GUBBIO (PG). Ex Chiesa di Santa Maria Nuova, due affreschi di s. Antonio abate e immagine dalla “Madonna del Belvedere” di O. Nelli
La Chiesa fu edificata tra il 1270 ed il 1280. Nel corso del XVII secolo l’interno fu pesantemente alterato, furono trasformate le finestre ad arco acuto, realizzata una copertura a volta, fu coperta da intonaco quasi tutta la decorazione pittorica murale, ad eccezione della Madonna del Belvedere, e realizzati gli altari in stucco. Nel 1861 la chiesa divenne proprietà demaniale. Nel 1909 si avviavano le procedure per lo stacco di alcuni affreschi votivi. Attualmente sconsacrata.
L’interno è a navata unica, con tre altari e conserva molti affreschi dal Trecento al Cinquecento.
Sulla parete sinistra si vede un affresco molto guasto, in larga parte perduto, con una scena di difficile interpretazione, in alto si vede un armigero nell’atto di attaccare qualcuno con una lancia. Segue un Sant’Antonio abate, opera di un pittore trecentesco ispirato dal Lorenzetti, forse Guido Palmerucci da Gubbio, oppure Mello da Gubbio. S. Antonio abate ha una lunga barba bianca biforcata, tiene il bastone con la mano destra e un libro con la sinistra.
In controfacciata sono stati riscoperti interessanti affreschi, disposti su due registri, nel superiore Annunciazione, Crocifissione, opera di Ottaviano Nelli, un Santo ignoto. Nel registro inferiore, entro una finta architettura, i Santi Paolo e Pietro, di insolita iconografia, opera di scuola di Ottaviano Nelli; poi un San Michele Arcangelo; Santa Caterina d’Alessandria.

Segue una Maestà con la Madonna in trono che allatta il Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista, Giacomo Maggiore e Antonio abate, del quale purtroppo rimane solo la parte superiore; il dipinto è attribuibile a Ottaviano Nelli. Sant’ Antonio abate ha una lunga barba bianca biforcata, tiene un bastone con terminazione a “L” con la mano destra e un libro con la sinistra.
Sulla parete destra della chiesa si trova un affresco raffigurante il Cristo crocifisso, il Cristo benedicente e la Madonna in trono col Bambino; poi, sotto un’edicola cinquecentesca in pietra serena dalla forma classicheggiante, campeggia il famoso affresco della Madonna del Belvedere, di 188 x 250 cm, capolavoro del pittore eugibino Ottaviano Nelli (1375 – 1444). Raffigura al centro la Madonna col Bambino tra angeli musicanti, a sinistra un Santo col libro in mano e la palma del martirio, la cui identificazione non è certa; a destra, Sant’Antonio abate.
Il Santo, con saio, mantello e barba biforcata, tiene con la mano destra un bastone a stampella e appoggia la sinistra sul capo del committente.
In basso, ai due lati, le piccole figure dei committenti (una donna a sinistra e un uomo a destra). È uno degli esempi più raffinati del gusto gotico internazionale in Umbria e fu realizzato, molto probabilmente attorno al 1417.
Il dipinto è molto noto anche perché, oltre a essere ricchissimo di dettagli decorativi, contiene alcuni brani a tema profano, molti singolari, che arricchiscono le colonne tortili incornicianti il dipinto murale. Si tratta di scenette che raffigurano figure umane a monocromo interpretate, quelle della colonna a sinistra come le anime degli eletti, mentre a destra quelle dei dannati che presentano un evidente carattere erotico. Di quest’ultime vi sono altre interpretazioni, ad esempio sarebbero assimilabili alle diffuse rappresentazioni sessuali nell’arte delle chiese, soprattutto romaniche, ispirate generalmente ai “significati apotropaici, fecondanti e positivi che le culture contadine europee attribuivano alle esibizioni del sesso”; oppure rappresenterebbero un corrispettivo figurativo del cosiddetto ‘risus paschalis’.
Link e immagini:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santa-maria-nuova-gubbio-pg/
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000075977
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1000075968
Segnalazione di Valter Bonello





