stucco, raffigurante al centro, in un nimbo dorato, l’Ostia con il Calice che poggia su tralci di vite ornati da foglie e grappoli d’uva. Il soffitto, bello nella sua semplicità, presenta due riquadri lignei che incorniciano, tra quattro rosoni, rispettivamente le immagini della Madonna del Carmine e di San Michele Arcangelo: i dipinti a tempera su tavola risalgono alla fine del 1700 e s’ispirano a modi stilistici napoletani.

 

La festa di Sant’Antonio è ancor oggi molto sentita e si articola in due momenti: la sera del 16 gennaio, dopo la celebrazione religiosa, viene acceso il fuoco antistante la cappella e il parroco benedice gli animali – prevalentemente animali domestici – mentre, il sabato successivo, viene riproposto fedelmente il rito tradizionale ovvero la raccolta della legna di casa in casa da parte dei bambini che girano per il borgo in costume tipico, la benedizione dei buoi portati da paesi vicini e il giro dei muli intorno alla cappella. Infine il parroco, il sindaco e le altre autorità procedono all’accensione prima del fuoco del Casale e, per ultimo, del falò in legna più grande d’Italia, intorno al quale ci si intrattiene per tutta la notte tra concerti di musica popolare, balli, buon vino e degustazione di prodotti tipici nel percorso enogastronomico che si dipana per tutto il corso principale. Si dà così il via, in maniera gioiosa, al Carnevale perché, come si dice a Trivigno, “chi vol’ carn’val’ bbuon’ accum’nzass da u juorn’ d’ Sant’Anduon”.

 

Link:
https://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=100133&otype=1023&id=3003875
https://reteitaliana.santantuono.it/festa-di-santantonio-abate-a-trivigno/

Rilevatore: AC