INTROBIO (LC). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

 

Piazza Sagrato, 5
https://goo.gl/maps/NG68pVHD6fDobjkc7

 

Anticamente il territorio di Introbio era sottoposto direttamente alla pieve di Primaluna; nel 1406 venne eretta dall’arcivescovo Pietro Filargo la parrocchia introbiese, con sede nella chiesetta di San Michele arcangelo.
Nel 1566 l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, compiendola sua visita pastorale, fece trasferire la parrocchialità nella quattrocentesca Chiesa di Sant’Antonio abate in paese, che era più comoda per i fedeli.
La prima pietra della nuova parrocchiale, progettata da don Enrico Locatelli, venne posta nel 1891; nel 1897 l’edificio fu completato e consacrato. Fu costruita di fronte alla vecchia parrocchiale, oggi trasformata in abitazione civile.
Tra il 1900 e il 1901 fu eretto il campanile. Nel 1934 fu realizzata la bussola lignea del portale e nel 1969 venne posato il nuovo pavimento; nel 1989 il tetto subì un rifacimento, mentre nel 1991 l’interno fu oggetto di un restauro.

La facciata della chiesa, a salienti, è scandita delle lesene sorreggenti il cornicione, sopra il quale s’eleva l’ordine superiore, caratterizzato da due lesene laterali, affiancato da due volute che lo raccordano al registro inferiore e da due statue ritraenti i santi Michele arcangelo ed Antonio abate (a sinistra).
L’interno è diviso da colonne d’ordine corinzio in tre navate, sulle quali s’affacciano la cappella della Vergine del Rosario e quella di San Giuseppe; al termine dell’aula vi è il presbiterio, sopraelevato di due gradini, a sua volta chiuso dall’abside.

Le opere di maggior pregio qui conservate sono le due tele ai lati del presbiterio, in cui sono ritratte le Tentazioni di sant’Antonio, realizzate dal pittore milanese Carlo Filippo Vignati alla fine XVII secolo (immagini in basso).

Collocate in posizione contrapposta tra due lesene si trovano altre due tele presumibilmente seicentesche raffiguranti San Sebastiano e Cristo con Marta, nonché una tela sei-settecentesca raffigurante l’Incontro di San Carlo con San Filippo Neri e un paliotto seicentesco in cuoio dipinto con al centro un medaglione raffigurante sant’Antonio abate.

Lungo le pareti della navata, presso il presbiterio, si trovano lacerti di affreschi quattrocenteschi staccati da edifici del paese: quello di destra, datato 1433, raffigura un Santo (Antonio?) dal capo aureolato, quasi calvo, canuto e fornito di baffi e di lunga barba, che impugna nella mano sinistra il pastorale; quello di sinistra raffigura sant’Antonio abate con il saio monacale, barba, baffi e capelli canuti sul capo aureolato, che con la mano sinistra regge un lungo bastone.

Lungo la navata sinistra si trova il pulpito in legno di noce intagliato realizzato nel XVII secolo da una bottega bergamasca. La tribuna del pulpito presenta cinque lati ornati di formelle con altrettante scene intagliate con raffigurazioni degli Evangelisti e del Santo titolare della chiesa, che nel deserto viene tentato da una diavolessa.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Introbio)

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/stampaapprofondimento.jsp?guest=true&sercd=14296

 

Data compilazione scheda: 29-1-2022
Rilevatore: AC


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