TEANO (CE). Chiesa di Sant’Antonio abate

Borgo Sant’Antonio abate
https://goo.gl/maps/zUATUoRy7Bgmq9ys6

 

Il piccolo edificio religioso, con monastero e ospedale, faceva parte di un complesso edificato nella seconda metà del XIV secolo per volontà della famiglia reale degli Angiò, nel punto in cui la via Francigena attraversava il territorio della città di Teano, e affidato all’Ordine Antoniano. Scomparsi tra XV e XVI secolo monastero e ospedale, resta la chiesa che presenta un’aula a navata unica di forma rettangolare e da un’abside semicircolare. Le finestre a sesto acuto ancora visibili sui lati lunghi dell’aula testimoniano con certezza l’appartenenza dell’edificio  alla fase tardo gotica dell’architettura religiosa. La facciata, invece, ha perso tali caratteristiche a seguito di un intervento di restauro probabilmente operato dalla famiglia dei Marzano nel XV secolo.

Nessuno degli affreschi che decoravano la navata rettangolare, si è conservato, invece rimangono ampie tracce della decorazione dell’abside affrescata da uno o più pittori di sicura ascendenza giottesca (forse la stessa che operò a Sant’Angelo di Alife, vedi scheda) con episodi della vita del Santo che si sviluppano secondo uno schema narrativo a riquadri che procede dall’alto verso il basso e da sinistra a destra, ed ogni riquadro è delimitato da un elegante decoro geometrico che richiama analoghi decori presenti in chiese umbre e toscane. Nella parte bassa di ogni riquadro è presente una scritta che descrive la scena.
Gli episodi sono tratti dalla Vita di Antonio di Atanasio e dalla Vita di Paolo di san Girolamo. Vi erano quattro registri; irrimediabilmente perduti sono i quattro riquadri che formavano il primo registro, il più alto, e che probabilmente raccontavano la giovinezza ed i primi anni di vita eremitica di Antonio.
Gli affreschi del secondo registro sono persi, ma le due scene all’estrema destra dovevano rappresentare una l’incontro tra Antonio e Paolo, definito dai pochi frammenti superstiti della didascalia “primo eremita”, e l’altra, per le sagome incise sull’intonaco, il corvo che porta il pane ai due Santi.
Nel terzo registro, il primo riquadro è molto rovinato e di difficile lettura, ma si intravedono le montagne e i contorni di qualche figura; qui doveva essere raffigurato il momento in cui Antonio, allontanatosi da Paolo e assorto in preghiera, fu avvisato da una visione della morte del compagno. La scena successiva ritrae il momento del seppellimento del corpo di Paolo, con due leoni intenti a scavare una fossa. Nel terzo riquadro vi è un episodio delle Tentazioni con Antonio insidiato da una donna-diavolo in uno scenario aspro e montuoso. Il riquadro seguente, frammentario, raffigura Antonio che viene percosso dai demoni.
Il quarto registro, il più basso, si apre con una scena di cui rimangono pochi frammenti: nella parte superiore una figura maschile, a malapena visibile, circondata da angeli; nella parte inferiore si distinguono i segni di un’aureola incisi nell’intonaco; probabilmente si riferiscono al testo di Atanasio che narra del momento in cui Antonio, dopo le percosse subite, invoca Gesù che gli appare circondato da serafini. Nel riquadro successivo il Santo è raffigurato in preghiera davanti all’ingresso di una chiesa, mentre un angelo sopraggiunge dall’alto con un cartiglio dalla iscrizione non più leggibile: quando un angelo gli comunica l’avvicinarsi della morte.
Segue un riquadro con una bella effige del Santo, forse di mano diversa dagli altri riquadri, raffigurato in piedi, indossa il mantello con cappuccio scuro, tiene il bastone nodoso a forma di tau nella mano destra, un libro in quella sinistra. Il ciclo termina con il riquadro della Morte di sant’Antonio, con le esequie conventuali del santo, disteso su di un letto circondato da cinque frati che lo piangono.

All’interno della chiesa si conserva una statua di sant’Antonio abate con i consueti attributi.

 

 

Parte delle notizie e delle immagini da:
Italia Caradonna, Immagini e testi da alcuni cicli da alcuni cicli ad affresco del primo Quattrocento nell’alto Casertano: il caso di Sant’Antonio Abate, da: “Polygraphia” 2020, n. 2, pp. 65-81

Link:

http://www.prolocoteanoeborghi.com/?page_id=175

https://agoradelsapere.wordpress.com/2019/01/17/il-complesso-monastico-di-s-antonio-abate-di-teano/

https://www.flickr.com/photos/mimmofeola/sets/72157656813527385/ (immagini)


Regione Campania