SCANNO (AQ). Chiesa di Sant’Antonio abate

Strada Ciorla, 15
https://goo.gl/maps/1ndCfaQjSsUp83A9A

 

Un’ipotesi sulla fondazione cinquecentesca della chiesa è data da un’epigrafe sita sulla facciata che dice che il barone Ettore Ciorla la fece erigere (fieri fiat) nel 1569; questa ipotesi, tuttavia viene contraddetta dalla collazione del vescovo Cadichio di Sulmona già in data 15 febbraio 1515 investe la chiesa di sant’Antonio – che evidentemente era già esistente – all’arciprete Pasquale di Pietro. Quindi l’intervento del Ciorla del 1569 verosimilmente allude ad un restauro o un’aggiunta all’edificio; altra targa col testo quasi identico è affissa in prossimità, ma con data 1589.
Secondo la tradizione la chiesa sarebbe sorta sul sito di un’antica abbazia benedettina.

 

Una targa sulla controfacciata informa che nel 2000 è stato completato un restauro condotto dalla Parrocchia della chiesa di Santa Maria della Valle coadiuvato dalla regione Abruzzo e dalla famiglia di Giovanni Maiorano. Questo restauro ha rimosso il primitivo intonaco esterno lasciandolo spoglio (con mattoni a vista).

La facciata è rettangolare, ai lati del portale vi sono le due targhe con le date del 1569 e 1589. Sopra il portale una finestra ad arco acuto.
L’interno è ad aula a pianta rettangolare suddiviso in due cellule ricoperte da volte a botte ad arco ribassato e lunettate. Due paraste laterali che si aprono dietro l’altare sostengono altrettanti archivolti. Gli archi interni, che sorreggono la struttura della chiesa, sono emersi durante un restauro di inizio secolo. Il fondo della chiesa è scandito da un archivolto a sesto ribassato.
L’aula è molto luminosa, grazie alle due finestre ovali alle spalle dell’altare. Quest’ultimo è scostato dal muro e, nel muro retrostante, è presente una nicchia con la statua di sant’Antonio abate. Il Santo tiene nella mano destra il bastone a tau su cui è appesa una campanella; con la sinistra regge un libro chiuso su cui è una fiamma. Un maialino è ai suoi piedi.

 

Il 16 gennaio, vigilia della festa di sant’Antonio abate, viene acceso un falò davanti alla Chiesa e viene fatta la Sagra della Porchetta.
Il 17 gennaio davanti alla chiesa viene festeggiato Sant’Antonio abate, dopo la Messa vengono benedette le Sagne con la ricotta, un pasto che un tempo veniva distribuito ai poveri del Paese e se la festa capitava di venerdì, al posto della ricotta, si mettevano i fagioli.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Scanno)

SELARGIUS (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Vico Maria Vergine Assunta, 7
https://goo.gl/maps/G3PDbtbUd7SMmwKu7

Racchiusa in una piccola corte, la chiesa, dedicata a “Sant’Antoni de su fogu” (Sant’Antonio del fuoco), venne edificata in stile neogotico nel 1950 sullo stesso sito di una più antica chiesetta, demolita nel 1949, risalente alla seconda metà del ‘600 e smembrata, presumibilmente, nel 1786 per il rifacimento dell’altare maggiore.

Attualmente il sacro edificio presenta una facciata a cuspide, con un bel rosone traforato, un campanile a vela e, sopra il portale a doppio battente, una lunetta con l’immagine a mezzo busto di sant’Antonio, opera di Antonio Marini di Selargius.

L’interno della chiesetta è realizzato con arcate a sesto acuto, con l’abside semicircolare, due cappelle laterali a volta ellissoidale a crociera cordonata e una piccola gemma centrale.
Tra i pezzi più pregevoli, vi è un ex-voto con l’immagine della Madonna d’Itria e di Sant’Efisio, raffigurante il salvataggio di un uomo in procinto di annegare nel fiume di Pula (1883) e, in una delle cappelle, la statua della Madonna del Carmelo.

Sull’altare principale si trova una statua del Santo forse databile al XVIII secolo.

 

L’edificio è sede della Confraternita della Madonna d’Itria e ogni anno ospita la festa in onore di sant’Antonio abate protettore dei malati e degli animali.
Tradizione vuole che la chiesa sia addobbata con arance amare e venga eretta una grande catasta di legno, composta da ‘sas tuvas‘, tronchi di alberi resi cavi dai fulmini e dal tempo, privati di tutti i rami e in cui vengono inserite fronde di alloro. La pira viene accesa al tramonto del 16 gennaio, ma solo dopo che il parroco l’ha benedetta, compiendo tre giri intorno ad essa e dando il via ufficialmente alla festa, fra canti, balli tradizionali e distribuzioni di dolci, che sanciscono l’inizio ‘ufficiale’ del Carnevale. Ma la fede popolare attribuisce al Santo di origine egiziana anche poteri curativi: durante la messa vengono benedetti limoni, arance e mandarini, poi messi a contatto col corpo delle persone malate o degli animali, di cui Antonio è il protettore.

 

Link:
https://chiesedisardegna.weebly.com/selargius.html

RIOMAGGIORE (SP). Oratorio di Sant’Antonio abate

Affacciato sullo stretto carugio omonimo, nella contrada di Sant’Antonio, tra il castello e il mare.
Via Sant’Antonio, 87
https://goo.gl/maps/3edCkQ4mEY3WShgZ8

 

L’oratorio di Sant’Antonio abate è forse l’edificio religioso più antico, perché risale al XIII secolo, e il più piccolo.
Edificato in pietra da taglio e muratura intonacata.
Sulla semplice facciata, la statua del Santo è posta sopra il portale in pietra, accanto alla scalinata chiamata Sorchetto (uu Surchetu).

 

L’interno presenta un’aula rettangolare di ridotte dimensioni con volte a crociera e conserva un bell’altare in marmo con una pala del Santo con la mano destra in atto di benedizione, la sinistra regge un libro aperto.

 

 


Secondo la tradizione, anticamente il 16 gennaio si svolgeva il “gudìn”: i ragazzi di Riomaggiore si disponevano su due file, appoggiati alle pareti del vicolo e all’uscita delle ragazze dalla chiesa le spingevano verso gli altri ragazzi. Quando una fanciulla si ritrovava tra le braccia del giovane a cui piaceva, non veniva spinta via ma trattenuta.
Il piatto tipico che si mangia per la festa di Sant’Antonio sono i ravioli.

 


Link:

https://www.lecinqueterre.org/arte/riomaggioresantantonio.php

FOSSOMBRONE (PU). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Fratelli Kennedy, 26
https://goo.gl/maps/SqedQH3H72G2K2177

 

La chiesa e l’attigua canonica, furono costruite nel periodo 1373-75 e adoperate per quasi tre secoli dall’Ordine dei Celestini, prima di essere eretta a parrocchia.

La chiesa ha struttura muraria in conci irregolari di pietra del Furlo e tetto a capanna. Si articola in due volumi, quello principale corrispondente all’aula liturgica e quello dell’avancorpo d’ingresso, più stretto e basso. Il fianco destro è libero e presenta due finestre lunettate con centinatura in mattoni; al fianco sinistro si connette la lunga costruzione a due piani della ex casa parrocchiale e, sul retro, la costruzione a un piano della sacrestia. Tra i due volumi si erge il campanile a pianta quadrata; la torre è in pietra rosa e bianca e la cella campanaria in mattoni faccia a vista, con quattro fornici e tetto in coppi a padiglione.
Sul retro della fabbrica sporge il volume a pianta pentagonale dell’abside.

La facciata è in pietra faccia a vista, compresa tra lesene in mattoni a tutta altezza e coronata da un cornicione modanato e da un frontone con timpano cieco, più stretto rispetto alla larghezza del fronte. Una ripida scalinata conduce al ridotto sagrato e al portale con mostra in pietra modanata; sopra questo si trova una bifora con arco goticheggiante su esili pilastrini, che interrompe la cornice della trabeazione superiore. Sul lato destro del portale, inoltre, si apre una nicchia affrescata, traccia parziale di una preesistente nicchia centinata.
Nel 1633 l’ingresso, che rispondeva all’orto dei frati, venne spostato verso la via del Borgo, utilizzando l’antico cappellone, di cui restano i bei costoloni della volta; la vecchia entrata fu, invece, trasformata in abside.
Fa da filtro tra esterno e interno un atrio chiuso da un’ampia porta finestrata e affiancato sul lato destro da un piccolo battistero; al piano di sopra la controfacciata si apre in un locale che affaccia, con una grande arcata ogivale, sull’aula liturgica. La cantoria è coperta da volta a crociera costolonata e lascia filtrare la luce della bifora del fronte.

L’interno è a navata unica, coperta da una volta a sesto ribassato impostata sulla trabeazione a fregio liscio che corre lungo tutta l’aula; la trabeazione è sorretta da un ordine di lesene che spartisce ritmicamente le pareti della navata. Tra le lesene sono comprese tre arcate cieche per parte, di cui quelle centrali con nicchia. Nell’arcata di sinistra è presente un altare a sarcofago con mensa su pilastrini, addossato a muro, che reca un elaborato espositorio con l’immagine della Madonna immacolata. La navata è coronata in fondo dall’abside pentagonale coperta con catino a spicchi, nel quale si aprono due finestre lunettate. Il presbiterio, a cui ci introduce un arcone a sesto ribassato, è sopraelevato di un gradino rispetto al piano dei fedeli.
E’ dominato dal vecchio altare maggiore in marmi policromi con mostra architettonica frontonata e nicchia centrale che ospita la statua del santo titolare della chiesa.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/43367/Fossombrone+%28PU%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/beni-storici-artistici/scheda/11209.html

Rilevatore: AC

LACONI (OR). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa di S. Antonio Abate si trova nella parte alta di Laconi, al termine di un ripida salita.
Via Sant’Antonio, 16
https://goo.gl/maps/m62d1wCurdph6NiW8

 

L’edificio, di fattura piuttosto semplice, venne edificato in stile romanico ma fu in seguito rimaneggiato o ricostruito nel 1704 per volere del rettore Cosma Bonaventura Manis, il fatto è documentato da un’epigrafe in facciata.
Durante i restauri del 1865 furono rifatti due archi, il tetto e il pavimento.
Nel 1964 fu ampliata la chiesa e costruito il nuovo presbiterio.

La facciata, molto semplice, intonacata con malta cementizia, è quasi priva di elementi decorativi. L’ampio portale ligneo, ad arco a tutto sesto con cornice, è sovrastato da un raffinato rosone con decorazioni a rilievo realizzate in pietra locale. Sul portale è murata l’epigrafe del 1704.
Sul semplice tetto a capanna spicca una piccola croce.

La chiesa è caratterizzata da una pianta rettangolare articolata in una sola navata separata dal presbiterio da un arco in mattoni a sesto acuto. Il presbiterio è sopraelevato da un gradino rispetto alla navata. Le pareti interne sono intonacate, tinteggiate di bianco e prive di elementi decorativi. La navata è divisa in quattro campate, delimitate da archi a tutto sesto su cui poggia la copertura e con relativi contrafforti esterni. Le murature sono realizzate in pietra locale.
All’interno della chiesa è conservata una bella statua di S. Antonio.

 

Il 17 gennaio, o la domenica più vicina, si svolge la tradizionale festa di sant’Antonio: al termine della consueta celebrazione liturgica, la statua del Santo viene portata in processione dalla Parrocchia alla Chiesa di Sant’Antonio ed effettua i tradizionali tre giri intorno al falò.


Link:

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/83827/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate